Mese: giugno 2012

Primi appuntamenti andati male – La mini raccolta


Io: – Sai, assomigli un sacco a una persona che mi è molto cara.
Lei: – Davvero?
Io: – Sì, Mario.

Ehi! Quello che stai impugnando è uno spadone medievale origina
*SWORD!*

—oOo—

Lei: – Sono stata molto bene stasera, Francesco.
Io: – Anche io, queste pastiglie contro la dissenteria fanno miracoli.

Che gesto fai?
Due?
Vittoria?
OUCH! I MIEI OCCHI!

—oOo—

Io: – Sai, la luna di stasera ti somiglia.
Lei: – Ooooh davvero? E in cosa?
Io: – È pallida, butterata e spaccia per sua una luce riflessa.

Quello è un pugno?
*POW!*

—oOo—

Io: – E’ stata una bella serata!
Lei: – Sì, vero! La cena era ottima.
Io: – Ora potremmo andare a vedere la mia collezione di scuse per portarti a letto.

L’ho detto ad alta voce?
Cinque cosa?
*SCHIAFF!*

—oOo—

Lei: – Che te ne pare della mia gonna?
Io: – È meravigliosa, splendida! La adoro. La prossima volta puoi far uscire solo lei?
Ma dove vai?

Quella è la pala del pizzaiolo?
*BLAST*

—oOo—

Lei: – Ma ho parlato solo io, raccontami qualcosa di te!
Io: – … uh? Beh sono d’accordo avrei risposto anche io così…
Lei: – Non hai ascoltato una parola di quello che ho detto!
Io: – Ma scherzi? Certo che offro io!

Sollevi forse la sedia in aria per mostrare che oltre alla pregevole fattura sono anche leggeris
*STUD!*

—oOo—

Lei: – Ma sai che hai dei begli occhi?
Io: – Grazie… vorrei poter dire lo stesso.

Cosa fai?
Il gioco dei mimi?
Aspetta aspetta che indovino! ROCKY IV!
*SPIEZZ*

—oOo—

Lei: – Non ho mai conosciuto una persona matura e tanto profonda di pensiero come te.
Io: – Questo comporta ora che organi del mio corpo entrino in contatto con tue mucose?

Porti sempre un martello con te?
*STUD*

—oOo—

Lei: – Ti piace il vestito che ho indosso?
Io: – Cameriere, c’è un vestito sulla ragazza al mio tavolo, potrebbe portarmene una senza?

Cameriere, la ragazza ha anche un badil
*STRONK!* 

—oOo—

Io – Con quel vestito sembri una stella.
Lei – Dici? Mi dona il rosso?
Io – Sì, una gigante rossa.

Come mai nella borsetta hai il crick della macchi
*STOMP!*

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MegaBox: dopo Megavideo e MegaUpload, Kim Dotcom sfida ancora le Major

Kim “cicciopasticcio” Dotcom, il tizio che ha fatto incazzare la polizia indaiuessè e tutte le Major cinematografiche con Megavideo e Megaupload, torna con una cosa veramente interessante.

Facciamo un passo indietro, per i pochi che pur navigando in Internet non fanno altro che ricondividere video di gattini che fanno cose ridicole.
Megavideo e Megaupload erano dei siti che consentivano di caricare file e video di grosse dimensioni, con la possibilità di fare un abbonamento per poter vedere i film caricati da altri utenti senza limitazioni di tempo.
Insomma, quella che poteva essere una occasione da sfruttare per le Major (la gente è disposta a pagare un abbonamento mensile per poter vedere i film ondemand) è invece diventata una battaglia nella quale Kim si è trovato da una parte imputato (è attualmente ai domiciliari) e dall’altra eroe perseguitato, con proteste online e Anonymous che ha scorrazzato per vari siti istituzionali iuessè e delle major.
Insomma, un casino più grosso di quello – ai tempi – di Napster.

Ora il Mega Kim torna con questo progetto, MegaBox.
Che è più furbo, commercialmente e legalmente parlando, e potrebbe essere anche una occasione, sia per gli utenti che per i musicisti.
E una sonora lezione per le Major.
Sì, perché non sarà altro che uno store per vendere e acquistare musica online, quello che già fanno le major attraverso iTunes e altri store propri o di terzi, ma con percentuali di guadagno per l’artista finora mai sentite (si parla del 90%).

Pare, tra l’altro, che nel progetto entrerà anche Steve Wozniak, quello che insieme a Jobs ha inventato il Mac, ma che non se lo caca quasi mai nessuno perché probabilmente se fosse stato per lui il mac sarebbe stato a forma di fecaloma e color topo (ma funzionante) e soprattutto perché il dolcevita nero non gli casca bene addosso, ma manco per il cazzo.

Quindi tenete d’occhio questa nuova creazione attraverso il canale twitter di cicciopasticcio Kim:  https://twitter.com/#!/kimdotcom

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Le ricette del Fra: Torta di torte ripiena alle torte

(Ricetta tipica della Sanità lombarda)

Ricetta per molti amici

Prendete un rosario, una stretta di mano, della comunione, della liberazione, un intingolo di io so che tu sai che lui sa, un “quando c’era lui” ben stagionato, mele solo marce, poche regole, molte deroghe e mescolate bene il tutto, con le mani, fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Non sarà difficile vista la facilità con cui questi ingredienti si legano.
Montare quindi a neve voti ed elettori che avrete precedentemente messo in una terrina. 

Se serve, usare un po’ di neve per montare e basta.
Adagiare l’impasto su un letto di soldi pubblici appena scongelati.
Guarnire a piacere con scaglie di ‘ndrine fresche.
Servire agli amici, degli amici, per gli amici, con gli amici.
E Amen.
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Scoop: il comune di Milano risolve il problema della cittadinanza al Dalai Lama

La cittadinanza verrà data alla controfigura cerchiobottista del Dalai Lama.
Il D’Alailema.






Inoltre, il sotto-scoop!



Stamattina ho sentito al telefono il Dalai Lama.
Ecco l’intercettazione (mi autointercetto per avere l’impressione di essere più fico)

Fra – Ueh Dala!
Dalai – Pace, zio!
F – Oh ma sta storia che ti dovevano dare la cittadinanza milanese onoraria e poi se la sono rimangiata per paura che la mafia cinese poi snobbi l’Expo 2015?
D – No che storia poco zen! È diversa!
F – Paura! Spiega!
D – Ho rinunciato io.
F – Sei un cazzaro.
D – No giuro sulla mia prossima vita!
F – E come mai?
D – Ho visto il numero di indagati in Regione e mi sono detto che mi sento più al sicuro con i servizi segreti cinesi alle calcagna o, che ne so, nel Bronx. Toh, se mi danno la cittadinanza di Quarto Oggiaro ancora ancora.
F – Non ti biasimo, fratello. Oh ora ti saluto che c’ho la Merkel che mi stressa coi messaggini.
D – Che bazza!
F – Godi forte Dalah!
D – Godi forte Fra!

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Il gioco dell’estate: Cogliona anche tu un VIP!

Cosa possiamo fare noi, poveri naviganti schiacciati dall’ipertiroidismo socialnetworkoso dei vip che stupideggiano su twitter e facebook, felici di comunicarci i loro inutili cazzi?
Possiamo, come insegna l’anziano maestro di cunfù, sfruttare la loro forza e la loro stupidità per coglionarli.
E’ facilissimo.
Vi faccio alcuni esempi.

Lady Gaga posta una sua foto tutta agghindata strana come suo solito?
Beh, in coda alle migliaia di fan che in visibilio sbavano (senza motivo), perché non aggiungere un commento del genere?

Facile, divertente e piace a grandi e piccini!
Barbara d’Urso ci minaccia con un nuovo libro?
Pronti!
Fabio Volo ci comunica qualcosa di assolutamente vitale?
Eccoci!
(Questa è dell’amico fraterno Sergio)
E’ un perfetto sport per l’estate!
Si rischia anche di far incazzare qualche stupido fan di qualche stupido vip: è un’attività che ha solo vantaggi!

Cogliona anche tu un vip!
E’ facile come picchiare uno che sta cagando, se mi è consentita la metafora.


E… ricordate: non esistono miti. 
I miti non esistono.

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Una valletta della porta accanto a Sanremo 2013

Questo paese disastrato ha diritto a una svolta.
Basta con le solite banali vallette di Sanremo, strapagate e inutili.
Ci vuole una valletta precaria, con contratto a progetto, sottopagata ma sempre con il sorriso sulla bocca.
E’ per questo che io sostengo ufficialmente, su Facebook e su Twitter, l’autocandidatura di Elena Lo Muzio a valletta di Sanremo 2013.
Il perché è spiegato in questo post sul suo blog.
Aiutatemi tutti a sostenere Elena in questa iniziativa!
Twittate   @FabioFazio64   #elenalomuasanremo.
Que viva Elena!

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Sapessi com’è strano duplicare delle chiavi a Milano

Sapessi com'è strano duplicare delle chiavi a Milano

(sottotitolo: anche i duplicatori di chiavi a milano sono fighetti)

Tra le chiavi perse c'è quella dell'ufficio, che è una chiave di quelle ciccionissime e strane che aprono serrature di ultrasicurezza e difficilissime da duplicare con metodi tipo 007 che fa il calco della chiave con la saponetta.
Peccato che intorno alla serratura ci sia una porta del 1200 che si apre con una alitata post-kebab completocipolapicante.
Parto dall'ufficio alle 14 e incontro solo ferramenta che appena vedono la chiave cicciotta mi dicono:
– Questa non ho la macchina per duplicarla.
Io: – Sa dove possono farla?
– Mah.
Dopo lunghe peregrinazioni arrivo in un negozio la cui insegna è una enorme chiave. Niente scritte, solo una chiave gigante.
Apre alle 15.
Aspetto bevendo un caffè in un bar vicino.
Alle 15 e 5 mi muovo.
Entro e c'è un tizio che ha l'aria di un intenditore, dietro il bancone.
Davanti a me un vecchietto che aveva appena portato circa 400 chiavi da duplicare.
Aspetto.
Il duplicatore di chiavi su ogni chiave ci mette l'impegno, la precisione e la passione che ci metterebbe il Pinturicchio a farsi una pippa.
Ogni chiave la guarda in controluce.
La annusa.
La soppesa.
La lima.
La ama.
Quando arriva il mio turno, guarda la chiave cicciotta e con un sorriso di sufficienza, come se stessi dando una sottrazione da risolvere a Rita Levi Montalcini, mi dice:
– Sì, ci vorranno 10 minuti. Aspetti o ti faccio chiamare?
Penso: "Elamadonna".
Dico: – No aspetto.
E mi servono anche due copie di tutte queste.
Prende tutte le chiavi con un sospiro come se pensasse "un grande artista come me per delle così misere chiavi".
Io taccio perché mi sento anche un po' in colpa. Lui mette le chiavi normali in una macchinetta che le fa automaticamente e si mette comunque a soppesare con professionalità quella cicciopasticcia.
Entra una ragazza con una chiave stranissima.
L'artista la guarda, non la ragazza, ma la chiave e dice:
– Hum. E' la chiave di una cassaforte?
– Sì.
– Ma funziona?
– Sì.
– Sicura? A me pare smussata.
– No, non funziona.
– Dicevo io. Devi portarla lunedì, lasciarmela la mattina e puoi venire a prenderla la sera.
– Quanto costerà?
– 25 euro.
Io penso: "Minchia."
Dico: – Che chiave impegnativa! Eh eh. Eh… eh.
Taccio.
Si rimette al lavoro sulla chiave ciccia.
Entra un vecchietto con una chiave che sembra un incrocio tra un incidente automobilistico e le chiavi della città di San Francisco.
L'artista la prende, la soppesa, la assaggia con la punta della lingua.
Dice: – Incredibile, una Haromichael-Lindergraften-Zuri-Poppenberger del 1927! Erano anni che non ne vedevo una!
Il vecchio dice: – Mi servirebbe una copa.
– Costerà sui 70 euro.
Penso: "Taccio".
Dico: – Taccio.
– Però me la deve lasciare due giorni.
Mi scappa: – Elamadona!
L'artista mi fulmina, mi rende le mie chiavi dopo averle lucidate, fresate, accarezzate e pure dopo aver loro sussurrato qualcosa nelle orecchie. (non sapevo che le chiavi avessero le orecchie!)
Chiedo: – Posso prendere anche un anellino e un moschettone?
Risponde: – Fai pure.
– Quant'è?
Dice: – Le chiavi e il moschettone 28 euro. L'anellino te lo regalo.
Guardo il prezzo degli anellini: 40 centesimi.
Taccio.
Esco con le mie chiavi scintillanti nel sole.
Che artista!

Stasera se quelle di casa non funzionano, torno lì e gli do fuoco al locale.

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Le ricette del Fra: Becchino impanato

(ricetta surreale)

Prendere un coniglio, nel senso metaforico. 

Per dire, prendete un coniglio: non userebbe mai di sua iniziativa un ascensore. 
Per questa ricetta serve: un becchino fresco, quindi se ha sonno arretrato fatelo riposare, del becchime, un uovo oggi, una gallina domani, olio, sale, odio, ma attenzione a non salare l’olio e a non far salire l’odio, del pane grattugiato, noce moscata, un profiterol, e non dimentichiamoci una cucina. 
Entrate in cucina, prendete un ascensore se la cucina è ai piani alti, lasciate che il coniglio vada a piedi, tanto è abituato. 
Adagiate il becchino su un letto di becchime e cercate di convincerlo a roncolate a farsi affettare. 
Nel frattempo rosolare ben bene un profiterol appena colto di sorpresa. 
Per cogliere di sorpresa un profiterol basta giungere alle spalle, sebbene individuarle potrebbe non essere facile. 
Quando è bello dorato, rivendetelo. 
Intanto quando avete finito di roncolare il becchino, suggete l’uovo oggi. 
La gallina domani, intanto sarà arrivato anche il coniglio, con comodo, e vedremo la prossima ricetta: la gallina morta di coniglio. 
Ma domani.
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Cose che il Web 2.0 ha ucciso: La Netiquette

Qualcuno tra i pionieri della Rete se la ricorda: la Netiquette.
Ovvero la sintesi di “Net” ed “Etiquette”.
Le regole di buon senso per comportarsi educatamente in Rete.
Ha un suono così incredibilmente elegante, moderno, e desueto.
Pensate, la Rete era nata da così poco, e già era così avanti: gli utenti si trovavano d’accordo sulla validità di certe regole condivise, che non avevano un vero e proprio autore, ma erano un insieme di principi dettati dal buon senso, applicati alla vita nel Web, e che si tramandavano di luogo virtuale in luogo virtuale.

E mi ricordo che nei luoghi di ritrovo “antichi”, come le BBS o i Forum, i canali IRC o le chat, c’erano amministratori e moderatori che ci tenevano!
C’erano regole di Netiquette per i comportamenti online e per i comportamenti con l’uso di strumenti come le email.
Oggigiorno, a rileggerle, mi fa venire in mente quando si dice: ah, gli Antichi Romani avevano leggi modernissime! Peccato che siano morti tutti.

E’ bello passare in rassegna, oggi, i punti della Netiquette e confrontarli con i comportamenti preponderanti che si possano notare in giro.
E’ tragicomico, direi.

Dai, facciamoci del male e cominciamo a leggere queste regole comunemente ignorate. Non tutti, diciamo i più significativi, con qualche commento personale in corsivo, ogni tanto.

Le regole di buona educazione di Registro.it (ente monopolistico italiano che regola l’assegnazione dei nomi di dominio) per l’uso di forum e newsgroup.


– Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione via posta elettronica, è bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane prima di inviare propri messaggi: in questo modo ci si rende conto dell’argomento e del metodo con il quale quest’ultimo viene trattato in tale comunità.

– Se si manda un messaggio, è bene che esso sia sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema. Specificare sempre, in modo breve e significativo, l’oggetto (campo “Subject”) del testo incluso nella mail.

– Non scrivere in maiuscolo in un intero messaggio, poiché ciò vorrebbe dire urlare nei confronti dell’interlocutore.

(Il giorno che non mi arriveranno almeno tre mail scritte COMPLETAMENTE IN MAIUSCOLO, mi farò frate.)

– Non divagare rispetto all’argomento del newsgroup o della lista di distribuzione via posta elettronica.
(L’argomento? Esiste un argomento? Oh cazzo… cos’è un argomento?)
– Se si risponde a un messaggio (“quote”), evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l’intero messaggio originale, se non quando necessario.
(Sommando tutti i “quote” inutili fatti sui vari forum, pare che si possa raggiungere una distanza tripla rispetto a quella che separa la terra dal sole)
– Non condurre “guerre di opinione” sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, è meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interessati.
(Ricordo distintamente anche litigi tra moglie e marito, in discussione pubblica.)
– Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica.
– Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti dell’uno o dell’altro fra i contendenti in una discussione. 
(E’ il Social Web, sorella Netiquette, e non puoi farci niente)
– Non inviare tramite posta elettronica messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano state sollecitate in modo esplicito. 
(Ah, a proposito: IO BEVO SOLO BECK’S)
Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive è comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività
(Non so quale delle due preposizioni mi faccia più ridere, oramai.)

Alcune regole per l’utilizzo delle email
La regola d’oro dell’e-mail: non inviare ad altri ciò che troveresti tu stesso sgradevole ricevere. 
(Scherzi? La mail E’ STATA INVENTATA per mandare agli altri cose sgradevoli)
Attenzione: in questo elenco ogni voce sarà sottolineata dalle risate registrate tipiche delle sit-com anglosassoni.
– Non usare l’e-mail per alcun proposito illegale o non etico. 

– Non diffondere né spam né messaggi appartenenti a catene di S. Antonio.

(aahahhahahahahahahh)

– Includere sempre l’argomento del messaggio in modo chiaro e specifico.
(aahahhahahahahahahh) 

– Rispondere sempre alle e-mail, se non altro per dare la conferma al mittente di presa visione.
(aahahhahahahahahahh) 

– Firmare sempre col proprio nome alla fine del messaggio, a meno che la Firma non sia già inclusa nell’oggetto.
(aahahhahahahahahahh) 

– Mantenere la privacy dei mittenti/destinatari, cancellando dal testo l’eventuale indirizzo di posta elettronica del mittente (se si inoltra una e-mail quando il destinatario non dovesse conoscere il mittente originale) e utilizzando la casella Bcc (o Ccn) se si deve inviare lo stesso messaggio a più destinatari che non si conoscono tra loro.
(aahahhahahahahahahh) 

– Fare molta attenzione all’ortografia ed alla grammatica del proprio messaggio.
(aahahhahahahahahahh)  
– Non insultare e non fare uso indiscriminato di parole scritte in maiuscolo (esse, infatti, corrispondono al tono di voce alto del parlato, e dunque denotano nervosismo o cattiveria).
(aahahhahahahahahahh)  
– Riflettere bene su come il destinatario possa reagire al proprio messaggio: valutare se può essere realmente interessato al contenuto e utilizzare eventualmente le emoticon per indicare il tono della conversazione (se è diverso da quello che potrebbe far pensare la semplice lettura del testo).
(aahahhahahahahahahh)  
– La dimensione del messaggio da inviare non deve essere troppo grande: in genere la sua dimensione dovrebbe rimanere al di sotto di 50-100 kB (al posto di contenuti di grandi dimensioni – immagini, documenti, … – si possono inserire nel testo del messaggio dei link a tali risorse reperibili in altro modo, per esempio via FTP o HTTP).
(aahahhahahahahahahh)   (aahahhahahahahahahh)  
(aahahhahahahahahahh)  
(aahahhahahahahahahh)  
(aahahhahahahahahahh)  
oddio oddio oddio

– Non allegare file di dimensioni eccessive senza aver prima contattato il destinatario.
(aahahhahahahahahahh)  
– Scrivere in modo semplice e diretto, con periodi brevi. Andare a capo spesso perché gli spazi bianchi delle interlinee aiutano la lettura. Fare una lista per punti se ci sono molte cose da dire: il testo così si leggerà facilmente anche su uno smart phone.
(aahahhahahahahahahh)  
– Salvare il proprio messaggio in bozza quando quest’ultimo viene scritto di getto. Rileggilo il giorno dopo: sicuramente cambierai opinione su quello che hai scritto.
(aahahhahahahahahahh)  

E ora il capolavoro:

Leggere il proprio messaggio almeno tre volte prima di inviarlo.
(c’è un medico in sala? Il pubblico registrato è in coma.)

Ma il massimo della comicità lo raggiungiamo con le nuove regole, che sono state compilato proprio pensando al mondo e all’utenza che ha fottuto tutte quelle che abbiamo finora elencato: i social network.
Qui eviterò di commentarle.
E’ inutile, sarebbe come aggiungere i baffi a Maurizio Costanzo.

  • Come impostazione generalmente predefinita ciò che si scrive sul profilo o sulla bacheca di un utente rimane visibile a tutti gli amici di quell’utente (e talvolta anche ai non amici). Fare attenzione, dunque, a non confondersi con lo strumento di messaggistica privata, che quasi sempre questi strumenti offrono.
  • Non rispondere maleducatamente (o peggio generare flame) nello spazio pubblico di una persona o nel proprio. Oltre a diminuire il livello della discussione generale, comporta anche un risultato spesso offensivo o poco chiaro per chi legge. Per le diatribe personali è opportuno servirsi dei messaggi privati.
  • Mantenere un comportamento rispettoso della privacy evitando di includere negli spazi pubblici di un profilo riferimenti a terze persone che non possono intervenire a meno che questi non abbiano dato l’assenso. Non pubblicare mai foto o filmati raffiguranti persone riconoscibili non consenzienti ad apparire sul social network. Tale accorgimento vale anche per YouTubeFlickr e tutti i siti web, forum inclusi. Eventualmente, si possono adoperare tecniche di elaborazione grafica (anche il semplice Paint) per rendere irriconoscibili eventuali facce o targhe di veicoli.
  • Non iscriversi allo stesso gruppo con più nickname e/o profili (in gergo: morphing): in molti gruppi è considerato un comportamento scorretto in quanto spesso genera il sospetto che si tenti di ingannare gli altri utenti sulla propria vera identità ed è, solitamente, punito con l’eliminazione dei nickname in eccesso. Non iscriverti con un falso nome o peggio fingendoti un’altra persona realmente esistente (furto d’identità, penalmente perseguibile).
  • Applicare allo strumento posta, messaggi (o altri con denominazione simile ma identico funzionamento), le indicazioni viste per l’e-mail. Anche se possono sembrare simili a chat, queste applicazioni sono in realtà identiche alla posta privata, e quindi valgono per esse le indicazioni sull’uso delle emoticon e su tutti gli argomenti suddetti.
  • Utilizzare con parsimonia il servizio di Tagging messo a disposizione di alcuni siti, evitare di effettuare un tag di una persona senza il consenso dello stesso in note, foto, video.
  • Evitare di effettuare tag pubblicitari su foto o video senza il consenso dell’interessato.
  • Evitare la pubblicazione di foto o video in cui una persona appare particolarmente male o è ritratta in un momento imbarazzante: potrebbe risultare offensivo ed avere ripercussioni sulla sua vita sociale, professionale e familiare.
  • Taggare sempre gli amici sulle foto o video che li ritraggono. In tal modo loro vengono a conoscenza della loro pubblicazione e possono richiederti di rimuoverle. Non pubblicare foto o video di persone non iscritte al social network senza il loro consenso.
  • Inviare richieste ed inviti a eventi, gruppi, giochi, applicazioni ed altro solo alle persone che ritieni realmente interessate e non a tutti gli amici o ad amici presi a caso.

E anche qui, il gran finale:

  • Evitare di pubblicare in bacheca messaggi d’interesse unicamente privato (es. “vado a bere il caffè” o “vado a fare la spesa”) perché occuperebbero spazio inutile nelle bacheche degli amici.

Che conclusioni trarre da questa analisi?
Che mi sento vecchio.
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