Mese: gennaio 2012

La Bella e la Bestia

(della serie: le grandi favole rilette da un imbecille)

C'era una volta un mercante con tre figlie. 

Di queste, due erano perfide, schizzinose e stringiculo; una, invece, era bellissima, dolce e pura di cuore, si chiamava Bella. Le sorelle fighe di legno, respingono tutti i pretendenti. Bella, invece, prima gliela fa annusare, si fa pagare le cene e poi li respinge. Il mercante, pur non capacitandosi di quanto siano stronze le sue figlie, parte per un lavoro e chiede loro cosa vogliano in dono. Quelle perfide vogliono roba preziosa, vestiti e svarowski. Bella, lei dolce, vuole solo una rosa. 

Il mercante parte ma scopre che il lavoro gli è andato dimmerda, gli hanno sequestrato il carico, la banca gli ha chiuso i cordoni e quindi decide di tornarsene a casa. 

Durante il tragitto viene sorpreso da una bufera e si rifugia in un castello che pare disabitato, anche se è bello pulito, spazioso, luminoso, libero subito. Nel giardino vede delle belle rose e cerca di coglierne una. 

Qui inizia il casino. 

Il padrone del castello si annusa le ascelle, parla a bocca piena, sbadiglia senza mettere la mano davanti alla bocca: è una Bestia. 

Gli dice: io ti permetto di ripararti dalla bufera e tu mi fotti la rosa? Ovviamente devi morire. 

Mercante: – Non ti pare esagerato? 

Bestia [mangiando con le mani]: – Siamo nelle fiabe, amico, qui la vita non vale un cazzo. Peggio che nel Far West. 

Mercante: – Ah ok. Allora sono costretto a dirti che è colpa di una delle mie figlie stronze, che mi ha chiesto una rosa. 

Bestia [grattandosi il pacco]: – Quale? Una di quelle stringiculo e perfide, o quella bella, dolce, simpatica che ti dice che con gli altri è solo sesso sesso sesso e con te invece può parlare perché sei un vero amico? 

Mercante: – Quella bella, amorevole e buona che accetta tutti i tuoi inviti, si fa scarrozzare, le paghi il cinema e il teatro e che poi ti dice che sei un vero amico e non vorrebbe rovinare un così bel rapporto. Le stringiculo mi hanno chiesto gli svarowski. 

Bestia [prendendo con le mani da un piatto dove devono prendere tutti]: Ok, facciamo così. Invece di ucciderti ti prendi questo baule pieno di svarowski, così sei in debito con me. Se entro tre mesi non mi porti qui la figlia bella, io ti ammazzo e ti brucio la macchina. 

Il Mercante accetta e vince il premio "Padre dell'Anno". 

Torna a casa e fa sentire in colpa la figlia Bella, la quale accetta di andare al castello della Bestia. 

La Bestia accoglie padre e figlia grattandosi la schiena con l'unghia del mignolo più lunga delle altre unghie.

Il Mercante viene congedato e la Bella rimane lì. 

La Bestia, nonostante la sua educazione di scarso livello, si dimostra gentile, premuroso, rispettoso. Insomma, azzerbinato in tempo zero. 

La Bella, ovviamente, prende subito il sopravvento. 

Viene ricoperta di ogni attenzione e di ogni ricchezza ma non gliela dà perché viene da una storia di tre anni con un tipo e non se la sente, ha paura di soffrire. Si fa installare però uno specchio da 52 pollici col digitale fiabesco in modo che possa vedere la sua famiglia, tipo grande fratello. 

Un giorno vede che il babbo sta male, e chiede alla Bestia di tornare a casa. 

Bestia [mettendo un dito nell'ombelico e poi annusandolo] : – Ma poi torni? 

Bella: – Certo! 

Bestia [pisciando su un muro]: Ok, ma torna entro una settimana, altrimenti muoio di crepacuore e non firmo il testamento a tuo favore. 

Bella torna dal padre, ma le sorelle sono invidiose più di prima: loro si sono sposate perché oramai vicine ai quaranta, ma non sono felici. Bella, rimasta single, è tutta agghindata e dimostra dieci anni di meno. 

Allora decidono di trattenerla a chiacchiere oltre la settimana che lei aveva accordato con la Bestia. Bella, in preda ai rimorsi e al panico di non diventare erede unica, corre al castello, ma trova la Bestia morente di dolore. 

Bestia [soffiandosi il naso nella camicia]: – Muoio! 

Bella: – (oddìo mi devo inventare qualche stronzata per convincerlo a firmare il testamento)… No, non morire! Io ti sposerei pure! 

A quelle parole, la Bestia si toglie la maschera, sotto c'è Tom Cruise che dice: – Ho registrato tutto, ora mi sposi. 

Bella dice: – Poteva andarmi peggio, sei molto figo, ma perché sposarsi? 

ex-Bestia: – Sono ghèi e ho bisogno di una moglie di facciata. 

Bella: – Ah quindi non te la devo dare. Meno male. 

E vissero tutti felici e contenti e la gente diceva "che bella coppia". 

 

p.s.: ovviamente basato sulla favola vera, non sullo scempio disneyano.

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Favola 4

C’era una volta un Principe Azzurro. In realtà era blu. Cianotico. La Principessa allentò la presa sulla corda che gli stringeva il collo, incassò il premio dell’assicurazione sulla vita del Principe e visse per sempre felice e contenta. 

A Capo Verde o giù di lì. 

Hai capito la Principessa? Mica scema.
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