Categoria: la tampa

Professione: Cane da reporter – Una giornata in Parlamento

da La Tampa di questo mese.

Durante la crisi di Governo, abbiamo passato una giornata in Parlamento per osservare i politici nel loro habitat naturale.
Mi sono recato insieme al mio macellaio, che è anche la mia troupe, prima al Senato e quindi alla Camera.
Non appena entrati a Palazzo Madama, notiamo subito una discussione tra due tavoli. Uno è un classico tavolo di anziani che giocano a Bestia con carte da ramino. L'altro un tavolo di anziani ma vestiti più sportivi, giocano a sudoku su un tablet.
L'oggetto della discussione è un progetto di legge appena arrivato dal Governo. Essendo un progetto e quindi essendo assimilabile a un cantiere, gli anziani del tavolo classico discutono con le mani dietro la schiena e dicono cose tipo:
– Io quella colonna portante legislativa l'avrei fatta un po' più a destra
– Secondo me le fondamenta costituzionali sono troppo poco profonde
– Eh sì, poi borla giù tutto, ai miei tempi li facevamo meglio
Dal tavolo accanto di anziani più alla moda, vengono parole di scherno e teneri tentativi di apparire più giovani.
– Vi ostinate a leggere quell'antiquato documento cartaceo, non ne avete una versione digitale da cliccarci via ìmeils?
– Probabilmente sanno fare solo i PDmenoF
E tutti giù a ridere, ma ridono stando seri, guardandosi e pronunciando:
– LOL
Dopodiché postano la battuta sul profilo Facebook di Crimi.
– Mipiaciatemi
– ROTFLOL scusate ero ancora carico di ilarità e giovinezza web.
Ovviamente gli anziani vecchi ci rimangono male e per dimostrare che non sono da meno sfidano i giovani anziani a cinque stelle a una gara di nipoti da combattimento. Gara che finirà tristemente pari perché entrambi i gruppi hanno nipoti piazzati qui e là, ma che una volta sistemati hanno cominciato a non rispondere più al telefono.
Togliamo il disturbo perché comincia a spuntare qualche lacrima, sulle gote dei senatori e poche cose sono tristi come un anziano che piange.
Lo scenario a Montecitorio cambia drasticamente rispetto al Senato.
Appena entrati, notiamo sulla destra una vasca piena di pallette colorate dove nuotano i parlamentari più giovani, che in questa legislatura abbondano.
In realtà hanno uno sguardo di terrore e alcuni sembrano dire col labiale cose come "aiuto" e "liberateci", ma nessuno dà loro ascolto, tranne Civati che però viene spesso distratto dal fatto che è un nerd e sta vivendo con l'immaginazione una saga Fantasy dal titolo "Cambiamo il PD e vomitiamo arcobaleni".
Fuori dall'aula ci sono di Battista del M5S e la Boldrini che litigano duro.
– Cioè, prof, lei fa le preferenze e mi mette le note sul registro perché le sto antipatico
– Sei intelligente ma non ti applichi, Alessandro.
– Vebeh allora alla prossima assemblea propongo l'autogestione.
Quando la Boldrini se ne va incazzata, di Battista con la chiave dello scooter elettrico incide su una porta "fuck da system" e poi si chiude nel cesso ad ascoltare sull'iPod "18 and life" degli Skid Row in segno di ribellione vintage. Tagga la canzone su Facebook con Shazam e in dodici secondi riceve dodicimila "mipiace"..
Incrociamo due belle donne, vestite in tailleur e accompagnate da un elegante signore. Ci avvicinano e dicono, porgendo degli opuscoli intitolati "Torre di Guardia delle libertà":
– Perdonate, potremmo parlarvi cinque minuti di Silvio?
Al nostro rifiuto ci lasciano un altro opuscolo che inizia con una citazione letteraria:
"Dio, perché muoiono i pederasti?" (Charles Manson)
In un corridoio vediamo dei leghisti che corrono dietro a una lucetta a forma di Kyenge, come gattini scimuniti. Ad agitare la lucetta è Formigoni, che ride e filma il tutto perché poi vuole postarlo su Youtube. Appena ci vede ci offre una magnum di Champagne al bar di Montecitorio, il commesso alla cassa gli fa uno scontrino da 12mila euro che lui prende, accortoccia e butta via dicendo: "scontrini di merda, anzi, ora svuoto il portafogli che è pieno di cartaccia".
Siamo oramai completamente ubriachi, tant'è che veniamo scambiati per parlamentari veri e invitati a votare in Commissione Economia e Finanze. Proponiamo un emendamento per scaricare dalle tasse i brufoli, sosteniamo la cosa dicendo che questo incentiverà l'assunzione di giovanissimi nelle aziende e contemporaneamente l'industria del cioccolato.
Passa di lì Letta che commenta: "Geniale, è la cosa più intelligente che abbia mai sentito in più di vent'anni di politica".
Usciamo e in corridoio c'è un odore fortissimo di cannabinoide arso.
Alcool e droghe naturali inalate per via respiratoria ci annebbiano totalmente la coscienza, sicché riceviamo ufficialmente l'invito a restare, è tutto così bello e divertente.
Ci viene assegnato quindi un gruppo parlamentare e un alloggio. Ma sarà triste il risveglio, dopo i bagordi notturni: io e il mio macellaio ci svegliamo con evidenti orecchie da asino sul nostro capo. Stiamo mutando in animali da soma.
– Dobbiamo andare via! Guarda, ho la coda!
Ma il mio Macellaio è totalmente assuefatto, oramai, e decide di restare nelle stanze del potere, anche se a quattro zampe.
Al che fuggo veloce da questo ingannevole Paese dei Balocchi, e fortunatamente incontro Civati vestito da Fata Turchina che, dietro la promessa di non cercare mai più la via facile e lasciva, con la sua bacchetta magica mi trasforma in un bambino vero.
Nella scena successiva corro verso una sega circolare che si staglia sul tramonto, gridando "Babbo, babbino! Sono vero! Sono vero!" e, in un tripudio di sangue e merda in controluce, decedo di morte.

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