Categoria: csxfactor

Ho visto il dibattito #csxfactor e sono diventato monarchico

E' stato un bel momento di televisione politica, intendiamoci.

Rispetto ai tòcsciò ai quali siamo abituati, il fatto che avessero un minuto e mezzo per dare una risposta, ha dato questa piacevole sensazione che i politici siano anche in grado di tacere, a un certo punto.

Ciò non toglie che ci siano stati momenti imbarazzanti.

Li elenco.

Laura Puppato tendeva a venire dimenticata. I suoi avversari stessi spesso si chiedevano all'orecchio "come hai detto che si chiama?". Pare addirittura che lei stessa, finita la trasmissione, abbia cominciato ad avere crisi d'identità.

Tabacci sembrava Yul Brinner. Non tanto per la pelata lucido-viscida. Ma per lo sguardo assatanato e l'atteggiamento guardingo. Si vedeva che aveva una paura mista a schifo a stare in mezzo a un intero studio pieno di comunisti, quindi teneva una mano sul calcio della pistola nel suo cinturone. Se la regia avesse fatto qualche inquadratura leoniana stretta sugli occhi, sarebbe stato perfetto.

Vendola si vedeva che aveva fatto esercizi di training autogeno per concentrare i concetti in un minuto e trenta, che nella sua dimensione equivalgono a circa 12 millisecondi. Perché il segreto di Vendola è questo: lui è il punto di congiunzione tra il nostro universo e un universo parallelo nel quale il tempo scorre diversamente. Lui ci vede lentissimi.

– Matteo Renzi aveva impianti cyborg dappertutto, un'antenna GPS a forma di supposta creata appositamente per lui da Endemol, delle lenti a contatto con incorporati monitor olografici e come backup i bigliettini infilati nella penna bic.

Bersani pareva l'unico a suo agio perché dove lo metti sta, ha sempre quell'espressione "dai su, facciamo anche questa che poi a casa c'ho i tortelli di zucca che si freddano".

– Alla domanda sui matrimoni gay i riflettori erano puntati più su Tabacci e Renzi, che su altri. Se la sono cavata bene, alla fine, anche perché hanno risposto parlando delle api e dei fiori. Tabacci aveva una fiaschetta di gin per darsi coraggio, e per fortuna ha scampato l'alcool test sulla strada di casa.

– Il Question Time dei sostenitori dei politici è stato il momento peggio speso di partecipazione in TV nella storia d'Italia. Viste le domande che si erano preparati, uno rivaluta tantissimo le interviste ai calciatori (e le loro risposte), oppure i giornalisti che vanno da una madre che ha appena schiacciato il figlioletto sotto un gatto delle nevi e le chiedono "Signora, cosa prova in questo momento?".

– Tabacci, sempre più allampanato, dentro di sé pensava, ogni secondo: fin qui tutto bene. fin qui tutto bene. fin qui tutto bene.

– Va dato atto a Bersani di aver nominato mafia e camorra, unico tra i cinque. L'ha fatto tenendosi una mano sui coglioni e l'altra su un ferro di cavallo, ma l'ha fatto.

– Vendola ha ripetuto alcune volte i concetti "sprofondiamo nel fango" e "venite a vedere cosa abbiamo fatto in Puglia", ma ovviamente non ci sono stato domande su ambiente e salute (si vede che è una cosa che non interessa a nessuno) e quindi ILVA, tant'è che alla fine Nichi ha pensato "minchia che culo l'ho scampata bella".

– Ogni volta che il bravo moderatore diceva "risponde Tabacci", Tabacci aveva lo sguardo tipo quello di uno studente nel banco in fondo alla classe che pensa "no, merda, il cane di Rutelli mi ha mangiato il quaderno."

– Bellissima domanda finale su due (2) figure della sinistra che ciascun candidato mette nel proprio "pantheon".

Tabacci che ha citato De Gasperi, che effettivamente è di sinistra come uno dei due testicoli di Andreotti.

Renzi, dopo aver controllato velocemente tutte le sue carte dei Gormiti, cita Nelson Mandela e una blogger tunisina. Voglio dire, bella cosa, ma magari qualcuno che faccia parte della cultura politica italiana? Non dico tanto, solo uno dei due. Giusto per avere come elettore un punto di riferimento.

La migliore Laura Puppato che ha risposto "Nilde Iotti e Tina Anselmi", niente da dire.

Vendola e Bersani fanno il disastro. Primo perché non citano DUE (2) figure, come richiesto dalla domanda (il concetto di 2 [DUE] è stato chiaro perfino agli altri tre); secondo perché immaginatevi tutto uno stadio ripieno, zeppo e strabordante di figure importanti e storiche della sinistra Italiana, lì a guardarli e a dire "scegli me! scegli me!", con Pertini e Berlinguer in testa, già con la lacrimuccia di orgoglio sull'angolo dell'occhio, che si abbracciano e pensano "Eccoli, i nostri ragazzi. Adesso tirano fuori uno fico. Uno vero.", immaginate lo stadio trattenere il fiato, pronto ad esultare per i due rigori, e…

Tira Bersani:

– Papa Giovanni.

poi tira Vendola:

– Cardinale Carlo Maria Martini.

Il gelo.

Che poi Bersani ha proprio detto "Papa [e] Giovanni", come se fossero due. Probabilmente Vendola avrà pensato "Ora li stendo, ne dico addirittura quattro! Cardinale, Carlo, Maria e Martini!"

Qui ci starebbero bene tutti quei suoni tipo bicchiere che si rompe, testina che struscia sul disco di vinile.

Ci starebbe bene il rumore di un cuore calpestato.

Quindi per consolarmi, sono andato in lacrime su Youtube a rivedermi la canzone di Pupo e di Emanuele Filiberto, perché in questi casi conviene farsi male fino in fondo.

Se ho dimenticato qualcosa, è solo per un meccanismo psicologico di autodifesa.

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