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Oltre che di evasione, parliamo di elusione delle Grandi Aziende e delle società di capitali

Oltre che di evasione, parliamo di elusione delle Grandi Aziende e delle società di capitali

Il problema dell'evasione fiscale, in Italia, è ramificato e complesso. Si spalma su più settori e sottrae al fisco centinaia di miliardi, costringendo chi non possa moralmente o fisicamente evadere a sostenere un carico fiscale enorme.
Ma quando si parla di evasione, la politica la butta semrpe su due piani: lavoro nero, mancata emissione di scontrini, mancati pagamenti tributari di PMI e professionisti.
Ha un enorme peso la criminalità organizzata, ma quello è un ambito sempre così delicato, da trattare, così incrociato con il giuridico che i politici e i portavoce faticano sempre un po' a trattarlo. Quindi si scatena la solita, vecchia, "guerra tra poveri": il dipendente addita i professionisti (quelli però estranei, se hai l'idraulico amico che ti propone di non fare la fattura ci mancherebbe, non sarà mica il mio amico a rovinare l'italia), i professionisti additano i politici che sprecano, i politici si additano a vicenda a seconda del fatto che facciano o no parte del Governo o dell'opposizione.
In mezzo, ci dimentichiamo delle Grandi Aziende e le società di capitali. Secondo un rapporto di KLRS fatto nel 2012 per Consumatori.it, il gettito mancato al Fisco nel 2011 si è distribuito in questo modo:

Economia sommersa: tre milioni di lavoratori in nero (inlcudendo anche 850 mila dipendenti che fanno un secondo o terzo lavoro in nero) hanno prodotto un'evasione di imposta di 34,3 miliardi di euro.

Economia criminale: 78,2 miliardi sottratti al fisco nel 2011, ma questi lasciamoli in pace, anzi, baciamo le mani.

Società di capitali: il 78% delle società di capitali italiane (circa 800mila soggetti) hanno dichiarato nel 2011 redditi negativi o inferiori ai 10mila euro, non versando imposte di alcun tipo. Molte di queste imprese chiudono nel giro di 5 anni per evitare controlli. L'elusione di queste società è ammontata in quell'anno a 22,4 miliardi.

Big Company: un terzo delle Grandi Aziende italiane nel 2011 ha chiuso il bilancio in perdita, non pagando tasse. L'uso delle controllate in paradisi fiscali le ha aiutate a eludere 38 miliardi di euro nel 2011.

Società di capitali e Big Company, insieme, portano via 60,4 miliardi l'anno all'Erario.
Però qui non parliamo di evasione, ma di quel territorio di confine che si chiama elusione fiscale, o più tecnicamente "abuso del diritto": sfruttare le pieghe di un sistema, per trarne vantaggi fiscali.

Ci sono molti "giochetti" che si possono fare con le società controllate in paradisi fiscali: per esempio, l'acquisto di hardware e macchinari che vengono poi venduti a prezzi gonfiati alle capofila nostrane, lasciando in perdita l'azienda Italiana ma gonfiando le casse della società paradisiaca, che poi avrà la libertà di gestire come meglio crede quell'utile.
Voi direte: ma ci sono le black list dei paradisi fiscali.
Certo, ma se un paradiso fiscale fosse sotto l'ala, per esempio, degli Stati Uniti, o forse addirittura uno dei 51 Stati, potrebbe mai finire in black list?
Dai, non scherziamo.
Vorrei quindi evidenziare il caso del Delaware.

Il Delaware magari l'abbiamo sentito solo in qualche racconto o in qualche film. Come qualsiasi Stato USA che senti solo saltuariamente, ci appare come una cosa col nome fico nel quale probabilmente ci sono o cowboy che sputano tabacco masticato, o poliziotti della scientifica infallibili che hanno occhiali a specchio alla moda.
Il Delaware è innanzitutto conosciuto dagli statunitensi come "The First State", la prima colonia a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti. Quella che citano sempre gli avvocati con il primo emendamento o anche il quinto. Che tu non sai manco che cazzo siano questi emendamenti, ma quando li citano risolvono sempre tutto, un po' come se avessero detto "arimo" e tutti fanno "oooooh" e tu pensi "ma che cazzo, non poteva tirarlo fuori all'inizio e poi il resto del film lo passavano a bere in un pub?".
Ha quasi un milione di abitanti, 57 comuni e 3 contee (e qui vengono sempre in mente i fratelli Duke di Hazard con il Generale Lee e Boss Hogg). Al 79% sono Cristiani con le varie declinazioni tipiche degli US, dai Protestanti ai Pentecostali, al 19% Atei e rimane un 2% che sono persone inutili senza un'opinione in merito.

Ok, ora che ho spiegato cosa sia politicamente il Delaware come stato (una spiegazione che verrà introdotta negli studi di scienze politiche), vediamo di capire cosa sia fiscalmente, perché riguarda anche noi. Sì sì.
In Delaware si possono costituire società LLC (che sono come le nostre SRL, società di capitali a responsabilità limitata).
Se una "Delaware LLC":

1. ha i soci residenti all'estero e non statunitensi
2. non svolge business sul territorio US
3. non possiede conti correnti in US
4. non ha dipendenti in US

non paga imposte sugli utili.
Questo per il principio del pass-through-tax-status, e cioè che se ci sono le condizioni sopra descritte, il fisco americano considera gli utili di questa società come utili personali dei soci, che quindi dovranno essere tassati nei paesi di residenza degli stessi.
Certo, se poi uno si dimentica, come capita spesso qui in Italia, di inserire nella propria dichiarazione dei redditi l'utile di una società estera della quale è socio, ecco che il giochetto funziona perfettamente.
Ma ci saranno dei registri, parliamo degli Stati Uniti, non delle Cayman!
Certo, ci sono dei registri, che nella maggior parte degli stati USA sono pubblici. Il problema è che il database del Delaware è chiuso, e può essere aperto solo in caso di rogatoria internazionale. Ma consultando uno dei tanti siti che offrono a pagamento la consulenza per aprire una società in Delaware "chiavi in mano", con tanto di numero di telefono, indirizzo e tutti gli orpelli necessari, basta mettere una società off-shore dentro una LLC in Delaware e la tracciabilità è impossibile. Quindi basta costituire una società anonima ad Antigua, per dire uno stato a caso, e con quella creare una LLC in Delaware.
La LLC sarà pulita e potrà operare sui mercati UE.
E anche in Svizzera, che notoriamente non disdegna queste cose: infatti molte delle società che ti aiutano per poche centinaia di euro ad avere una LLC pienamente legale e funzionante in Delaware, sono studi di consulenza fiscale svizzeri.
Ma anche se fai business negli Stati Uniti, le tasse sono bassissime: 300 dollari per costituire la società, 5,95% di tasse sul reddito e 8,7% sugli utili della società.
Ovviamente, il 60% delle prime 500 aziende del mondo, ha una sede o una controllata, diretta o indiretta, in Delaware. Tra queste ci sono tutte le più grandi aziende Italiane o le sedi nostrane delle grandi aziende straniere, anche quelle alle quali paghiamo bollette, nelle quali depositiamo i nostri soldi, dalle quali compriamo le nostre auto, delle quali usiamo i social network, alcune delle squadre di calcio che tifiamo e persino società industriali partecipate dallo Stato Italiano, che diventa così, di fatto, un elusore del proprio sistema tributario.
Ci sono anche molte società di carte di credito e sapete perché? Perché non ci sono controlli né sanzioni sui servizi di prestito del denaro, in Delaware. In sostanza, puoi fare una carta di credito a consumo con tassi da usura, senza rischiare nulla.

Credo sia ora di parlare (anche) di queste realtà e introdurre dei meccanismi per i quali un'azienda debba dimostrare il perché abbia bisogno di una controllata in Delaware o in qualsiasi altro Stato a tassazione ridicola.

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