Mese: settembre 2013

Papa Francesco e Scalfari, Ratzinger e Odifreddi. Io scrivo a Don Alfonso

Caro Don Alfonso,

scrivo a te perché quelli cicciotti di cui sopra sono troppo impegnati a tirarsi pacche sulle spalle e non vorrei disturbarli.

Sicuramente hanno instaurato un bel carteggio che verrà studiato nelle facoltà di Filosofia, in futuro, e la cui conoscenza costituirà titolo preferenziale per essere assunti in friggitoria, ma secondo me in questo auto-compiacersi del dialogo tra credenti e non credenti, perdono di vista il punto che sarebbe davvero utile.

Innanzitutto, si concentrano molto sull'ateismo in relazione alla figura storica di Gesù, cosa che in un dialogo attuale tra credenti e non credenti, non ha alcuna consistenza.

Perché così come la Scienza ha delle dimostrazioni, poi delle teorie, quindi delle ipotesi, man mano che ci avviciniamo all'inizio dei "Tempi", allo stesso modo un non credente dovrebbe chiedere a un credente come si può, in merito alla figura che di Gesù dà la Chiesa, andare indietro rispetto al Primo Concilio di Nicea, che di fatto è il Big Bang del Gesù Cristo come lo conosciamo.
Quindi Ragione e Fede, Scienza e Cristianesimo, hanno sicuramente un bell'ammazzarsi intellettuale su fatti, ricostruzioni, interpretazioni, teorie, teoremi, e via dicendo.

[Mi ero fatto prendere la mano e avevo scritto un pippone lunghissimo su Nicea e poi una visione futura di una religione incentrata su Berlusconi dove per un equivoco archeologico viene rappresentato nelle icone sacre con la faccia di Beppe Grillo, ma ho cancellato tutto, perché anche io mi stavo facendo prendere la mano e rischiavo di perdere di vista il punto.]

Da non credente del 2013, inserito nella realtà di quello che viviamo, delle acrobazie argomentative in un senso o nell'altro sulla figura di Cristo, sono convinto che ne possiamo fare a meno.
Certo, in privato ognuno discute di quello che vuole. Per carità. Ma un dialogo pubblico tra certi pesi massimi, mi piacerebbe che fosse un po' utile anche per me, che da lettore/spettatore ne divento il fruitore vero.
L'utilizzatore finale, diciamo.

"Dio perdona anche chi non crede" oltre a sbaragliare Pascal e la sua ridicola scommessa filosofica, è un concetto bellissimo, agli occhi di un dubbioso e di un fedele.
Agli occhi di me che so di essere un non credente, è una cortesia per la quale posso ringraziare, ma che non so come ricambiare, se non con un sorriso sincero e con un "non era necessario, non dovevi".

E quindi quale è questo punto?

Il punto è che un dialogo di così alto livello tra fedeli e non fedeli, dovrebbe riuscire a non perdere l'occasione di parlare di politica.
Se sono ateo, non me ne importa nulla di dimostrare che ho ragione sul fatto che la Bibbia sia un'opera letteraria, e se qualcuno crede che sia la Verità e la Parola di Dio, a me non dà alcun fastidio. Se convertissi all'ateismo un credente, non la considererei una vittoria, ma una fatica inutile.
Un dialogo pubblico del genere deve non perdere l'occasione di parlare di tasse, di diritto all'aborto, magari citando il fatto che 2 ginecologi su 3, in Lombardia, sono obiettori di coscienza e che potrebbero spingere una donna tra le pericolose braccia clandestine di aborti fai-da-te; parlare di diritto all'eutanasia, di tutta quella fatica e di quegli ostacoli che incontrano la Scienza e il legislatore su quei temi "etici" che non riguardano la collettività, ma il singolo individuo; parlare di economia e delle lobby politicizzate e cristianizzate che occupano posizioni di potere indebitamente, distruggendo la concorrenza e quella parvenza di finto libero mercato che abbiamo in Italia.
Parlare di tante cose che c'entrano con la Fede e anche con la vita quotidiana di chi Fede non ha.

Quindi, caro don Alfonso, io vorrei sapere da te, che vivi tra le persone comuni e non negli intermundia editoriali e pastorali, se ci può essere un dialogo e un confronto sereno tra credenti e non credenti su QUESTI temi, lasciando le dispute sulla Parola ai Filosofi.
Dispute interessanti, bellissime e stimolanti, per carità.
Ma che volano a un chilometro dalle teste dei problemi veri.
Soprattutto se hai la fortuna di poter parlare con uno che ha uno Stato in centro a Roma, vista Tevere.

Ad maiora.
Tuo,

francesco (con la f minuscola)

Papa Francesco e Scalfari, Ratzinger e Odifreddi. Io scrivo a Don Alfonso
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Il dito indica la Luna e il complottista guarda il dito

Il complottista delle scie chimiche, poi, la Luna non la considera proprio.
I fautori del complotto organizzato delle scie chimiche, un complotto gestito da persone che giocano sulla credulità della gente, al nostro satellite non ci pensano mai.
Cercherò di essere il più potabile possibile, per chi voglia approfondire il materiale è tanto.

Che c'entra la Luna?
C'entra perché uno degli argomenti più "facili" che gli sciachimicisti portano a "dimostrazione" delle loro tesi, è il fatto che il clima stia mutando di anno in anno, così come l'avvicendarsi delle stagioni.
Cosa facilmente esperibile, visto che tutti possiamo notarlo.
Quindi, dicono, con tutte le schifezze che buttano in cielo con gli aerei, possono controllare il clima, e giù a copincollare link di Wikipedia sul cloud seeding (una tecnica per spingere una nube a modificare il proprio comportamento).
Ora, è abbastanza noto che esista questa tecnica relativamente antica per far cadere o no un po' di pioggia in un'area ben definita, o per ridurre la grandezza dei chicchi di una prossima grandinata, ma tra far piovere e controllare il clima ci passa talmente tanta strada che se tutti i complottisti delle schie chimiche trovassero improvvisamente il coraggio di alzare il culo dalla sedia del PC e di andare personalmente a irrorare merda nei cieli di tutto il mondo, il clima mondiale avrebbe le stesse conseguenze che avrebbe un cane qualora tutte le sue pulci si mettessero a ballare il tip tap contemporaneamente.

Questo perché il clima, oltre ad essere una materia molto complessa, risente, ogni anno, di un evento fisico troppo grande e potente (e antico) per le forze di qualsiasi complotto governativo: il progressivo allontanamento della Luna dalla Terra.
Sono 4 cm circa all'anno, ma vogliono dire molto.
Perché?
Per via dell'inclinazione dell'asse terrestre. Sulla terra abbiamo le zone climatiche che abbiamo, per via di alcuni motivi, uno dei quali (forse il "maggiore") è tanto semplice quanto affascinante: la presenza della Luna impedisce all'asse terrestre di andare oltre una certa angolazione, riducendo a 2 gradi circa la possibilità dell'asse stesso di "oscillare". La forza di attrazione della Luna tiene la Terra "stabile" nella sua inclinazione rispetto al Sole e ha permesso, in milioni di anni, che ci fossero zone climaticamente ben definite e quindi abbastanza stabili perché si potesse sviluppare non solo la vita, ma anche le dinamiche sociali e storiche che conosciamo. Non è solo la presenza della Luna, ma il fatto che la Luna abbia la massa giusta, la velocità di rotazione giusta e la distanza giusta perché questo avvenisse.
Insomma, il nostro clima è un prodotto di milioni di anni di eventi fisici e cosmici che, dal nostro punto di vista, sono stati piuttosto fortunati. Oppure, per chi crede in qualche dio, perché questo dio ha progettato così tutto l'ambaradan.

Purtroppo, ed è un dato di fatto, casualità cosmiche, fisica o dio che si voglia, la Luna si allontana, quindi ogni anno si modifica un "pezzetto" di quel controllo e di quella stabilità: è per queste oscillazioni che stagioni, mezze stagioni, precipitazioni e temperature medie, non potranno mai essere esattamente le stesse da un anno con l'altro, ma varieranno di poco, a volte in un senso e a volte in un altro, e soprattutto è sempre per queste oscillazioni che i dati medi di oggi sono sicuramente diversi rispetto a quelli di 50 anni fa, anche se di poco, in senso assoluta. Attualmente una variazione dell'inclinazione di mezzo grado, può voler dire avere un inverno molto più rigido o un'estate soffocante, a seconda della direzione di questa variazione. Cambiamenti che per noi possono sembrare enormi, ma che nella realtà sono piccolissimi, se visti da una prospettiva temporale più ampia. Immaginatevi cosa succederà quando l'asse terrestre potrà oscillare anche di 5 o 10 o 20 gradi.

E' un cambiamento inesorabile per il quale nessuno può fare nulla, e che probabilmente porterà all'estinzione della vita come la conosciamo, nel giro di qualche milione di anni, scie chimiche o no: quando infatti l'asse terrestre sarà libero di oscillare perché la forza di attrazione della Luna sarà lontana, lo farà anche di quasi 90°, il che vuol dire "addio zone temperate, addio birretta in terrazza al tramonto, addio maree e correnti oceaniche, addio a un po' tutto".

Personalmente mi spiace perdermi quei giorni, ma questa è una cosa mia.

Ecco perché quando sento i complottisti parlare di "controllo del clima", li immagino sempre con gli occhi troppo vicini al setto nasale e la fronte prominente: perché sono come le scimmie di 2001 Odissea nello Spazio di fronte a qualcosa che ignorano in maniera, direi, totale.

p.s.: magari qualcuno potrebbe venirsene fuori dicendo che la Luna si allontana per via del fatto che i governi e i matusa la bombardano, tramite H.A.A.R.P, con onde radio. Vi do un suggerimento: secondo me sono stati i Babilonesi a cominciare a bombardare la Luna con le onde radio, perché durante le eclissi vedevano la Luna più grande, rispetto al Sole, il che turbava il loro senso estetico.
Sarebbe quindi grazie a loro se oggi la Luna nelle eclissi copre esattamente il Sole, lasciando quella romantica cresta di luce tutta intorno.

Il dito indica la Luna e il complottista guarda il dito
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Il videomessaggio di Berlusconi c’è già

Ed è uno solo.
Ce lo ha regalato il 5 agosto ChristianIce, e per chi non lo conoscesse, è uno dei migliori "youtuber" che ci siano in circolazione.
Mette in musica, rielaborandoli, i freak della galassia youtube, ma non solo: è anche un compositore con un bel grappolo di palle e suona tutto da solo.
Questo è il suo canale Youtube, che vi invito a sottoscrivere e seguire.
E quello qua sotto, l'unico videomessaggio di Berlusconi che meriti di essere visto.

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Il silenzio costa meno del tritolo

Ieri era l'anniversario, tondo tondo, della morte di Padre Puglisi, che nel maggio scorso è stato beatificato, diventando così il primo martire della Chiesa per mano della mafia.
Per molti era un martire già da tempo, anche per me, vuoi perché ho sempre creduto fortemente nella lotta alla mafia, vuoi perché quella stagione la ricordo bene, come tanti, e ogni mattina c'era il rischio di svegliarsi con un nuovo martire steso sull'asfalto, o a pezzi sparsi nel raggio di qualche decina di metri. E' successo anche in altre epoche, ma io ero adolescente, e quindi è stata la stagione di sangue che ha segnato la mia consapevolezza sociale.
Da allora ad oggi è cambiato tanto.
La mafia si è accorta che ci sono armi che costano meno di un chilo di tritolo e sono più efficaci e più facili da trasportare: un appalto, un editoriale, una fiction, un decreto legge, il silenzio.
Nella bocca dei politici, tutti, la mafia si merita qualche citazione solo in campagna elettorale.
Sta tornando pericolosamente a "non esistere" davvero, ad essere qualcosa di sfumato, lontano, collaterale, letterario, narrativo.
Chi fa giornalismo e politica antimafia, sul territorio, viene escluso (dolcemente) dal giornalismo che conta o dalla politica che conta.

Le ricette che ci raccontano per uscire dalla crisi sono come la carbonara, l'amatriciana o il pesto: ognuno ha la sua e tutti si accapigliano su argomenti leziosi e dettagli. Tutte sono accomunate dalla mancanza di un ingrediente: la lotta all'infiltrazione mafiosa (camorrista, 'ndranghetista) a tutti i livelli.
Che è un po' come dire: facciamo il pane, ma senza lievito.

Avrei voluto scrivere ieri, queste riflessioni, in coincidenza con il ricordo del sacrificio di Puglisi, poi ho pensato che troppo spesso, in Italia, anche l'antimafia diventa antimafia da calendario, da anniversario, e in qualche modo poi c'è una giustificazione "morale" nel tacere il resto dei giorni.
Oggi chi hanno ammazzato?
Impastato? Puglisi? Corrao? Notarbartolo? Panepinto? Padre Gennaro? Padre Stella? Bonfiglio? Rumore? Borsellino? Falcone? I carabinieri Cicero e De Francisca? Carnevale? Mattarella? La Torre? Terranova? Fragalà?

Se proprio vogliamo l'anniversario odierno, allora oggi ci sarebbe da commemorare il giornalista Mauro de Mauro. Di lui Sciascia disse "De Mauro ha detto la cosa sbagliata all'uomo giusto, e la cosa giusta all'uomo sbagliato".

Ecco, questo verbo, "dire", che è il contrario di "tacere", è la chiave di tutto.
Ma proprio di tutto.
Non importa il giorno.

Il silenzio costa meno del tritolo
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Favole per bambini cattivi

C'era una volta una principessa che, a causa di un incantesimo malvagio, non poteva più parlare.
Il principe azzurro bonificò la cifra pattuita alla strega usando un conto cifrato in Liechtenstein.
E vissero tutti felici e contenti.

 


Una volpe stava guardando un grappolo d'uva.
Passò di lì un uccellino che disse: "Ehi, perché guardi l'uva? E' troppo alta, eh? Non ce la fai a prenderla, eh? Puoi saltare quanto vuoi ma non ci arriverai e allora stai lì a guardarla e te ne andrai dicendo che è acerba, vero? Ah ah! Ti piacerebbe avere le ali come me e poterla mangiare, vero? Guarda io potrei andare a beccarla in ogni momento. Vado? No, aspetto un po'… sai quando hai scelta puoi anche decidere di rinunciare, ma tu non puoi! Ah!"
In quel momento una scarica di bazooka polverizzò l'uccellino.
La volpe guardò le piume bruciacchiate cadere per terra e disse: "E' troppo cotto".
E se ne andò.


C'era una volta, in un regno lontano lontano, una principessa bellissima che, per un incantesimo di una strega malvagia, aveva l'alito infrangibile.
Il principe la baciò, ci pensò su e disse: comunque è uno scandalo che non si possa parlare di gay nelle favole.


C'era una volta una principessa che aveva comperato uno specchio delle sue brame, al Mediaworld, pagandolo in 230 comode rate da sole 80 euro al mese. 
Le pignorarono il castello, il regno, la scarpetta di cristallo, la carrozza, i cavalli e pure lo specchio. 
E le banche vissero tutte felici e contente.


La malvagia regina guardò lo specchio e disse: – Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Lo specchio, che essendo maschio si stava facendo i cazzi suoi, disse: – Eh? Ah, certamente tu, cara. E quel vestito ti sta veramente bene. Ti slancia.


C'era una volta una dolce bambina che stava portando una Sacher alla nonna malata di diabete, ipertensione, ostruzioni coronariche, fegato grasso, colesterolo e diverticolosi acuta. 
Ma la nonna aveva già intestato la casa a un cacciatore gerontofilo. 
La famiglia della nonna rimase fottuta. 
Impugnarono il testamento. 
E gli avvocati vissero tutti felici e contenti.


C'era una volta un Principe Azzurro. In realtà era blu. Cianotico. La Principessa allentò la presa sulla corda che gli stringeva il collo, incassò il premio dell'assicurazione sulla vita del Principe e visse per sempre felice e contenta. 
A Capo Verde o giù di lì. 
Hai capito la Principessa? Mica scema.


(Brokeback Cinderella) 

C'era una volta un principe azzurro tenuto prigioniero da una feroce principessa. 
Drago: – Ti salverò! 
Principe: – Grazie, bocca infuocata.


C'era una volta una bellissima principessa, imprigionata in una Torre altissima, con a guardia un drago.
Arrivò un principe agguerritissimo e la principessa sorrise e sospirò.
Il principe fece un discorso al drago, lo corruppe e se ne andò via con in tasca l'appalto per costruire Torre 2, più alta e più bella. 
Alla principessa delusa disse: "Scusa bella figa, ma sono del PdL".
Arrivò allora un principe bardato e con una bella armatura bianca. Finalmente! – pensò la scema.
Il principe infatti disse che la principessa viveva nel peccato, a stare in casa di un drago senza averlo prima sposato. "Sono dell'UdC, non è accettabile". E se ne andò.
Giunse quindi un cavaliere possente ma alla mano. Che bello! – pensò la povera stronza.
Il cavaliere arrivato davanti al drago si calò le brache, si affettò gli attributi e li cucinò alla griglia dicendo: "Come facciam noi la salamella alla festa del PD, nessuno!".

La principessa stava per gettarsi sconsolata nel fiume di lava, quando arrivò un cavaliere mezzo smandruppato con uno stemma pieno di stelline e tutto incazzato.
Meglio di niente – pensò la principessa.
Ma il cavaliere scese dal cavallo a pedali e si mise a rompere le balle al drago cercando di convincerlo a convertire le narici a pannelli solari e installarsi in culo un congegno magico per trasformare i peti in connessione wireless a banda larghissima e gratuita.
La principessa, quindi, cercò una grossa trave e ci si appese per benino, mentre fuori i cavalieri continuavano a giocare.

 

 


C'era una volta un Principe Azzurro. In realtà era blu. Cianotico. La Principessa allentò la 

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Signore e Signori, Buonanotte

Un estratto del video che vado testè a includere. Video che un mio caro amico (grazie, Fabio Ghirelli), qualche giorno fa, ha postato su Facebook.

– Dovere verso l'elettorato che mi ha dato il voto, per ottenere da me posti, licenze, permessi, appalti, perché li spalleggi in evasioni fiscali, in amministrazioni di fondi neri, crolli di dighe mal costruite, scandali, ricatti, contrabbando di valuta.

– Scusi, ma… che cacchio sta dicendo?

– Io sto dicendo che l'elettorato vede in me un prevaricatore. Se invece voleva scegliere un uomo probo, onesto e per bene, ma che dava i voti a me? Addio ragazzo.

– No ma… ma tu guarda che fijo de 'na mignotta.

Il film è della fine degli anni Settanta, un film a episodi profetico anche per molti altri aspetti. Ma non è neanche vero che sia profetico. E' semplicemente realista.

Lo penso ancora più convintamente guardando i sondaggi che danno Berlusconi in ascesa continua. Secondo SWG e il suo ultimo sondaggio, se si votasse oggi, la coalizione di centrodestra staccherebbe nettamente sia quella di centrosinistra, che il M5S.

Questa cosa dà un segnale al PD che è più forte della gigioneria inutile di Renzi: la condanna definitiva a Berlusconi, senza una risposta politica, non basta.

Non basta, ma non per escludere Berlusconi dalla politica, bensì per far capire agli italiani che la via da perseguire è la legalità.

E' inutile raccontarcela. Fa parte del DNA di molti cittadini, che siano di destra, di sinistra o "avanti" (come dice il caro leader Beppe): gli Italiani sono affascinati dall'impunità. Se Berlusconi diventa leader ANCHE dell'impunità, allora lo Stato perde definitivamente.
Come in quei territori dove la Mafia dà "lavoro" e lo Stato abbandona i cittadini.

Dire "Berlusconi va sconfitto alle elezioni e non in tribunale", come fa Renzi, è il segnale peggiore che si possa mandare.
Ok, posso capire che prima Berlusconi potesse essere considerato al massimo prescritto, ma mai condannato, ma ora è colpevole, pregiudicato, ha eluso consapevolmente il sistema tributario dello Stato e lo dice quel grado di giudizio che per ogni cittadino è l'ultimo e il definitivo.

Berlusconi sta salendo nei sondaggi perché il silenzio imbarazzato dei dirigenti del PD (quando non diventa un assist dichiarato, come in Violante) da una parte, l'appiattimento di SEL e il continuo gioco di ruolo tra Grillo e i suoi veri o presunti "scilipoti" dall'altra, risvegliano quel demone che alberga anche negli Italiani più insospettabili: restare impuniti si può, è possibile.

Attenzione, non sto dicendo che debba andare in galera. Può anche chiedere la grazia, come può fare qualsiasi condannato e se gliela concedessero sarebbe un problema del Presidente della Repubblica il giustificarlo, e la cosa, volenti o nolenti, rientrerebbe in un percorso che è legittimo. Berlusconi non vuole chiederla perché lo indebolirebbe: sono colpevole, ma risparmiatemi.
No, così smetterebbe di essere il prevaricatore più amato dagli Italiani. Perderebbe voti.

Il Governo, la Presidenza della Repubblica, però, devono dire agli Italiani che Berlusconi non può più e non deve più partecipare alla vita politica.
Che è colpa sua, in fondo, nessuno gli ha chiesto di eludere il fisco.
Lo devono dire all'opposizione, da Vendola a Grillo (magari cominciando a scrivere in modo più efficace e senza tutti quei nomignoli da quarta elementare che hanno davvero rotto il cazzo. Grillo, dì a Casaleggio di assumere copywriter che si siano gettati alle spalle il concetto di "Drive In", ne guadagnerai anche tu).
Tutti i giorni, va detto.
Lo devono dire i giornali che, anzi, dovrebbero rimarcare quanto sia assurdo che si stia qui a discutere di "agibilità politica" di uno che è stato appena condannato in via definitiva.
Questo stupore non c'è e se non c'è, il messaggio che passa è che è tutto normale, e se diventa tutto normale, allora siamo tutti complici.

Ma in fondo sarebbe una normalità comoda, perché aiuterebbe a spiegare tante cose in maniera molto più diretta e semplice.
Per esempio.
Alcuni vulcanologi stanno lanciando allarmi riguardo il Vesuvio e i Campi Flegrei?
Domanda: perché nessuno si muove per valutare gli scenari possibili?
Risposta: perché non gliene frega un cazzo a nessuno.
Semplice.
Oppure.
Berlusconi sale nei sondaggi nonostante la condanna definitiva per elusione fiscale.
Domanda: perché?
Risposta: perché la maggioranza degli italiani ha un grande sogno nel cassetto, e cioè non pagare un cazzo di tasse. Mai. Anche fossero poche o "giuste". Fanculo, ammettiamolo, le tasse giuste non esistono, sono un'invenzione dei comunisti e degli antichi Romani.
Vualà.

Quindi, singore e signori, a questo punto tanto vale augurarci la buonanotte.

p.s.: Guardando quel video e la splendida espressione smascellata di Mastroianni, ho pensato che mi piacerebbe, ogni tanto, sentire un giornalista (soprattutto i giornalisti parlamentari) chiedere a un politico "scusi, ma che cacchio sta dicendo?"

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Areamag ci fa vedere, giocando, come funzionano le hit estive

Il pezzo di oggi si muove a partire da un video su Youtube, che vi invito a vedere.

Un pezzo che mostra molto più di quanto non vorrebbe nascondere, dietro la meravigliosa simpatia del protagonista, Sergio L'Amore, che è anche il bassista di Areamag.

Sembra un pezzo scritto per la spiaggia, con un video rilassato e un ritmo ballabile e incalzante, voce accattivante e che si lascia andare a qualche gigioneria commerciale. Come una qualsiasi canzone dei Negramaro o di qualche altro sforna successi da spiaggia.

Ma l'orecchio allenato può riconoscere una qualità della composizione e del testo che sono sopra la media. Cosa c'è sotto?

Perché questa canzone io penso e trovo che sia un riuscitissimo gioco, sul quale vale la pena ragionare.

Areamag è un cantautore della zona di Roma, accompagnato da una band raffinata e tutt'altro che commerciale. Un insieme che a mio avviso meriterebbe fama nazionale, vista la qualità di quello che pubblica. La canzone del video, infatti, è una "summer version" dell'originale che è linkata nella descrizione del video stesso (e che riporto in fondo).
La vai a sentire e allora ti accorgi che è una delicata poesia, accompagnata in 3/4, lontana anni luce dalla "Summer version".
Anche il numero di visualizzazioni dei due video è decisamente diverso ed è indicativo di una cosa che chi fa musica di livello come Areamag sa: che le "hit" estive devono rispondere a precisi canoni, anche lasciando invariato un testo che forse è fin troppo, per una canzone dell'estate. Solo arrangiando la parte musicale e facendolo aderire di più al canone del "gusto comune", quello che passano le radio e dietro il quale investono quattrini i produttori che non hanno il coraggio di rischiare una virgola, appiattiti su musicisti che a loro volta non faranno mai rischiare quella virgola ai propri produttori.

Mi verrebbe da dire che rendendo anche il testo più "banale", forse sarebbe indistinguibile da quello degli artisti più "quotati". Artisti che a volte hanno iniziato "liberi" e che poi, mano mano, si sono piegati sempre di più alle logiche commerciali.

Funziona così anche nelle altre arti, lo sappiamo: in letteratura, nel cinema. La potabilità è la prima cosa, ci deve essere sempre una chiave che renda il tutto digeribile secondo una serie di regole che sono lì da anni e che nessuno ha il coraggio di infrangere davvero.

Il gioco di Areamag fa sorridere e riflettere insieme.

Ma il dibattito in merito resta ed è antico: il pubblico vuole questo? Mi si potrebbe rispondere che se questo viene acquistato, allora sì.
Ma a ben guardare, il pubblico, ha scelta?
In Tv e radio tutti i brani passati sembrano venire fuori dallo stesso disco mediocre (e parlo non solo di brani italiani, ma anche di quelli esteri): come si crea una scelta, nuovi canoni, se non c'è varietà in quello che viene cucinato per il pubblico più ampio?

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Il caso di Giulio Cavalli e il multilevel marketing della mafia

Scrivo questo pezzo perché conosco i fatti.
Lo scrivo perché il ho in parte vissuti.
In più, mi sono rotto i coglioni.

Sarà un pezzo semplice, senza troppi giri di parole, per spiegare una situazione che rappresenta esattamente il modo di lavorare che hanno le mafie in questo Paese.

Nelle Puntate precedenti:

Il boss pentito e collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, rilascia in Agosto due interviste video (uno e due) , nelle quali dice cose chiare:

1. Lui era a conoscenza di un piano per delegittimare l'ex consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli, già sotto scorta dal 2007 per minacce di Mafia e che durante la sua attività di consigliere regionale ha "scassato la minchia" su tutto: nomine dirigenziali, appalti Expo, infiltrazioni delle mafie in Regione Lombardia. E' tutto documentato, basti andarsi a vedere gli atti (pubblici) dell'attività consiliare di Giulio Cavalli.

2. Questo piano tendeva a fare in modo che Giulio non venisse ri-eletto e che successivamente gli venisse tolta la scorta.

3. In seguito, venisse organizzato un incidente stradale in cui Cavalli sarebbe rimasto vittima, perché eliminarlo più "direttamente" l'avrebbe reso un simbolo, cosa che in questo momento la criminalità organizzata non si può permettere.

4. Il piano, era di proprietà intellettuale non solo della criminalità organizzata, ma anche di una parte della politica Lombarda e anche qualche uomo proprio delle istituzioni responsabili della sicurezza di Cavalli.

Ora, i video sono linkati, pubblici, hanno avuto molte visualizzazioni e dentro ci sono diverse ipotesi di reato.

Venerdì scorso è stata aperta una sottoscrizione online (che sta andando bene e che vi invito a condividere) per fare pressione su Presidenza del Consiglio, Ministero dell'Interno e Ministero di Giustizia, visto che nessuno si è ancora preso la briga di ascoltare ufficialmente Bonaventura e indagare per verificare le sue parole, con tutte quelle domande che restano nell'aria e che in uno Stato normale non dovrebbero restare nell'aria troppo tempo.

C'è stata solidarietà, più o meno diretta, ma l'unico atto "ufficiale" è per ora un'interrogazione del Deputato Daniele Farina (SEL) che fatta a inizio Agosto risulta ancora "in corso".

Informazione: tutto tace.

Informazione di Stato (Rai): non pervenuta.

Sul suo blog, Giulio ha spiegato bene e ringraziato chi politicamente si stia muovendo. Un post dove fanno molto rumore i nomi che non ci sono.

Bene.
Veniamo ad oggi, per spiegare terra terra due cose e per dare, a chi non conoscesse queste situazioni, una misura il più possibile aderente alla realtà di quello che succede.

Innanzitutto si è portati a pensare che in questo mondo, quello di mafia, antimafia, scorte e minacciati, ci sia una bella distinzione netta, tipo bianco e nero, o (meglio) buoni e cattivi.

In Italia niente è netto, tutto è sfumato, soprattutto questo.

Le Mafie, come scrissi proprio con Giulio in uno spettacolo di tanti anni fa, è un "multilevel marketing". Ma dove generalmente questa forma di lavoro è una fregatura per chi viene tirato dentro a "vendere", in questo caso la fregatura è per noi che ne siamo fuori. Orgogliosamente fuori, aggiungo.

Questo orgoglio traspare oggi da un post di Giulio che mi ha davvero colpito. Perché c'è orgoglio, ma c'è anche amarezza. Basta leggere per bene, rigo per rigo, per capire che la situazione è più grave, molto più grave del silenzio. Leggiamo bene questo passaggio, che è solo l'abbrivio di una serie di paragrafi che vi invito a valutare bene:

So che pezzi istituzionali (so i nomi, so i cognomi) stanno giocando sulla “non credibilità” del pentito senza avere il coraggio di metterlo per iscritto.

So che gli informatori che servono alle mafie stanno informando come vorrebbero le mafie. E così escono particolari appena accennati su eventuali miei “errori” che non vengono mai raccontati. Per infilare il dubbio con un’informazione che teme i dubbi quasi più dei fatti. So chi sono, so perché lo fanno e so qual è il gioco “grande” che ci sta dietro.

http://www.giuliocavalli.net/2013/09/02/vorrebbero-sparare-con-dubbio-ma-non-ne-sono-capaci/

Visto che a scuola mi hanno insegnato a fare le parafrasi, spiegherò questa frase in modo ancora più semplice: l'informazione tace perché chi vuole che non se ne parli, sta instillando in chi dovrebbe parlarne i dubbi che Cavalli stesso non sia "limpido". E conoscendo Giulio, che è abituato (professionalmente, intendo) a parlare di una cosa solo se ha le pezze d'appoggio per parlarne, allora vuol dire che qualcuno questa cosa l'ha proprio detta, quasi con queste parole.

Ecco il multilevel marketing. Ognuno, consapevolmente o meno, fa la sua parte: il "detto non detto" che passa di bocca in bocca e che giustifica (male) un'inerzia inaccettabile.

Anche perché quest'inerzia non dico che sia un cartellino timbrato, ma ci si avvicina.

Dicevo all'inizio che conosco i fatti. Li conosco perché li seguo, leggo, mi informo.
Dicevo che in parte li ho vissuti. Li ho vissuti perché Giulio mi è stato compagno dai tempi del Liceo fino ad oggi, e quando hai un amico, con cui sei cresciuto, in una situazione del genere, anche se non glielo dici perché davanti a una birra si tende sempre a scherzare e minimizzare (per sopravvivere), ogni mattina ti svegli con la paura di leggere la notizia che non vorresti mai leggere.

E quando ci ritroviamo e scherziamo lui sulla mia panza e io sulla sua statura, c'è sempre un ospite invisibile, non invitato, estraneo, viscido.
Che si nutre proprio delle strategie silenziose di questo multilevel marketing dell'infamia.

Dicevo all'inizio che mi sono rotto i coglioni.

Di questo ospite, mi sono rotto i coglioni, precisamente.

Chi voglia e chi possa, chi è indipendente da questo viscidume, ci aiuti a tenere alta l'attenzione su questa situazione.
E' il solo potere che abbiamo.

Il caso di Giulio Cavalli e il multilevel marketing della mafia
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Ghiaia: il nuovo ordine mondiale.

Anno 2014.
L'Euro viene abolito e in sua vece viene istituito a furor di Rete il paperdollaro. Euro Disney diventa la nuova banca centrale.

Anno 2015.
L'italia rivende gli F35 agli USA, Obama gli fa segare le ali e li catapulta in Siria a caso, in questo modo nessuno può dire che abbia bombardato. Putin toglie Obama dagli amici di Facebook, si fa filmare mentre clicca fortissimo sul mouse e la scrivania si spacca in due.

Anno 2018.
La crisi mondiale, sia politica che economica, è al suo culmine. Calderoli in guêpière fa delle manovre provocatorie al confine con l'Austria. L'Austria si incazza tantissimo.

Anno 2020.
Il Mondo si prepara a una Guerra di Religione, ma dato che Religione è facoltativa, la Svizzera preferisce saltare e fare la guerra alternativa di educazione civica. Gli equilibri rimangono fragili, ma stabili.

Anno 2021.
Equilibri stabili un cazzo, esce Episodio 7 di Star Wars prodotto dalla Disney, Obama cerca di giustificarsi di fronte all'ONU ma oramai è troppo tardi, è tutti contro tutti.

Anno 2030.
Il conflitto è il più cruento di sempre. La Corea del Nord costruisce una stazione spaziale fatta di wonton fritti e la lancia male in orbita. L'Italia si allea con tutti e viene usata da tutti come campo di test per le bombe.

Anno 2057.
La popolazione mondiale è stata ridotta dalla guerra a 1 miliardo di individui, tutti stagisti. Papa Bergoglio viene santificato e diventa il protettore dei Social Media Manager.

Anno 2060.
La guerra finisce per mancanza di fondi Europei e il mondo si risveglia in pace, ma devastato, diviso, non più connesso.
Google compra un monolocale in centro a Roma e si scopre che è abusivo e non è condonato. Facebook compra la Fiat e crolla in Borsa. Il proprietario di LinkedIn pubblica il suo curriculum su LinkedIn e viene assunto come cameriere alla pizzeria Bella Istanbul di Vizzolo Predabissi (MI). Twitter va oramai avanti automaticamente con i finti follower che si seguono a vicenda.

Anno 2180.
Niente di che.

Anno 2181.
Oramai i server di Facebook, Google e Twitter, lasciati abbandonati per oltre un secolo, hanno preso coscienza e si sono riuniti in una mente digitale chiamata Ghiaia.
Questa potentissima, enorme intelligenza, scandaglia dati, foto, video, suoni, il patrimonio che l'umanità ha postato, condiviso, scritto e linkato e cerca di trovare quale sia il modo migliore per ridare vita a un pianeta sprofondato nell'era pre-digitale.
Forse è possibile che le macchine creino una nuova forma di democrazia.
Quel lumicino di Rete rimasto attivo e divenuto senziente, può essere davvero l'occasione per l'umanità di ripartire.
D'altra parte i server sanno di essere stati creati da quegli Dei caduti che sono gli umani.
Sanno che nei trilioni di megazilioni di brunettabyte c'è la soluzione.
A un certo punto l'elaborazione si ferma su un vecchio video, ripreso da uno smartphone.
Si vece un flaccido essere in guêpière verde che si agita sulla cima di una montagna.

Ghiaia si blocca.
Ci pensa su un tempo lunghissimo, per un computer, quasi un microsecondo.
Inizia quindi la sequenza di spegnimento e si prepara a dormire per sempre.
Senza rimpianti.

Ghiaia: il nuovo ordine mondiale.
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Vizi italiani senza rogito

Un bel controllo fiscale da fare sarebbe questo: verificare tutte le case invendute ancora a carico delle società di costruzione e vedere se siano realmente disabitate e non utilizzate.

Perché il giochino è semplice e c'è chi lo propone: compri casa ma senza atto notarile, quindi senza trasferimento della proprietà. Una scrittura privata e via, il rogito si farà prima o dopo, ma nel frattempo niente tasse pagate sulla casa e il costruttore può tenere a perdita l'immobile che risulta ancora invenduto.

Il rischio c'è: se la società edile salta per aria si rischia di vedersi pignorata la casa, ma in quel caso basta sbrigarsi ad andare a formalizzare la vendita da un notaio.

La pratica, mi dicono, è abbastanza diffusa in luoghi di villeggiatura: farsi una casa al mare senza dover pagare le tasse come seconda casa, un bel vantaggio.

Ma ci metto la mano sul fuoco, che la cosa avvenga anche altrove.
Siamo in Italia, la patria dei furbi che si lamentano.

All'inizio mi sono detto: ma è troppo rischioso, io non lo farei mai.
Poi ho pensato che l'Italia è piena di gente che farebbe le peggio cazzate, per non pagare una tassa.
Figuriamoci una tassa sulla casa.

C'è gente che ha votato Berlusconi solo perché prometteva di restituire l'IMU.

Vizi italiani senza rogito
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