Categoria: giulio cavalli

Giulio Cavalli: una pistola carica davanti a casa sua. Speriamo tolgano il silenziatore anche all’informazione sulla sua vicenda.

La notizia è quella che riporto qui sotto.

Nuove minacce per Giulio Cavalli: una pistola carica nel suo giardino.

Da anni costretto a vivere sotto scorta, l’attore e scrittore Giulio Cavalli è stato nuovamente minacciato. Una pistola carica è stata trovata nascosta vicino all’ingresso della sua residenza a Roma.

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Fanpage

Oltre a Fanpage, da una rapida ricerca su Google, noto che hanno pubblicato la notizia anche l'edizione web milanese del Corriere, il Giorno, il Fatto Quotidiano.

Fanpage.it ha il merito di non aver mai abbandonato il racconto di questa vicenda, ed è grazie a questa testata che conosciamo le interviste a Luigi Bonaventura che hanno sollevato il coperchio da una situazione che rimane ignorata dalla stampa e dall'informazione TV "mainstream", e forse, in taluni casi, non senza un pizzico di malizia, se vogliamo chiamarla così.

Per tutto Agosto e Settembre, alcune persone si sono battute perché non venisse messo il silenziatore a questa vicenda, e fortunatamente il piano che Bonaventura ha portato alla luce, e che prevedeva una revoca della scorta a Giulio, non ha avuto luogo. Per ora.

Che ci fosse una pistola carica nascosta davanti alla casa di Giulio, una pistola col colpo in canna, è un fatto gravissimo. Soprattutto in una vicenda che fa intuire collusioni che vanno oltre l'indecenza, se ci può essere una gradazione di indecenza nella collusione con la malavita.

Ora Giulio è stato portato in una località protetta.
Se in questi anni abbiamo potuto saltuariamente godere della nostra amicizia, anche se sporcata da questa cappa indesiderata di minaccia intorno (cosa tremenda e che non riesco a spiegare efficacemente, quando interessa un'amicizia che è nata sui banchi di scuola) ora questa cosa, probabilmente, mi toglierà, non so per quanto tempo, il piacere di poter sapere dove sia, cosa pensi, se si trovi bene col suo nuovo iPhone di merda e sentirmi prendere in giro per il mio Android sfigato, e tutte quelle cose che al momento ti sembrano discussioni inutili e che ora pagherei per poter fare.

Spero solo che questa pistola, fatta dello stesso materiale umano di chi ce l'ha messa, e cioè merda e codardìa, oltre a togliermi la possibilità di sapere dove e come stia, ci regali un po' meno silenzio sulla sua vicenda e su vicende come la sua da parte di chi può davvero muovere i riflettori.

Perché silenzio = mafia.

Giulio Cavalli: una pistola carica davanti a casa sua. Speriamo tolgano il silenziatore anche all'informazione sulla sua vicenda.
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Il caso di Giulio Cavalli e il multilevel marketing della mafia

Scrivo questo pezzo perché conosco i fatti.
Lo scrivo perché il ho in parte vissuti.
In più, mi sono rotto i coglioni.

Sarà un pezzo semplice, senza troppi giri di parole, per spiegare una situazione che rappresenta esattamente il modo di lavorare che hanno le mafie in questo Paese.

Nelle Puntate precedenti:

Il boss pentito e collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, rilascia in Agosto due interviste video (uno e due) , nelle quali dice cose chiare:

1. Lui era a conoscenza di un piano per delegittimare l'ex consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli, già sotto scorta dal 2007 per minacce di Mafia e che durante la sua attività di consigliere regionale ha "scassato la minchia" su tutto: nomine dirigenziali, appalti Expo, infiltrazioni delle mafie in Regione Lombardia. E' tutto documentato, basti andarsi a vedere gli atti (pubblici) dell'attività consiliare di Giulio Cavalli.

2. Questo piano tendeva a fare in modo che Giulio non venisse ri-eletto e che successivamente gli venisse tolta la scorta.

3. In seguito, venisse organizzato un incidente stradale in cui Cavalli sarebbe rimasto vittima, perché eliminarlo più "direttamente" l'avrebbe reso un simbolo, cosa che in questo momento la criminalità organizzata non si può permettere.

4. Il piano, era di proprietà intellettuale non solo della criminalità organizzata, ma anche di una parte della politica Lombarda e anche qualche uomo proprio delle istituzioni responsabili della sicurezza di Cavalli.

Ora, i video sono linkati, pubblici, hanno avuto molte visualizzazioni e dentro ci sono diverse ipotesi di reato.

Venerdì scorso è stata aperta una sottoscrizione online (che sta andando bene e che vi invito a condividere) per fare pressione su Presidenza del Consiglio, Ministero dell'Interno e Ministero di Giustizia, visto che nessuno si è ancora preso la briga di ascoltare ufficialmente Bonaventura e indagare per verificare le sue parole, con tutte quelle domande che restano nell'aria e che in uno Stato normale non dovrebbero restare nell'aria troppo tempo.

C'è stata solidarietà, più o meno diretta, ma l'unico atto "ufficiale" è per ora un'interrogazione del Deputato Daniele Farina (SEL) che fatta a inizio Agosto risulta ancora "in corso".

Informazione: tutto tace.

Informazione di Stato (Rai): non pervenuta.

Sul suo blog, Giulio ha spiegato bene e ringraziato chi politicamente si stia muovendo. Un post dove fanno molto rumore i nomi che non ci sono.

Bene.
Veniamo ad oggi, per spiegare terra terra due cose e per dare, a chi non conoscesse queste situazioni, una misura il più possibile aderente alla realtà di quello che succede.

Innanzitutto si è portati a pensare che in questo mondo, quello di mafia, antimafia, scorte e minacciati, ci sia una bella distinzione netta, tipo bianco e nero, o (meglio) buoni e cattivi.

In Italia niente è netto, tutto è sfumato, soprattutto questo.

Le Mafie, come scrissi proprio con Giulio in uno spettacolo di tanti anni fa, è un "multilevel marketing". Ma dove generalmente questa forma di lavoro è una fregatura per chi viene tirato dentro a "vendere", in questo caso la fregatura è per noi che ne siamo fuori. Orgogliosamente fuori, aggiungo.

Questo orgoglio traspare oggi da un post di Giulio che mi ha davvero colpito. Perché c'è orgoglio, ma c'è anche amarezza. Basta leggere per bene, rigo per rigo, per capire che la situazione è più grave, molto più grave del silenzio. Leggiamo bene questo passaggio, che è solo l'abbrivio di una serie di paragrafi che vi invito a valutare bene:

So che pezzi istituzionali (so i nomi, so i cognomi) stanno giocando sulla “non credibilità” del pentito senza avere il coraggio di metterlo per iscritto.

So che gli informatori che servono alle mafie stanno informando come vorrebbero le mafie. E così escono particolari appena accennati su eventuali miei “errori” che non vengono mai raccontati. Per infilare il dubbio con un’informazione che teme i dubbi quasi più dei fatti. So chi sono, so perché lo fanno e so qual è il gioco “grande” che ci sta dietro.

http://www.giuliocavalli.net/2013/09/02/vorrebbero-sparare-con-dubbio-ma-non-ne-sono-capaci/

Visto che a scuola mi hanno insegnato a fare le parafrasi, spiegherò questa frase in modo ancora più semplice: l'informazione tace perché chi vuole che non se ne parli, sta instillando in chi dovrebbe parlarne i dubbi che Cavalli stesso non sia "limpido". E conoscendo Giulio, che è abituato (professionalmente, intendo) a parlare di una cosa solo se ha le pezze d'appoggio per parlarne, allora vuol dire che qualcuno questa cosa l'ha proprio detta, quasi con queste parole.

Ecco il multilevel marketing. Ognuno, consapevolmente o meno, fa la sua parte: il "detto non detto" che passa di bocca in bocca e che giustifica (male) un'inerzia inaccettabile.

Anche perché quest'inerzia non dico che sia un cartellino timbrato, ma ci si avvicina.

Dicevo all'inizio che conosco i fatti. Li conosco perché li seguo, leggo, mi informo.
Dicevo che in parte li ho vissuti. Li ho vissuti perché Giulio mi è stato compagno dai tempi del Liceo fino ad oggi, e quando hai un amico, con cui sei cresciuto, in una situazione del genere, anche se non glielo dici perché davanti a una birra si tende sempre a scherzare e minimizzare (per sopravvivere), ogni mattina ti svegli con la paura di leggere la notizia che non vorresti mai leggere.

E quando ci ritroviamo e scherziamo lui sulla mia panza e io sulla sua statura, c'è sempre un ospite invisibile, non invitato, estraneo, viscido.
Che si nutre proprio delle strategie silenziose di questo multilevel marketing dell'infamia.

Dicevo all'inizio che mi sono rotto i coglioni.

Di questo ospite, mi sono rotto i coglioni, precisamente.

Chi voglia e chi possa, chi è indipendente da questo viscidume, ci aiuti a tenere alta l'attenzione su questa situazione.
E' il solo potere che abbiamo.

Il caso di Giulio Cavalli e il multilevel marketing della mafia
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Una petizione online può essere utile, se si chiede qualcosa di normale

Quando una petizione online può essere utile?
Secondo me quando non si insegue una chimera, ma si ha un obiettivo normale.
L'obiettivo è quello di pensare di vivere in un Paese dove se un boss pentito e collaboratore di Giustizia rilascia ben due interviste dove dice che le cosche 'ndranghetiste, con la complicità anche di una parte di politica lombarda, tramano per l'annullamento della scorta e l'eliminazione di un uomo di Cultura, le istituzioni diano una risposta immediata.
Le parole di Bonaventura vanno verificate, questo dovrebbe essere normale e penso che sia normale chiederlo.
Vanno verificate e va data subito una risposta se la attuale sicurezza di Giulio Cavalli sia adeguata.
Per questo condivido, e per una volta (capita raramente) vi chiedo di condividere.

Ecco il testo della petizione.
In fondo, il link per firmarla.

Luigi Bonaventura, boss pentito e collaboratore di giustizia ritenuto altamente affidabile da molte Procure, sta rilasciando precise dichiarazioni sui piani della 'Ndrangheta per discreditare e quindi eliminare Giulio Cavalli, autore, scrittore ed ex politico fortemente attivo nella lotta alla criminalità organizzata, piani che stando alle sue parole vedono la complicità di personaggi politici soprattutto lombardi.
Di fronte all'assurdità del silenzio e dell'immobilità di stampa, politica nazionale e procure a fronte della necessità di verificare e quindi di dare risposte immediate sulla sicurezza di Giulio Cavalli, è importante dare subito la maggiore visibilità possibile a questa vicenda.

Un boss pentito e collaboratore di Giustizia considerato affidabile rilascia dichiarazioni riguardo un piano per mettere a tacere un uomo di cultura.
Dovrebbero scattare subito le procedure di verifica per capire se la protezione di chi è vittima designata di questi piani sia adeguata.
Questo non sta avvenendo.
Bonaventura parla e disegna precisi e gravissimi scenari.
(rif.:
1. http://fanpa.ge/17XWV6p
2. http://fanpa.ge/19W2qaK)
Parole che paiono cadere nel vuoto di un silenzio che non è normale.
Sono verificabili le parole di Bonaventura?
La sicurezza di Cavalli è adeguata?
E' possibile, in questo Paese, pensare che chi si è speso per contrastare la criminalità organizzata, meriti almeno di non venire avvolto nell'indifferenza proprio quando le notizie riguardo la sua sicurezza peggiorano?
Chiediamo rispose immediate da parte del Governo e dei Ministeri competenti, per non rischiare di trovarci ancora una volta a pensare che si potesse e dovesse fare di più.

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