Categoria: berlusconi

Il videomessaggio di Berlusconi c’è già

Ed è uno solo.
Ce lo ha regalato il 5 agosto ChristianIce, e per chi non lo conoscesse, è uno dei migliori "youtuber" che ci siano in circolazione.
Mette in musica, rielaborandoli, i freak della galassia youtube, ma non solo: è anche un compositore con un bel grappolo di palle e suona tutto da solo.
Questo è il suo canale Youtube, che vi invito a sottoscrivere e seguire.
E quello qua sotto, l'unico videomessaggio di Berlusconi che meriti di essere visto.

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Un blitz di intelligenza, mai? Anche a propria insaputa.

Oggi su You-ng.it ho scritto di un caso che è stato coperto da disinteresse e polvere.
Un manager Eni, Flavio Sidagni, che dal 2010 è stato sbattuto in una prigione del Kazakistan, paese governato da una dittatura mafiosa, e condannato a 13 anni per essersi fatto uno spinello.
Un Paese "amico", soprattutto del capopadrone del nostro Ministro degli Interni, che quindi ha ricevuto da parte dell'Italia il favore del blitz magistralmente pasticciato che ha portato al rimpatrio della moglie e della figlia del più grande avversario politico del dittatore kazako Nazarbayev.
Un Paese che pratica ancora la tortura, come denuncia Amnesty International.

Quindi mi chiedo se il Ministro Alfano e il Ministro Emma Bonino sentiranno mai la necessità di un blitz di intelligenza, anche di intelligenza a propria insaputa, per tenere alta l'attenzione sul caso di Sidagni e di tutti gli altri Sidagni che ci sono tra gli oltre tremila italiani detenuti all'Estero.

Ma mi chiedo anche: possiamo chiedere a loro un guizzo di intelligenza, quando noi per primi lasciamo depositare polvere su queste e altre storie?

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Perché Berlusconi non può paragonarsi a Tortora.

Perché Berlusconi non può paragonarsi a Tortora.

E' interessante, antropologicamente, il fatto che Berlusconi abbia detto che "Le figlie di Tortora hanno perso un'occasione per stare zitte."

Lui paragona la sua vicenda a quella di Tortora, che, ricordiamo, finì sotto processo e in galera per le parole di vari pentiti, che poi risultarono infondate, e quindi venne assolto già in appello.

La figlia di Tortora ribatte: "Il caso di nostro padre è un'altra storia".

Quindi, il mentore di nipoti immaginarie risponde piccato che avrebbero dovuto stare zitte.

Perché è antropologicamente interessante?

Perché il linguaggio identifica l'appartenenza culturale delle persone. Da una parte si chiede rispetto per una vicenda che è imparagonabile a quella attuale sul caso Ruby, dall'altra quella pretesa di silenzio che viene facile ottenere quando si ha a che fare con persone stipendiate.

Che sia una vicenda diversa, se si avesse qualche dubbio, lo so può accertare facilmente. Non vi fidate di giornali, interviste, ricostruzioni con attori in studio e via dicendo? Pensate che Berlusconi sia vittima di un errore giudiziario, di pentìti in malafede?

Allora ci può venire in aiuto una cosa: la buona vecchia curiosità.
Quando si è indagati da dei pubblici ministeri, arriva un avviso, che contiene anche tutte le motivazioni, i reati ipotizzati e tutti i documenti in mano a chi stia indagando (in questo caso intercettazioni e ricostruzioni di spostamenti). Questo documento lo si trova agilmente online, su più siti (in quest'ultimo è formattato un po' meglio).

E' un po' lungo, da leggere, ma c'è tutto quello che c'è da sapere per farsi un'idea del perché Berlusconi sia finito in questa vicenda.

Soprattutto, si può avere la misura di quanto sia distante dal caso Tortora.

Buona lettura.

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