Mese: dicembre 2012

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

In questa ultima settimana è stato un pullulare di articoli con le "migliori $cose del 2012". I migliori video, i migliori post e via dicendo.

Io vorrei elencare le dieci cose che hanno più ROTTO in questo 2012. A mio giudizio, ovviamente. Sì, so bene che al di fuori di Fralandia, il mondo immaginario, il mio giudizio – incredibilmente – valga come quello di tutti gli altri, se non meno, ma in questo mondo gommoso e caldo popolato da persone gommose, mi beo della mia supremazia. Vero Johnatan? Johnatan è il mio ministro degli esteri immaginario, commenterà qui e là con delle note (NdJ). Johnatan non fa parte di questo piano della realtà, quindi non è querelabile. Ahhahahah che simpa che sono. (Qualcuno mi uccida. NdJ)

Partiamo.

Numero 10: Keep Calm and…

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Davvero. Le prime diecimila immagini "Keep Calm and…" sono anche state divertenti (come un buco del culo sulla fronte, NdJ), ma poi ogni volta che se ne presentava una, l'effetto è stato sempre esattamente il contrario. Ho buttato via ventisei monitor e ho stritolato tanti di quei mouse che attualmente nel Paese dei Mouse sono ricercato come criminale di guerra.

Numero 9: La Fornero

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

E' una (odiosa, quasi come te, Fra NdJ) che fa gaffe a tutto spiano. Un ministro che si presenta in conferenza stampa e fa sparate senza pensare agli effetti delle proprie parole. Un Ministro di un Ministero sensibile che propone riforme che scontentano tutti. Un Ministro che a causa delle boiate che spara senza pensare si ritrova ovviamente la stampa alle calcagna perché una nuova uscita della Fornero vuol dire un botto di visite, chi se ne frega se ci sono altri argomenti più importanti, relegati nei trafiletti invisbili.

Ok, ma dov'è la novità? (che spara cose a caso in inglese, mentre prima le sparavano solo in italiano. NdJ)

Numero 8: il Pulcino Pio

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Una stupida filastrocca per bambini brasiliana che è diventata una canzone stupida italiana. Ha talmente rotto le palle che anche le sue parodie rompevano le palle immediatamente; ha talmente rotto che l'ingresso nel mondo dei tormentoni di quell'altra puttanata ignobile che è Gangnam Style abbiamo dovuto salutarla come una boccata d'aria fresca. (I responsabili di questa cosa sono, nell'ordine: l'ideatore della filastrocca Erisvaldo Da Silva, un deficiente brasiliano del quale non ho altre notizie. In Italia l'hanno adattato Bruno Benvenuti, Luca Scarpa, Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi e Morgana Giovannetti, che, per come funzionano i diritti d'autore in Italia, possono godersi un bel guadagno, buon per loro, visto che questa troiata è stata disco di platino, d'oro e via dicendo. Quindi, cari amici musicisti che vi sbattete per fare musica originale nelle sale prova e magari per vedere l'ombra di qualche euro siete costretti a suonare in una fottuta tribute band o in un'orchestra di liscio, vi dico una cosa: non avete capito un cazzo, della vita. Un po' come il Fra. NdJ)

A proposito.

Numero 7: Gangnam Style

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Mi ricordo il titolo di un'opera di Freak Antoni e dei suoi Skiantos: "Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti".

Il successo planetario di Gangnam Style mi ha un po' consolato. Se un cerebroleso coreano grassoccio, sudato e con la faccia da pirla, rispondente al nome di Park Jae-Sang (Coreano: 박재상 [che vuol dire "piccolo uomo cerebroleso, grassoccio, sudato e con la faccia da pirla"]; Seul, 31 dicembre 1977, è pure il suo compleanno, oggi e speriamo l'ultimo, NdJ) ha tutto questo successo con una canzone da discoteca che neanche negli anni 80 sarebbe stata originale, beh, allora la verità è che non c'è gusto ad essere intelligenti NEL MONDO. Insomma, non siamo soli. (Non SONO soli. Gli altri. Perché tu sei nella categoria degli intelligenti sempre e solo in Fralandia. NdJ)

Numero 6: Il Papa su Twitter (e quasi tutti i suoi colleghi politici)

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Il Papa è stato solo l'ultimo politico (il penultimo, c'è anche Monti, NdJ) in ordine di tempo ad arrivare sui social Network. La sua posizione, poi, di capo spirituale di una delle Religioni più trendy della storia, ha fatto scatenare una settimana di post di svariati tipi e un'ondata di interventi e hashtag tanto fulminanti quanto rapidissimi nel rompere un numero di palle calcolabile solo con un'equazione tanto complessa da contenere anche il QI di Lapo Elkann e un numero imprecisato di olgettine disposte su un orizzonte degli eventi. Ma il Papa vale, su Twitter e i social network, tanto quanto quei politici e vip (o presunti tali), che – di fatto – non sanno usare i social network. Il fatto di avere tanto seguito coltiva in loro l'illusione (anche avallata dalla stampa, che mette in relazione di proporzione diretta il numero di follower con il successo e/o l'apprezzamento) di poter usare il social network come uno strumento di amplificazione del proprio pensiero, esattamente come la TV. La parola "social" implica interazione. Se non c'è, tutti quei follower sono "falsi" anche laddove siano persone vere: molti stanno lì solo per cercare di cogliere la battuta in risposta a qualche sfondone, pochissimi sono lì per adularvi e questi pochissimi, pure loro, non hanno capito una sega dei social network.

Defollowate politici e vip, se non interagiscono, se non rispondono, se non vivono la socialità della Rete. Tanto non serve, seguirli. Non dicono nulla di interessante, coltivano solo l'illusione che la rete sia il nuovo pubblico. Ma la Rete è molto di più e grazie a tutti dovrebbe cercare di essere molto meglio. Un bel defollow quindi a Casini, Bersani, Formigoni, Monti, il Papa, Fini (Fini chi? NdJ), Alfano, Berlusconi e via dicendo sicuramente non è la cosa che renderà i contenuti dei social meno tossici, ma è un buon inizio. (Ah, e… Grillo, è inutile che guardi in aria fischiettando, ci sei dentro pure tu: di interazione in Rete non hai capito nulla. NdJ).

Cercate i politici giovani, quelli che sanno dialogare con tutti, pazientemente, anche online. Ce ne sono.

Numero 5: La stampa Online

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Siete lenti, arrivate in ritardo su tutte le tendenze del Web, scrivete articoli che contengono informazioni obsolete, a volte (quasi sempre NdJ) anche tecnicamente e scientificamente sbagliate, avete portali navigabili solo dopo una dose di LSD e pure di fronte alla notizia di una strage di feti ci mettete una pubblicità video invasiva, con il volume al massimo e che per essere chiusa ha bisogno di un clic su un pulsante visibile come una quasar a occhio nudo.

Cercate di far scrivere gente competente. E cristosanto cercate di rendere leggibili e navigabili i vostri siti. (Una menzione particolare va all'Huffington Post, il layout internazionalmente più brutto che esista. Riesce a creare crisi epilettiche in ben sei lingue diverse. NdJ)

Numero 4: l'Antipolitica da divano.

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Anche io sono incazzato coi politici, lo siamo tutti. Ma questo non vuol dire che si debbano impestare i social network di immagini URLATE (sindrome da caps-lock incastrato, ne è affetto anche il profilo twitter di Dagospia. NdJ), con cifre a caso, con scritte "CONDIVIDI A TUTTI I TUOI CONTATTI!!!!!!11111!!!!!!!", che mescolano informazioni corrette a informazioni campate per aria, senza soluzione di continuità. Condividere un'immagine è molto più comodo e veloce che informarsi, che cercare la fonte, fermarsi a ragionare. Ci cascano anche i giornalisti, come successe con il "meme" delle strabilianti cose fatte da Hollande nei primi 100 giorni di governo, dove sarebbe bastato andare su Google.fr e fare una ricerca per vedere come in realtà fosse tutto inventato. Ma è solo uno dei tanti esempi che hanno infestato le bacheche portando l'Antipolitica a una macchietta simile a qualsiasi altro complottismo, dalle scie chimiche ai rettiliani.

L'antipolitica viene sfruttata da gente senza scrupoli che NON vuole che le persone si informino correttamente. Purtroppo questo fa scopa col fatto che le persone, evidentemente, si annoiano moltissimo ad informarsi, quindi considerano un'immagine con una foto, con delle cifre e con parole come VERGOGNA e BASTA una sufficiente fonte degna di essere condivisa.

Quando una volta ho detto che secondo me il tastino "condividi" dovrebbe essere a pagamento, mi dissero che ero esagerato, ma secondo me un po' di ragione ce l'ho. (Certo, nel tuo mondo, Fralandia, dove hai sempre ragione, nel resto dell'Universo sei un cretino. NdJ).

Numero 3: le Startup

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Dalla Guida Galattica per Internauti

La moda terrestre di inizio millennio ha introdotto molti termini volti ad aggiungere ficaggine a cose normalissime. È così che preso un amministratore delegato e rinominatolo CEO (sìo), un direttore finanziario e rinominatolo CFO (sìeffò) e un responsabile informatico detto CIO (sìaiò), si fondava una nuova azienda e la si chiamava STARTUP. È stato infatti notato che dopo l'introduzione di questi termini, qualsiasi azienda che si dicesse "appena nata", suscitasse ilarità e sberleffi, mentre con l'etichetta STARTUP, essa guadagnasse invece stima, referenze e un alone di magico mistero. È per questo che si arrivarono a enumerare startup anche vecchie di 10 o 15 anni continuamente intente a fare presentazioni, brochure e stravaganti biglietti da visita.

A dare ulteriore aria a un palloncino evidentemente solo mediatico, ci si sono messe decine di sedicenti giornalisti, pronti a scrivere articoli su aziende giovani e dinamiche, corredati da immagini riciclate di un piccolo germoglio che viene fuori talvolta da un mucchietto di terra, altre volte da un mucchietto di soldi, senza specificare che molto spesso fare imprenditoria (soprattutto in Italia, NdJ) vuol dire cercare di tirare fuori a calci una pianticella fragilissima da un mucchietto di sterco.

Questa pratica patetica finì fortunatamente in coincidenza dell'estinzione del genere umano a causa di mancanza di società normali che avessero il solo banale scopo di produrre beni e servizi.

Numero 2: i Maya

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Qui è inutile spendere troppe parole. Fino al 21/12 e anche qualche giorno dopo, il fenomeno "Maya" è stato peggio di qualsiasi altro fenomeno apocalittico precedente. Pure peggio del Millennium Bug.

Solo una riflessione, crudele ma antropologicamente necessaria: tutte quelle persone che hanno prenotato posti in paesini che secondo qualche strana profezia avrebbero dovuto salvarsi dal disastro, o tutti quelli che si sono costruiti bunker anti-armageddon, insomma, tutti quelli che hanno speso soldi e tempo perché volevano DAVVERO salvarsi, in ottica evolutiva sono proprio le persone che meriterebbero di non riprodursi e di estinguersi.

Numero 1: Berlusconi

10 cose che (mi) hanno rotto nel 2012

Qui siamo di fronte a classe pura.

Era sparito per tutto il 2012, fino all'ultimo poteva starsene tranquillamente al di fuori di questa classifica, eppure con un colpo di reni fenomenale è già riuscito a rompere le balle in maniera definitiva e totale.

Molti dicono che faccia cure sperimentali per arrivare fino a 150 anni, ma la cosa che è sotto gli occhi di tutti è che puoi tenere in piedi il corpo, ma ancora non c'è una cura per la mente.

La sua deriva politica è tanto patetica quanto molesta. Meriterebbe un po' di riposo, un po' di sottoesposizione, ma egli è il peggior nemico di se stesso.

Solo voi potete fare qualcosa: chi l'ha votato in passato, voti chiunque, anche Monti, davvero. Anche Fini o Casini, non importa. Persino il M5S va bene. Ma l'unico modo di salvare il Berlusconi essere umano dal Berlusconi politico è tramite la disfatta elettorale. Mi rivolgo quindi a chi vuole bene a Berlusconi (…, NdJ), a chi lo stima (…, NdJ) e chi lo vorrebbe sempre con sé (…, NdJ).

Salvatelo da se stesso: non votatelo.

Auguri di un buon 2013 a tutti!

Fra

(salvate anche me! Regalate al Fra un TSO! NdJ)

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Oroscopo 2013

Cari Amici, dopo il successo dell'Oroscopo 2012, premiato come migliore zucchina all'Ortomercato di Milano (il concorso era gestito dalla 'Ndrangheta e quindi io fossi in voi non mi farei domande sul fatto che un oroscopo sia stato premiato come zucchina), eccoci di nuovo all'annuale appuntamento con i segni dello Zodiaco, per un 2013, se non all'insegna della Felicità, per lo meno all'insegna dei suoi sinonimi.

Ariete – Cosa dire del vostro 2013 che non sia già stato detto del colera? Farà cacare. Ma non disperate: come per il 2012, le vostre corna sono lì rigogliose a ricordarvi la vostra natura. L'anno che sta arrivando sarà all'insegna del buon umore. Degli altri. Gaudio!

Toro – State entrando nel nuovo anno consapevoli di non essere dell'Ariete, e quasi sollevati per averla scampata bella, bastava un parto un po' prematuro e vi sareste ritrovati con il segno precedente. Quindi allegri! Allegri un cazzo: avete dichiarato al Fisco gli zoccoli, i cornini e l'anello al naso? No? Ecco allora una bella cartellina Equitalia ad aspettarvi. Gioia!

Gemelli – Sapete cosa solitamente piace dei gemelli alle persone? Niente. Tutti vi evitano. Anche il 2013 vi eviterà, proprio come anno: strapperete l'ultima pagina del calendario e dall'altra parte ci sarà il 2014, il quale, preso alla sprovvista, vi guarderà e dirà: "No, porca paletta, perché me lo dovevo beccare proprio io? No, preferisco andare nella classe dei bambini speciali!". Ma voi andate avanti come autotreni. Senza assicurazione. Tripudio!

Cancro – Volete prima la notizia buona o quella cattiva? Ok, quella cattiva: il 2013 non è ancora arrivato e già vi sta aspettando con le armi in pugno. E, vi dirò, i bookmaker inglesi danno la vostra vittoria come assolutamente impossibile, pagano mille volte la posta. Nonostante questo, nessuno scommetterà su di voi. Cosa? Ah sì, la buona notizia: non ci sono altre cattive notizie. Compiacimento!

Leone – Avete presente quando, finito il 2012, speravate in un anno migliore, pieno di gioia, serenità, un anno finalmente nel quale prendersi delle rivincite, un anno all'insegna del riscatto personale, professionale, sentimentale, un anno dove arrivare in cima al mondo e gridare finalmente "Ehi! Io esisto!", ve lo ricordate? Ecco, c'è di buono che per il 2013 siete già allenati alle delusioni. Diletto!

Vergine – Oramai dopo il 2012 di Vergine vi è rimasta solo una cosa. Forse. In ogni caso preparatevi per benino, perché quando il 2013 sarà passato, nel vostro amato cacapranzi ci potranno fare manovra due TIR senza toccarsi. Esultanza!

Bilancia – La caratteristica dei nati nel segno della bilancia è che tu gli dici una cosa e loro ci credono. Poverini. Il vostro 2013 sarà splendido! Una figata dall'inizio alla fine! Visto? Sono lì con quel sorriso un po' stolido, a dire "Ehi, che fortuna!". Bravi, continuate così. Giubilo!

Scorpione – Sapete come funziona nelle redazioni che fanno gli oroscopi seri, vero? Quando non sanno cosa inventarsi su un segno, telefonano a qualche amico di quel segno e gli chiedono come stia. Come l'anno scorso non so cosa dire di un segno stupido come lo scorpione, quindi oggi ho telefonato al Cacca, mio amico, gli ho chiesto: "Che cosa farai nel 2013?", lui mi ha risposto: "Cercherò di uscire dal tunnel del videopoker entrando in quello dell'eroina olimpionica". Quindi se tanto mi dà tanto, anche per voi sarà così. Appagamento!

Sagittario – La costellazione del Sagittario è la più sfigata del firmamento. Fin dai tempi dei Babilonesi, infatti, quando un manzo tentava di fare colpo su una ragazza, indicando il firmamento, diceva: "Vedi quella costellazione? E' il Sagittario, il mio segno", e la ragazza non gliela faceva vedere ma neanche scolpita a caratteri cuneiformi. E' da migliaia di anni che il Sagittario rappresenta la sfiga del firmamento, fossi in voi non mi aspetterei un'inversione di tendenza proprio nel 2013. Visibilio!

Capricorno – Il capricorno è una capretta, alla fine. Di quelle che stanno abbarbicate su una roccia, e ti guardano stupite qualsiasi cosa tu faccia. Il pianeta dominante del Capricorno è Saturno, quello che nel pessimo film di Özpetek stava "contro" e quindi vomitava badilate di sfiga su tutti. Ecco, nel 2013, per cortesia, evitate di uscire di casa. Gli altri segni non se ne accorgeranno neanche. Gratificazione!

Acquario – Nel firmamento, l'Acquario è una costellazione fatta prevalentemente di stelle poco brillanti. Tra l'altro, non smetterò mai di ripeterlo, pure il nome è veramente ridicolo: insomma, le altre costellazioni almeno non sono stupidi contenitori, quindi potevano pure chiamarla Tapperware o Pitale. Per i nati sotto il segno del Pitale, il 2013 sarà pieno, speriamo che ogni tanto lo svuotino. Festosità!

Pesci – Ecco, il 2013 dei pesci non sarebbe così male, in ottica ittica. Insomma, se foste veramente dei pesci, ve la passereste bene. Come esseri umani, invece. Beh, vedetela così: in quanto a boccheggiare, dovreste essere allenati. Letizia!

Oroscopo 2013
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Poesia per l’Umanità

dedicata a Mario Marenco.

Cara vecchia umanità,

quanto tempo è passato

dai meteoriti che trasformarono

i dinosauri in galline?

Più o meno qualche miglione di anni

che però in euro sono molti meno.

Tu sei molto ingenua

perché credi a tutti gli stronzi

di passaggio

che ti hanno promesso qualcosa.

Ti esalti

per il 12/12/12 alle 12.12

perché ti dicono che non capiterà più

e poi il prossimo anno ti esalterai

per il 11/12/13 alle 14.15

e l'anno dopo

ne troveranno un'altra.

Ma ti faccio una domanda:

quando c'erano i tirannosauri

loro mica avevano il calendario

con le date curiose,

quindi come facevano a predificare

l'armagheddon?

Mica potevano dire:

"Domani è il ghhar/ghhar/ghhar"

Eppure hanno stirato le zampe

lo stesso.

Quindi è inutile che fai calcoli,

cara umanità, perché

queste cose vanno di sfiga

e sicuramente se dovrà succedere qualcosa

succederà in una data del cazzo,

tipo il 12 agosto 2076 alle 14.27

o giù di lì.

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Una roboante formazione per le crocerossine

Una roboante formazione per le crocerossine

Marzo 2001.

Da quasi tre settimane ero allettato, nel senso che ero costretto a letto da un'operazione molto seria. Avevo già passato il rischio insito nell'essere operato a Lodi, che ai tempi aveva fama di scambiare i malati, tant'è che gli anziani in stanza con me raccontavano di un tizio che doveva essere operato di ernia inguinale e che si risvegliò a letto a pancia in giù e con un tampone nel culo, operato di emorroidi.
In più avevo anche passato i primi tre giorni sotto morfina, i tre giorni più belli e sereni della mia vita, e le successive due settimane di dolori allucinanti e di immobilità totale.

Immobilità totale perché avevo 50 punti sull'addome, da sotto lo sterno fino a sotto l'ombelico. Praticamente non puoi neanche deglutire, senza che ti faccia male tutto. Devi respirare piano. Devi girare il collo piano. Devi parlare piano.
Assolutamente NON devi ridere.

E' per questo motivo che penso che i miei compagni di stanza, cinque vecchi rincoglioniti, in realtà stessero attentando alla mia vita.

Due, seduti vicini, erano amicissimi ma completamente sordi. Ogni volta che sentivo un loro dialogo, dovevo premere (piano) il pulsantino per chiamare l'infermiera.

– Sono tornato, mi hanno fatto la radiografia.

– Io non l'ho dovuta portare la fotografia.

– Neanche io, te la fanno giù!

– Ma a che serve la fotografia?

– Serve al medico! Sennò come fa a sapere cos'hai? Con la radiografia!

– Ma pensa, con la fotografia… sarà qualche roba dei compiute moderni.

– I miei nipoti stanno bene, grassie!

A questo punto cominciavo a emettere una sorta di rantolo.
Gaaaaaaaaahhhhhhh…. gaaaaahhhhhhhhhh….

Che era poi il mio tentativo di ridere senza muovere muscoli. Però le infermiere arrivavano e mi iniettavano qualche sostanza sorprendente, quindi alla fine andava bene.

Ma il giorno che rischiai davvero di morire, fu un altro.
Tra i cinque vecchietti c'era il Sogliola (l'avevo mentalmente soprannominato così perché mi ricordava un personaggio di un libro di Benni). Il Sogliola era un vecchietto talmente magro, che quando stava a letto sotto le coperte, il letto sembrava ancora perfettamente fatto, con la differenza che sul cuscino c'era la sua testa. Era un vecchietto rancoroso e bestemmiatore, un incubo per le infermiere: di notte si alzava, cercava di togliersi da solo flebo e cateteri, mandava affanculo tutti, anche Himmler, che era la capo-infermiera anziana, temutissima da tutti.

Quel giorno, a causa di agitazioni e scioperi, c'era carenza di personale. Vennero allora chiamate a supporto, le crocerossine.
Lì scoprii che le crocerossine, con il completino blu e bianco, con il cappellino carino e l'espressione compunta, con le mani giunte davanti alla gonna lunga esistono veramente, non sono un'invenzione di Hollywood.

Himmler le stava portando in giro, per istruirle. Si vedeva che anche loro avevano una paura dannata di quella donna coi capelli corti e dai modi sbrigativi e bruschi.

Entrarono nella nostra stanza, prima le crocerossine, che si misero in fila perfetta di fronte al mio letto, al centro della stanza, con l'espressione seria. Io cominciai a pensare: "Ecco, è finita. Questo è il capolinea, John. E pensare che ti mancavano solo due settimane per tornare a casa. Ma forse ora raggiungerai tutti i tuoi vecchi compagni, quei ragazzi che sono andati giù nei campi e nelle risaie di Hanoi…" (ero sotto qualche sostanza sbalorditiva), quando venni interrotto dall'entrata di Himmler.

Cominciò a camminare avanti e indietro e apostrofare le crocerossine, piccole e tremanti.

Anche i vecchietti, erano paralizzati.

Sogliola, lo intravvedevo nell'altro angolo della stanza, dietro le crocerossine. La solita espressione incazzata, ma con qualcosa in più. Aveva un occhio aperto e uno chiuso. Sembrava Popeye. La testa, di Popeye, perché il resto del corpo, al solito, spariva tra il materasso e la coperta.

– Ogni mattina alle sei dovete svegliarli! Prendere la temperatura! Annotarla! Poi cambiate le lenzuola a questo (io), che non può muoversi! Medicazione delle ferite!

Camminava avanti e indietro come un capo militare, agitando un minacciosissimo dito.

Sogliola continuava a osservare la scena, ma c'era qualcosa di strano, come se stesse cercando di fare qualcosa di molto faticoso.

– Poi dovete dare le medicine a tutti! E poi essere a disposizione del medico che fa il giro! E dovrete correre se vi chiamo!

A quel punto alzò il dito al cielo, intimò:

– E INFINE…!

A quel punto si sentì una specie di boato sordo, come di un palazzo che collassa su se stesso.

Come se tutti i boati sordi del mondo si fossero dati appuntamento nell'intestino di Sogliola, che mollò la scoreggia più sonora, potente, prolungata e persistente che io avessi mai sentito in vita mia.

Quando finì, la scena era come cristallizzata. Himmler con il dito alzato e in faccia l'espressione di chi sta pensando al modo migliore per liberarsi di un cadavere. Le crocerossine che non riuscivano neanche a respirare. I vecchietti sordi che si sussurravano: "Se l'è success?" [Ndt. "cosa è successo?"] senza capirsi. Io stesso rimasi stupito e sospeso.

Himmler uscì in silenzio.

Dopo un attimo le crocerossine la seguirono.

Appena che furono andate, Sogliola alzò la testa dal cuscino e dopo una pausa perfetta disse: "Eh devono imparare".

Gaaaaaaaaahhhhhhh…. gaaaaahhhhhhhhhh…. GAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH…..

poi solo voci indistinte… "presto lo stiamo perdendo! iniettategli 200 cc di qualcosa!"

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Vantarsi al bar

Vantarsi al bar

Vantarsi al bar, sia in compagnia degli amici, che da soli, è un'attività da cogliere sempre. In campagna non è che si può fare molto altro.

Esempio: Colazione al bar

Entrano n° 2 (due) sciùre (Ndt.: signora anziana).

Sciùra 1 – Eh quanta neve, faccio già fatica a camminare

Sciùra 2 – Ma come mai?

Sciùra 1 – C'ho la tendinite al tendine d'achille

Sciùra 2 – Lascia perdere che c'ho la fascite plantare a tutti e due i piedi

Io – Brutta la fascite plantare.

Sciùra 1 – Lei è giovane, cosa ne sa degli acciacchi?

Io – Lussazione della rotula a 18 anni con condropatia rotulea bilaterale; colectomia del discendente-sigma a 21 anni; due ernie discali in D1-L1 e in L4-L5; inoltre entrando qui mi si è spezzata un'unghia.

Sciùra 1 – Respect

La Sciùra 2 non ha detto nulla ma mi ha lanciato un reggiseno decima misura coppa W.

Scrivere questo pezzo mi ha insegnato ad attivare sempre il Safe Search di Google se stai cercando in inglese foto di signore anziane.

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L’affaire Santa Lucia

L'affaire Santa Lucia

Come raccontai in un mio post di qualche mese fa, già da piccolo avevo il giornalismo d'inchiesta nel sangue.

Questa notte a Lodi è la Notte di Santa Lucia e quindi mi è venuto in mente un altro episodio che richiama alla memoria quel mio quaderno con la copertina di Paperoga, quello dei dossier scomodi.

Dobbiamo però immergerci negli anni 80, anni di Superclassifica Sciò, anni di peli sotto le ascelle portati rigogliosamente con orgoglio, anni di Samantha Fox e batterie elettroniche, anni di giacche con le spalline imbottite e di wakemeàpbeforeiugògo. Anni nei quali io, bambino proveniente dal Sud, ero un immigrato, che doveva faticosamente adattarsi alle usanze del posto. Si sa, per un bambino i momenti cruciali di adattamento sono (o almeno erano) innanzitutto la questione calcistica

– Di che squadra sei?
– Non è che seguo molto il calcio, io faccio nuoto.
– Eh, impossibile che non segui il calcio! Dove sei nato?
– A Roma.
– Allora sei della Roma.
– Ok
– AH! E' della Roma! Sfigato!

e la questione feste/regali/usanze.

Ma ero un bambino orgoglioso, non mi facevo scoraggiare, quindi di fronte agli sfottò calcistici diventai fervente romanista, circondato da una selva di crudeli bambini interisti, juventini e milanisti, tra l'altro in quella parte di anni '80 che furono la parabola discendente dei giallorossi, quindi ogni lunedì diventava un incubo costellato di gne gne gne e romanodimerda. Fortunatamente in età adulta non è più un tabù non avere una squadra da tifare e ho potuto recuperare il mio menefreghismo calcistico.

Ma il primo colpo alle usanze fu proprio al primo dicembre passato in queste lande.

– Cosa ti regala Santa Lucia?
– Santa chi?
– Santa Lucia! AH! Non conosce Santa Lucia! Sfigato!

Regali per Santa Lucia? Che arrivavano nella notte tra il 12 e il 13 dicembre? Che stramberia era questa? I regali arrivavano da sempre a Natale se proprio proprio uno era stato bravo, ma i regali veri arrivavano alla Befana. Era lei che veniva di notte con le scarpe tutte rotte. I bambini del nord erano strani (poi scoprii che invece era una cosa solo del lodigiano e di qualche altra città in Italia, ma a quei tempi la mia mappa del mondo conosciuto, disegnata sulle due pagine centrali del quadernone con la copertina della Banda Bassotti, arrivava fino a dopo la Stazione per poi perdersi in un indefinito punto interrogativo).

Ma invece di far scattare il risentimento, la cosa stuzzicò l'animo del reporter.

I fatti.

I detentori ufficiali dell'appalto per la consegna dei regali erano sempre stati, nella mia esperienza:

– Babbo Natale
– Gesù Bambino
– La Befana

I miei genitori, così come quelli di tutti gli altri, erano soggetti al mio dossieraggio, ma mai e poi mai mi avrebbero nascosto una festività regalosa, in quanto i regali e il fatto di essere il tramite tra i bambini e i corrieri espresso sopra elencati, costituiva di fatto uno degli strumenti del potere della Gilda dei Genitori: un'occasione regalosa in più interessava sicuramente più a loro che a noi. Quindi il fatto che non ne avessero mai parlato, restringeva il campo di quella brutta storia alla Gilda dei Genitori Lodigiani, che sicuramente avevano qualche tresca particolare con Santa Lucia. Decisi quindi di mantenere nell'ignoranza i miei vecchi, tanto prima o poi lo sarebbero venuti a sapere e avrebbero stretto un accordo commerciale anche con questa tizia.

Mi informai autonomamente e venni a sapere un altro fatto: Santa Lucia era cieca.

Inoltre, Santa Lucia non aveva nessun mezzo di trasporto, se non un asinello.

La questione si faceva sempre più torbida: gli altri appaltatori ufficiali avevano tutti un mezzo di trasporto fico. La slitta di Babbo Natale, la scopa della Befana e Gesù Bambino sfrecciava nei cieli con la sua nave spaziale "Spirito Santo". Sinceramente non riuscivo a dare a "Spirito Santo" nessuna altra forma logicamente accettabile. Kirk c'aveva l'Enterprài, Colombo la Nina la Pinta e la Santamaria e Gesù la Spirito Santo (turbodiesel, tra l'altro). Stop.

Mezzo di trasporto vuol dire efficienza, vuol dire capacità di consegna e vuol dire velocità di esecuzione.

Troppe cose, quindi, non quadravano: se Santa Lucia era cieca e si aggirava di notte, per di più con un ciucco, come poteva consegnare tutti i regali? Il fatto che guidasse, cieca, un animale da soma, non era una violazione del codice della strada celeste? Era quindi Santa Lucia una finta invalida, una dissimulatrice?

Arrivai quindi alla conclusione che Santa Lucia fosse in realtà un prestanome dietro il quale la Gilda dei Genitori del posto cercasse di ottenere un controllo ancora maggiore sui bambini, un'abile mossa perché probabilmente erano ancora più assetati di soldini rispetto ai Genitori che avevo studiato fino a quel momento.

Completai il dossier con un disegno che ritraeva Santa Lucia in bikini sulle spiagge di Francavilla al Mare (il posto più esotico che conoscessi fino a quel momento), mentre sorseggiava Chinotto con l'asinello.

Anche questo mio lavoro fece scalpore, molti bambini piansero e venni messo in castigo. Lì capii che la vita del giornalista che si oppone ai poteri forti è lastricata di dolore ed emarginazione, ma soprattutto è priva di cartoni animati per una settimana.

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Come fare soldi a palate grazie ai #Maya

Come fare soldi a palate grazie ai #Maya

È venuto fuori che un santone indiano ha detto che dalla profezia dei Maya ci si salva sotto i trulli, e una massa di sfigati ha prenotato per il 21/12 per stare sotto un trullo.

Poi c'è quell'altro paesino rognoso sui Pirenei, anche lì si stanno facendo le palle placcate di permanganato di platino perché qualche idiota ha detto che si salverà.

Ora, visto che è pieno di pirla pronti a cedere in po' a tutto, ho deciso di arrotondare sponsorizzando posti che si salveranno dal disastro del 21/12.

Se vuoi fare il botto di fatturato per Natale, LA TUA PUBBLICITÀ QUI.

Esempio:

Per la fine dell' umanità hai impegni? Nö? E allora vai nell' unico pösto che si salverà!

Salumificio POLPETTINI.

POLPETTINI vuol dire simpatia, cordialità e bunker antiarmageddon.

POLPETTINI!

Lo trövi dopo l'uscita Desenzano sulla A4, appena dietro la discarica di eternit.

POLPETTINI!

Che salami!

Come fare soldi a palate grazie ai #Maya
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