Categoria: filosofia

Giubbette Rosse: la poetica della vittima sacrificale nelle serie TV

L'articolo di oggi prende le mosse da un glorioso Italiano.
Parliamo del Tenente D'Amato.

Bello (…), fiero, alto.
Interpretato da Arthur Batadines, il tenente d'Amato, nella mia immaginazione, è a capo di quelli che – almeno nel mondo anglosassone, e proprio grazie a Star Trek – si chiamano "Redshirt characters".
Personaggi con la maglietta rossa.
Ma D'Amato non ha la maglietta rossa. Andiamo con ordine, perché non parleremo solo di Star Trek, ma del ruolo importantissimo della vittima sacrificale nella scrittura drammatica.

La maglietta rossa, in Star Trek, è indossata da due tipologie di personaggi:
– personale tecnico
– personale generico addetto a perire in modo drammatico dopo due inquadrature per far capire che la situazione è serissima o che il villain di turno è veramente spietato.

Quando c'è qualche nuovo sbarco su un pianeta sconosciuto e potenzialmente ostile, il Capitano Kirk è solito dire:
 

"La squadra di sbarco sarà composta da me, dal signor Spock, dal guardiamarina Sulu e dal fromboliere Lopez" 

Tutti i fan si chiedono: "E chi stracazzo è il fromboliere Lopez?"
Lo stesso Lopez entra in scena tenendosi le mani sulle palle e facendo scongiuri, perché sa che se non verrà teletrasportato direttamente all'interno dell'apparato digerente di un mostro terrificante a causa di un tentativo alieno di deviare il raggio del teletrasporto, tentativo nel quale ovviamente creperà solo il povero Lopez, allora sicuramente sarà il primo a dover trovare un sentiero/aprire una porta/toccare una pianta carnivora/fare qualsiasi cosa che convoglierà su di lui le attenzioni del Tristo Mietitore.
Avere l'onore di indossare una "red shirt" in Star Trek vuol dire far parte di una selezionatissima élite di carne da macello.

E' così che la giubbetta rossa, oltreoceano, è diventata, per sineddoche, il modo di indicare quei personaggi destinati a durare poco.
In molti action-movie, thriller e horror made in da Iuessè, poi, si è spesso fatto ricorso a personaggi coloured (detti anche niggah), tant'è che ricordiamo, nel film di South Park, la sottilissima strategia "Scudo Umano" che parodiava proprio questa pratica diffusa tra gli sceneggiatori hollywoodiani:

 

 

Ma ora veniamo a D'Amato.
Facciamo una premessa: Star Trek, tra i vari primati che possiede, ne ha uno molto onorevole. E' stato il primo telefilm a immaginare una collaborazione pacifica tra tutte le razze della terra. A bordo dell'Enterprise ci sono cinesi, giapponesi, russi (e parliamo di piena Guerra Fredda), afroamericani… e UN italiano.
Non solo non indossa una giubbetta rossa, ma è nientemeno che un Ufficiale Scientifico.
Fa parte dello stesso ufficio di Spock, per intenderci, che è Primo Ufficiale Scientifico.
Compare SOLO nell'episodio 14 della III stagione della serie classica, "That Wich Survives".

Ma che tipo di scienziato è il prode D'Amato? Tenetevi forte.

E' il Geologo dell'Enterprise.

 

"Waddafakka?"

Esatto. L'Enterprise, una nave dotata di sensori a corto, medio e lungo raggio, capaci di scandire e analizzare la composizione di qualsiasi materiale in qualsiasi punto della galassia, ha un Geologo di bordo, pure graduato.
O meglio: aveva.
Non ci sono mai state notizie di un suo rimpiazzo, infatti.

Così Kirk, dovendo sbarcare su un asteroide misterioso e leggermente tellurico dice:

"Andremo io, il signor Spock, il guardiamarina Sulu e il Tenente D'Amato, capo Geologo dell'Enterprise."

Il tenente D'Amato fa l'unica faccia che gli è consentito fare, ovvero l'espressione "Oh merda":

Non sono chiari i motivi per i quali si decise di sacrificare un Tenente.

Si è ipotizzato che molti sull'Enterprise avessero cominciato a lamentarsi della presenza, chiaramente sospetta, di un Italiano in una posizione completamente inutile. In effetti in un futuro utopico e meritocratico come quello di Star Trek, la presenza di un Geologo stride un po'.
Chissà chi l'ha piazzato lì, insomma.

Ma c'è anche chi ha una visione più poetica (io) e vede, in fondo, che a quella massa numerosissima di giovani virgulti con la maglietta rossa, soldati semplici mandati a frotte verso l'ignota macellazione, mancasse una guida, e che per questa missione sia stato scelto il Tenete D'Amato, con il suo sguardo placido, il sopracciglio folto e il borsello di vero vitello.
L'unico Italiano arrivato lì dove nessun pizzaspaghettimandolinomafia era mai giunto prima.

In altri tipi di scrittura, spesso il "Sacrificial Lamb" è un parente o un amico strettissimo del protagonista, pur avendo solo lo spazio di mezzo paragrafo nella sceneggiatura. Qualcosa che scatena la motivazione eroica contro l'antagonista e dà la giusta dimensione di drammaticità al tutto.
Altre volte, abbiamo non propriamente "character" sacrificali, ma attori sacrificali.
E' per esempio il caso del tizio che ha interpretato Michael Knight nell'episodio pilota di Supercar.
Non ve lo ricordavate, eh? Michael Knight all'inizio si chiama Michael Long, ed è questo bel ragazzo:

Alla fine della prima puntata di Supercar viene pistolettato in faccia dalla bionda traditrice lì in secondo piano, ma raccolto ancora vivo e salvato dalla Fondazione capeggiata da Devon Knight – di cui abbiamo un filmato

Non è una foto, è un filmato, davvero. Compariva sempre così sullo schermettino nel cruscotto di KITT. Era un ventriloquo.

Purtroppo qualcosa va storto durante l'intervento di chirurgia plastica e il personaggio viene fuori con la faccia di David Hasselof.

Ecco, l'attore interprete di Michael pre-Knight, è tale Larry Anderson, il quale oltre a qualche comparsata non ha fatto più nulla, se non basare una carriera sul fatto di essere stato Michael Knight prima dell'incidente ed essere invitato a qualche tristissima convention di fan troppo sfigati per poter mandare l'invito a uno dei personaggi principali della serie.

Sic transit gloria immundi, come diceva il poeta. (?)

In ogni caso, questo articolo è stato scritto con l'intento di dare un po' di visibilità e rendere un po' di giustizia a una categoria con la quale da decenni scrittori, sceneggiatori e registi si divertono impunemente. Gente che spesso muore per cause nobili e giuste ma in maniera ridicola, e che finisce subito nel dimenticatoio dopo qualche lacrima da copione.

E ora il filmato commemorativo:

 

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