Mese: luglio 2013

Sceneggiature rifiutate: deGregori verdi fritti alla fermata del treno

Sceneggiature rifiutate: deGregori verdi fritti alla fermata del treno

Francesco è un giovane cantautore di 120 anni in un Paese come l'Italia molto attento alle giovani promesse.
Egli è molto triste perché le analisi delle urine di Ozzy Osbourne, che gli sono state commissionate dalla rivista Metal Shock, per la quale lavora a cottimo, non sono buone.
C'è quindi un flashback intimista di Francesco che scrive una canzone in La minore, ma non è soddisfatto perché non riesce a fare il Re7 di barrè che secondo lui darebbe al pezzo quello struggimento necessario.
Sta quindi per valutare l'ipotesi di vendere la propria anima al Demonio al fine di diventare un eccelso chitarrista.
Ma arriva il Maestro Mypiaji (un trans brasiliano) che lo addestra a fare il barrè tramite un duro allenamento che consiste nel sedersi fortissimo su dei piloni autostradali e ferroviari finché essi non scompaiono. Al momento il giovane Francesco non capisce l'utilità di questi massacranti allenamenti, ma continua con abnegazione a lanciarsi sui piloni da altezze sempre più considerevoli.
Si esce dal flashback e Francesco ha una lacrima che gli scende dall'occhio di centro-sinistra mentre intorno a lui dei tecnici ordinano in fretta e furia un nuovo pilone per la TAV in Val di Susa.
Ora il Re7 di barrè riesce a farlo senza intoppi e può finalmente sfidare Belzebù (un carismatico Toni Servillo).
Durante la sfida Belzebù sfodera armi non convenzionali, come il Canzoniere dei Boy Scout e attacca a suonare Vendo Casa di Battisti, pezzo difficilissimo che contiene anche l'accordo Re7.
Francesco riesce a ripetere l'infernale sequenza di accordi e Belzebù viene risucchiato in un vortice di Fede.
Francesco vince e conquista il cuore di Adele, una groupie disoccupata di Albano.
Sul finale compare Papa Francesco (Toni Servillo) che dice: – Sono Batman.

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Oltre che di evasione, parliamo di elusione delle Grandi Aziende e delle società di capitali

Oltre che di evasione, parliamo di elusione delle Grandi Aziende e delle società di capitali

Il problema dell'evasione fiscale, in Italia, è ramificato e complesso. Si spalma su più settori e sottrae al fisco centinaia di miliardi, costringendo chi non possa moralmente o fisicamente evadere a sostenere un carico fiscale enorme.
Ma quando si parla di evasione, la politica la butta semrpe su due piani: lavoro nero, mancata emissione di scontrini, mancati pagamenti tributari di PMI e professionisti.
Ha un enorme peso la criminalità organizzata, ma quello è un ambito sempre così delicato, da trattare, così incrociato con il giuridico che i politici e i portavoce faticano sempre un po' a trattarlo. Quindi si scatena la solita, vecchia, "guerra tra poveri": il dipendente addita i professionisti (quelli però estranei, se hai l'idraulico amico che ti propone di non fare la fattura ci mancherebbe, non sarà mica il mio amico a rovinare l'italia), i professionisti additano i politici che sprecano, i politici si additano a vicenda a seconda del fatto che facciano o no parte del Governo o dell'opposizione.
In mezzo, ci dimentichiamo delle Grandi Aziende e le società di capitali. Secondo un rapporto di KLRS fatto nel 2012 per Consumatori.it, il gettito mancato al Fisco nel 2011 si è distribuito in questo modo:

Economia sommersa: tre milioni di lavoratori in nero (inlcudendo anche 850 mila dipendenti che fanno un secondo o terzo lavoro in nero) hanno prodotto un'evasione di imposta di 34,3 miliardi di euro.

Economia criminale: 78,2 miliardi sottratti al fisco nel 2011, ma questi lasciamoli in pace, anzi, baciamo le mani.

Società di capitali: il 78% delle società di capitali italiane (circa 800mila soggetti) hanno dichiarato nel 2011 redditi negativi o inferiori ai 10mila euro, non versando imposte di alcun tipo. Molte di queste imprese chiudono nel giro di 5 anni per evitare controlli. L'elusione di queste società è ammontata in quell'anno a 22,4 miliardi.

Big Company: un terzo delle Grandi Aziende italiane nel 2011 ha chiuso il bilancio in perdita, non pagando tasse. L'uso delle controllate in paradisi fiscali le ha aiutate a eludere 38 miliardi di euro nel 2011.

Società di capitali e Big Company, insieme, portano via 60,4 miliardi l'anno all'Erario.
Però qui non parliamo di evasione, ma di quel territorio di confine che si chiama elusione fiscale, o più tecnicamente "abuso del diritto": sfruttare le pieghe di un sistema, per trarne vantaggi fiscali.

Ci sono molti "giochetti" che si possono fare con le società controllate in paradisi fiscali: per esempio, l'acquisto di hardware e macchinari che vengono poi venduti a prezzi gonfiati alle capofila nostrane, lasciando in perdita l'azienda Italiana ma gonfiando le casse della società paradisiaca, che poi avrà la libertà di gestire come meglio crede quell'utile.
Voi direte: ma ci sono le black list dei paradisi fiscali.
Certo, ma se un paradiso fiscale fosse sotto l'ala, per esempio, degli Stati Uniti, o forse addirittura uno dei 51 Stati, potrebbe mai finire in black list?
Dai, non scherziamo.
Vorrei quindi evidenziare il caso del Delaware.

Il Delaware magari l'abbiamo sentito solo in qualche racconto o in qualche film. Come qualsiasi Stato USA che senti solo saltuariamente, ci appare come una cosa col nome fico nel quale probabilmente ci sono o cowboy che sputano tabacco masticato, o poliziotti della scientifica infallibili che hanno occhiali a specchio alla moda.
Il Delaware è innanzitutto conosciuto dagli statunitensi come "The First State", la prima colonia a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti. Quella che citano sempre gli avvocati con il primo emendamento o anche il quinto. Che tu non sai manco che cazzo siano questi emendamenti, ma quando li citano risolvono sempre tutto, un po' come se avessero detto "arimo" e tutti fanno "oooooh" e tu pensi "ma che cazzo, non poteva tirarlo fuori all'inizio e poi il resto del film lo passavano a bere in un pub?".
Ha quasi un milione di abitanti, 57 comuni e 3 contee (e qui vengono sempre in mente i fratelli Duke di Hazard con il Generale Lee e Boss Hogg). Al 79% sono Cristiani con le varie declinazioni tipiche degli US, dai Protestanti ai Pentecostali, al 19% Atei e rimane un 2% che sono persone inutili senza un'opinione in merito.

Ok, ora che ho spiegato cosa sia politicamente il Delaware come stato (una spiegazione che verrà introdotta negli studi di scienze politiche), vediamo di capire cosa sia fiscalmente, perché riguarda anche noi. Sì sì.
In Delaware si possono costituire società LLC (che sono come le nostre SRL, società di capitali a responsabilità limitata).
Se una "Delaware LLC":

1. ha i soci residenti all'estero e non statunitensi
2. non svolge business sul territorio US
3. non possiede conti correnti in US
4. non ha dipendenti in US

non paga imposte sugli utili.
Questo per il principio del pass-through-tax-status, e cioè che se ci sono le condizioni sopra descritte, il fisco americano considera gli utili di questa società come utili personali dei soci, che quindi dovranno essere tassati nei paesi di residenza degli stessi.
Certo, se poi uno si dimentica, come capita spesso qui in Italia, di inserire nella propria dichiarazione dei redditi l'utile di una società estera della quale è socio, ecco che il giochetto funziona perfettamente.
Ma ci saranno dei registri, parliamo degli Stati Uniti, non delle Cayman!
Certo, ci sono dei registri, che nella maggior parte degli stati USA sono pubblici. Il problema è che il database del Delaware è chiuso, e può essere aperto solo in caso di rogatoria internazionale. Ma consultando uno dei tanti siti che offrono a pagamento la consulenza per aprire una società in Delaware "chiavi in mano", con tanto di numero di telefono, indirizzo e tutti gli orpelli necessari, basta mettere una società off-shore dentro una LLC in Delaware e la tracciabilità è impossibile. Quindi basta costituire una società anonima ad Antigua, per dire uno stato a caso, e con quella creare una LLC in Delaware.
La LLC sarà pulita e potrà operare sui mercati UE.
E anche in Svizzera, che notoriamente non disdegna queste cose: infatti molte delle società che ti aiutano per poche centinaia di euro ad avere una LLC pienamente legale e funzionante in Delaware, sono studi di consulenza fiscale svizzeri.
Ma anche se fai business negli Stati Uniti, le tasse sono bassissime: 300 dollari per costituire la società, 5,95% di tasse sul reddito e 8,7% sugli utili della società.
Ovviamente, il 60% delle prime 500 aziende del mondo, ha una sede o una controllata, diretta o indiretta, in Delaware. Tra queste ci sono tutte le più grandi aziende Italiane o le sedi nostrane delle grandi aziende straniere, anche quelle alle quali paghiamo bollette, nelle quali depositiamo i nostri soldi, dalle quali compriamo le nostre auto, delle quali usiamo i social network, alcune delle squadre di calcio che tifiamo e persino società industriali partecipate dallo Stato Italiano, che diventa così, di fatto, un elusore del proprio sistema tributario.
Ci sono anche molte società di carte di credito e sapete perché? Perché non ci sono controlli né sanzioni sui servizi di prestito del denaro, in Delaware. In sostanza, puoi fare una carta di credito a consumo con tassi da usura, senza rischiare nulla.

Credo sia ora di parlare (anche) di queste realtà e introdurre dei meccanismi per i quali un'azienda debba dimostrare il perché abbia bisogno di una controllata in Delaware o in qualsiasi altro Stato a tassazione ridicola.

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Una legge Italiana giusta e non applicata, perché svuoterebbe il Parlamento, Internet e l’Italia

TULPS, e cioè "Testo Unico per le Leggi di Pubblica Sicurezza". E' un testo antico, che nasce quando in Italia c'era ancora la monarchia, come del resto molte altre Leggi.
E' un testo che raccoglie tutte le Leggi che interessino la sicurezza pubblica ed è la base dell'ordinamento giuridico in questa materia.
Sono normate in questo testo molte cose che conosciamo: come funzionano gli organi di polizia, le Prefetture, la burocrazia riguardante il riconoscimento delle persone, e via dicendo. Lo si può leggere cliccando sul link qui sotto.

Tra tutte queste norme c'è un articolo, il 121.
Ha un testo breve, il che lo rende non solo chiaro, ma anche bello, di quella bellezza che si trova in alcuni articoli della Costituzione:

Art. 121

E’ vietato il mestiere di ciarlatano.

Ma per capirlo meglio, dobbiamo prima andare ad esplorare questa parola: ciarlatano.
La definizione, nel Dizionario Sabatini Coletti della Lingua Italiana, è la seguente:

ciarlatano[ciar-la-tà-no] s.m. (f. -na)
1 Imbonitore
2 estens. Chi si spaccia o spaccia qlco. per quello che non è SIN imbroglione: quello è un c., non uno scienziato!
• sec. XV

Ecco invece la definizione su Hoepli, che estende il concetto:

ciarlatano
[ciar-la-tà-no]
s.m. (f. -na)
1 Venditore sulle piazze di merci varie
‖ Venditore di prodotti di pessima qualità
‖ Giocoliere, saltimbanco
2 estens. Chi inganna il prossimo a proprio vantaggio
‖ Chi si vanta di abilità, spec. professionali, inesistenti: non è che un c.
‖ SIN. imbroglione, mistificatore, millantatore

Attenzione: non è un divieto assoluto.
Uno può fare il ciarlatano per hobby, ma non di mestiere. Non ne deve ricavare, cioè, un vantaggio economico o professionale.

Ecco quindi che improvvisamente il mondo come lo conosciamo, se venisse applicata questa norma, cambierebbe radicalmente: la Natura si riprenderebbe il proprio posto in Parlamento e avremmo alberi che crescono a Montecitorio e cerbiatti che corrono liberi per Palazzo Madama; i ricavi di Google Adsense scenderebbero per carenza di blog d'opinione sponsorizzati; la televisione non avrebbe più pubblicità, né trasmissioni; il 99% di quelli che si auto-proclamano scrittori e/o artisti dovrebbero inventarsi un'altra definizione; nessuno si proclamerebbe portavoce di nessun altro né di alcun Dio; ci sarebbe molto più silenzio, molta più pace.

Ma le cose belle, in Italia, hanno un loro destino: giacere abbandonate e ignorate.
Però la Speranza è gratis, quindi perché non sognare?

D'altra parte, sogni e speranze sono le uniche due cose non tassate che ancora ci restano.
Ora vado, che devo comprare i gratta e vinci.

Una legge Italiana giusta e non applicata, perché svuoterebbe il Parlamento, Internet e l'Italia
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Perché Alfano non può dire “Io non sapevo”: #Art95

Questi tempi così bui ci lasciano, ad ogni nuovo scandalo della politica Italiana, solo una certezza: che la nostra Costituzione è davvero bella.
E' forse una magra consolazione, visto che quasi regolarmente viene disattesa o ignorata, ma anche oggi, con lo scandalo kazako che ci proietta direttamente in una dimensione nuova, quella del Paese che mette le proprie strutture a disposizione di una dittatura straniera, con il sacrificio del capro espiatorio Procaccini, anche oggi possiamo dire che la Costituzione ci dà una certezza: Alfano non può cavarsela con un "non sapevo". Non può farlo lui come nessun altro Ministro della Repubblica di fronte a un qualsiasi atto avvenuto all'interno del proprio Ministero.
E' un principio semplice: quello della responsabilità oggettiva. Un principio che, come al solito, viene applicato in molti ambiti (un amministratore delegato è penalmente responsabile di ciò che avviene nella sua azienda), ma al quale la politica sfugge.
L'articolo 95, come molti altri articoli, è semplice, non equivocabile:

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.

Costituzione della Repubblica Italiana

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Una frase semplice, che ogni Parlamentare dovrebbe conoscere.

Di fronte all'onorabilità della Costituzione, quindi, nessuna scusa può valere: Alfano deve dimettersi.
E il PD non deve coprirlo.
E le opposizioni, Sel e M5S, devono chiedere che venga rispettata la Costituzione.

Ma la realtà dei fatti la conosciamo tutti: Alfano è Ministro con un'unica funzione, quella di Polizza Assicurativa di Berlusconi. Quindi non può essere rimosso perché Berlusconi farebbe cadere il Governo.
Quindi, se ancora dovesse servire, abbiamo la dimostrazione che Berlusconi, in Italia, è più importante della Costituzione.

PD, PDL, Scelta Civica, non votando la sfiducia ad Alfano, certificheranno che la Costituzione Italiana è bellissima, ma inutile.

Perché Alfano non può dire "Io non sapevo": #Art95
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Un blitz di intelligenza, mai? Anche a propria insaputa.

Oggi su You-ng.it ho scritto di un caso che è stato coperto da disinteresse e polvere.
Un manager Eni, Flavio Sidagni, che dal 2010 è stato sbattuto in una prigione del Kazakistan, paese governato da una dittatura mafiosa, e condannato a 13 anni per essersi fatto uno spinello.
Un Paese "amico", soprattutto del capopadrone del nostro Ministro degli Interni, che quindi ha ricevuto da parte dell'Italia il favore del blitz magistralmente pasticciato che ha portato al rimpatrio della moglie e della figlia del più grande avversario politico del dittatore kazako Nazarbayev.
Un Paese che pratica ancora la tortura, come denuncia Amnesty International.

Quindi mi chiedo se il Ministro Alfano e il Ministro Emma Bonino sentiranno mai la necessità di un blitz di intelligenza, anche di intelligenza a propria insaputa, per tenere alta l'attenzione sul caso di Sidagni e di tutti gli altri Sidagni che ci sono tra gli oltre tremila italiani detenuti all'Estero.

Ma mi chiedo anche: possiamo chiedere a loro un guizzo di intelligenza, quando noi per primi lasciamo depositare polvere su queste e altre storie?

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Il PD di Schrödinger

Il PD può essere non diviso?
Una teoria innovativa basata su un paradosso tenderebbe ad affermare che in particolari condizioni, sarebbe ipotizzabile che il PD non presenti solo lo stato di diviso.

Pensiamo di preparare una scatola sigillata all'interno della quale ci sia un contatore Geiger con un piccola porzione di sostanza radioattiva, tale per cui in un tempo X potrebbe avere le stesse possibilità di decadere oppure no: nel caso in cui il contatore rilevasse il decadimento atomico, farebbe scattare un congegno che visualizza su una parete interna della scatola una qualsiasi notizia politica.

La teoria è che posto il PD all'interno di questa scatola chiusa, non sapendo se il materiale radioattivo abbia subito decadimento oppure no, e quindi non sapendo se il PD sia venuto a conoscenza della notizia, potremmo dire che il PD sia contemporaneamente in tutti e due gli stati: unito e diviso.
Aprendo la scatola e osservando, ci potremmo trovare di fronte a due scenari:

1. Il PD ha visto la notizia e si è diviso.
2. Il PD è unito per alcuni secondi, poi chiede all'osservatore "beh, che succede?" e quindi si divide.

Ma finché il sistema chiuso e impenetrabile della scatola sigillata non fa filtrare alcun tipo di concetto dall'esterno e rende impossibile l'osservazione e l'interazione con il PD, allora la nostra teoria è che il PD possa ipoteticamente essere considerato anche unito.

Qui sotto uno schema che aiuti a spiegare il funzionamento del paradosso del PD di Schrödinger.

Il PD di Schrödinger
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Capelli e suspense

La suspense l'ho imparata fin da piccolo.
Ancora prima di conoscere i film di Hitchcock. Mio padre mi portava da questo barbiere, che aveva i capelli bianchi, grossi baffi ingialliti dalle sigarette e gli occhi rossi di alcol.

Non che fosse ubriaco o che puzzasse, ma si vedeva che era uno con il fegato schiantato dal bere. Aveva quello sguardo liquido tipico degli alcolizzati di lungo corso. Aveva la faccia simpatica ma qualcosa di vuoto, lì dentro, da riempire la sera bicchiere dopo bicchiere. Non volevo tagliare i capelli da lui, ma non lo dicevo mai, perché non avevo le parole. Non è facile da spiegare. Fin da piccolo capivo alcune cose, lo ricordo bene, cose a volte belle a volte terribili, come la disperazione in fondo al barile degli occhi di quel barbiere, ma più che capirle, le sentivo e non avevo le parole per spiegarle. Se avessi avuto le parole, avrei detto: papà, quando vedo quell'uomo riflesso nello specchio, vedo i suoi mostri nelle pupille. Se glielo avessi detto mi avrebbe portato da un altro barbiere, ma non potevo spiegarlo, per via del mio cazzo di vocabolario da seienne. C'erano altri papà e altri bambini, cercavo di capire se quei bambini avessero capito la stessa cosa, ma parevano tranquilli, saltavano su e giù dalla sedia, ridevano quando il barbiere col piede pompava sulla leva per sollevarla, e io non avevo parole e fiato.

Mi metteva il cuscino sulla sedia, mi copriva con il telo e se chiudo gli occhi sento ancora il velcro pizzicare dietro il collo. Io trattenevo il fiato, quindi poi risultava troppo stretto, di poco, ma quel tanto che bastava per alimentare la tensione.
Papà si metteva ad aspettare leggendo il giornale e dallo specchio lo vedevo trasformarsi in un essere mitologico metà uomo metà quotidiano.

Poi cominciava il taglio, e la suspense l'ho imparata lì. Quando, con quegli occhi che chissà come vedevano, rossi com'erano, vicini al mio collo, la lama delle forbici si avvicinava ai capelli intorno all'orecchio. Ogni volta mi preparavo al dolore, a veder saltare un pezzo di lobo. Ogni volta seguivo quella mano che cercava, con le lame aperte, il punto dove tagliare, e il punto giusto era proprio a un millimetro dal mio orecchio. Un attimo infinito e poi

zac

anche per questa volta l'orecchio era salvo. Nella morsa del telo intorno al collo buttavo fuori l'aria che avevo trattenuto, piano, ma poi sentivo la punta fredda delle forbici muoversi dietro la nuca, rifinendo a piccoli morsi la linea dei capelli.
Presto sarebbe arrivato il turno dell'altro orecchio. Mi immaginavo di diventare l'orecchio minacciato da quelle lame che prendevano la mira, due lame ubriache che gli dicevano: non preoccuparti, abbiamo bevuto solo qualche bicchiere, ma siamo lucide.
Siamo splendenti.
Non lo vedi come luccichiamo al sole?

zac

Dentro di me giuravo: quando sarò grande non taglierò mai più i capelli. Diventeranno lunghissimi e ci inciamperò dentro e finirò per morire dentro un bozzolo di capelli, ma andrà bene così. Mai più barbieri. Mai più barbieri.

Ora, io lo so che non tutti i barbieri sono così traumatici, ma da quando ho potuto decidere per me stesso, o capelli lunghissimi, o macchinetta e via tutto.

Capelli e suspense
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Poesia per i cicciobombardieri F35

Aerei supersonici
composti da circuìti
di mille valvole.
Costate molto

(addirittura più di un gelato a Milano che oh, 3 euro e 50 per una palletta stitica, mentre il gelataio sotto casa mia lo fa più buono e con 3 euro e 50 ti dà Piero Angela spalmato di pistacchio, però quando hai finito di leccarlo glielo devi ridare. Poi lo lava e lo sterilizza e tutto, eh? L'ASL ha fatto l'ispezione e ha detto che è ok.)

e non servite a nulla,
così tutti sono molto arrabbiati con voi.

Eppure vi compreremo lo stesso,
perché la gente pensa che firmare
appelli online serva a qualcosa.
Inoltre gli appelli online ti dicono:
"I cicciobombardieri F35 non funzionano!1!"
che io mi chiedo:
Ma se funzionassero, invece, andrebbe bene comprarli?

Ma così è tutta l'Italia e il suo travaglio*
ci si lamenta dal divano
di quel che è costoso e inutile,

ma tanto, alla fine,
o lo compri lo stesso,
o lo rivoti.

*non il giornalista

Poesia per i cicciobombardieri F35
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Morto l’uomo che inventò il mouse. Ma non solo. E’ un genio anche per altro.

Premessa.
Douglas Engelbart è un altro di quei tizi che sta alle fondamenta del nostro modo di usare i computer. Ha inventato il mouse, nel 1967, e anche una cosetta come l'ipertesto.
E' stato un pioniere nell'interazione tra uomo e macchina, insomma.

Ragionamento.
Ora immaginatevi di essere nel 1966 e dover pensare uno strumento come il mouse. Non avete idea di quello che verrà. Dieci persone diverse avrebbero potuto inventare dieci mouse diversi.
Ma lui ha inventato il mouse che si usa con una mano sola.
Pensate quanto era avanti la mente di quest'uomo.
Voglio dire, non poteva immaginare minimamente il boom della pornografia su internet, eppure ha pensato subito a un qualcosa che si usasse con una mano sola.

Morto l'uomo che inventò il mouse. Ma non solo. E' un genio anche per altro.
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Ecco la mail che dimostra lo spionaggio delle conversazioni online italiane

Ecco la mail che dimostra lo spionaggio delle conversazioni online italiane

Siamo venuti in possesso di una mail mandata da un quadro dell'agenzia per la sicurezza USA a un suo superiore, nel quale si ipotizza un turnover per gli impiegati addetti all'ascolto delle conversazioni online italiane.

Il dirigente chiede maggiori fondi per poter ricambiare mensilmente gli "ascoltatori", in quanto presentano un particolare stress.

Ecco la mail, risalente al primo gennaio (piena campagna elettorale), così come è stata "intercettata" dalla nostra fonte.

From – Tue Jan 01 09:32:29 2012
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Delivered-To: Janian.cloak@bigones.prism.secret.tv
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X-Originating-IP: 62.139.958.333
X-Qmail-Scanner-Diagnostics: from smtpdg3.modafakka.ug by mx01eeh (envelope-from <john.mcnamara@prism.secret.tv>, uid 8998) with qmail-scanner-2.11st 
 (clamdscan: 0.97.8/17450. spamassassin: 3.3.2. cagliostro: 2.11st.  
 Clear:RC:0(62.139.958.333):SA:0(-1.9/5.0):. 
 Processed in 2.857245 secs); 01 Jan 2012 07:25:40 -0000
X-Spam-Status: No, hits=-1.9 required=5.0
X-Spam-Report: SA TESTS
 -0.0 RCVD_IN_DNSWL_NONE     RBL: Sender listed at http://www.dnswl.org/, no
                             trust
                             [62.139.958.333 listed in list.dnswl.org]
 -1.9 BAYES_00               BODY: Bayes spam probability is 0 to 1%
                             [score: 0.0000]
  0.0 HTML_MESSAGE           BODY: HTML included in message
Received: from smtpdg3.modafakka.ug (HELO smtpdg7.modafakka.ug) (62.139.958.333)
  by 0 with SMTP; 1 Jan 2012 07:25:37 -0000
Received-SPF: none (0: domain at secret.tv does not designate permitted sender hosts)
Received: from PCReception2 ([883.133.749.312])
    by smtpcmd03.ad.modafakka.ug with bizsmtp
    id vjRb1l01N0480Nj01jRc85ew12342ew; Tue, 01 Jan 2012 09:25:36 +0200
From: "John McNamara" <john.mcnamara@prism.secret.tv>
To: <empire.state.mcflurry@prism.secret.tv>
Subject: Italian Office Turnover Needed
Date: Tue, 1 Jan 2012 09:26:42 +0200
Message-ID: <!&!AAAAAAAAAAAYAAAAAHHHHHHHAAAAMCDuPn8sdsdssPVNEg09rerehQkcmhnvCgAAAEAAAAN89ojaV0lVPoL/ErBz9PUgBAAArere>EEEEAAA==@prism.secret.tv>
MIME-Version: 1.0
Content-Type: multipart/related;
    boundary="—-=_NextPart_000_0015_01CE77CF.6DrereDDF9DBF0"
X-Mailer: Microsoft Office Outlook Government Version 10.0
Thread-Index: Ac53vqouubSMkqUUR5WAIosksZvfpA==
Content-Language: en
Disposition-Notification-To: "John McNamara" <john.mcnamara@prism.secret.tv>

This is a multi-part message in MIME format.

——=_NextPart_000_0015_01CCCCEE77CF.6DFD9DBF0
Content-Type: multipart/alternative;
    boundary="—-=_NextPart_001_0016_01CCCCEE77CF.6DFD9DBF0"

——=_NextPart_001_0016_01CCCCEE77CF.6DFD9DBF0
Content-Type: text/plain;
    charset="us-ascii"
Content-Transfer-Encoding: 128bit

Hello
I would like to explore the option of a complete turnover in the italian wiretapping office.
Employees have started to manifest strange behavior patterns, arguing often among themselves. 
Some have become aggressive and repeat phrases like "they're all dead, all zombie", others want their own "IMU" back (i really don't know what they're talking about) while in general all of them spend much more time on porn sites.
This kind of stress symptoms are considered very dangerous, 
so I hereby ask for the funds in order to guarantee a monthly replacement of all employees listening to the italian's conversations.

My Kind Regards

J

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