Mese: aprile 2015

Algoritmo di Googole, mobile, tecniche di marketing terroristiche e dove finiscono le stronzate, inizio IO.

Questo articolo poteva avere altri titoli, ho scelto, da carogna quale sono, quello più click friendly, tra quelli comunque che rientrano nel constesto.
Tranquilli, non comincerò a fare come i siti del network a cinque stelle, che pubblicano un’immagine photoshopata della Boldrini che si infila uno storione nel naso, con il traino “NON CREDERETE A COSA HA FATTO LA BOLDRINI IN AULA!”, e un link che porta a una pagina con un video che non parte se hai adblock. Disabiliti AdBlock, perché VUOI vedere questa promessa di animal love Boldrini-storione (regola 34 di Internet) e ti ritrovi con un video che parla di reddito di cittadinanza.

picardWTF

No, il titolo, anche se scelto tra molti meno allettanti, non è uno specchietto per allodole.
I fatti.
Ieri, mentre ero immerso in un guano informatico fatto di codice da far funzionare e di referenti di grosse aziende che rispondono male alle mie richieste di chiarimento sui loro dannatissimi webservice, un mio socio mi dice:
– Ha chiamato $Cliente, dice che è stato contattato da $Azienda_leader_di _TELECOMunicazioni.
– Per cosa?
– Dice che ha capito che succede qualcosa al sito e bisogna intervenire, altrimenti non sarà più utilizzabile, ma ovviamente non ci ha capito molto. Era preoccupato soprattutto per l’email più che per il sito.
– Se rinnovano il dominio e l’hosting, cosa potrà mai succedere? Sicuramente vogliono vendere qualcosa di inutile.
– Telecom però ha chiesto se può parlare con un tecnico. Gli dico di chiamare te?
Ah. Questo cambia un po’ le cose. Se si richiede di parlare con un tecnico, allora forse succede qualcosa.
Rispondo: – Ci mancherebbe. Certo.
La cosa che a QUESTO tecnico viene in mente è: DNS. Ci saranno da cambiare i DNS autoritativi. Va bene, si fa.
Ma comunque, al di là della cosa in sé, la cosa che stressa il vostro affezionatissimo è: un’altra cosa alla quale pensare.
Stamattina chiama $Azienda_leader_di _TELECOMunicazioni.
– Pronto?
– Salve, chiamo per conto di $Azienda_leader_di _TELECOMunicazioni.
– Per conto? Uhm…
Da lontano, con una rincorsa, comincia a partire la prima carogna.
“Per conto” promette male. Quando dicono “per conto” vuol dire che non sta chiamando manco per il cazzo $Azienda_leader_di _TELECOMunicazioni, ma una qualche agenzia che rivende servizi. Segnatevelo. E’ sempre così.
– Sì, $Azienda_leader_di _TELECOMunicazioni ci ha dato mandato di chiamare tutti i clienti…
– I clienti di che servizio?
– Telefonia.
– Uhm… vada avanti.
– Sì, per avvisare che dal 21 aprile, cioè da ieri, Google ha cambiato il proprio algoritmo e che i siti che non sono mobàilfrèndli verranno penalizzati nella visibilità.
Ecco, a questo punto, la prima carogna si avvicina alla seconda carogna, che le sale in groppa al volo. Il galoppìo è sempre più vicino e distinto.
– Mi scusi. Potrebbe dirmi, esattamente, cosa vuole vendere?
– In realtà vorremmo dare l’opportunità a quei clienti che non hanno un sito mobàilfrèndli di non perdere visibilità.
Le due carogne ingroppate, arrivano a un dirupo, dove, poco dopo il bordo, galoppando spiccano un volo che le porta ad atterrare sulla cima di un enorme Zeppelin a forma di carogna. L’enorme carogna-dirigibile, carico del suo carburante infiammabile, aziona i motori e prosegue il viaggio.
– Scusi, la mia domanda è diversa. Il cliente ha un sito? Sì. Il sito del cliente è responsive? No. Il cliente lo sa? Sì, perché se il cliente vuole il sito che “si visualizzi bene sui cellulari”, sa che può chiedermelo. Ora farò la domanda in modo più specifico: volete vendere lo sviluppo del sito responsive al cliente o volete vendere posizionamento su Google? Perché se è vero che Google, per i mobile, favorisce i risultati mobàilfrèndli, è anche vero che il posizionamento è una materia complessa e ridurla a questo non è propriamente corretto. Non funziona così. Quindi: sito mobile o posizionamento? Cosa vendete?
– A noi è arrivata questa circolare… poi io non sono tecnico, mi hanno detto di contattare i clienti mobi…
– Sito o posizioniamento?
– Sito.

you-dont-say-rage-face-nic-cage-meme

– E per farlo, date ad intendere ai clienti che il loro sito non funzionerà più? Perché il mio cliente si è spaventato e mi ha chiamato. Io ho anche creduto che fosse una cosa seria, quindi ci sto dedicando del tempo. Il cliente ha un sito non mobàilfrèndli e non gli interessa un posizionamento particolare. Il suo sito è di mera rappresentanza, lo conoscono i suoi clienti e lui usa il dominio per la mail.
A questo punto ero pronto per chiudere la telefonata in modo quasi amichevole. Lo Zeppelin-carogna con in cima le due carogne galoppanti comincia a prepararsi a invertire la rotta. Quando il tizio dice quello che non doveva dire.
– Ma scusi, avere un sito e non farlo conoscere è stupido.

rage-mega-rage-l

Sullo Zeppelin parte il comando di avanti tutta. Punta in basso, dritto verso di me, con un sinistro scricchiolìo. Le carogne sulla cima dello zeppelin-carogna cominciano a urlare di giubilo assassino. Lo Zeppelin-carogna si schianta in un incendio di carogne danzanti nel fuoco.
Quello che ho detto al poveretto non voglio ripeterlo.
Sono stato scortese, sgarbato, volgare.
Ho riattaccato senza farlo parlare.
Non ne vado fiero, ma spero una cosa sola: i markettari che si troveranno ad analizzare il cadavere carbonizzato di quel poveretto, si chiedano cosa avrebbero potuto fare per evitare questa tragedia.
Quello che suggerirei io è di non mandare in pasto della povera carne da macello a vendere stronzate terrorizzanti dando informazioni tecniche incomplete e confusionarie. Se dovete vendere un cazzo di sito mobàilfrèndli, chiamate il Cliente e chiedetegli: lo vuoi il sito mobàilfrèndli?
Se vi dice sì, FATEGLIELO, perché sinceramente, a me, non me ne frega un cazzo di chi gli fa il sito.
Ma vi prego, basta con queste tecniche terroristiche.
Perché poi, quello che deve perdere tempo a tenere la manina al Cliente, è un tecnico come me.
Che ha già tanti cazzi per la testa e in altri posti meno mobàilfrèndli.
JESUS!

Filed under: Senza categoria

#IJF2015 Cosa (non) è successo al Festival Internazionale del Giornalismo 2015

IJF2015Gilda Qualche mese fa il geniale Giovanni Scrofani, fondatore di Gilda35 e papà del dadaismo web italiano, mi ha invitato a parteciapare con lui e il collettivo Gilda35 a un evento presso il Festival del Giornalismo di Perugia.

L’evento “Bufale senza Latte” che è scaturito da questa collaborazione dadaista improvvisata, è stato bello e stimolante, anche se purtroppo incompleto. I giornalisti presenti hanno sicuramente ricevuto più di una pulce nell’orecchio, ma la location che ci è stata assegnata, purtroppo, non era adatta: nessuna connessione a Internet e scarsa visibilità delle slide, ma soprattutto un custode di sala che è stato abbastanza categorico nello sbattere fuori tutti alle 21 in punto, nonostante in quella sala fossero schedulati interventi a ruota, quindi è normale che tra un intervento e il successivo ci siano anche una decina di minuti per sistemarsi e cominciare.
Al di là del mio intervento, che è stata un’introduzione tra il serio e il faceto volta più che altro ad “accogliere” un pubblico di non addetti ai lavori e metterlo a proprio agio prima di ricevere le informazioni sostanziose, il punto centrale lo posso riassumere qui: quando i media parlano di un fenomeno qualsiasi sul web, sia esso “nato” sul web o che sia l’analisi di un evento comunicativo, se non ci si impegna nell’analisi REALE dei dati, si rischia solo di vendere aria fritta. Durante lo stesso Festival, in altri board, sono state ripetute ancora delle enormità, tipo che “il 70% dei giovani si informa su facebook” o sono stati analizzati fenomeni gonfiati come l’hashtag #sanremo.
Senza l’appoggio di competenze sull’analisi dei numeri, come Gilda35 ha dimostrato, è inutile parlare di qualsiasi cosa, a meno che non si accetti di ricevere passivamente dei numeri e quindi di fidarsi. Ma se i numeri vengono dati dalle stesse agenzie che curano la comunicazione di un evento X, acriticamente, allora non si ha più il diritto di lamentarsi se i media “professionali” hanno perso credibilità a una velocità esponenziale, da quando esiste il Web sociale.
Altra consapevolezza che si dovrebbe avere è che senza competenze e conoscenze, è inutile cercare di spiegare, con i soli mezzi “intellettuali”, un qualsiasi fenomeno “virale”, perché il Web è più malleabile di quello che si pensi, e questa consapevolezza dovrebbe entrare nelle teste non solo degli analisti e dei commentatori, soprattutto politici, ma in quella dei politici stessi, con buona pace anche degli incolpevoli (perché ignoranti, nel senso etimologico del termine e non in quello offensivo) fan della web-democrazia.
Alla fine abbiamo avuto il tempo di buttare qualche sasso su come la #botnetdemocracy falsi praticamente ogni grande evento online (primarie politiche, elezioni europee, exit poll online, sondaggi online, analisi sul successo di un certo evento online, ecc…), qualche sasso in uno stagno nel quale nessuno si informa su concetti sui quali all’estero sono (e ti pareva) decenni avanti, come la captologia e lo studio degli sciami, cose che abbiamo solo avuto il tempo di citare.
I più in gamba tra i presenti avranno preso nota e approfondiranno, perché se l’informazione si prenderà la briga di osservare gli sciami, invece che farne parte, forse arriverà a capirci qualcosa in più.
A tale proposito mi viene in mente un passaggio del Nome della Rosa. Adso e Guglielmo hanno tentato una prima incursione notturna nella Biblioteca, restando confusi e ingannati dalla sua struttura labirintica. Allora il razionale Guglielmo decide di osservare meglio la struttura della biblioteca da fuori. Riescono a ricavare quindi una mappa, che riuscirà a orientarli. Il suo aiutante Adso è ammirato dalla capacità di Guglielmo e non si trattiene dal chiederne conto.

« Ma come accade, » dissi ammirato, « che siete riuscito a risolvere il mistero della biblioteca guardandola da fuori e non l’avete risolto quando eravate dentro? »

« Così Dio conosce il mondo, perché lo ha concepito nella sua mente, come dall’esterno, prima che fosse creato, mentre noi non ne conosciamo la regola, perché vi viviamo dentro trovandolo già fatto. »

« Così si possono conoscere le cose guardandole dal di fuori! »

Sulla sezione che Gilda35 ha dedicato al Festival del Giornalismo, potrete trovare alcuni esperimenti, presto troverete le slide e gli interventi in un formato ebook in continuo aggiornamento e la registrazione live dell’intervento.
La mia speranza è che in futuro se ne possa parlare più estesamente, con a disposizione i mezzi tecnologici per fornire live la dimostrazione di come si muovono gli sciami, perché di carne al fuoco ce ne sarebbe per mesi.
Oppure si può scegliere la via più comoda, e continuare a pensare che i sondaggi online siano affidabili o che basti una somma di tweet e retweet per ricavarne una teoria.

Filed under: Senza categoria