Categoria: calcio

I proprietari delle squadre di calcio, sono tutti idioti?

Apparentemente sì.

Cerchiamo di fare un ragionamento astratto: metti di avere decine di miliardi di patrimonio, perché sei un bravo businessman o perché sei il figlio rincoglionito e immeritevole di un bravo businessman.

Questi miliardi li puoi investire in molti modi:

– in altre attività. (ok)

– in droga, sesso e stravizi (super ok)

– comprandoti proprietà immobiliari (il mattone è sempre ok)

– collezionando automobili (c'è a chi piace)

– collezionando collezionisti di automobili (io per esempio possiedo il cartellino di Montezemolo in comproprietà con Solange)

– in produzioni artistiche e culturali (simpatico alla sinistra)

– in fondazioni benefiche (simpatico bipartisan)

– in altre valute (simpatico alla destra)

oppure

– in una società di calcio dove dovrai rendere conto a una manica di scimmie con la tessera del tifoso, che se la squadra va male ti scrivono pure a caratteri cubitali che c'hai la mamma puttana e dove dovrai strapagare e coccolare una manica di foche ammaestrate deficienti in pantaloncini e dove l'unico dipendente con il quale potrai prendertela e maltrattare è una foca deficiente ammaestrata più vecchia.

Voglio dire, io capisco che uno possa sputtanarsi i soldi così, lo capisco benissimo, ma se lo facessi io sarebbe con spirito neroniano: mi compro il Barcellona e poi uso Messi come giardiniere.
Arriva il giornalista: – scusi, i tifosi si lamentano perché usa Messi come giardiniere
Risposta: – devono pazientare: imparerà, ci vorrà il suo tempo ma poi almeno avrà un mestiere tra le mani.
Giornalista: – No, sono incazzati perché secondo loro dovrebbe giuocare al pallone.
Io: – Non capisco, vado a rivedere le fatture, ma sono sicuro di averlo comprato io.

Così avrebbe senso: un folle totale che con i suoi soldi fa quello che gli pare e che se ne frega, mandando in culo tutto e tutti. Un MacAfee del calcio.

Invece no. C'è questa aura di assistenzialismo sociale (totalmente sprecato), intorno al calcio. Eppure vai a vedere e ad alti livelli c'è tutta gente che ha altre attività sane. Magari alcuni avranno attività losche, ma le società di calcio, bilanci alla mano, sono un buco nero nel quale i soldi entrano e non ne escono mai.

Mi si dice: eh ma c'è il ritorno di immagine.
Certo, poi la squadra va male e le scimmie ti scrivono a caratteri cubitali che tua mamma è una puttana in curva. Oppure ti catapultano le bombe carta a caso in giardino. Bel ritorno di immagine. Considerando che in media nelle competizioni c'è una squadra vincente su 30, direi che in ogni competizione ci sono almeno 29 imbecilli che amano essere scherzati per come spendono i loro soldi.
Bell'affare.

Eppure ci deve essere un ritorno.
I soldi sono numeri.
La matematica è matematica.
Sappiamo – perché lo sappiamo, su – che le sponsorizzazioni sportive, a livello locale, spesso (come sono buono, ho scritto solo "spesso") sono un modo per far rientrare contante in nero.
Se ci sono magnati (che è un gradino sopra "fottutamente ricco") che bruciano soldi nel calcio di alto livello, vuol dire che il ritorno VERO c'è, ma non si vede.
E non parlo di plusvalenze.
Parlo di quel ritorno per cui uno di questi dovrebbe vedersi dare del figlio di puttana da gente con la sciarpa colorata, e, invece di incazzarsi, farsi una risata alla faccia loro e poi abbozzare un comunicato dove dice di pazientare e che le cose prima o poi andranno meglio.
O questo, o sono una manica di idioti.

nella foto, io con Messi

nella foto, io con Messi

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