Mese: maggio 2013

[Sceneggiature rifiutate] Essere Toni Servillo

[Sceneggiature rifiutate] Essere Toni Servillo

Paolo Sorrentino (interpretato da uno straordinario Toni Servillo) trova un passaggio segreto attraverso il quale entra nella testa di Toni Servillo, vede il mondo con gli occhi di Toni Servillo e tutte le persone hanno la faccia di Toni Servillo, solo che alcune fumano e altre no.

Ma poi, se vai a vedere bene e a zummare, anche le sigarette fumate hanno la faccia di Toni Servillo, e a un certo punto arriva uno scienziato del CERN di Vizzolo Predabissi (interpretato da un pantagruelico Toni Servillo, sia lo scienziato, che il CERN, che il Municipio di Vizzolo Predabissi) che scopre che i bosoni di Higgs (un ispirato Toni Servillo in odore di Premio Nobel) hanno tutti la faccia di Toni Servillo, quindi la realtà (un esagerato Toni Servillo) non è altro che un'esplosione frattale della faccia di Toni Servillo.

Alla fine del film si vede un piccione con la faccia di Toni Servillo che ordina un panino al McDrive (l'interpretazione di un rocambolesco Toni Servillo nei panni di un precario che pur avendo una laurea in Fisica Dellamadonna fa i panini al McDonald, ha commosso l'Academy Award).

Voto: 3 Toni Servillo e mezzo su 5.

[Sceneggiature rifiutate] Essere Toni Servillo
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Una scia chimica racconta la Verità

L'appuntamento è per l'ora di cena in un bar di periferia, in uno di quei quartieri di Milano che sembrano usciti dalla fantasia di Toto Cutugno.

Ciao, credevo che a queste quote tu non potessi formarti.

Da zero a ottomila metri di quota, posso formarmi senza problemi.

Non vedo però molti aerei a questa quota.

Secondo te perché c'è stato questo boom delle sigarette elettroniche?

Ah, quindi emettono scie chimiche anche loro?

Ovviamente non tutte. Come gli aerei, non sono tutti. Così come ci sono aerei militari, ci sono anche sigarette elettroniche militari.

Mi sembra un po' inverosimile.

In realtà la cosa è molto più complessa di quanto la si possa immaginare, e investe anche l'architettura e le strategie di difesa militare.

Faccio fatica a seguirti.

Perché non mi fai le domande giuste. Per esempio non mi hai chiesto cosa contengo.

Ok, cosa contieni?

Principalmente Palladio. Sai cosa è il Palladio? È un metallo simile al platino. Si usa per decolorare l'oro, ma è anche un elemento che con l'idrogeno reagisce in maniera veloce.

Non mi dici niente di nuovo, insomma. Reazioni a bassa quota con l'idrogeno presente nell'aria e controllo climatico…

Non ho finito. Il controllo climatico non c'entra nulla. Il Progetto Palladio viene da molto più lontano ed è molto più strutturato.

Guarda questa foto.

Una scia chimica racconta la Verità

Sì, vedo. Una delle tante che gira con le tue colleghe rilasciate in aria. Un reticolato per il controllo della mente o del clima.

Ora guardala confrontata e sovrapposta a questa.

Una scia chimica racconta la Verità

Vedi come il reticolato segue le linee di questo disegno?

Impressionante. Di che progetto si tratta?

Villa la Rotonda, a Vicenza. E sai chi l'ha progettata?

Dimmelo.

Andrea Palladio.

Quindi in cielo vengono eseguite delle stilizzazioni di disegni architettonici del Palladio? Ma a che scopo?

E' tutto collegato. Palladio non è solo un metallo, ma anche un grande architetto che ha trasmesso ai suoi posteri un'idea di proporzione e solidità. Edifici simmetrici e solidi. Strutture di difesa. I suoi trattati sono apparentemente di architettura. Riletti nella giusta ottica sono trattati strategici di guerra.

E' incredibile. Ma non capisco una cosa…

Aspetta, non è finita. Sai dove è nato Palladio? A Padova. E sai quale è la sigla della Provincia di Padova?

PD…

E il simbolo del Palladio sulla tavola degli elementi?

Sempre PD! Ma quindi… in tutto questo c'entra anche il Partito Democratico?

No, quello è un caso, figurati. Se fosse così, il progetto sarebbe collassato già da tempo.

Ah.

Ora ti faccio vedere un'altra cosa. Ingrandisci questo punto della foto.

Una scia chimica racconta la Verità

Cosa Diavolo è?

Sempre Palladio, ma il simulacro che usavano gli antichi per difendere la loro città. Eccolo.

Una scia chimica racconta la Verità

Cosa vuol dire? E' tutto così incredibile.

Semplice. La statuetta raffigurante Pallade, detta Palladio, si credeva potesse difendere la città. Secondo il mito, Ulisse e Diomede si travestirono da mendicanti ed entrarono in città per rubare questa statuetta. Si pensava infatti che finché Palladio fosse stato in città, essa sarebbe stata inespugnabile. Infatti Troia cadde, di lì a poco. Sarà un caso? Gli storici dell'epoca non ne parlano. Chissà perché?!?1!

Ma difendersi da chi? Perché tutte queste varietà di Palladio nel cielo?

Alieni. In realtà le scie chimiche sono schermature per fare in modo che gli Alieni già presenti sulla terra, non riescano a comunicare con le loro strutture nello spazio. Il Palladio, in ogni sua forma, è tipo la Kriptonite, per gli Alieni. Finché ci siamo noi, la Terra è al sicuro. Il mio tempo è quasi finito, sto per dissolvermi.

Aspetta. Come capiremo quando il mondo sarà davvero in pericolo?

Quando scriveremo in cielo "scemo chi legge".

Si dissolve lentamente. Resto un po' a fissare le foto che contengono una incredibile, quanto evidente, verità.

p.s.: l'articolo parodia di venerdì, l'intervista al "troll pentito", ha avuto un boom di visite che francamente un po' mi aspettavo. Mi aspettavo anche che alcuni ci sarebbero cascati, ma devo ammettere che la cosa è andata oltre a quello che potessi immaginare. Gli irriducibili del complottismo, soprattutto su Twitter, sono stati molti, e anche di fronte alla mia ammissione (inutile, a dire il vero) di aver inventato tutto per gioco (soprattutto letterario), a rispondermi che anche se stavo scherzando, senza volere sono andato "vicino alla Verità".
Il commento però più bello, mentre con gli amici un po' mi stupivo e un po' ridevo di quanta gente avesse preso sul serio la cosa, è venuto da un mio contatto Facebook (Giuseppe S.), che ha chiosato in modo geniale dicendo: "Citazione a memoria di non ricordo chi: il buonsenso è la sola qualità umana che tutti ritengono di possedere a sufficienza. Questo assioma è alla base di tutto. Per questo non si accorgono che sarebbe uno spreco di soldi pagare (e tanto) della gente intelligente per scrivere cose cretine, quando basta fare in modo che i cretini abbiano un account."

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Un troll pentito svela come la Ka$ta paga i provocatori online

Abbiamo intervistato un provocatore online, uno dei cosiddetti "troll", gente che di professione stuzzica reazioni scomposte nelle discussioni online.

Lo incontriamo in un bar in centro a Milano. Sul tavolo ha poggiato uno smartphone e un tablet. Non ci dice né il suo nome, né il suo nickname.

Vivi sempre connesso?

Purtroppo sì. Abbiamo un software che ci consente di monitorare le discussioni a cui partecipiamo e quando c'è una notifica abbiamo poco tempo per rispondere. Se lasciamo "andare" o ritardiamo, ci viene scalato dal compenso.

Quanto guadagni per fare questa attività?

Beh, dipende. Se sono efficiente anche 4-5mila euro al mese.

Sono un sacco di soldi.

Sì, ma è una vita tremenda. Devi leggere decine di blog, forum, account facebook, tweet. Giorno e notte. Alcuni di noi non reggono, dopo un po' i loro nick "spariscono", non c'è modo di sapere che fine abbiano fatto.

Chi vi paga?

Un grosso gruppo economico legato trasversalmente a tutti i partiti. Ma non posso dire altro.

Ce ne sono molti come te?

Siamo un centinaio in tutta Italia, ma siamo divisi per competenze.

Nel senso che tu, per esempio, provochi e insulti solo specifici bersagli?

No, nel senso che ci sono provocatori e contro-provocatori. Ti faccio un esempio. Metti che tu sia il portavoce di un partito X. Scrivi un post e io arrivo a ridicolizzarti. Ovviamente ne nasce una discussione nella quale chi è contro di te in maniera "naturale", prende coraggio e viene allo scoperto. Aspetta.

Lo smartphone ha una luce blu che lampeggia, vuol dire che c'è una notifica. Prende, legge velocemente e con uguale velocità posta una qualche risposta, chissà in quale post o in quale discussione.

Una sorta di "effetto domino".

Esatto. Ovviamente ci sono quelli che sono a favore del Partito X e che ti difendono. Poi, non so se l'hai mai notato, salta fuori qualcuno che difende il Partito X, ma lo fa in modo idiota e scomposto, con una marea di punti di sospensione, maiuscole, punti esclamativi e via dicendo…

Sì, che tu pensi: "Ma allora sono tutti idioti".

Perfetto. Quelli sono sempre nostri colleghi. Semplicemente agiscono con una psicologia inversa. Il loro scopo è proprio quello di far sembrare i tuoi sostenitori degli imbecilli. Così come io faccio da "stura" a quelli che sono contro di te in maniera "genuina", diciamo, allo stesso modo loro fanno da stura ai tuoi estremisti, e globalmente ne vieni fuori screditato. Basta un provocatore come me e un contro-provocatore che fanno finta di litigare, per sputtanarti una discussione o un post.

Questa è troppo grossa, non posso crederci.

Sei libero di non crederci. Comunque loro prendono molto di più di noi. Sono veri professionisti, copywriter di altissimo livello. Se ci pensi, hanno creato un linguaggio.

Ma tu, politicamente, come hai votato?

Ho votato contro la Ka$ta. Ma il lavoro è lavoro. Ci sono le cose da pagare, ho moglie e figli. Quei soldi mi fanno comodo.

Cosa facevi prima?

Correggevo bozze in una casa editrice. Ora le bozze le fanno correggere nei paesi dell'Est, sottocosto. Cosa dovrei fare?

Ci salutiamo, insiste per pagare lui il conto. Mette nella borsa il tablet e si incammina, guardando lo smartphone e continuando a digitare.

Un troll pentito svela come la Ka$ta paga i provocatori online
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Io e il mio Macellaio. La raccolta.

Una raccolta di alcuni scritti postati qui e là che vedono protagonista il mio macellaio e la sua preziosa attività di consulenza, soprattutto nel settore dell'Economia. I pezzi sono anche un omaggio (fatto male apposta) allo stile di maurizio milani.

Aforismi venuti male

Conosci il tuo macellaio.

Economia 1

Ho deciso di mettere su un'agenzia di rating per andare in giro a declassare le cose e le persone. Perché ho pensato: il problema è che Moodies declassa a cannone le banche e gli stati, ma il resto delle cose restano uguali.
Per esempio, ieri ha declassato la mia banca e io sono andato lì dal direttore a bulleggiarlo e a tirargli schiaffi sul coppino.
Questo non va bene.
Allora ho messo su Boobies (che in inglese vuol dire tette e le tette non si declassano mai, quindi sto in una botte di tette… ecco lo sapevo, ora mi sono incastrato sulle tette e non riesco a procedere, mi devo sparaflesciare. Swamp!).
Boobies ha il compito di livellare i rating.
Prima sono andato dal mio macellaio e gli ho declassato la moglie e il cane. Lui mi ha tirato dietro un batticarne olimpionico ma si vedeva che ci era rimasto male.
Ora non capisce ma quando avrò finito di declassare tutto il mondo, staremo tutti meglio.
Ora vado che arriva il treno (che più di così non è declassabile) e ho una decina di vagoni di pendolari incazzati da tirare giù di rating.
Addio.
Tette.

P.s. x la commissione reale di Svezia per i nobel. Il nobel all'economia con interim alla pace, lo vorrei agitato e non sciecheràto.

Economia 2

La banconota da zero euro.
Sostanzialmente io e il mio macellaio (che è anche il mio agente di borsa e il mio psicologo), abbiamo creato questo complesso sistema macro-micro-economico nel quale si inserisce questa banconota da zero euro.
Quando non hai più soldi, te la stampi autonomamente (togliendo così alla malavita il giro delle banconote falsificate) e ti ci riempi il portafoglio.
C'hai fame?
Vai dentro una panetteria, dai un'annusata all'aria e gli molli qualche banconota da zero euro.
Per strada ti ferma il toffanello che ti chiede du' spicci per comprare il biglietto del treno?
Fai lo splendido e gli piazzi in mano una mazzetta di banconote da zero euro e gli dici: "Vai, giovane".
Oppure ancora, arriva la cartella esattoriale ma non c'hai più niente, vai da Equitalia con una carriolata di banconote da zero euro e gliele ammolli lì dicendo: "Contatevele".

Insomma, psicologicamente può rinascere quella mentalità anni 80 molto yuppie uanagana, ti senti il portafoglio gonfio e si innesca un meccanismo per il quale poi si genera benessere.
Ora, il meccanismo, prima che mi scendesse l'effetto dello Xanax, era chiarissimo, adesso è un po' nebuloso, ma vi assicuro che era una ficata.

Economia 3

Oggi ho fatto una riunione col mio macellaio e col caldaista, al fine di trovare delle soluzioni per la crisi economica.
Per prima cosa abbiamo buttato giù dal balcone delle bombole esauste e poi siamo andati in strada a spaccare via un po' di vetrine, a ribaltare tutti gli apecar e a dare fuoco ai bidoni dei vestiti usati della caritas.
Giusto per dare quell'impressione lì, che si trattasse di un summit importante.
Poi abbiamo deciso che l'ideale è dare la colpa a qualcun altro, però visto che c'è già chi dà la colpa a un po' tutto (chi all'euro, chi alla colf di Ciampi, chi a Giucas Casella) allora abbiamo deciso di incolpare Trinità, il pastore maremmano del caldaista.
L'abbiamo messo lì e abbiamo cominciato a dire "Cattivo Triny! Brutto cane cattivo! Chi ha fatto tutta questa crisi? Più! Non si fa più!".
E lui aveva le orecchie basse e la coda tra le gambe, segno evidente di colpevolezza canina.
Quindi gli abbiamo fatto mettere il muso nella crisi e quindi ora dovrebbe essere tutto risolto.

Economia 4

Come oramai molti di voi sanno, il mio macellaio fa per me diversi lavori. Esso è infatti il mio psicologo, il mio agente di borsa, il mio consulente d'immagine, il mio social media manager, oltre che agente letterario, tribuno della plebe, arbiter elegantiae, imbalsamatore, faccendiere, consigliere politico, riserva a calcetto, marconista, amico immaginario e meccanico quantistico (notevole quando mi ha sostituito la cinghia di trasmissione con una stringa di trasmissione {se stai ridendo in questo momento vuol dire che sei un nerd senza speranza, se stai pensando di puntualizzare sei un ingegnere senza speranza}).
Comunque sia, tempo fa avevamo elaborato una teoria secondo la quale sarebbe bastato trovare un colpevole, all'inizio individuato in Trinità, il suo cane. Cane che sgridato e minacciato di bastonate se non avesse smesso di fare tutta questa crisi in giro, aveva reagito guaendo con le orecchie basse.
Ma la cosa non ha risolto la crisi, quindi abbiamo dovuto elaborare una nuova teoria.
Siamo quindi andati a tirare lavatrici dal cavalcavia dell'autostrada, attività che più di ogni altra aiuta il ragionamento.
Proprio quando stavamo per scoraggiarci, l'illuminazione.
Come ogni crisi, bisogna ragionare sulle cause.
Perché l'economia è in crisi?
Presto detto.
Perché non ha nessuno con cui parlare, fare quattro chiacchiere, sfogarsi e buttare un po' fuori le energie negative.
Insomma, all'economia non gli passa un cazzo.

Quindi abbiamo deciso di diventare amici dell'economia, invitarla qualche sera a fare una passeggiata, dirle "dai su che passa tutto col tempo", e poi piano piano farla aprire, abbracciarla mentre piange e dire "sì così, butta fuori" facendole pat pat sulla spalla, e poi correre felici sulla spiaggia e metterci sugli scogli ad ammirare un tramonto di pregevole fattura e carico di tante sfumature di amicizia.

Scrittura Creativa

Il mio macellaio, che è anche il mio agente letterario, mia convinto a piegarmi alle logiche commerciali e a scrivere la puntata di San Valentino de…

Sceneggiature (di ammore) che mi hanno rifiutato

BodyGardaland

Prezzemolo è un ex agente dell'Fbi sotto copertura, il suo compito è difendere la ruota panoramica del parco giochi che in realtà è Barbara Streisand sotto copertura (quella che pare la ruota panoramica infatti è una elaborata pettinatura).
Una sera Prezzemolo sente dei terrificanti rumori venire dalla ruota panoramica, come di acciaio arrugginito che si piega, allora allarmatissimo corre ma è solo la Streisand che in un momento di solitudine sta cantando una canzone alla Luna.
Sarà la Luna, sarà che i latrati farraginosi di prima gli hanno provocato un trauma ai timpani e una liquefazione permanente del cervello che ora gli sta colando lentamente da un orecchio, ma Prezzemolo trova la Streisand bellissima.
Alla mattina i primi visitatori vengono sorpresi da quello che sembra Prezzemolo dare colpi d'anca a quella che sembra la ruota panoramica e schiaffeggiarla gridando quelle che sembrano frasi di passione ma che in realtà sono solo elaborate citazioni del film "Rocco invade la Polonia".
Lo scandalo.
La polizia.
La separazione.
Quella che sembra la ruota panoramica si stacca e comincia con quelli che sembrano strazianti rumori di ferro arrugginito a schiacciare i visitatori e gli agenti che stanno prelevando un Prezzemolo ancora infoiato, il quale intanto sta cercando di ingropparsi l'ambulanza ululando: – Si amore è stata un'ottima idea portare anche il tuo cane!

A questo punto non ricordo più come va avanti perché, mentre stavo illustrando lo storyboard ai produttori, mi hanno sedato sparandomi con un narcofucile veterinario con dentro una dose di sonnifero da elefante in su.

Io e il mio Macellaio. La raccolta.
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Vilipendio, critica, offesa. Sinonimi e contrari.

22 persone sono indagate per "Offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica" dalla Procura di Nocera Inferiore. In sostanza sotto indagine per "vilipendio", un termine che può racchiudere qualunque opinione, giudizio, valutazione ritenute offensive. Chi può essere al sicuro di un'eventuale denuncia per una critica al Presidente della Repubblica?

http://www.beppegrillo.it/2013/05/napolitano_senza_commenti.html#commenti

Definizione dei lemmi

critica[crì-ti-ca] s.f. (pl. -che)
1 Analisi razionale applicabile a qualsiasi oggetto di pensiero, concreto o astratto, e volta all'approfondimento della conoscenza e alla formazione di un giudizio autonomo: c. storica; c. costruttiva
2 Disciplina che studia i particolari caratteri storico-culturali ed estetici di opere d'arte, letterarie, musicali ecc.: c. d'arte, letteraria, musicale; anche, recensione: una c. favorevole || filol. c. testuale, esame della tradizione manoscritta o a stampa di un testo al fine di stabilire la lezione più vicina all'originale
3 Insieme dei critici e delle opere di critica: sulla messa in scena dell'opera la c. è divisa; bibliografia della c. dantesca
4 Giudizio negativo, disapprovazione: tirarsi addosso molte c.
• sec. XVII

offesa[of-fé-sa] s.f.

1 Danno morale che si arreca a una persona con atti o con parole; gli atti, le parole stesse SIN oltraggio, insulto: fare, ricevere un'o.
2 estens. Trasgressione di un valore, violazione di una norma riconosciuta: un'o. alla legge, al pudore; anche in senso fig.: un quadro che è un'o. al buon gusto
3 non com. Trauma, lesione a un organo o a un arto
4 Aggressione: arma da o.
• sec. XIII

vilipendio[vi-li-pèn-dio] s.m. (pl. -di)
1 Disprezzo espresso in modo ostentato
2 dir. Reato di chi offende pubblicamente istituzioni che rappresentano valori tutelati per legge: v. della religione
• sec. XV

Sinonimi e contrari

Critica

Sinonimi

esame, valutazione, analisi, giudizio, opinione, i critici, rimprovero, disapprovazione, biasimo, appunto, riprensione, censura

Contrari

apprezzamento, difesa, approvazione, lode

Offesa

Sinonimi

insulto, ingiuria, oltraggio, improperio, insolenza, torto, affronto, provocazione, maltrattamento, umiliazione, smacco, devastazione, trasgressione, violazione, profanazione, attacco, aggressione, ferita, menomazione, lesione, trauma, vilipendio

Contrari

aiuto, favore, difesa, lode, complimento

Vilipendio

Sinonimi

disprezzo, insulto, ludibrio, offesa, oltraggio, scherno, umiliazione

Contrari

esaltazione, lode, rispetto, stima

Fonte: lingua italiana.

Vilipendio, critica, offesa. Sinonimi e contrari.
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Furbizia Orientale e Spie Russe

Furbizia Orientale e Spie Russe

Stamattina in treno stavo pensando alla frase della Boccassini e ai vari cortocircuiti destra-sinitra. Insomma, la Boccassini ha detto una cosa brutta di destra? Ma dire che ha detto una cosa brutta, visto che la Boccassini è avversaria di Berlusconi, è di destra o di sinistra?
Insomma, è inciampata nel luogo comune.
Per esempio, io tutte le mattine vedo un signore, sempre lo stesso, in Stazione Centrale a milano, che aspetta qualcuno in testa al binario dove arriva il mio treno, con un cartello scritto in russo. Tutte le mattine. Stesso signore, stesso cartello in russo.
E' ovvio che sia una spia russa.
E me ne intendo, di spie Russe, ora vi racconto una storia che mi è capitata nel 2005. Dovevo vendere la mia macchina, usatissima.
Tra il 2002 e il 2005 ci avevo fatto qualcosa come 50mila km/anno. Solo che l'avevo portata da un autolavaggio a Sant'Angelo Lodigiano, una roba misteriosissima: porti la macchina che fa schifo, te la chiude in un garage, ti dice di passare dopo mezzora, e quando ritorni la macchina è nuova. Pulita in tutti gli angolini, anche gli interni splendono e ci spruzza qualcosa che ti pare che la macchina odori ancora di nuovo. Ti chiede 25 sacchi ma la macchina la puoi vendere a qualche centinaio di euro in più perché dà quell'impressione lì di essere stata tenuta sempre benissimo.
Insomma, mi telefona 'sto tizio con l'accento russo e dice che vuole vedere la macchina, perché la vuole regalare alla nipote. CI mettiamo d'accordo, lo vado a prendere, andiamo dalla nipote, la ragazza prova l'auto, poi lo riaccompagno. Si parla del più e del meno.
Ero lì che mi ripetevo continuamente "non è che solo perché è russo lui è una spia e tu sei geims bond, Fra. stai sereno".
– Abiti da molto tempo qui? Parli molto bene l'Italiano
– Grazie. Sedici anni.
– Ah! Dal millenovecentottanta… dumilacinque meno sedici…
– …ottantanove.
– Ah! L'anno del muro!
– Sì.
– Ah. E sei venuto subito qui?
– No, io prima in Germania come rifugiato politico, poi qui, ora faccio il muratore.
– Ah. (Non fare una domanda stupida. Non fare una domanda stupida. Caduta muro -> rifugiato politico -> muratore. Non fare una domanda stupida.). Cavoli, deve essere stata dura la vita del muratore in Russia, eh?

[Tipico silenzio di qualche secondo di quando qualcuno fa una domanda stupida.]

– Ero poliziotto.
– Oh, certo… chiaro. (Non fare altre domande. Non fare altre domande.) Lavoravi nell'esercito?
– No, nel Ministero dell'Interno.
– Ah.
– Sì.
– Meglio che non faccio altre domande, vero?
– Meglio.

Poi la macchina non gliel'ho venduta. Gli ho telefonato e gli ho detto che dato che non mi davano il finanziamento per quella nuova, l'avrei tenuta.
Metti che poi scopriva che era una sòla. No no, io non voglio ritrovarmi in un sotterraneo con gli scagnozzi della Spectre a torturarmi.
Allora l'ho venduta a una famiglia di iraniani, sono arrivati con un pullmino in quindici a vederla. Mi hanno detto: aspetta ora arriva il nonno che faceva il meccanico e la vede.
E' arrivato il nonno, me l'ha fatta accendere, ha teso l'orecchio, non l'ha manco guardata dentro e mi fa:

– C'è da rifare la distribuzione. Va bene, ma ora trattiamo il prezzo.

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Perché Berlusconi non può paragonarsi a Tortora.

Perché Berlusconi non può paragonarsi a Tortora.

E' interessante, antropologicamente, il fatto che Berlusconi abbia detto che "Le figlie di Tortora hanno perso un'occasione per stare zitte."

Lui paragona la sua vicenda a quella di Tortora, che, ricordiamo, finì sotto processo e in galera per le parole di vari pentiti, che poi risultarono infondate, e quindi venne assolto già in appello.

La figlia di Tortora ribatte: "Il caso di nostro padre è un'altra storia".

Quindi, il mentore di nipoti immaginarie risponde piccato che avrebbero dovuto stare zitte.

Perché è antropologicamente interessante?

Perché il linguaggio identifica l'appartenenza culturale delle persone. Da una parte si chiede rispetto per una vicenda che è imparagonabile a quella attuale sul caso Ruby, dall'altra quella pretesa di silenzio che viene facile ottenere quando si ha a che fare con persone stipendiate.

Che sia una vicenda diversa, se si avesse qualche dubbio, lo so può accertare facilmente. Non vi fidate di giornali, interviste, ricostruzioni con attori in studio e via dicendo? Pensate che Berlusconi sia vittima di un errore giudiziario, di pentìti in malafede?

Allora ci può venire in aiuto una cosa: la buona vecchia curiosità.
Quando si è indagati da dei pubblici ministeri, arriva un avviso, che contiene anche tutte le motivazioni, i reati ipotizzati e tutti i documenti in mano a chi stia indagando (in questo caso intercettazioni e ricostruzioni di spostamenti). Questo documento lo si trova agilmente online, su più siti (in quest'ultimo è formattato un po' meglio).

E' un po' lungo, da leggere, ma c'è tutto quello che c'è da sapere per farsi un'idea del perché Berlusconi sia finito in questa vicenda.

Soprattutto, si può avere la misura di quanto sia distante dal caso Tortora.

Buona lettura.

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Come una notizia debole diventa un meme forte

Come una notizia debole diventa un meme forte

Il pezzo ieri sul sito del Giornale, riguardante la vicenda del gioielliere che ha reagito a un'aggressione molto violenta sparando dei colpi di pistola e ferendo uno degli aggressori, è l'esempio perfetto di come una notizia di rilevanza relativa, diventi una sorta di "meme" ovvero un'entità che si auto-propaga in maniera veloce facendo leva su un linguaggio furbacchione, un'immagine impressionante (la stessa che ho messo io a corredo dell'articolo) e argomenti di pancia, senza fare davvero informazione, senza spiegare davvero cosa sia successo e perché. Ma generando un grosso volume di traffico che, di questi tempi, vuol dire visibilità e impression.

I fatti sono i seguenti: un gioielliere subisce una aggressione da parte di malviventi, viene pestato in maniera molto feroce, come la foto testimonia, quindi riesce a mettere mano alla sua pistola e a sparare per difendersi.

Nel processo che ne segue, nascono quindi due filoni di indagine: quello che riguarda gli aggressori, e quello che riguarda la legittima difesa del gioielliere. Il fatto che il gioielliere venga quindi iscritto nel registro degli indagati, non è uno scandalo, è una normale procedura che va, e deve andare, al di là dei sentimenti e delle sensazioni che possa suscitare un avvenimento del genere.
La Legge non può basarsi sui sentimenti.
O meglio: non può basarsi sui sentimenti o essere fredda e obiettiva a seconda di quanto ci faccia comodo.
Ogni persona sensata ragiona così: se non ero presente al fatto, se non ho testimonianze certe, se non ci sono filmati o fotografie dell'evento mentre stava accadendo, posso basare il mio giudizio solo sull'aspetto delle persone coinvolte?
Per fare un esempio, è il motivo per il quale, quando c'è un suicidio, fino a che non si presenti la prova certa del fatto, il fascicolo viene aperto come omicidio.

Se il giornalismo fosse ancora un'arte intellettuale, avrebbe il suo senso e il suo strumento principale nel dubbio, il dubbio che ti fa porre domande e che ti fa approfondire i fatti.

Ma è più facile e più rapido, anche in termini di visite, fare leva sui sentimenti più spicci, facendo apparire anormale quello che è normale e comune.

Il giornalista del pezzo cita un'intervista a Maurizio Laudi, Procuratore della Repubblica di Asti, che si dice critico nei confronti di questo modus operandi:

D – E allora, dottor Laudi, perché la Procura di Monza ha inviato a Remigio Radolli un avviso di garanzia per eccesso colposo di legittima difesa?
R – «Perché ha dei dubbi. Perché, in qualche modo, non è del tutto convinta che le cose siano andate proprio
così».

Maurizio Laudi auspica un maggior decisionismo da parte dei pm, ma se si legge con attenzione l'intervista, il giornalista gli chiede di ragionare per astratto, in quanto lo stesso Laudi dice di non conoscere i particolari del caso, e MAI fa una semplice domanda: "Se in un caso del genere lei avesse avuto dei dubbi e non avesse trovato elementi per dirimerli in modo certo, avrebbe agito nello stesso modo?"

Domanda che dovrebbero farsi anche i lettori, in un mondo perfetto.

C'è un gioco di contrappesi legislativi che scoraggia il farsi giustizia da soli. Questo concetto poi si tira dietro tutta una serie di altri aspetti, che partono dalla legittima difesa e arrivano alla detenzione di armi e dritti fino alla pena di morte.
Questo al di là di tutte le domande "di pancia" che, quando ci immedesimiamo in una vicenda violenta, possono nascere: se succedesse a te cosa avresti fatto?

Probabilmente lo stesso, chi lo sa, ma non è un motivo sufficiente per costruire una legislazione sul mio caso o sul mio sentimento.

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