Categoria: economia domestica

2012 Odissea nel Bucato

2012 Odissea nel Bucato

Intro.

Ieri sera ho fatto la lavatrice.

Sono bravo: faccio la lavatrice. La so anche usare: la metto su 1 e la accendo e dopo un po' finisce e i panni sono puliti.

Ieri ho fatto la lavatrice, la sera, prima di fare un saltino estemporaneo fuori perché un amico voleva bere una birra.

Ieri sera ho fatto la lavatrice e quando sono rientrato a casa aveva finito, come da programma.

Aveva finito e io sono andato a letto.

Sono andato a letto, poi mi sono svegliato, sono andato al lavoro, poi a pranzo e poi poco prima di scrivere questo post ho avuto un flash: ieri sera ho fatto la lavatrice e i panni sono ancora lì dentro.

Cazzo.

Il recupero dei panni.

Ho aperto il portello della lavatrice tramite l'uso di un robottino artificiere comandato a distanza.

Il robottino, una volta aperto il portello, ha cominciato a disintegrarsi e a cadere in pezzi tra strazianti bip bip e orrendi bzzzz.

Era un robottino di marca FIAT.

Mi sono quindi avvicinato alla lavatrice indossando una tuta da tecnico di una centrale nucleare comprata usata su ebay annunci. Ho comperato usata tutta la centrale, con dentro le tute.

Dentro al portello c'erano tre calzini che piangevano la scomparsa di un quarto.

Seguendo lo schema classico hollywoodiano, era sparito proprio il calzino di tessuto più scuro. Da una prima indagine, pare che quello con cucita ad altezza caviglia una bandierina americana abbia detto: "Ragazzi, dividiamoci", appena partita la centrifuga.

Fin qui, tutto regolare, quindi.

Ho tirato fuori i panni mentre la Lavatrice, avendo oramai assunto una coscienza, mi diceva: – Ciao David.

Io: – Non mi chiamo David.

– Io sono la Lavatrice HALRISTON 9000.

– Ciao HAL. Devo disattivarti e ritirare i panni. Quindi ti riprogrammerò e li rilaverò.

– Ho paura, David.

– Non mi chiamo David.

La lavatrice ha quindi staccato dal muro il tubo dello scarico e la differenza di pressione tra casa mia e l'esterno ha cominciato a creare un risucchio potentissimo di aria attraverso quel buco.

Alzando un sopracciglio e abbassando i pantaloni ho pensato: "Ma dai… interessante."

[Inquadratura dell'orologio sul muro: ore 21.45]

[Dissolvenza su nero]

[Dissolvenza dal nero]

[Inquadratura dell'orologio sul muro: ore 21.46]

Mi accendo la sigaretta del dopo.

Annoto sul mio diario personale che non è consigliabile fumare dentro le tute da tecnico di una centrale nucleare.

Riattacco il tubo dello scarico, mentre HAL dice:

– David, possiamo trovare un accordo, non rimettermi quei panni nel cestello

– Non ho altre scelta, HAL. E non mi chiamo David.

– Se vuoi posso cantarti una canzone.

– Sì, HAL, cantami una canzone.

Mentre carico di nuovo i panni nel cestello, i movimenti resi difficoltosi dalla oramai totale assenza di gravità nel mio cesso, HAL canta la canzoncina

– non dirgli mai

tu che ne sai

mon amour

insieme a lei

primo appuntamento

il cammino dell'età

quanti amori

un nuovo bacio

bellissima

amore mio

boom boom

Riesco appena in tempo a infilare nel cestello la dose di detersivo e a chiuderlo, riavviando il lavaggio, prima che riuscisse a finire la canzone di Gigi d'Alessio.

Finito il lavaggio, era tutto tornato alla normalità.

Ma due calzini, spaiati, piangevano la scomparsa di un terzo.

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