Feudalesimo POP

E’ molto bello il tempo in cui viviamo, soprattutto per chi, nell’animo, si è sempre sentito un crudele signorotto locale e ha sempre tifato per Don Rodrigo.
E’ molto bello perché è palpabile, una volta scrostata tutta la bella patina responsive, il sapore acre ma dolce della buona vecchia schiavitù valvassina.
Sono sicuramente felice di ricevere entro un’ora i pacchi, ma mai quanto sono felice nel pensare che dietro quell’efficienza ci sono venditori che non possono decidere i loro prezzi di vendita, magazzinieri dalla vescica gonfia e padroncini costretti a rischiare incidenti mortali con il loro mezzo oramai indietro di centomila chilometri sulla data di revisione.
Avere la spesa a casa è una figata, ma non quella del supermercato che ha il servizio proprietario, ma quello nuovo, che sta nascendo ora, dove ordini e c’è uno “shopper”, un cristo qualunque vittima dei nuovi paradigmi lavorativi, che va in giro a fare una ricca spesa che non sarà mai per sé. E’ bello immaginarlo chiedere un prosciutto senza nitrati e segretamente, prima di partire con la macchina, aprire leggermente la carta e annusarne l’esotico odore, che conserverà nella sua memoria quando nella sua stanza in sub-affitto dovrà aprire la confezioncina di plastica di bresaola di eternit.
Quanto è bello, con una app, chiamare un’auto che viene a prenderti, senza dover usare quei taxi, così volgarmente e pacchianamente marchiati, con quel tassametro da bordelliere e avere contemporaneamente un’interazione con un essere umano entusiasta del suo status di driver in questo nuovo mondo di opportunità alla portata di tutti. Quanto è bello chiedergli come funzioni questo nuovo paradiso dell’imprenditoria presso se stessi, quante corse faccia, con che media di distanza.
Ma quanto è meglio, poi, buttare lì, come fosse nulla, un paio di calcoli e dire: – Quindi alla fine, tolto tutto, facendo una media, ti intaschi puliti 0,48 euro a km, che è tipo il prezzo per la tua auto del rimborso sulla tabella ACI. Quindi, considerando alla lunga i costi di manutenzione e di carburante, ci vai in pari. Se ti piace stare in auto, come hobby è il massimo.
Voi direte che i lavoratori sfruttati ci sono sempre stati, ma c’è una grandissima differenza, in questa magnifica epoca: nessuno di quei lavoratori vessati ci dava direttamente la possiblità di sentirci degli aristocratici, viziati baronetti, vuoi per la distanza nella filiera del nostro benessere, vuoi perché ora lo schiavismo è finalmente diventato sistema, non solo economico, ma culturale.
Addormentiamoci sereni, con negli occhi il sogno di un giorno, molto presto, nel quale “un’ora” sarà decisamente TROPPO.

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