02-06-10
Lodi, un gran bel posto per NON fare impresa
Vivo a Lodi da quando ero piccolissimo. Ci sono arrivato con i mei che avevo sì e no 4 anni. Ci sono cresciuto, ci ho fatto le scuole, mi sono diplomato, ci ho lavorato, ci ho coltivato gli amici della mia vita. Sono un lodigiano d'adozione, sicuramente. Ci sono affezionato, a Lodi.
Lodi ha un solo grande difetto. Non è possibile fare impresa, sul territorio, ma anche solo fare innovazione o proporre qualcosa di fuori dalle righe. Per lo meno, per i non lodigiani. Non è una questione di razzismo, è solo una questione di abitudine. Lodi è abitudinaria, troppo abitudinaria. Lodi non accoglie, se non di facciata, non ascolta, se non per apparenza, non si muove, se non per necessità. E' uno stagno da tanti punti di vista. Parliamo del mio campo, l'informatica.
Ora ho una buona società, dopo tanti anni di sacrifici e di corse, e nonostante la crisi abbiamo clienti in tutta Italia, con alcuni progetti. Uno di questi progetti coinvolge realtà che hanno dei colleghi anche a Lodi. I quali hanno visto i nostri prodotti e sono stati pressoché gli unici in tutta Italia a non aderire a questi progetti. La cosa mi ha fatto sempre sorridere, anche perché c'è da dire che un po' me l'aspettavo e dentro di me, conoscendo i lodigiani, ci avrei scommesso. I miei soci mi prendono in giro: "Ma senti, le agenzie lodigiane?" e io rispondo sempre: "Arriveranno solo quando avremo acquisito tutte le altre società di informatica che ci sono nel lodigiano!". E lo penso davvero.
A Lodi ho avuto la stessa attività, e per fare un decimo del business che ho adesso, ci ho messo il triplo degli anni rispetto a quando ho deciso di abbandonare il territorio lodigiano e andare a cercare clienti su Milano. In sette anni di attività sul territorio di Lodi mi sono fatto una clientela decisamente fedele e che mi consentiva di tirare a campare. In due anni a Milano, ho raggiunto clienti in tutta Italia. Se fossi stato a Lodi non sarei mai emerso come nessuno che stia a Lodi può emergere, in qualsiasi campo: musicale, artistico, culturale. C'è qualche esempio, qualche raro fiore nel deserto che spunta e poi prolifera. Ma se vai a ben vedere, per proliferare e oltrepassare i confini della corte cascinale, qualsiasi fiore è sempre dovuto scappare altrove.
Lodi è un posto eccellente, per dormire. Tranquilla, silenziosa, educata. Dormiteci, appena potete. Starete benissimo.
14-05-10
Scientology
Una delle cose che mi fa incazzare sono le istituzioni religiose. Le religioni no, sono un interessante campo di ricerca antropologica. Le istituzioni che poggiano sul naturale bisogno dell'uomo di "credere", invece mi fanno incazzare, dalla Chiesa Cattolica Romana Apostolica Vattelapesca in giù.
Ma una delle cose che mi fanno incazzare di più, sono le sette. Il confine tra setta e istituzione religiosa è labile, è vero. Solo che la setta è SEMPRE più volta allo sfruttamento economico degli adepti che a questioni di tipo filosofico e filologico. Mi è capitato qualche giorno fa di andare a lavorare a Verona, e sulla strada per il casello ho incrociato una delle "Chiese di Scientology". A Milano ce n'è una grandissima, e un giorno mi ci sono infilato per studiarli da vicino. Effettivamente potrei scrivere direttamente quale sia stata la mia impressione dopo quella giornata paradossale, e cioè che sono una massa di invasati completamente vessati psicologicamente, ma sarebbe troppo facile, troppo semplicistico. Poi ne avrò per tutti, non solo Scientology, ma anche Soka Gakkai e Ontopsicologia, ma da qualche parte si dovrà pure iniziare. Anche perché Scientology, economicamente e socialmente, è diventata una potenza. E sta cominciando ad avere obiettivi politici, anche in Italia. Come? Attraverso associazioni, principalmente contro la psichiatria, dietro le quali si cela Scientology. Ovviamente la strategia di approccio è quella definita dal suo fondatore: non dire mai che dietro c'è Scientology. Ma chi è questo fondatore?
Scientology nasce dalla mente di un pessimo scrittore di fantascienza: Ron Hubbard. Esattamente 60 anni fa, nel maggio 1950, scrive "Dianetics", il libro nel quale getta le basi delle sue teorie sullo spirito, il corpo, l'anima. A dire il vero l'approccio di Scientology è "morbido". Cosa ti dicono gli scientologisti, quando ti carpiscono? Semplice: "Sai perché soffri? Perché a volte stai male? Oppure sei depresso? E' solo una questione di allenamento del cervello e di innalzamento del tuo quoziente intellettivo. Noi ti spieghiamo come fare". Innalzamento del quoziente intellettivo, esatto. Ti dicono che se tutti elevassero il proprio quoziente intellettivo (con le loro tecniche e i loro corsi, ovviamente molto cari), non ci sarebbero violenza, depressione, malattie mentali. Quando me lo dissero, mi dovetti trattenere dall'esclamare: "Ehi coglione! Hai mai sentito parlare di Ted Bundy, giusto per fare un esempio? E' stato uno dei serial killer più efferati nella storia, e aveva un quoziente intellettivo da premio nobel. Come la mettiamo?". Ma è ovvio che, come in tutte le sette/religioni, le obiezioni contano poco, per chi ci è già dentro fino al collo. Poi, partendo da leve "facili" come il malessere, ti portano sempre di più, livello dopo livello, dentro alla loro follia, che mi permetterò di riportare qui. Attenzione, qualsiasi Scientologista negherà l'esistenza di questa storia. Lo stesso Hubbard, che la scrisse, si premurò di specificare che chi leggesse questa storia senza fare prima tutti i corsi e i percorsi di Scientology, avrebbe avuto gravi danni alla salute. Effettivamente, come vedrete, è una storia assurda, alla quale nessuno sano di mente potrebbe credere. Il problema è che chi arriva ad essere indottrinato con questa favola da film di fantascienza di serie zeta, oramai è a livello "OT3", operativ thetan 3. E di livelli "OT" ce ne sono otto. Ma veniamo alla storia.
75 Milioni di anni fa, c'è questa confederazione composta da 26 stelle e 76 pianeti, tra i quali la Terra, chiamata Teegeeack. Il premier della confederazione è il temibile Xenu.
« E c'era davvero del malumore, e poi della confusione, e così via prima che accadesse il R6. Successe che gli Ufficiali Leali erano il corpo, il corpo elettivo, e venivano chiamati Ufficiali Leali ed erano lì per proteggere i popoli e così via. Ed avevano eletto un tizio di nome Xenu, dovrebbe essere pronunciato X-E-N-U, l'avevano eletto come "capoccione" supremo, e stavano per revocargli l'elezione. Lui approfittò degli ultimi istanti in cui ricopriva l'incarico per "fargli le scarpe". »
Visto che c'era un problema demografico di sovrapopolazione, Xenu decise di uccidere la maggior parte degli abitanti della confederazione, i cui spiriti (Thetan) sopravvissero e vennero congelati in una soluzione di glicolo e alcool e portati sulla Terra, sui vulcani delle hawaii, e quindi fatti esplodere con bombe all'idrogeno. Il resto lo incollo da wikipedia:
Continua a leggere "Scientology" »07-05-10
Napoliatano finalmente prende una posizione decisa!
"Quello di Totti è un gesto inconsulto". Non è stato così duro neanche nei confronti di Bossi che ha detto che le celebrazioni del centocinquantenario dell'Unità d'Italia sono una perdita di tempo.
Ho letto più dichiarazioni dei politici, negli ultimi giorni, su Lazio-Inter e sulla finale di Coppa Italia che propositi riguardo le riforme.
E noi continuiamo a farci distrarre da queste cazzate.
Lettera aperta di Steve Jobs
I prodotti Apple sono sicuramente apprezzabili sotto molti punti di vista, io stesso ne uso alcuni, ma ci sono diverse considerazioni prettamente tecniche che rendono iphone, ipad e il mondo apple in genere discretamente antipatico. Una delle maggiori critiche che vengono rivolte ad Apple è che i suoi prodotti non supportano uno standard diffuso come Flash, usato per esempio anche da Youtube per il viewer dei suoi filmati. Infatti chi ha un iPhone, può usufruire di youtube tramite l'applicazione youtube, non può farlo tramite Safari.
Steve Jobs decide allora di pubblicare una lettera aperta, dove cerca di dribblare qualche critica. Mi ha colpito questo passaggio:
"Adobe’s Flash products are 100% proprietary. They are only available from Adobe, and Adobe has sole authority as to their future enhancement, pricing, etc. While Adobe’s Flash products are widely available, this does not mean they are open, since they are controlled entirely by Adobe and available only from Adobe. By almost any definition, Flash is a closed system." (Trad.: I prodotti Adobe Flash sono proprietari al 100%. Sono disponibili solo tramite Adobe, e solo Adobe ha l'autorità per i futuri sviluppi, per le politiche commerciali, ecc. Che Flash sia un prodotto ampiamente diffuso, non significa che sia open, visto che è interamente controllato da Adobe. Quindi, per definizione, Flash è un prodotto chiuso)
Voglio dire... il bue che dà del cornuto all'asino.
05-05-10
Piattola perché
"Siamo la prima generazione che starà meglio di quella dei nostri figli".
Non mi ricordo dove l'ho sentita, ma è sbagliato. Siamo la seconda: ci si dimentica chi ci ha messo in questa condizione. I nostri padri, la generazione che siede dove si decide, quella che ci ha partorito e ci ha cresciuto senza guardare al domani. Siamo entrati in un vortice senza uscita, perché quando si sta male è difficile trovare un atteggiamento diverso dal "si salvi chi può", e quindi ognuno pensa a se stesso. Il domani ce l'hanno rubato e lo ruberemo ai nostri figli. Forse l'unica consolazione della nostra generazione è che non faremo in tempo a vedere il tracollo, quello vero, quello dopo il quale si ricostruisce. O l'unico cruccio, dipende dai punti di vista.
Siamo la generazione di mezzo, quelli nati negli anni Settanta, troppo piccoli per le rivoluzioni e troppo impotenti nei nostri contratti a termine, nei nostri affitti di pareti umide, nel nostro non avere tempo di sognare un mondo migliore. Siamo stati attraversati dai più grandi cambiamenti della storia postbellica, e non ce ne siamo accorti. Ci hanno rimpinzato di televisione e merendine, mentre tutto accadeva.
Ma siamo forse anche una generazione pericolosa, perché siamo quasi con le spalle al muro.
Ah, benvenuti.


