Categoria: bufale

La trovata pubblicitaria della statua egizia che si muove da sola

Geniale e già potentemente virale il video della statuetta egizia, che misteriosamente ruota di 180°.

Ma guardando il video è chiaro che si tratti di una trovata pubblicitaria del Museo di Manchester.
Proviamo a testare le vostre qualità di investigatore anti-bufala web: cosa si nota guardando attentamente il video?

Scrivetemi nei commenti al post le vostre osservazioni. (;

Filed under: bufale, volare e potare

Wi-Fi gratuito con le antenne Rai e Unicorni che vomitano arcobaleni

Mi è stato segnalato un articolo di Linkiesta, e mi sono messo a leggerlo mentre vivevo un'avventura Fantasy, nella mia mente, in seguito all'assunzione professionale di un mix di Codeina e Adrenocromo.
Leggo un primo stralcio mentre nella Bottega del Mastro Ferraio sto trattando per comperare armi in grado di trasformare i Draghi in Sushi.

Mentre la base è alle prese con le votazioni online per il candidato presidente della Repubblica, c'è chi, nel Movimento 5 Stelle, si muove per una piccola grande rivoluzione web. Si tratta di Leonardo Metalli, inviato speciale del Tg1, amico di lunga data di Augusto Minzolini e, per alcuni anni, al seguito di Grillo, come cronista Rai: prima gli spettacoli e poi la successiva evoluzione politica. Oggi il giornalista è iscritto al Movimento 5 Stelle per il quale, tra l'altro, ha composto l'inno "L'Urlo della Rete".

Mentre uccido un Super-Chierico con la mia Ascia Bipenne USB, con un occhio continuo nella lettura, ma sento arrivare un tuono lontano. Che nemico sarà?

Metalli utilizza il blog del comico genovese per lanciare una proposta di legge che, nelle sue intenzioni, può ovviare al calo di popolarità dell'azienda: l'idea è creare una rete wifi gratuita che parta dalla Rai e serva l'Italia intera

[…]

«Si può fare – ci spiega il il giornalista – sfruttando la struttura Rai Way che distribuisce il segnale in tutta Italia tramite i 2.200 ponti di cui dispone». Dunque, la parte più costosa c'è già, dato che i ripetitori sono disseminati lungo lo Stivale e appartengono all'azienda radiotv

A questo punto nel mondo Fantasy si apre una crepa.
E' una sorta di buco nero.
E' la Realtà.
Con un urlo cerco di sfuggirle e mi rintano nel calesse di un allevatore di Cavallucci Marini da dressage che sta passando di là.

Ma in una pergamena c'è scritto un altro pezzo di articolo.

«Parlando con gli ingegneri e studiando i progetti, abbiamo appurato che si può far girare il wifi in tutta Italia»

Comincio a sudare. Una mano spunta dal nulla, mi afferra per un braccio. Cerco di seguirla, vedere dove va a finire la sua pelle grigia, e vedo che dietro il calesse nel quale mi sono rifugiato c'è un enorme tornado, che sta risucchiando tutto questo mondo. Cerco di aggrapparmi, ma tutto si sta dissolvendo.
Poi il colpo finale.

Il progetto, rilanciato da Oliviero Beha, sta facendo il giro del web

Su "sta facendo il giro del web" cedo di schianto, il mondo nel quale stavo vivendo si dissolve, torno alla realtà, quella grigia, noiosa.

Quindi intristito rileggo l'articolo, magari ho capito male, hai visto mai.

Eppure no, c'è scritto proprio che la proposta alla quale si sta dando credito, è che si possa creare una rete Wi-Fi, capace di coprire il territorio e di avere addirittura una banda sufficiente a fare non solo navigazione, ma anche Voip, sfruttando 2.200 ponti Rai.

MI strizzo gli occhi e rileggo anche la frase "la parte più costosa c'è già, dato che i ripetitori sono disseminati lungo lo Stivale".

Ma forse sto sognando ancora. Forse tutto questo non è reale davvero. D'altra parte ho avuto sogni nei sogni molto prima di Inception, per esempio quando oltre a Codeina e Adrenocromo, ci mischio anche il Diazepam e l'Olio 31.

Apro la mail e controllo.
No, non c'è nessuna missiva di corteggiamento da parte di Olivia Wilde, quindi sì, questa è la realtà vera.

E allora sono costretto a chiedermi:

Ma perché nessuno fa mai domande tecniche, quando è di fronte a queste notizie?

Perché nessuno chiede cose come:

– Ma di che protocollo parliamo? Wi-Max o HiperLan?
– Se Wi-Max, come la mettiamo con le distanze geografiche?
– Se HiperLan, invece, come garantisci visibilità a tutti?
– Perché dite che la parte più costosa è mettere l'antenna? E' un traliccio!
– Una volta che metti l'antenna, come strutturi il trasporto dati dall'antenna alla Rete vera e propria? Chi mette giù le fibre ottiche? Quanto costano? Quanti Km bisogna metterne?
– E una volta che hai connesso l'antenna alla Rete fisica, chi gestisce quel trasporto e i suoi costi?
– E l'Authentication?
– Che potenza deve avere una singola trasmittente, per poter coprire l'italia con sole 2200 antenne ed essere performante su navigazione e Voip? E il concetto che per la salute forse sia meglio piazzare tante piccole antenne di bassa potenza, invece che poche di potenza enorme, dove lo mettiamo?

Purtroppo non funziona che metti un traliccio (o ce l'hai già), ci piazzi un'antenna e magicamente l'area intorno, per km, è fornita di segnale puro, libero, potente e adeguato.
E' davvero molto più facile che Olivia Wilde mi corteggi via mail, nel mio mondo Fantasy popolato da Orchi transgender e da Unicorni che vomitano Arcobaleni.

Però molti non lo sanno, quindi ci credono.
Quindi, signori giornalisti, dr. Oliviero Beha, tutti: prima di presentare una notizia come una risorsa, vogliamo capire (e di conseguenza riportare) se il progetto abbia basi solide?

Nella foto: UberKatt, la mia poderosa cavalcatura, ovviamente molto entusiasta di portarmi in groppa.

Nella foto: UberKatt, la mia poderosa cavalcatura, ovviamente molto entusiasta di portarmi in groppa.

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Di amore tra esseri umani e matite copiative

Di amore tra esseri umani e matite copiative

Questa è la storia di una mia piccola vittoria personale contro una bufala agghiacciante.

Tutto nasce da quando, pochi giorni fa, ho letto questa frase attribuita a Grillo: "Ciucciate la matita che vi daranno al seggio ancora, perchè è copiativa e si può cancellare, ascoltate questo consiglio."

Ciucciare la matita copiativa ha scatenato nella mia fragile mente subito una serie incrociata di fobie e fantasie:

1. Devo assolutamente presentarmi per primo al seggio, non voglio una matita ciucciata da chissà chi.

2. Ma al seggio dove voterà Cicciolina, cosa accadrà?

3. Finalmente sdoganato l'amore tra esseri umani e matite copiative!

4. MA PERCHE'?

Ho postato quindi i miei dubbi su Facebook, come faccio molto spesso non avendo i soldi per avere uno psichiatra. Al che ho scoperto che un sacco di gente crede a questa cosa. Immancabili i soliti Wikinazi dell'Illinois che hanno cominciato a postarmi una serie di link dove si faceva riferimento a un QUALCOSA (nessuno indicava se una sentenza, un parere, un dispositivo…) del Consiglio di Stato del 26 ottobre 1987, la numero 660, dove si sarebbe detto che la matita copiativa DEBBA essere umettata per diventare davvero copiativa. Anche l'amata Wikipedia citava il riferimento. Ovviamente in questo tipo di discussioni i complottisti fanno sempre la voce grossa, paventando seggi fantascientifici prezzolati dai poteri forti e dalle scie chimiche, dove si possa cancellare con la gomma, in tutta tranquillità, i voti dalle schede.

Il mio spirito critico però è saltato subito in piedi con le seguenti domande:

1. perché tutti citano questo QUALCOSA del Consiglio di Stato e nessuno lo linka?

2. Perché un documento del 1987 quando si vota con matite copiative da almeno cinquant'anni?

3. Per quale magico principio bagnare l'anilina (sostanza alla base della mina delle matite copiative) dovrebbe renderla indelebile, quando tutte le informazioni che si trovano sull'anilina dicono che sia praticamente insolubile (trad.: se la bagni non cambia le sue proprietà)?

4. MA PERCHE'?

A quel punto avevo alcune opzioni, delle quali la più logica (stranamente) è stata quella di andare sul sito del Consiglio di Stato e cercare il COSO numero 660 del 26 Ottobre 1987. La mia sorpresa non è stata molta, nello scoprire che il sito del consiglio di stato FACCIA CACARE sia bruttissimo e poco navigabile e che il motore di ricerca interno non funzioni.

Al che ho scritto, chiedendo spiegazioni proprio al Consiglio di Stato. Dopodiché sono andato a indicare a Wikipedia che il riferimento fosse sostanzilamente senza fonte, in quanto citata ma non linkata. Cinque minuti dopo la mia segnalazione, dalla pagina Wiki sulla matita copiativa, spariva il riferimento.

Intanto, con alcuni amici di Facebook (che tengo anonimi per proteggere la loro onorabilità) si procedeva all'indagine incrociata delle informazioni.

C'era chi citava il fatto che i nostri nonni bagnassero la punta delle matite normali prima di scrivere. Vero. Ma trovo alcuni riferimenti dove si dice che lo si faceva perché le matite di una volta erano di grafite molto dura, e che per scrivere dovessero essere ammorbidite.

La chiave di volta è stata in un commento, e poi nella scoperta di una frase proprio riferibile a quella COSA del Consiglio di Stato, citata in un documento del ministero dell'Interno riguardante le operazioni di voto.

Il commento è di una persona che ha fatto lo scrutatore e raccontava come anni fa gli anziani leccassero la punta della matita copiativa, come facevano anche con le loro matite "normali", e come questo facesse lasciare un segno sbiadito sulla scheda, che dava poi adito a discussioni durante lo spoglio dei voti.

La frase, invece, del famoso COSO del Consiglio di Stato è:

È valido il voto espresso con matita umettata (Sez. V, n. 660 del 26-10-1987).

Fermi tutti. Attenzione. Rimettiamo insieme tutte le fucking informazioni.

nonni che umettavano le (proprie) matite "normali" per scrivere

+

nonni che per abitudine umettano anche la matita copiativa

+

discussioni al seggio sui segni umettati. Sicuramente qualche rappresentante di lista avrà cercato di far annullare voti con segni sbiaditi. D'altra parte chi è mai stato a un seggio sa benissimo che i rappresentanti di lista di tutti i partiti stanno lì a discutere voto su voto.

+

disposizione n° 660 della V sezione del Consiglio di Stato del 26-10-1987, dove sentenzia che i voti con matita umettata sono validi. Non dice "E' valido il voto SE espresso con matita umettata". Dice semplicemente che è valido.

Allora cosa sia successo diventa improvvisamente molto chiaro. Il Consiglio di Stato è intervenuto per dirimere una qualche questione e ha disposto di conseguenza: umettarla NON invalida il voto.

Che è molto diverso dal dire: è valido SOLO SE umettata.

Quindi qui non ci troviamo di fronte a una vera e propria bufala, ma a una gigantesca presunzione interpretativa nata da un grosso equivoco.

I complottisti hanno comunque continuato a porre domande scomode tipo: "E allora perché i seggi hanno in dotazione la spugnetta????!?!?!!!!!!!1111111! EHHHHHH???!!"

Uhm… per i bolli? Poi non so, magari sono un fantasioso io.

Comunque sia, come si può evincere dalla discussione sulla pagina Wiki della matita copiativa, alla fine, anche Wikipedia ha indicato le fonti corrette.

Al di là di tutto, due cose:

1. Il fatto che Grillo sia simpatico non è un buon motivo per ciucciare matite pubbliche. Se poi non l'ha mai detto, tanto meglio.

2. L'anilina è cancerogena.

Ciriciao a tutti!

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Antibufala: Il Ministero dell’Interno Guardone

Antibufala: Il Ministero dell'Interno Guardone

Nel 2012 è stata una delle mie preferite, ciclicamente ricomincia a girare, con insistenza, tra messaggi privati e status pubblici, su Facebook, la patria del "Condividi a cazzo qualsiasi cosa purché abbia l'apparenza di qualcosa di serio".

Parliamo di questo, idiotissimo, testo:

IL MINISTRO DEGLI INTERNI ITALIANO HA CHIESTO ( E OTTENUTO) L'ACCESSO AI PROFILI FB. QUINDI COPIA-INCOLLA IL SEGUENTE MESSAGGIO e METTILO NELLA TUA BACHECA e : Dichiaro quanto segue: Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi GENERE , struttura governativa o privata, NON HANNO IL mio permesso (tranne su richiesta esplicita e con consenso mio personale) di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi ARGOMENTO pubblicata nel mio profilo o diario. Sono informato che a tali strutture è strettamente proibito divulgare, copiare, distribuire, diffondere o raccogliere informazioni o intraprendere qualsiasi altra azione riguardante o contro di me tramite questo profilo e il contenuto dello stesso. Divieti precedenti si applicano anche ai dipendenti, stagisti, agenti o qualsiasi personale sotto la direzione o il controllo di dette entità. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni in esso contenute sono riservate al circolo di persone alle quali esso è destinato. La violazione della mia privacy è punita dalla legge. CC – 1 – 308 -1-103. Facebook è ora un'entità quotata in borsa PERTANTO RESA PUBBLICA AZIENDA QUINDI SOTTOPOSTA AD OBBLIGO DELLA LEGGE SULLA PRIVACY. Siete tutti vivamente consigliati di pubblicare un bando tipo questo, o se preferite, copiare e incollare direttamente questa versione. Non pubblicare tale dichiarazione almeno una volta, permette indirettamente l'uso di oggetti quali immagini e informazioni contenuti nei vostri aggiornamenti di stato pubblici.

Oramai sappiamo tutti come riconoscere un testo-boiata:

1. Presenza esuberante di lettere maisucole

2. Invito al copia-incolla (mai che ci sia un invito al ragionamento, in queste cose)

3. Aleatori riferimenti a Leggi identificate da numeri e lettere

Riassunto: "Il Ministero dell'interno, cattivo e guardone, ha ottenuto da Facebook l'accesso ai profili, quindi dichiaro che nessuno di voi cattivoni può usare i contenuti del mio profilo contro di me, in quanto la cosa violerebbe la mia pràivasi secondo la legge St1C4zz1. Se non copi e incolli 'sta pappardella almeno una volta, autorizzi invece tutti a usare tutto quello che scrivi e fai contro di te! Presto! "

L'argomento venne trattato, seriamente, sul blog di Massimo Melica, qualche mese fa, con un articolo che chiarisce completamente la cosa e che vi linko proprio QUI.

Io vorrei fare alcune considerazioni più generali, però, perché il mio intento è sempre quello di indagare l'animo umano. Molto spesso non liquido propriamente e subito come "cazzata" una cosa, ma mi ci fermo (pure) a ragionare. Scarto tutto quello che considero ovvio, come il fatto che la legge indicata nel testo ha una numerazione che non è quella italiana e quindi non c'entra un cazzo; che generalmente si viene "spiati" solo se soggetti a indagine o denuncia, per esempio se io scrivo "L'utente X è un cretidiota perché ha pubblicato il testo Y", l'utente X può denunciarmi per diffamazione, il giudice chiede a Facebook quale sia l'indirizzo IP che ha pubblicato il post oggetto di denuncia, poi tramite la polizia postale arriva al mio provider (anche se basterebbe google) e quindi chiede al mio provider "a chi è assegnato questo indirizzo IP?", il mio provider fornisce l'informazione e mi arriva la denuncia. QUESTO è il giro e ciò che accade in un caso simile. Scarto anche un'altra cosa ovvia, e cioè che quello che pubblichiamo su internet su un qualsiasi social non è privato, ma pubblico, e dobbiamo accettarlo, perché quando ci iscriviamo lo accettiamo (senza leggerlo). Sono privati solo i messaggi privati e le email. Scarto anche ciò che la logica mi suggerisce: siamo – quanti? – venti milioni di navigatori, in Italia? Di più, di meno? Ve lo dico io. Un anno fa c'erano 20,9 milioni di iscritti italiani a Facebook. Ora sono sicuramente di più. Prendiamo questo numero e poi chiediamoci: ma che minchia se ne fa, il ministero dell'Interno di "avere accesso" a 20,9 milioni di profili? E cosa vuol dire "avere accesso"? Davvero c'è gente che pensa che ci siano agenti della Polizia Postale che stanno tutto il giorno a nasellare tra i profili, così a cazzo, senza che ci sia una denuncia o un procedimento in atto? E comunque, vi dico una cosa: nessun Ministero ha le risorse per dedicare una persona a un'attività del genere. Facebook, come qualsiasi altra società gestore di social network, ha un ufficio interno dedicato a una funzione: il controllo di contenuti illegali, ossia il controllo che non si usi il social network in modo illegale (pensiamo, per esempio, alla pubblicazione di immagini pedo-pornografiche). Questi uffici sono composti da persone, dipendenti del social network, che se scovano una violazione di legge, agiscono preventivamente, bloccando le utenze e segnalandole alle autorità competenti.

Quindi, dato tutto ciò per scontato, tutte le mie domande antropologiche a riguardo si riducono a una: perché? Se una persona usa un minimo la testa, sa benissimo che se non pubblica nulla di male, se non viola nessuna legge, non c'è niente di cui preoccuparsi. Solo applicando il buon senso. Quindi, perché?

Non accetto neanche quelli che dicono: "Ma sì, non si sa mai, pubblicarlo non costa niente".

Non si sa mai? No, invece si sa tutto. Non c'è una virgola di senso, basta applicare il ragionamento e cercare quanto sia legalmente infondato un testo, e anche il "non si sa mai", si smaterializza miseramente in una nuvoletta di illogica.

Io credo che la vera spinta, antropologicamente parlando, sia una: il disperato bisogno di credere che quello che scriviamo sia interessante, in qualche modo, per qualcuno.

Sarò cattivo, ma non trovo altra spiegazione.

Qnuindi non resta che sorridere e immaginarci questo Ministero dell'Interno Guardone, che spia i profili e scoreggia scie chimiche.

Antibufala: Il Ministero dell'Interno Guardone
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Bufale Elettorali: il rifiuto al ritiro della scheda elettorale

Bufale Elettorali: il rifiuto al ritiro della scheda elettorale

Una delle cose belle di aver vissuto online gli ultimi quindici anni di campagne elettorali, anche quando online c'erano molte meno persone rispetto ad oggi, è che vedi sempre girare le stesse bufale, le stesse immagini, ogni volta condivise e rilanciate da migliaia di persone, allora pensi che alla fine Berlusconi ve lo meritate tutto.

Una di queste è sicuramente lì lì per ricominciare a girare in modo sostanzioso, ne sono sicuro. Il testo è questo:

"Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilita’ di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale. Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. Nessun media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano gia’ fatti, come al solito la gente andra’ a votare il ‘meno peggio’ (…)

1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) NON TOCCARE LA SCHEDA (se si tocca la scheda viene contata come nulla e quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)
E ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: ‘Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!’
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA 4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO DI AGGIUGERE, IN CALCE AL VERBALE, UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO
(ad esempio: ‘Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta’ )(D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 – Art. 104) COSì FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO,NULLO O BIANCO, SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIù VOTI!!"

Come tutte le bufale circolari, presenta gli elementi che non mancano mai:

1. Sindrome da MAIUSCOLE INCASTRATE

2. Lettere accentate minuscole in testo maiuscolo

3. Generica sovrabbondanza di punti esclamativi.

4. Riferimento a un articolo di una legge senza altre spiegazioni né indicazioni precise, dando così un'aura di affidabilità al tutto.

5. Informazioni a cazzo di cane.

Per chi abbia delle crisi di idrofobia alla vista di tutte quelle maiuscole, la sostanza la riassumo qui: "Recatevi al seggio elettorale, fate vidimare la scheda, non ritiratela assolutamente, ma dite che vi rifiutate di votare e pretendete che il Presidente di seggio metta a verbale la vostra rimostranza (a piacere)."

Accidenti che protestona, roba da far cagare addosso tutta la Casta.

Ora vediamo nel dettaglio il perché questa cosa si configura come una immensa stronzata.

1. Calo subito l'Asso. Non esiste, nel nostro sistema elettorale, la casistica del rifiuto della scheda una volta che ci si presenti al seggio. Se stai a casa non voti, se invece vai a votare puoi annullare la scheda o lasciarla in bianco. Schede bianche e nulle non rientrano nel conteggio dei voti validi e non concorrono al premio di maggioranza.

Già questo basterebbe. Ma andiamo avanti.

2. Ricalco il punto 2 della bufala perché è comicissimo: "NON TOCCARE LA SCHEDA (se si tocca la scheda viene contata come nulla e quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)". Certo, ma si sono dimenticati di aggiungere:

a. Se tocchi la scheda puoi dire "Scheda TUA!" toccando qualcun altro e allora saranno cazzi suoi.

b. Non vale toccare la scheda e tenere le dita incrociate.

c. Non vale fare rialzo un piede sull'altro.

d. Si può dire ARIMO, ma il Presidente di Seggio può gridare ARIVIVERE.

e. Se arriva un delegato del M5S, e se questi raggiunge la cabina elettorale senza farsi vedere, può gridare ELEZIONE LIBERA TUTTI! e la tornata elettorale è tutta da rifare.

f. Sta sotto chi arriva ultimo.

3. Ammettiamo che il diritto di rifiutare la scheda ci sia, per carità di Dio. Non credo che qualcuno ti arresti se cambi idea. Ma dato che è inutile farlo sapere al mondo, credo che l'essere umano senziente e ragionante, a quel punto entri in cabina, la annulli di suo, ci scriva sopra anche un "vaffanculo" un "siete tutti uguali", oppure ci metta una fetta di salame e un foglietto con scritto "magnateve pure questo". Danneggiare visibilmente la scheda è un reato, quindi non fatelo, non siate stupidi. Se poi volete a tutti i costi mettervi al centro del seggio elettorale e gridare:

Bufale Elettorali: il rifiuto al ritiro della scheda elettorale

"Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato con matita copiativa indelebile e sottoscritto dal Presidente di Seggio! Magda, hai preso la carta carburante?"

Credo che a quel punto il Presidente di Seggio, abbia due scelte:

a. fare un sospiro, e scrivere sul verbale che il tizio tal dei tali ha fatto una scenata annullando in maniera palese la sua scheda, che finirà tra le schede nulle.

b. far allontanare il tizio tal dei tali dalla polizia in quanto turba il regolare svolgimento delle operazioni di voto. Poi annullare la scheda.

4. Il riferimento alla legge che c'è alla fine del messaggio-bufala, rimanda a un articolo dove, tra gli altri, un comma dice che "Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.", il che sarebbe anche "coerente" con la bufala, ma potete stare certi che un Ufficio elettorale verbalizzerà una cosa del genere: voi vi prendereste la responsabilità legale dell'annullamento di una scheda elettorale, quando i delegati dei partiti sconfitti non aspettano altro per fare ricorsi sulla regolarità del voto?

Peccato che il senso di tutto questo sarebbe o dovrebbe essere un pelo più "nobile": qualsiasi elettore ha il diritto e il dovere di segnalare irregolarità più o meno palesi. Inscenare una pantomima inutile che fa perdere solo tempo, non dovrebbe rientrare tra le opzioni di una persona intelligente: chi gestisce il seggio elettorale sono cittadini che si fanno un mazzo così per ore, non c'entrano nulla coi partiti e non meritano certe eiaculazioni anti-casta da adolescenti scemi.

Il consiglio quindi è: non siate stupidi.

Se non volete votare perché odiate tutti, non andate a votare.

Se volete annullare la scheda, annullatela.

Se volete lasciarla bianca, lasciatela bianca.

Se cercate un modo creativo per annullarla, disegnate un cerchietto, scriveteci dentro "FRANCESCO LANZA" e poi fate la crocetta, così io diventerò Sindaco dell'Italia.

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La minchiata virale sulla data delle #Elezioni2013

La minchiata virale sulla data delle #Elezioni2013

La scorsa settimana ho rimproverato, ignorato (ovviamente), la pagina Facebook dello Zoo di 105 per aver riportato la solita cazzata virale sulla data del voto, nella quale si dice che i parlamentari vorrebbero votare il 6 aprile e non il 13, perché così molti di essi, che non verranno rieletti, "matureranno il diritto pensionistico".

Vi spiego perché è una cosa senza fondamento.

1. Lo stesso IDENTICO testo girava prima delle precedenti elezioni politiche.

2. Le date non applicabili. Chi l'ha fatto ricominciare a girare è stato così stupido da non cambiare neanche le date: in Italia si vota nelle giornate di domenica e lunedì. Difatti, nelle ultime politiche, si votò domenica 13 e lunedì 14 aprile 2008. Non si potrebbe mai votare né il 6, né il 13, ma al massimo il 7-8 o il 14-15.

3. In Italia si vota per scioglimento delle camere da parte del presidente della repubblica: esso avviene in 2 (due) casi:

a) scadenza della legislatura: 5 anni che scadono il 29 aprile 2013.

b) scioglimento anticipato delle camere per voto di sfiducia (o per mancata fiducia) al governo, senza che i successivi colloqui riescano a portare a un nuovo esecutivo con una maggioranza parlamentare

Quindi la data del voto non solo non è stata ancora scelta, ma non è ancora neanche ipotizzabile perché non ci sono le condizioni.

4. Basta scrivere "maturazione pensionistica dei parlamentari" e ognuno pare possa inventarsi la minchiata che preferisce. 6 o 7 aprile, 13 o 14 aprile, non fa alcuna differenza. Secondo il regolamento attuale, il diritto alla pensione da parlamentare scatta dopo 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di incarico. Per quanto sia un'ingiustizia alla quale bisogna porre fine, se la legislatura attuale (la XVI) è iniziata il 29 aprile 2008, va da sé che questa fatidica data sia il 30 ottobre 2012, cioè dopodomani, e a meno che non riusciate a inventare una minchiata nuova che permetta di votare tra due giorni, oramai la frittata è fatta. Peccato, però, che in Italia si possa votare di domenica e lunedì, cioè i due giorni utili ultimi sarebbero oggi e domani, quindi, per quanto riguarda i vitalizi, sarebbe meglio pressare la politica e protestare perché ci sia una legge apposita, invece che perdere tempo ed energie su bufale pure malformate.

Il giorno che capiremo che l'uso corretto di Internet è quello di informarsi autonomamente e non cliccare su "condividi" a prescindere, sarà anche il giorno nel quale magari riusciremo a sostituire la web-democrazia indivanata da copia-incolla con una più consapevole e in grado di scendere in piazza (= alzare il culo dalla sedia) avendo però le informazioni giuste, verificate e quindi le giuste motivazioni.

Dovete rendervi conto che chi mette per primo in giro certi testi, non tiene alla vostra informazione, ma preferisce che stiate a casa a nutrire passivamente la vostra testa.

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