Categoria: grillo

Grillo, quando dici “La Rete”…

Caro Grillo,

non ce l'ho col tuo movimento, e neanche con te, ma con chi ti fa consulenza tecnologica.
Oggi, durante il noioso e scontato faccia a faccia con Renzi, a un certo punto lui ti ha detto una delle poche cose giuste che gli ho sentito dire, ancorché priva di qualsiasi valore riguardo il suo spessore come politico e/o leader. Ha detto: tu sei qui perché te l'ha chiesto il tuo blog.
Tu hai risposto: no, me l'ha chiesto la Rete. (errata corrige del 20/02/2014: ho risentito il video, l'audio mi aveva ingannato. Non hai risposto così, durante il faccia a faccia. Hai detto "Non ho popolo". Errore mio, l'hai detto nella conferenza stampa subito successiva: ecco qui. "Per la Rete, non per il blog".)
Mi è venuto in mente che dici spesso la Rete, invece che "blog". Anche se i vari sondaggi decisionali li fai lì sopra per i tuoi iscritti (giustamente). Ho sempre pensato che la tua fosse una sineddoche, un po' come quando dici "America" per dire "USA", per esempio. Per comodità.
Invece oggi ho capito (o pensato di capire) che ci credi, nel senso, pensi che quella sia la Rete.
Dato che è capitato anche a una mia prozia, che sapeva navigare solo sul sito del canile municipale di Turi per vedere le foto e pensava che Internet fosse tutta lì, volevo darti una misura di quello di cui parliamo.
Lo farò grazie a un sito che mi ha segnalato il mio amico Fabrizio, che tu non conosci, ma che è un bravo ragazzo (per dirti, io che sono un delinquente sapevo cosa fosse youporn, lui no, il problema è che io credevo che Internet fosse tutta lì, un po' come la mia prozia coi cani.)
Questo sito è http://internet-map.net/

Te lo linko perché così puoi provare anche tu. Ma nel caso ti metto anche le foto.
Ecco, lo apri e si presenta così:

Grillo, quando dici "La Rete"...

Così non si capisce molto, lo so.
Con il selettore in alto a sinistra puoi zoomare e allora si capisce meglio.
Questo è il web visitabile (quindi comunque una parte del tutto) e quei pallocciotti sono i siti. Se zoommi un po' verso quei pallocciotti blu, per esempio, vedi già qualcosa di più:

Grillo, quando dici "La Rete"...

Così si capisce meglio, vero?
Ecco, non è una mappa precisissima, ma è abbastanza affidabile per darci una misura di quali sono le dimensioni del web e di quello che navighiamo. Almeno dei siti più grossi, infatti quelli piccoli (come questo), non li trovi.
Possiamo divertirci a cercare i siti, a zoommare avanti e indietro, oppure possiamo usare il campo di ricerca in alto a sinistra per trovare un sito.
Proviamo col tuo.

Grillo, quando dici "La Rete"...

Trovato!
Hai un bel pallocciotto anche tu!
Ma come facciamo a sapere dove siamo? Beh, basta usare sempre la barra dello zoom in alto a sinistra.

Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...

Eh, quindi dì ai tuoi consulenti di sbloccarti il firewall, perché fuori dal tuo blog c'è un mondo!

Ciriciao Beppe!
Fra

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Mio nipote mi fa il sito per 50 euro. Lettera aperta ai 5 Stelle di Rieti.

Mio nipote mi fa il sito per 50 euro. Lettera aperta ai 5 Stelle di Rieti.

Caro Movimento 5 Stelle di Rieti. Volevo raccontarvi questo aneddoto per poi parlare di una vostra iniziativa, che considero, sinceramente, offensiva nei confronti di chi lavori nel campo Web.

Andai a trovare un'azienda che mi aveva cercato, perché qualcuno aveva parlato bene di me. Volevano un bel sito. Di fronte alla mia analisi e al mio preventivo, il titolare mi rispose con quella frase che vedete nel titolo: "Mio nipote mi ha detto che con 50 euro me lo fa".

"E allora fattelo fare da tuo nipote."

Ho risposto così, giuro, a quel potenziale cliente. E me ne sono andato. E' una scena che molti hanno vissuto, in questa professione di webcosi che ci trasciniamo dietro da una ventina d'anni. Personalmente, ho rinunciato da anni allo sviluppo web e mi sono dedicato ai gestionali perché in Italia l'informazione che si è diffusa è che sviluppare un sito o gestire una community, fare un logo o la grafica coordinata su web, siano cose alla portata di tutti.

Tecnicamente lo sono. Come è alla portata di tutti saldare due pezzi di ferro. Il problema è: riesci a saldarli senza compromettere la struttura?

Non invidio, quindi, la professionista che ha avuto il mandato di gestire la fanpage e l'immagine coordinata del progetto Eurieti, quando si è trovata a leggere il vostro comunicato, del quale riporto alcuni passi

Apprendiamo che con determina n. 709, dell’ 11.04 2013, il Comune di Rieti ha tra le sue priorità quella di aprire un profilo Facebook per il progetto denominato “EuRieti”, per la promozione in tutto il mondo della Città di Rieti.

Ovviamente non è questo che ci meraviglia, anzi, condividiamo l’iniziativa, ma restiamo perplessi di quanto si arrivi a spendere per realizzare il logo e gestire questo profilo, affidato per la modica somma di € 3.550,00 iva inclusa, da maggio a dicembre, ad una professionista dei social network, Enrica Gissi, con sede a Bologna.

Pensiamo sia chiaro quanto sia facile saper utilizzare un profilo sul social network Facebook ed è per questo che troviamo assolutamente ingiustificata la spesa per l’incarico assegnato.

http://www.frontierarieti.com/wordpress/i-grilli-parlanti-sindaco-questa-potevi-davvero-risparmiartela/

Da maggio a dicembre, sono otto mesi.
3550 euro LORDI, vuol dire che la professionista fattura, per il suo servizio, 443,75 euro LORDE, e cioè 366,74 al mese + IVA, netto dal quale poi vanno tolti gli altri contributi. E' facile calcolare che a questa persona, puliti in tasca, resteranno circa 150 euro al mese.

La cosa davvero indecente, di quel comunicato, è la frase, "Pensiamo sia chiaro quanto sia facile saper utilizzare un profilo sul social network Facebook ed è per questo che troviamo assolutamente ingiustificata la spesa per l’incarico assegnato."

Poco più sotto, con piglio da grandi giornalisti d'inchiesta, scrivono anche una chicca.

Sarà un caso, ma della professionista sembra che il Sindaco si fidi molto, visto che la stessa è stata incaricata come “responsabile della Comunicazione delle elezioni amministrative 2012 dall’Ottobre 2011 al Maggio 2012, dalle primarie al ballottaggio fino alla vittoria del candidato di SEL Simone Petrangeli “ (si legge nel profilo di Enrica Gissi http://www.linkedin.com/in/egcopy).

Beh, sarà un caso, ma se la persona in questione si è occupata della comunicazione di un candidato, e questo candidato ha vinto, sicuramente il merito non è tutto suo, ma vuol dire che la sua parte l'ha fatta bene, e che quindi, per lo meno, non sta millantando crediti nel presentarsi come una professionista.

L'atteggiamento "La Rete è alla portata di tutti, quindi tutti possono fare tutto gratis", è non solo falso, ma squalificante per chiunque cerchi di campare fornendo servizi online.

La mia piccola esperienza nel campo informatico e Internet, cominciata 20 anni fa circa, mi fa dire con assoluta certezza che se avessero proposto a me un lavoro del genere, avrei detto: mi spiace, ma è troppo poco. Perché so esattamente di quanto lavoro stiamo parlando, se si voglia fare le cose per bene.

Sono tutti bravi a criticare le fatture degli altri, certo. Ma bisogna ragionare, prima di farlo.

"Pensiamo sia chiaro quanto sia facile saper utilizzare un profilo sul social network".

Beh, 5 Stelle, vi do una notizia: pensate di conoscere, ma non sapete nulla. Innanzitutto chiunque vi può confermare che la gestione professionale di una fanpage implica diverse ore di lavoro al giorno, e se a queste uniamo la coordinazione dell'immagine, il prezzo pagato diventa assolutamente fuori mercato, ma al ribasso. Ve lo dimostro.

Prendiamo quel netto che arriva alla professionista alla fine di tutto.

Anzi, alziamolo, diciamo che a torta finita, la consulente si mette in tasca 200 euro al mese puliti (fantascienza, come sa benissimo chi abbia almeno una partita iva). Diciamo che alla fanpage ci dedichi 3 ore al giorno. Mi pare accettabile, forse anche un po' poco. Diciamo che se ne occupi solo nei giorni lavorativi e che questi giorni durino 8 ore. I giorni lavorativi in un mese sono, mediamente, 20.

Il risultato è che gli euro "puliti" al giorno diventano 10, e all'ora 1,25, se lavorasse solo alla fanpage. Se ci lavorasse 3 ore al giorno il suo guadagno orario salirebbe a 3,33.

Ecco perché, personalmente, non accetto più alcun lavoro su Web, ma dedico i miei sforzi ad altro. Perché si guadagna di più a fare le pulizie negli uffici. O a portare a spasso i cani di chi non ha tempo. Senza nulla togliere alla dignità di chi fa questi lavori. Anzi, c'è una lungimiranza maggiore in chi fa pulizie o nei dog-sitter che in chi si mette a lavorare su web e poi si deve anche sorbire le critiche pretestuose di chi di web non capisce evidentemente nulla.

Volete fare la politica senza soldi? Fatela.

Ma non pretendete che tutti facciano tutto senza soldi.

Siete nel pieno diritto, ci mancherebbe, di chiedere alla vostra amministrazione se la spesa sia giusto farla, ma prima di criticare un professionista e il suo curriculum, sbelinandolo in pubblica piazza, informatevi e fatevi quattro conti su quale sia il mercato. Se poi considerate che fare una fanpage su quell'iniziativa non sia una priorità, è un altro discorso e non è giusto che tiriate dentro nella vostra polemica il tariffario (più che onesto) di una persona che lavora.

Con poca stima vi saluto.

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L’algoritmo per calcolare il nuovo Presidente della Repubblica

– Ci siamo, è pronto, Beppe. Grazie alla Rete abbiamo sviluppato questo programma nel quale inserire tutti i dati e un complicato algoritmo restituirà il Presidente della Repubblica che vada bene a tutti.

– E' meraviglioso, Gianroberto. Come si chiama?

– Eccolo, si chiama VAF9000.

L'algoritmo per calcolare il nuovo Presidente della Repubblica

– Ok, computer. Cominciamo.

Salve, Sono VAF9000. Inserire i dati.

– Dobbiamo scegliere un Presidente della Repubblica che sia perfetto. Ce ne vuole uno che sia fuori dai giochi dell'establishment o come cazzo si scrive.

– Bzzzz… bzzzz….

– Uno che sia onesto, pacato, ma contemporaneamente deciso.

– Uno che sia donna o per lo meno non sia troppo uomo. O che sia uomo ma che in fondo vada bene anche come donna. O una donna non troppo appariscente che abbia un po' anche dell'uomo.

– Bzzzz… bzzzz….

– Ce ne vuole uno non troppo pelato.

– O pelata

– Sì, ma tanto l'input sulle donne gliel'abbiamo già dato, vanno bene anche quelle che non si fanno i baffi, per dire.

– Bzzzz… bzzzz….

– Ok, proseguiamo. Uno che non sia amico di Berlusconi, ma neanche di D'Alema o Veltroni. Ma neanche uno troppo di Sinistra.

– E poi anche che non sia inquisito o condannato

– Bzzzz… bzzzz….

– E neanche troppo vecchio, ma che sia comunque autorevole. Diciamo anche vecchio ma con l'aspetto giovanile.

– Sì, uno che si tenga su con decoro.

– Elegante ma non troppo.

– Metti anche senza erre mosca, altrimenti poi ci spara fuori Bertinotti.

– Ok, niente erre moscia.

– Bzzzz… bzzzz…. crrrrrrrr

– Deve avere almeno un account Facebook, meglio se ha anche twitter

– Però non si deve scarrettare i porni, in Islanda hanno vietato tutti i porni.

– Vabbeh quello chi se ne frega, poi se vieti i porni qui in Italia viene giù un macello.

– Bzzzz… bzzzz….

– Ma questo coso elabora ogni cosa che diciamo?

– Ha uno speciale algoritmo a doppia mandata wireless siderale asimmetrica 4puntozzero che filtra le cose inutili e tiene solo quelle utili, e all'occorrenza chiama un numero a caso della rubrica e fa scherzi imitando la voce di Briatore.

– E' meraviglioso, Gianroberto. Posso toccarmi?

– Bzzzz… bzzzz…. dati completi. Elaborazione in corso.

– Ok, ora aspettiamo che finisca di elaborare e ci spara fuori l'immagine.

– Eccola.

– Bzzzz… bzzzz…. print print sbrgneeeeeeeeeeeeeeee

– Ma cazzo, Beppe, la stampante ad aghi? Non hai una stampante laser come tutti?

– Vaffanculo, le stampanti laser ho letto su un sito internet che di notte si organizzano per conquistare il mondo, altrimenti a che cazzo gli serve avere un laser?

– Bzzzz… bzzzz….sbrgneeeeeeeeeeeeeeee gne gne gne gneeeeeeeee SBREEEEEEE

– Ha quasi finito, dai. Eccola.

– Ok cos'è?

– Occhetto vestito da Catwoman su uno skateboard.

– Mi stai pigliando per il culo, Gianroberto? Sto coso non funziona!

– Ma l'ha fatto la Rete.

– Vaffanculo la Rete, ora che facciamo?

– Magari se gli facciamo aprire un blog, a Occhetto…

– Spetta che mi suona il cellulare. Pronto? Briatore? Che cazzo vuoi? No, non te la presto la barca, l'ultima volta Margherita Hack si è ubriacata e ha vomitato dappertutto.

– Bzzzz… bzzzz..

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Bersani, la vittima sacrificale

Bersani, la vittima sacrificale

Una considerazione, che voleva essere breve e che si è allungata un po', perché il treno stamattina ci ha messo un po' di più a portarmi in ufficio. Come di consueto, quando scrivo cose un pelo più lunghe e serie, il mio primo pensiero va a quanti hanno visioni mistiche non appena leggono qualcosa di lunghezza superiore a un SMS, e li invito a spostarsi subito sul sito della Pimpa, decisamente meno impegnativo.

A me, come tutti, piace scherzare su Bersani, sulla sua aria da cane bastonato, sul suo fare da curato di campagna che nessuno ascolta, sulla sua attitudine alla sconfitta.

Cliché, che oramai sono divenuti la "sostanza".

Ragionando però al di fuori dei cliché, dobbiamo ammettere una cosa: Bersani sta facendo, primo da non so quanti anni a questa parte, quel "qualcosa di sinistra" che morettianamente ogni tanto si è chiesto in questi anni alle teste del PD. Di un PD al quale possiamo rimproverare tutto quello che ci viene in mente, a partire dalla cronica incapacità di comunicare efficacemente.

Se stai pensando all'originalissimo accostamento comico "governo spacciato in partenza = perdere = qualcosa di sinistra" allora corri su Twitter o su Facebook a postare la tua battuta, potresti essere il primo! Pensa, poi potresti accusare di plagio tutti gli altri sei milioni di utenti che ci penseranno dopo di te, e insieme poi potrete accusare anche Crozza o i suoi autori per averci pensato pure loro.

Se, invece, hai letto la frase sopra e stai pensando di scrivere la stessa cosa, però qui sotto nei commenti e tutta in maiuscolo, vai qui.

Al netto di questi incisi, quale è il punto?

Per capirlo partiamo da un dato: ci sono tre forze politiche bene o male a pari merito.

Berlusconi è ancora in campagna elettorale e la sua posizione è la solita di quando "quasi-perde": o (anche) con noi o elezioni.

Grillo è ancora in campagna elettorale e annulla ogni dibattito possibile dei suoi, plagiando citando il Bossi dei tempi andati e gridando: o noi o elezioni.

Insomma, entrambi stanno pensando al proprio interesse particolare, che sebbene sia di due qualità differenti (dilatazione dei tempi giudiziari per Berlusconi; coerenza teatrale per Grillo), alla fine nessuno dei due sta rischiando un centesimo della propria credibilità in ottica elettorale.

Bersani, il povero e mansueto Bersani, comunque vada, politicamente si sta bruciando, sia all'interno del PD che all'esterno. Che gli riesca o no tenere in piedi un governo zoppicante per un po', dovrà poi passare la mano a qualcun altro, e lo sa benissimo.

In ottica "campagna elettorale continua" avrebbe avuto tutto il diritto di comportarsi come gli altri due suoi colleghi, chiedere nuove elezioni e ripresentarsi. Invece sa perfettamente che dopo oggi, comunque vada, la sua leadership nel centro-centro-centro-sinistra è finita.

Perché lo fa?

Per il brivido di essere presidente del consiglio per quindici minuti?

No, io penso lo faccia perché ci sono cose che vanno tentate, al di là del proprio interesse percentuale, perché comunque qualcuno dei tre un tentativo di governo doveva farlo, se non altro per tamponare lo sciacallaggio finanziario degli speculatori, almeno. Berlusconi di fatto non ha presentato nessuna proposta a Napolitano e Grillo neanche. Perché vi ricordo che le consultazioni post elettorali funzionano che tu vai da Napolitano e dici "Il presidente del consiglio che vogliamo proporre è questo", se non nomini nessuno, come hanno fatto Berlusconi e Grillo, non puoi essere incaricato, a meno che tu non pensi che Napolitano legga nella mente e scoreggi scie chimiche.

Con la pagliuzza corta ci è rimasto Bersani, che quindi è diventato un po' come il tizio di colore degli action movie hollywoodiani. Anzi, possiamo identificare tutti e tre come personaggi di un filmaccio:

Berlusconi (la fighetta bionda)- Mi si è spezzata un'unghia! Qualcuno mi porti in braccio!

Grillo (il bove americano con la mascella quadrata, i muscoli e gli occhi vicinissimi al setto nasale) – Dobbiamo dividerci! Moriremo tutti!

Bersani (il nero) – Ok, vado io! Copritemi!

GROAAAR

Berlusconi – Il negro è morto.

Grillo – Che dio lo abbia in vaffanculo.

Berlusconi – Ora che facciamo?

Grillo – Taci, puttana.

Berlusconi – Ti amo.

Il pubblico medio del blockbuster (masticando popcò) – Che figata.

Oppure è come quei personaggi di Star Trek con le giubbette rosse, che il Capitano Kirk chiama, chissà perché, a scendere su un pianeta ostile e sconosciuto e che muoiono subito per far capire che la situazione è complicata.

Tutto sta nel "clilché-Bersani", ma sempre ragionando fuori dagli stampini comici, forse la politica è anche provare le cose disperate, forse essere di sinistra è anche pensare che una battaglia valga la pena combatterla anche se è persa in partenza. Fa anche ridere, dirlo, perché verrebbe da dire che la sinistra abbia la vocazione a scegliersi le battaglie perse in partenza, ma rendiamoci anche conto che considerare "sfigato" chi perde, è un sottoprodotto della cultura endemol-magnolia-catodico-berlusconiana. Non esiste un pensiero che non porti con sé la propria smentita o la propria ridicolizzazione.
Sono ridicolo io, a scrivere queste cose.
Siamo ridicoli tutti, a pensare che esista il deus-ex-machina, in politica, che ci salverà, perché sono siamo tutti nell'angolo e non c'è nessun gigante buono all'orizzonte.

Bersani, comunque si muova, sbaglierà, e sa che non gli verrà riconosciuto neanche il merito di essersi mosso, perché da qualche punto di vista sta sbagliando anche a muoversi.

Dopo, saremo tutti pronti per una nuova spumeggiante campagna elettorale "ufficiale", all'insegna, ancora, del
"questa volta si fa sul serio, cribbio!" (Berlusconi)
e del
"sarete saremo tutti più poveri e più felici!" (Grillo)
e del
"per un centro-centro-centro-centro-centro-centro-(sinistra) finalmente vincente!" (Renzi)

p.s.: il pezzo è pieno di cliché, è vero. Ma sul mio blog faccio il cazzo che mi pare.

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Appello a chi continua a fare appelli al M5S

Cari blogger, giornalisti online, opinionisti, intellettuali (categoria che comprende anche Jovanotti, Buffon, il mio macellaio e tre quarti del cast di Centovetrine), editorialisti, direttori, editori che continuate a fare appelli al movimento che vede in Grillo il suo portavoce con poteri da monarca e nel suo blog la sede tutta tempestata di banner.

Io lo capisco che oramai la cosa muova molto traffico e infatti la donna che mi ha preso su al canile mi sgrida sempre, la sera, perché non ho i banner sul blog e ci sono le bollette da pagare e con un articolo fatto bene su Grillo bene o male ci fai un mese di gas, però è anche ora che cambiamo strada e magari, se proprio non troviamo altro, torniamo ai gattini o ai cani che suonano la zampogna col culo e a tutti quei contenuti che sicuramente sono meno impegnati e che Saviano guarderebbe di nascosto senza ricondiviedere (perché pure lui ogni tanto c'ha bisogno di farsi una risata, è un ragazzo, in fondo).

Perché spero che siamo tutti d'accordo che fare un appello a Grillo abbia la stessa utilità che avrebbe un cervello nel cranio di uno spettatore di Uomini e Donne.
Almeno finché qualcuno del Movimento non si sveglierà e dirà a Grillo: "Grande Giove, per fortuna che sei il portavoce, se ti fossi proclamato segretario cosa facevi, il bidet con il sangue dei dissidenti?".
È inutile cercare anche la sponda dei portavoce dei portavoce dei consiglieri dei consulenti di comunicazione dei capigruppo degli spingitori di cavalieri messi lì, perché tanto Grillo li ha scelti tutti dall'area talebana. Gente che come incubo ricorrente ha quello di essere additato come traditore e che poi quando si sveglia la mattina volge lo sguardo verso Genova e ringrazia Grilloh il Misericordioso elevando vaffanculi modulati all'orizzonte.
Il M5S ha una composizione eterogenea, molto più di quella di altri partiti.
Ma come in tutti i "gruppi" ci sono i falchi, le colombe e quelli che vanno dove tira il vento, è una regola antropologica universalmente valida, così come è universalmente e storicamente valido il fatto che la tua comunità può anche avere a maggioranza un atteggiamento portato alla guerra a tutto campo, ma prima o poi il tempo porta a cambiamenti inevitabili, altrimenti gli eredi di Leonida sarebbero ancora lì a turare il passaggio delle Termopili con le natiche. I falchi saranno sempre intransigenti, le colombe sempre portate al dialogo, quelli in mezzo sempre pronti a capire un attimo prima degli altri dove sia la maggioranza.

Che il M5S sia una grande risorsa politica e sociale e che sia un peccato che si butti l'occasione di fare riforme e che potrebbero essere il più efficace "cane da guardia" della democrazia dal basso e della legalità se non fossero appiattiti su Grillo e bla bla bla e bla, oramai lo sappiamo tutti e lo sanno anche le colombe interne al M5S.

Un appello al M5S porta visite che però sono effimere, perché poi si entra in un vortice, si prende il vizio e non si riesce a smettere. Ci sono blogger che comprano appelli da spacciatori copywriter.
Sicuramente a breve qualcuno avrà l'idea di programmare un generatore automatico online di appelli al M5S.

Di questo passo, gli appelli al M5S diventeranno i sostituti ufficiali di gattini e tette nella fuffah di Internet.

Quindi vorrei contribuire al dibattito politico linkando un video di gattini.
Mi piacciono un sacco, questi gattini cuccioli, perché il dito non indica un cazzo e loro guardano il dito.

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Grillo e il software misterioso antani

Da professionista dell'informatica che si è occupato (anche) di sicurezza, uno dei video* pubblicati da Grillo ha acceso la mia curiosità.

Il video è questo:

Per comodità, ho completamente sbobinato il testo. Lo incollo qui:

Sto leggendo un po', ma siamo abbastanza messi bene, voglio dire, però adesso stiamo mettendo a punto un algoritmo, che è l'svg4 di out e crowd sourcing in modo che si possano intensificare e intersecare tutti i dati mondiali delle banche e delle dichiarazioni fiscali.
In modo che questa gente non è che adesso dice "adesso vado via do le dimissioni e basta", devono restituire quello che hanno preso, quindi si fa un'intersecazione con questo algoritmo che, vi ripeto, è un cross checking in modo da vedere il loro 740 all'inizio, il 740 di oggi, decurtata, con questo algoritmo che lo fa automaticamente, uno stipendio di 1200 euro al mese, quello che rimane verrà restituito.
Si porranno dei sequestri, come i mafiosi, coi mafiosi ci siamo riusciti ma questi sono leggermente peggio, quindi bisognerà, oltre all'outsourcing fare un crownd outsourcing che sarebbe quello di una valutazione immediata dei beni patrimoniali residenti sia in italia che all'estero.
Quando avremo il capitale, i passaporti verranno requisiti di nuovo con, abbiamo un check meraviglioso che mette in relazione tutti i dati anagrafici, quindi avremo tutti i documenti dei passaporti che saranno ritirati, e quando avremo sotto controllo la situazione e i beni patrimoniali restituiti al popolo italiano, loro potranno uscire, anzi, sarà doveroso mandarli via da questo paese, che non ritornino più.
Comunque ora vedo un po' come va l'SVG4, stiamo già facendo, intersecando i dati di banca, dove sono gli scudi fiscali, ci sono nomi, cognomi, c'è tutto, quando emtteremo tutto online, con un programmino che stiamo facendo coi migliori tecnici, stiamo già convergendo sugli ufficiali giudiziari migliori che abbiamo, le forze di polizia, con un zip war airganon, lo zip war airganon è questo software che ci garantirà sia l'anonimato che la presenza dell'ufficiale giudiziario nel posto giusto al momento giusto.
Per ora è tutto vi terremo informati, grazie.

Non voglio esprimere giudizi sulla cosa. Da informatico chiedo aiuto sui seguenti punti:

– Cos'è SVG4 (o SWG4)?

– Cosa vuol dire che è un "algoritmo di out e crowd sourcing"?

– Cosa vuol dire "quindi bisognerà, oltre all'outsourcing fare un crownd outsourcing"?

– Cos'è uno zip war airganon?

– Cosa vuol dire che lo zip war airganon "ci garantirà sia l'anonimato che la presenza dell'ufficiale giudiziario nel posto giusto al momento giusto"?

– Che relazione c'è tra un algoritmo "SVG4" (o SWG4) e ufficiali giudiziari e forze di polizia?

– Un software in grado di incrociare dati bancari mondiali in tempo reale, senza chiedere autorizzazioni agli istituti e alle giustizie estere. Dove posso scaricarlo?

– In cosa consiste il "cross checking meraviglioso" che consente di avere "tutti i documenti dei passaporti"?

Infine, quando sta per terminare il video, Grillo mostra lo schermo, ma il video sfuma. Per cercare di capire ho fotografato lo schermo e ingrandito l'immagine, ma a parte un desktop android, non mi pare di scorgere qualcosa.

Grillo e il software misterioso antani

Ecco, mi piacerebbe che qualche collega informatico mi aiutasse a dipanare questi dubbi.

Perché, nonostante i miei 15 anni di carriera alcuni dei quali anche ad alto livello tecnico, attualmente non scovo differenze tra questo video e il prossimo.

*N.B.: all'inizio avevo scritto "uno degli ultimi video" perché quando si pescano cose di Grillo, spesso, si prendono video di secoli fa e ci si costruiscono critiche. Quindi intendevo uno dei più recenti in senso assoluto, ma era ambigua, e ho corretto. Il video è di un anno fa, quando lo Tsunami era già partito. Le domande, però, seriamente, restano, visto che a quanto pare, in un anno, non le ha ancora fatte nessuno.

P.s.: Se volete, le somme del ragionamento che sta alla base di questo post, le ho scritte 24 ore dopo e le trovate QUI.

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Lo statuto

A volte la mia mente ha dei problemi. Cerco di andare oltre quello che leggo e mi ritrovo in rebus più grossi di quelli che provo a risolvere.

Tutto nasce dalla lettura di questo mirabolante scoop dell'Huffington Post, che ha scovato lo Statuto del Movimento 5 Stelle. Io ho letto e ho pensato: 'sta cosa di voler dire che il M5S NON è un partito, perché oramai per enciclica grilliana la parola "partito" è diventata solo un sinonimo di "cacca merda pupù gne gne", è un problema solo degli attivisti più impregnati di fede, perché io personalmente non capisco dove sia la differenza tra "movimento" e "partito".
Però è un tema molto sentito, se è vero che la pagina di discussione di Wikipedia riguardante la voce "Movimento 5 Stelle" è piena di fuffa con gente che litiga perché "non è un partito!" e quindi Wikipedia deve togliere quella dicitura e i gestori che dicono "vabbeh, ma alla fine, che problema c'è?", a parte quelli dialettici.

Dico sul serio: ogni tanto leggete le pagine di discussione di Wiki, perché sono teatralmente molto più interessanti delle voci "enciclopediche".

Comunque sia, io non voglio stare a sindacare su quanto o quanto poco sia "partito" il M5S, perché, diciamocelo: chi se ne frega.

E aggiungiamo: che palle.

In ogni caso, l'Huffington italiano, il sito di informazione con la grafica più disturbante della galassia (solo perché Dagospia è in un'altra categoria, quella delle pagine lisergiche, altrimenti arrivava secondo), ha fatto questo scoop, roba che Bob Woodward si sta ancora pisciando addosso per l'emozione, dove si documenta l'esistenza di uno statuto vero e proprio, che quindi il non-statuto è carta da culo e il Movimento 5 Stelle non è una non-associazione con un non-presidente e un non-leader politico, ma un partito con tutti gli ammennicoli in regola.

Vabbeh, ditemi qualcosa che non so. Ma leggiamo lo stesso, magari salta fuori qualcosa di interessante. A un dato punto c'è un estratto del contenuto di questo statuto:

L'obiettivo del movimento, si dice, "è la convivenza armoniosa tra gli uomini, attraverso lo sviluppo del talento e delle capacità personali dell’individuo, che deve trovare piena possibilità di cogliere tutte le opportunità realizzabili all’interno della società civile, nel rispetto delle regole istituite dallo Stato nella sua fondazione."

Hum.

A me non suona nuovo. Non so perché. Allora faccio una cosa. Prendo questa frase che ho riportato tra virgolette, e la incollo, virgolette comprese, nella ricerca di Google.

All'inizio compaiono una serie di link che rimandano tutti allo stesso articolo o che riportano la stessa notizia.

Allora mi dico: mettiamo delle date. Perché in Google si può anche cercare per data, e metto un range di date non sospetto: signor G, cercami questa frase in pagine che vanno dal 1/1/2006 al 31/12/2012.

Ecco dove l'avevo già letto.

Nel sito del Partito Democratico. Ma attenzione! Non è il PD che pensate voi. E' un ALTRO partito democratico, che nacque anni fa e che non si è mai presentato a nessuna elezione e fondato da un tale Marco Fuccello. La pagina, grazie a Web Archive, ho scoperto che risale al 2 giugno 2007.

Poi però trovo la stessa frase anche in un documento di una sezione locale del PD quello "vero" (almeno credo, si titola Partito Democratico di Cervia), datato 31 marzo 2008, qui.

E ancora in una misteriosa pagina, datata 4 settembre 2012, che riporta un post di un Gruppo Facebook che credo sia stato rimosso, e che si chiamava "G.A.I.A – Grande Alleanza Italiani Anticasta", un documento firmato da un certo Enzo Grillo che pare essere un esponente locale di un altro partito ancora, il Movimento Progressisti Italiani.

Ora, io non so molto di come si faccia un partito. Ho partecipato alla fondazione di un paio di Associazioni, ma avevano intenti molto più umili e "tangibili" che il miglioramento del genere umano, quindi quella frase nello standard dello statuto presentatoci dal commercialista, non c'era.

La mia domanda, alla quale non riesco a rispondere, è: esiste un fac-simile di statuto per partiti che includa certe frasi, oppure siamo di fronte a un copia incolla di un testo che può andare bene su tutto, anche su una giacchetta beige?

Di fronte a questi dubbi mi chiedo sempre: cosa avrebbe fatto Giacobbo?
Perché lui certo avrebbe trovato un filo rosso che, come insegna il buon Davide la Rosa, ci avrebbe portato diretti a Rennes-le-Château, risolvendo l'enigma e, nel tempo che avanzava, trovando il Graal.

Chissà, magari il popolo del webbe dupuntozzero potrà aiutarmi.

Non dico in generale. Intendo per questa cosa.

Per quanto riguarda il mio stato di salute mentale generale, so benissimo che non c'è speranza.

Ciriciao gente!

Lo statuto
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Ho finito il Diazepam e ho capito Grillo

Pre Scriptum: come articolo mi è venuto lunghetto, quindi a chi non sopporta di leggere più di dieci righe, dico subito: il blog di Flavia Vento è QUI. Ella ha il dono della sintesi. Divertiti.

Il pezzo comincia dopo questa riga.

E' da un po' di giorni che ci penso.

La mia passione nel cercare di spiegare le cose scientificamente è stata messa a dura prova dal rincorrersi di tutte gli avvenimenti politici, impazziti dall'inserimento di questa variabile sconosciuta che è Grillo.

Non parlerò del M5S perché attualmente non ci sono elementi sufficienti per farlo: i parlamentari eletti sono dietro questo grosso megafono/parafulmine/portavoce e parlerò di loro quando faranno qualcosa di misurabile e quando questa Democrazia Diretta verrà messa davvero alla prova (attualmente per "diretta" pare pù che si intenda il fatto di mandare ed essere mandati affanculo senza giri di parole).

Sì ho sentito anche io le boiate sul microchip e sul fascismo-WOW, ma quelle sono esternazioni imbecilli, e ogni partito, da sempre, ha le sue esternazioni imbecilli ad opera di personaggi simpatici e caratteristici.
Concentrarsi su quelle vuol dire perdere di vista la complessissima equazione globale.

Mi sono venute in mente due cose, apparentemente non collegate tra di loro: la teoria M e Andy Kaufman.

Andy Kaufman, per chi non lo conoscesse, è quel comico narrato da una canzone dei REM e da un omonimo film: Man on the Moon. Fu un personaggio provocatorio e profondamente innovativo, contemporaneo di Belushi e morto di cancro giovanissimo.

La Teoria M, invece, è (secondo molti fisici teorici) la principale candidata a diventare la Teoria del Tutto, quella in grado di unificare leggi e teorie e spiegare davvero il nostro Universo.

Due punti di partenza molto distanti, lo riconosco, ma ho una mente tutta incasinata e anche traumatizzata, quindi cercherò di allineare tutte le pedine.
Abbiate pazienza.

Seguire Grillo, appare sinceramente impossibile: esternazioni e smentite, accuse alla stampa, affanculi e moriammazzati qui e là, tutte cose, queste, che "ci stanno" anche nella politica classica, ma con una velocità e una sfuggevolezza finora sconosciute.

Effettivamente nessuno ci ha capito niente, tra i commentatori politici e tra i politici stessi, tra i blogger, tra gli utenti dei social.
Anche gli attivisti nelle discussioni dicono: "Non avete capito gnente!!!!! 1111!!undici!!!" e lo dicono con una certa soddisfazione, avendo anche ragione, perché è vero.
Tralasciamo il fatto che quelli con i quali mi sono seduto e ai quali ho detto: "Ok, spiegami", mi hanno mediamente risposto: "Vedrai".
E potrei anche fidarmi, ma ho proprio questa testa incasinata e pasticciona che cerca di spiegarsi le cose, quindi tu puoi anche dirmi "fìdati", ma io, non è per cattiveria o malafede, poi ci penso lo stesso, quindi cerco di capire da solo.
Magari sbagliando, eh.
Ma chi non fa non sbaglia, diceva mio nonno. O l'idraulico di mio nonno dopo l'allagamento della cucina, non ricordo.

Quindi, in sostanza, cerchi di valutare Grillo all'interno di un sistema di riferimento "politico" e non ci capisci nulla, perché ci sono troppe cose che non quadrano.

Facciamo un salto ora dalle parti dei fisici teorici e prendiamo ad esempio la Teoria delle Stringhe. Questi giocherelloni è da tempo che provano a conciliare teorie giuste, se applicate a un certo ambito, ma che poi cozzano se usate per spiegare altri ambiti. Lo sto dicendo in modo proprio terra-terra, perché la questione è molto più complessa di così, non me ne vogliano i più sofisticati. Perché quello che mi preme ricordare, è che a un certo punto si pensò di essere arrivati vicinissimi a una soluzione con questa Teoria delle Stringhe, solo che poi i fisici teorici fecero quello che amano fare di più, e cioè mettere in dubbio quello che pensano, e magicamente vennero fuori più declinazioni della Teorie delle Stringhe. In breve, come succede per le religioni, si crearono degli scismi e l'ipotesi perse forza. Non ci possono essere punti di vista così diversi e distanti, non funziona.
Fino a che un giorno ci fu un tizio che probabilmente usava erba migliore di tutti e disse: fermi, avete tutti ragione e non ce l'ha nessuno, perché mi è bastato guardare le cose da un altro punto di vista e mi sono accorto che ognuno di voi sta suonando una nota e solo quella, mentre mettendole insieme vi faccio sentire che accordo bellissimo viene fuori. Questo signore era Edward Witten, suonò l'accordo di fronte a una platea di fisici teorici e questi ci rimasero discretamente di merda.
Da lì nacque la Teoria M (non so se la M derivi dal fatto che ci rimasero tutti di merda) che rinfocolò le speranze di una dimostrazione di come funzioni il Tutto.

Tutto questo papiro per dire: a un certo punto mi sono scordato che quando non capisco qualcosa, persa per persa tanto vale buttare via tutti i ragionamenti e guardarli da un'altra posizione.
Sì, ma qual è questa posizione?

Ecco che entra in gioco il compianto Andy Kaufman.
Andy era un vero comico rivoluzionario, di quelli che o li odi o li ami. Anzi, è ingiusto dire che fosse un comico, perché la sua vita stessa era un'opera d'arte. E' stato talmente avanti e potente, che molti credono che non sia veramente morto. Un po' come altri giganti artisti rivoluzionari: Elvis, per citarne uno, ma ce ne sono altri.
Quando un artista è completamente indistinguibile dalla sua arte, allora diventa un mistero e una leggenda, e come leggenda può essere tutto: anche vivo nonostante la morte.
Andy Kaufman aveva solo un'esigenza: stupire continuamente, creare scherzi e giochi sempre più spinti, sempre più verosimili e non gli importava nulla né di perdere contratti, né di essere odiato.
Architettò imprese comiche epiche e dai suoi contemporanei non venne capito, spesso odiato, costretto a chidere scuse pubbliche in TV in prima serata, emarginato, ma anche con un seguito che lo amava follemente.

Pensando ad Andy ho cambiato sistema di riferimento, ho abbandonato il ragionamento "politico" e mi sono messo a guardare Grillo da un punto di vista "teatrale", quello che poi è il suo vero campo, e tanti tasselli hanno cominciato a mettersi nel punto giusto, almeno nella mia mente incasinata, quindi potrebbe anche essere che siano nel punto assolutamente più sbagliato.

Prendiamo Berlusconi: anche lui è un istrione, come tutti i venditori. Anche lui trolla, scherza, si incazza, fa incazzare, provoca.
Ma c'è una fine, ai suoi giochi, perché Berlusconi ha un interesse "tangibile": la salvaguardia delle sue aziende, del suo patrimonio, della sua fedina penale. Quindi, alla fine, anche guardandolo con il filtro del ragionamento "politico", quadra, perché poi al netto di tutte le sue casinerìe mediatiche, fa cose politiche: leggi ad personam pessime e disgustose, nella fattispecie. Anche l'istrione finora più istrione che abbiamo avuto, a un certo punto ha avuto il suo interesse da soddisfare.

Quale è l'interesse di Grillo? Il Bene della Nazione? No, se ammettessimo che sia così, rientrerebbe nel modello politico, e abbiamo visto che così non funziona: perché nel modello politico, a un certo punto, ti fermi e soddisfi un'esigenza, che sia tua o di molti o di pochi. 
Fai buona o cattiva poltica, ma la fai. Invece Grillo non fa politica.
Politica è dismettere a un certo punto la casacca da campagna elettorale, e cominciare a discutere, emendare, decidere, governare o fare opposizione.
Grillo è inarrestabile.
Perché il suo interesse non è "tangible".
Non metto in dubbio l'onestà "umana" di Grillo, ma dobbiamo considerare una cosa: è un attore. E' un artista. Si è trovato per le mani l'occasione di fare il Più Grande Spettacolo del Mondo, e lo sta facendo.
Quello con più comparse (noi tutti, che siamo attivisti o meno, che siamo politici o meno) e con più possiblità di rimanere nella Storia.

Se analizzi tutto quello che Grillo dice e fa da un punto di vista politico, molte cose non quadrano, e ci impazzisci.

Se lo analizzi da un punto di vista teatrale, ecco che tutto quadra.

Probabilmente mi sto sbagliando, ma è una Teoria. La Scienza mi piace più della religione perché tutto è sempre una Teoria, finché non viene dimostrata.
E lo scienziato gode sia della dimostrazione di una teoria, sia di una sua sconfessione, mentre il fedele, l'ultras calcistico o quello politico, si incazzano sempre di fronte al dubbio.

Quindi ho dubbi e non pretendo di avere ragione, ma almeno ho una teoria dove le cose, per ora, girano, a differenza di prima.

Sorrido. Non è un sorriso sereno, eh? C'è sempre di mezzo l'Italia e il nostro futuro, quindi più che un sorriso è la risata di un folle sull'orlo dell'abisso.

Stiamo andando a schiantarci fortissimo, ma lo stiamo facendo in modo divertente, mica come i Greci, che si schiantano incazzati. Ma lì è anche per via della lingua, noi che abbiamo fatto il Classico lo sappiamo: ai tempi facevamo una media di un'ora al giorno di greco e già ci venivano le emorroidi al cervello, pensate i Greci che fanno greco tutta la vita!

Bon, ora vado in farmacia che ho finito il Diazepam.

Ciriciao gente!

Ho finito il Diazepam e ho capito Grillo
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#Cinegiornale: il Portavoce Maximo

#Cinegiornale: il Portavoce Maximo

Ecco il nostro Portavoce, che s'appresta a domare i flutti del virgiliano canale delle due Sicilie.

Il muscolo oratorio cede il passo al deltoide e al trapezio, movimentatamente allenati al fin di toccare la sicula sponda e con essa l'animo della trinacria.

Eccolo mentre nelle più chete acque dell'impianto natatorio di Nervi esegue lo stile del leviatano con volitiva bracciata e fiero sprezzo dell'anagrafe, che lo vorrebbe invero a curare orti e rimirar cantieri.

Grande plauso dei suoi, che parimenti si gettano stolidi e fieri tra le scure onde accioché sia limpido l'esempio del Portavoce Maximo.

Eccolo che sorride al nostro cineoperatore, parendo augurarvi la buona visione nel vostro cinematografo.

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