Categoria: M5S

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

Grazie a un anonimo attivista M5S di Codroipo, coinvolto nel progetto di riorgranizzazione e di riprogrammazione del Sistema Operativo del Movimento 5 Stelle, siamo venuti in possesso di immagini esclusive.

Le più grandi critiche al M5S, da parte della Rete, sono sempre state indirizzate agli strumenti online: una forza politica che si riprometta di realizzare la Democrazia Online – questa l'accusa – non può permettersi di avere strumenti informaticamente obsoleti, poco usabili e spesso non al passo coi tempi. Sul banco degli imputati, per questo, lui, il "guru" informatico del M5S, Casaleggio, che con la sua Casaleggio Associati si occupa proprio di comunicazione in Rete. Troppa dipendenza dal sito del Portavoce Beppe Grillo, frequenti crash, un sistema di commenti non sempre efficiente e un forum poco ordinato.

Ma tutto questo sembra destinato a finire.
A giudicare dalle schermate che abbiamo visto e che pubblichiamo in esclusiva, il M5S si candida a diventare la presenza in Rete più all'avanguardia del mondo.
Una grafica coinvolgente, ispirata, modernissima e funzionale a partire dalla login.

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

Il sistema avrà uno strumento di discussione e votazione delle proposte assolutamente meraviglioso, veloce, accattivante e che stimolerà la discussione tra attivisti, con la possibilità di confrontarsi in tempo reale con i parlamentari.

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

E a proposito di interazione con i Parlamentari, non sappiamo ancora se sia una cosa definitiva oppure no, ma pare che ci sarà uno strumento per sapere sempre dove sono i Cittadini Portavoce eletti dal popolo, durante l'orario di lavoro. Insomma, basta con gli assenteisti in Parlamento?

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

"Per aumentare la sicurezza, tutto il sistema verrà programmato in un linguaggio di programmazione di altissimo livello, Malbolge, collegato a un database NoSQL solido come OrientDB. Praticamente inattaccabile.", ci spiega la nostra fonte.
Ovviamente, tutte risorse opensource.

Il rilascio definitivo è tenuto in caldo per i giorni immediatamente precedenti alle votazioni Europee, e potrebbe essere lo strumento definitivo che proietterà il M5S anche sui monitor dei più scettici.

 

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Mio nipote mi fa il sito per 50 euro. Lettera aperta ai 5 Stelle di Rieti.

Mio nipote mi fa il sito per 50 euro. Lettera aperta ai 5 Stelle di Rieti.

Caro Movimento 5 Stelle di Rieti. Volevo raccontarvi questo aneddoto per poi parlare di una vostra iniziativa, che considero, sinceramente, offensiva nei confronti di chi lavori nel campo Web.

Andai a trovare un'azienda che mi aveva cercato, perché qualcuno aveva parlato bene di me. Volevano un bel sito. Di fronte alla mia analisi e al mio preventivo, il titolare mi rispose con quella frase che vedete nel titolo: "Mio nipote mi ha detto che con 50 euro me lo fa".

"E allora fattelo fare da tuo nipote."

Ho risposto così, giuro, a quel potenziale cliente. E me ne sono andato. E' una scena che molti hanno vissuto, in questa professione di webcosi che ci trasciniamo dietro da una ventina d'anni. Personalmente, ho rinunciato da anni allo sviluppo web e mi sono dedicato ai gestionali perché in Italia l'informazione che si è diffusa è che sviluppare un sito o gestire una community, fare un logo o la grafica coordinata su web, siano cose alla portata di tutti.

Tecnicamente lo sono. Come è alla portata di tutti saldare due pezzi di ferro. Il problema è: riesci a saldarli senza compromettere la struttura?

Non invidio, quindi, la professionista che ha avuto il mandato di gestire la fanpage e l'immagine coordinata del progetto Eurieti, quando si è trovata a leggere il vostro comunicato, del quale riporto alcuni passi

Apprendiamo che con determina n. 709, dell’ 11.04 2013, il Comune di Rieti ha tra le sue priorità quella di aprire un profilo Facebook per il progetto denominato “EuRieti”, per la promozione in tutto il mondo della Città di Rieti.

Ovviamente non è questo che ci meraviglia, anzi, condividiamo l’iniziativa, ma restiamo perplessi di quanto si arrivi a spendere per realizzare il logo e gestire questo profilo, affidato per la modica somma di € 3.550,00 iva inclusa, da maggio a dicembre, ad una professionista dei social network, Enrica Gissi, con sede a Bologna.

Pensiamo sia chiaro quanto sia facile saper utilizzare un profilo sul social network Facebook ed è per questo che troviamo assolutamente ingiustificata la spesa per l’incarico assegnato.

http://www.frontierarieti.com/wordpress/i-grilli-parlanti-sindaco-questa-potevi-davvero-risparmiartela/

Da maggio a dicembre, sono otto mesi.
3550 euro LORDI, vuol dire che la professionista fattura, per il suo servizio, 443,75 euro LORDE, e cioè 366,74 al mese + IVA, netto dal quale poi vanno tolti gli altri contributi. E' facile calcolare che a questa persona, puliti in tasca, resteranno circa 150 euro al mese.

La cosa davvero indecente, di quel comunicato, è la frase, "Pensiamo sia chiaro quanto sia facile saper utilizzare un profilo sul social network Facebook ed è per questo che troviamo assolutamente ingiustificata la spesa per l’incarico assegnato."

Poco più sotto, con piglio da grandi giornalisti d'inchiesta, scrivono anche una chicca.

Sarà un caso, ma della professionista sembra che il Sindaco si fidi molto, visto che la stessa è stata incaricata come “responsabile della Comunicazione delle elezioni amministrative 2012 dall’Ottobre 2011 al Maggio 2012, dalle primarie al ballottaggio fino alla vittoria del candidato di SEL Simone Petrangeli “ (si legge nel profilo di Enrica Gissi http://www.linkedin.com/in/egcopy).

Beh, sarà un caso, ma se la persona in questione si è occupata della comunicazione di un candidato, e questo candidato ha vinto, sicuramente il merito non è tutto suo, ma vuol dire che la sua parte l'ha fatta bene, e che quindi, per lo meno, non sta millantando crediti nel presentarsi come una professionista.

L'atteggiamento "La Rete è alla portata di tutti, quindi tutti possono fare tutto gratis", è non solo falso, ma squalificante per chiunque cerchi di campare fornendo servizi online.

La mia piccola esperienza nel campo informatico e Internet, cominciata 20 anni fa circa, mi fa dire con assoluta certezza che se avessero proposto a me un lavoro del genere, avrei detto: mi spiace, ma è troppo poco. Perché so esattamente di quanto lavoro stiamo parlando, se si voglia fare le cose per bene.

Sono tutti bravi a criticare le fatture degli altri, certo. Ma bisogna ragionare, prima di farlo.

"Pensiamo sia chiaro quanto sia facile saper utilizzare un profilo sul social network".

Beh, 5 Stelle, vi do una notizia: pensate di conoscere, ma non sapete nulla. Innanzitutto chiunque vi può confermare che la gestione professionale di una fanpage implica diverse ore di lavoro al giorno, e se a queste uniamo la coordinazione dell'immagine, il prezzo pagato diventa assolutamente fuori mercato, ma al ribasso. Ve lo dimostro.

Prendiamo quel netto che arriva alla professionista alla fine di tutto.

Anzi, alziamolo, diciamo che a torta finita, la consulente si mette in tasca 200 euro al mese puliti (fantascienza, come sa benissimo chi abbia almeno una partita iva). Diciamo che alla fanpage ci dedichi 3 ore al giorno. Mi pare accettabile, forse anche un po' poco. Diciamo che se ne occupi solo nei giorni lavorativi e che questi giorni durino 8 ore. I giorni lavorativi in un mese sono, mediamente, 20.

Il risultato è che gli euro "puliti" al giorno diventano 10, e all'ora 1,25, se lavorasse solo alla fanpage. Se ci lavorasse 3 ore al giorno il suo guadagno orario salirebbe a 3,33.

Ecco perché, personalmente, non accetto più alcun lavoro su Web, ma dedico i miei sforzi ad altro. Perché si guadagna di più a fare le pulizie negli uffici. O a portare a spasso i cani di chi non ha tempo. Senza nulla togliere alla dignità di chi fa questi lavori. Anzi, c'è una lungimiranza maggiore in chi fa pulizie o nei dog-sitter che in chi si mette a lavorare su web e poi si deve anche sorbire le critiche pretestuose di chi di web non capisce evidentemente nulla.

Volete fare la politica senza soldi? Fatela.

Ma non pretendete che tutti facciano tutto senza soldi.

Siete nel pieno diritto, ci mancherebbe, di chiedere alla vostra amministrazione se la spesa sia giusto farla, ma prima di criticare un professionista e il suo curriculum, sbelinandolo in pubblica piazza, informatevi e fatevi quattro conti su quale sia il mercato. Se poi considerate che fare una fanpage su quell'iniziativa non sia una priorità, è un altro discorso e non è giusto che tiriate dentro nella vostra polemica il tariffario (più che onesto) di una persona che lavora.

Con poca stima vi saluto.

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Gli Hacker del PD e la mercificazione decadente di un termine nobile

Gli Hacker del PD e la mercificazione decadente di un termine nobile

Quando quindici anni fa nei canali di discussione tra informatici ne avevamo le palle piene di come venisse usato il termine "hacker", non potevamo minimamente immaginare il punto al quale saremmo arrivati.

Oramai è diventato un termine commerciale, senza alcuna nobiltà, preso, accartocciato, stiracchiato e servito come pseudo-informazione dalla tv ai social.

La vicenda demenziale degli Hacker del PD ne è l'emblema. Innanzitutto, che ci sia stata o no una violazione, non è questo il punto. Ogni giornalista che si affacci su un argomento così complesso, dovrebbe chiedere a chi se ne intende di più e poi porre (e porsi) le domande corrette.

Ecco quali sono le prime cose che mi vengono in mente:

– E' plausibile che un gruppo si definisca "Hacker del PartitoX", quando storicamente gli hacker, e per definizione, sono anarchici?

– I link che il gruppo pubblica per il download dei file, sono su due sistemi quanto meno inconsueti: Skydrive di Microsoft (!!!) e un sito di file sharing zeppo di pubblicità e link ingannevoli. Non è singolare?

– Le rivendicazioni del gruppo sono un po' deboli, a fronte di un'operazione che invece sarebbe di altissimo livello e molto rischiosa (bucare server di vari provider mail, per mesi): la pubblicazione dei guadagni di Grillo e Casaleggio e del sito beppegrillopuntoit. Sappiamo tutti che Grillo è ricco e Casaleggio non se la passa male, così come sappiamo tutti che il sito di riferimento del M5S ospita molti banner e che il canale youtube ha decine di milioni di visualizzazioni, quindi ottimi guadagni. Che rivendicazione è?

– Un Hacker con la H maiuscola, farebbe, poi, rivendicazioni? No, se ha uno scopo che è quello di diffondere la conoscenza di qualcosa, lo fa e basta, e lo spiega, lo motiva.

– Un Hacker, dà in esclusiva una notizia a un giornale? Perché? Anzi, leggendo l'articolo de L'Espresso che per primo ha pubblicato la notizia, si deduce (potrebbe essere una deduzione sbagliata) che abbiano concesso l'intervista prima di rilasciare i file ("Ecco cosa ci hanno detto poco prima di rilasciare online la prima tranche di mail.").

– Se l'intento è venduto come etico e se l'obiettivo delle rivendicazioni sono Grillo e Casaleggio, perché concentrarsi sulle mail dei deputati e non su quelle di Grillo e Casaleggio?

Insomma, appare tutto sbagliato: le modalità, la comunicazione, le tempistiche e la presentazione. Quindi, cosa c'è davvero dietro questa operazione? Chi sono davvero questi signori, sicuramente abili nella tecnica ma con una direzione così strana?

Senza mettere in dubbio che il fatto sia avvenuto realmente, ci sono troppi aspetti che non quadrano e che messi in fila portano questa storia molto lontano da quello che è il mondo hacktivista e molto più vicino a un uso strumentale di un argomento che per sua natura non è potabile ai più.

La smentita di Anonymous che questo gruppo "anonpd" sia legato a loro, è arrivata celermente, ma i dubbi etici che si possano nutrire a riguardo, rimangono apertissimi.

Soprattutto si ha la sensazione che, tra presunti attacchi durante le votazioni online, violazioni di email e via dicendo, il tema "hacker" stia diventando uno strumento di distrazione politica.

Cosa che un hacker, sono sicuro, non permetterebbe né accetterebbe mai.

Gli Hacker del PD e la mercificazione decadente di un termine nobile
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L’Articolo 67 vale per tutti

Dopo la sconvolgente prova di non-forza da parte di una parte (mi correggo: della peggiore parte) del PD, urge ricordare una cosa, soprattutto a quella parte (mi correggo: a quella parte migliore) del PD formata anche da molti giovani parlamentari. Dopo aver perso l'occasione di indicare Rodotà ed esserselo fatto scippare da un Movimento che ce l'aveva come riserva della riserva, non perdiamo l'occasione di dimostrare cosa sia quell'articolo della Costituzione che durante l'elezione per la Presidenza del Senato abbiamo sbattuto in faccia ai grillini.

L'Articolo 67 vale per tutti

Si chiedeva solo una cosa al PD: non farsi indicare il nome dal PDL.

Avere il coraggio di dare un nome, non per forza Rodotà, visto che oltre al suo, anche in ambienti PD, da giorni giravano nomi come Prodi o Cassese.

C'era l'occasione di sembrare autorevoli e volti al cambiamento, senza neanche avere la paura di fare la figura di inseguire un Movimento che ancora deve imparare l'esercizio fondamentale dell'autocritica e che ora esulta quasi avessero inventato loro Rodotà.

Se c'è qualcuno, a questo punto, che può salvare la faccia del PD e forse il suo destino che appare spacciato, sono proprio quei parlamentari con la schiena dritta che decideranno secondo coscienza, faranno prevalere una scelta più voluta dalla base e dimostreranno che non ci sarà alcuna epurazione sponsorizzata da youtube, facendo vedere così che una dirigenza politicamente ritardata è un danno riparabile e soprattutto sostituibile, concetto che è alla base di chi sia davvero di sinistra.

Oppure ci toccherà constatare che si è tutti liberi con l'Articolo 67 degli altri?

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Gabanelli for President? Bello, ma…

Gabanelli for President? Bello, ma...

C'è qualcosa che mi piacerebbe dire, in proposito.

Andrea Scanzi (uno dei pochi giornalisti che possano muovere critiche al M5S senza essere accusati di essere troll), scriveva giustamente due giorni fa una cosa molto chiara, anche facilmente comprensibile: l'occasione di mettere in un angolo il lato oscuro del PD e far convergere i voti su un nome condiviso che sia impeccabile, c'è, è unica e non si ripresenterà: si chiama Rodotà.

Non che gli altri candidati siano da meno. Massima stima per tutti, per la Gabanelli, per Strada, per Fo, ma c'è un problema, con questi nomi: sono scelte infantili.

Sì, infantili. Perché una scelta che ha l'unico scopo di ostentare "purezza", fregandosene, a questo punto, di poter mettere davvero alle corde il PD, è una scelta che scopre il fianco a un miliardo di distinguo.

Domanda: Ma scusa, che distinguo si possono fare sulla Gabanelli?

Risposta: senza scomodare né complottismi, né macchine del fango, la critica più semplice e più "innocente" che nascerà, è che la Gabanelli è una splendida giornalista, una professionista con pochi eguali, ma che è un personaggio televisivo senza esperienza istituzionale, frutto di una scelta che premia la "deprofessionalizzazione a prescindere" figlia di questi tempi. Per spiegare meglio: il concetto "non ho mai fatto il politico quindi sono più puro, quindi più adatto", è un sillogismo che regge bene se ti eleggono sindaco o consigliere comunale, regge ancora, ma un po' meno, fino al livello regionale, comincia a scricchiolare quando si parla di parlamentari, crolla quando si parla delle prime tre cariche dello Stato. In sostanza, questa cosa, che umanamente sicuramente gratifica la Gabanelli, professionalmente la squalifica.
Lei stessa si dice "commossa, ma sopravvalutata".
Per semplificare ulteriormente: avranno gioco facile, i dalemiani, i renziani a controbattere che la Gabanelli è persona stimata ma non è un nome spendibile. Liquidando in poche parole un nome che non merita questo trattamento.

Avrebbero avuto, invece, serie difficoltà a motivare un "No" a Rodotà. Anche a Zagrebelsky, certo, ma ancora meno con Rodotà. Anzi, ci sarebbe stata molta sponda anche al di fuori del centrosinistra.

Ma purtroppo ho la sensazione che il termine (terribile e del quale oramai non se ne può più) "inciucio", abbia sostituito anche concetti più onorevoli, come "dialogo" o "migliore strategia". Il rovescio della medaglia del ragionamento impeccabile di Scanzi, per i più talebani tra i grillini, è che "se va bene anche agli altri, allora è inciucio".

Per ostentare purezza, quindi, ci si rifugia nell'utopia.

O, a pensar male, si usa l'utopia come "foglia di fico" per nascondere il fatto che l'opposizione è il vero obiettivo, perché all'opposizione si può continuare a ostentare purezza.(*)

Personalmente, da grande fan della Gabanelli, mi piange un po' il cuore vederla tirata dentro qualcosa che poteva essere una bella partita politica, ma che invece verrà percepita come un Reality.

(*) sarà molto utile, bibliograficamente parlando, ridare un'occhiata al Guzzanti che, tanti anni fa, imitava Bertinotti, canzonando la – storica – propensione all'opposizione dei rivoluzionari (da poltrona, allora. Da monitor, oggi).

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Wi-Fi gratuito con le antenne Rai e Unicorni che vomitano arcobaleni

Mi è stato segnalato un articolo di Linkiesta, e mi sono messo a leggerlo mentre vivevo un'avventura Fantasy, nella mia mente, in seguito all'assunzione professionale di un mix di Codeina e Adrenocromo.
Leggo un primo stralcio mentre nella Bottega del Mastro Ferraio sto trattando per comperare armi in grado di trasformare i Draghi in Sushi.

Mentre la base è alle prese con le votazioni online per il candidato presidente della Repubblica, c'è chi, nel Movimento 5 Stelle, si muove per una piccola grande rivoluzione web. Si tratta di Leonardo Metalli, inviato speciale del Tg1, amico di lunga data di Augusto Minzolini e, per alcuni anni, al seguito di Grillo, come cronista Rai: prima gli spettacoli e poi la successiva evoluzione politica. Oggi il giornalista è iscritto al Movimento 5 Stelle per il quale, tra l'altro, ha composto l'inno "L'Urlo della Rete".

Mentre uccido un Super-Chierico con la mia Ascia Bipenne USB, con un occhio continuo nella lettura, ma sento arrivare un tuono lontano. Che nemico sarà?

Metalli utilizza il blog del comico genovese per lanciare una proposta di legge che, nelle sue intenzioni, può ovviare al calo di popolarità dell'azienda: l'idea è creare una rete wifi gratuita che parta dalla Rai e serva l'Italia intera

[…]

«Si può fare – ci spiega il il giornalista – sfruttando la struttura Rai Way che distribuisce il segnale in tutta Italia tramite i 2.200 ponti di cui dispone». Dunque, la parte più costosa c'è già, dato che i ripetitori sono disseminati lungo lo Stivale e appartengono all'azienda radiotv

A questo punto nel mondo Fantasy si apre una crepa.
E' una sorta di buco nero.
E' la Realtà.
Con un urlo cerco di sfuggirle e mi rintano nel calesse di un allevatore di Cavallucci Marini da dressage che sta passando di là.

Ma in una pergamena c'è scritto un altro pezzo di articolo.

«Parlando con gli ingegneri e studiando i progetti, abbiamo appurato che si può far girare il wifi in tutta Italia»

Comincio a sudare. Una mano spunta dal nulla, mi afferra per un braccio. Cerco di seguirla, vedere dove va a finire la sua pelle grigia, e vedo che dietro il calesse nel quale mi sono rifugiato c'è un enorme tornado, che sta risucchiando tutto questo mondo. Cerco di aggrapparmi, ma tutto si sta dissolvendo.
Poi il colpo finale.

Il progetto, rilanciato da Oliviero Beha, sta facendo il giro del web

Su "sta facendo il giro del web" cedo di schianto, il mondo nel quale stavo vivendo si dissolve, torno alla realtà, quella grigia, noiosa.

Quindi intristito rileggo l'articolo, magari ho capito male, hai visto mai.

Eppure no, c'è scritto proprio che la proposta alla quale si sta dando credito, è che si possa creare una rete Wi-Fi, capace di coprire il territorio e di avere addirittura una banda sufficiente a fare non solo navigazione, ma anche Voip, sfruttando 2.200 ponti Rai.

MI strizzo gli occhi e rileggo anche la frase "la parte più costosa c'è già, dato che i ripetitori sono disseminati lungo lo Stivale".

Ma forse sto sognando ancora. Forse tutto questo non è reale davvero. D'altra parte ho avuto sogni nei sogni molto prima di Inception, per esempio quando oltre a Codeina e Adrenocromo, ci mischio anche il Diazepam e l'Olio 31.

Apro la mail e controllo.
No, non c'è nessuna missiva di corteggiamento da parte di Olivia Wilde, quindi sì, questa è la realtà vera.

E allora sono costretto a chiedermi:

Ma perché nessuno fa mai domande tecniche, quando è di fronte a queste notizie?

Perché nessuno chiede cose come:

– Ma di che protocollo parliamo? Wi-Max o HiperLan?
– Se Wi-Max, come la mettiamo con le distanze geografiche?
– Se HiperLan, invece, come garantisci visibilità a tutti?
– Perché dite che la parte più costosa è mettere l'antenna? E' un traliccio!
– Una volta che metti l'antenna, come strutturi il trasporto dati dall'antenna alla Rete vera e propria? Chi mette giù le fibre ottiche? Quanto costano? Quanti Km bisogna metterne?
– E una volta che hai connesso l'antenna alla Rete fisica, chi gestisce quel trasporto e i suoi costi?
– E l'Authentication?
– Che potenza deve avere una singola trasmittente, per poter coprire l'italia con sole 2200 antenne ed essere performante su navigazione e Voip? E il concetto che per la salute forse sia meglio piazzare tante piccole antenne di bassa potenza, invece che poche di potenza enorme, dove lo mettiamo?

Purtroppo non funziona che metti un traliccio (o ce l'hai già), ci piazzi un'antenna e magicamente l'area intorno, per km, è fornita di segnale puro, libero, potente e adeguato.
E' davvero molto più facile che Olivia Wilde mi corteggi via mail, nel mio mondo Fantasy popolato da Orchi transgender e da Unicorni che vomitano Arcobaleni.

Però molti non lo sanno, quindi ci credono.
Quindi, signori giornalisti, dr. Oliviero Beha, tutti: prima di presentare una notizia come una risorsa, vogliamo capire (e di conseguenza riportare) se il progetto abbia basi solide?

Nella foto: UberKatt, la mia poderosa cavalcatura, ovviamente molto entusiasta di portarmi in groppa.

Nella foto: UberKatt, la mia poderosa cavalcatura, ovviamente molto entusiasta di portarmi in groppa.

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Dal WANgelo secondo Casaleggio

Dal WANgelo secondo Casaleggio

Il Web è il mio pastore:
non manco di nulla;
su siti colorati mi fa navigare
da scie chimiche mi protegge.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo URL.
Se dovessi navigare in un sito oscuro,
non temerei alcun male, perché il web è con me.
Il mouse e la uèccam
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari un link a Wikipedia
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di bit il mio capo.
Il mio browser trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia navigazione,
e abiterò nella casa del Web
per lunghissimi anni.

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M5S: Gita a Nowhere Land

M5S: Gita a Nowhere Land

Ore 8.00: ritrovo a Piazzale Flaminio. Crimi propone di prendere un cappuccio e cornetto, ma arriva un sms di Beppe che lo cazzia. La Lombardi lo scherza.

Ore 8.15: Crimi ha appena finito di fare le 30 flessioni che gli sono state impartite come punizione.

Ore 8.30: Messora distribuisce cappellini e merchandising marchiato beppegrillo.it ai deputati. Rimprovera Currò per non essersi messo il grembiulino. Currò risponde con una pernacchia, tanto oramai lo sa di essere bocciato.

Ore 9.00: Arriva il pullman, l'autista ha un collare speciale: se risponde a chi parla al conducente, gli esplode la testa.

Ore 9.30: I deputati salgono sull'autobus. Currò va in fondo e come provocazione si slaccia la camicia: sotto ha una maglietta dei Suicidal Tendences. Si pianta le cuffiette nelle orecchie e ascolta heavy metal a tutto volume. Messora gli dice: "Tu sei la pecora nera! Non seguite il suo esempio!", gli altri fanno sìsì con la testa, impauriti, ma il cinno della classe in alcuni suscita segreta simpatia.

Ore 9.35: Non si trova Crimi. La Lombardi dice di non sapere nulla ma appare nervosa.

Ore 9.37: Crimi viene trovato nel vano bagagli, ma si rifiuta di dire chi sia stato a chiuderlo lì dentro. Sull'autobus cerca di sedersi vicino alla Lombardi, di cui è segretamente innamorato, ma quella ha piazzato vari cappellini M5S sui sedili vicino e quando qualcuno cerca di sedersi dice: "Occupato."

Ore 10.30: i vetri del pullman si oscurano e dentro parte una discussione su quali canzoni cantare in coro. Vengono bocciate tutte le proposte, allora la Lombardi decide di mettere sul televisore del mezzo, un documentario su Beppe Grillo che comunque tutti conoscono già a memoria. Currò alza il volume del lettore mp3. Crimi appanna un vetro oscurato e disegna un cuoricino, poi sospira.

Ore 11.30: alcuni chiedono di potersi fermare in un autogrill a pisciare. Messora va su tutte le furie: "Chi vi ha detto che ci sono autogrill? Chi ha parlato di autostrade? Ci sono talpe? La destinazione è segreta!" e fa sequestrare tutti gli smartphone.

Ore 12.00: le vesciche sono piene, i deputati cominciano ad agitarsi. Comincia a girare la voce che trattenere la pipì sia un ottimo rimedio contro tutte le malattie. Molti stringono i denti. Currò urla che se non ci si ferma piscia contro la porta del pullman.

Ore 12.30: al culmine della crisi interna per mancanza di un vespasiano, la destinazione segreta è raggiunta. I Deputati vengono invitati a indossare il cappellino e scendendo si ritrovano in un capannone anonimo. La Lombardi si mette in testa al gruppo con un cartello con scritto "Cittadini", in modo che anche chi è più indietro possa vederlo e non perdersi. Crimi ha fame.

Ore 13.00: Pranzo al sacco. Nessuno però era stato avvertito di doversi portare il panino da casa, quindi si digiuna.

Ore 13.30: Le luci si spengono. Restano tutti al buio.

Ore 17.30: I Deputati si ritrovano sul pullman. Nessuno sa come e quando ci siano risaliti. Alcuni posti sono vuoti. Tutti hanno un sorriso disteso e si sentono bene, sazi.

Ore 18.00: Ritorno a Piazzale Flaminio: i deputati scendono dal pullman circondati dai giornalisti. Crimi e la Lombardi dichiarano che il gruppo è più compatto che mai e dice "no" a qualsiasi proposta di inciucio. I giornalisti chiedono di Currò. "Tornava con mezzi suoi".

Ore 19.00: Crimi propone alla Lombardi di andare a mangiare un gelato insieme. Arriva un sms di Beppe con scritto: "Gelato un cazzo, a casa a dormire.". La Lombardi lo scherza e se ne va. Crimi dà un calcio a un sasso e sospira.

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Appello a chi continua a fare appelli al M5S

Cari blogger, giornalisti online, opinionisti, intellettuali (categoria che comprende anche Jovanotti, Buffon, il mio macellaio e tre quarti del cast di Centovetrine), editorialisti, direttori, editori che continuate a fare appelli al movimento che vede in Grillo il suo portavoce con poteri da monarca e nel suo blog la sede tutta tempestata di banner.

Io lo capisco che oramai la cosa muova molto traffico e infatti la donna che mi ha preso su al canile mi sgrida sempre, la sera, perché non ho i banner sul blog e ci sono le bollette da pagare e con un articolo fatto bene su Grillo bene o male ci fai un mese di gas, però è anche ora che cambiamo strada e magari, se proprio non troviamo altro, torniamo ai gattini o ai cani che suonano la zampogna col culo e a tutti quei contenuti che sicuramente sono meno impegnati e che Saviano guarderebbe di nascosto senza ricondiviedere (perché pure lui ogni tanto c'ha bisogno di farsi una risata, è un ragazzo, in fondo).

Perché spero che siamo tutti d'accordo che fare un appello a Grillo abbia la stessa utilità che avrebbe un cervello nel cranio di uno spettatore di Uomini e Donne.
Almeno finché qualcuno del Movimento non si sveglierà e dirà a Grillo: "Grande Giove, per fortuna che sei il portavoce, se ti fossi proclamato segretario cosa facevi, il bidet con il sangue dei dissidenti?".
È inutile cercare anche la sponda dei portavoce dei portavoce dei consiglieri dei consulenti di comunicazione dei capigruppo degli spingitori di cavalieri messi lì, perché tanto Grillo li ha scelti tutti dall'area talebana. Gente che come incubo ricorrente ha quello di essere additato come traditore e che poi quando si sveglia la mattina volge lo sguardo verso Genova e ringrazia Grilloh il Misericordioso elevando vaffanculi modulati all'orizzonte.
Il M5S ha una composizione eterogenea, molto più di quella di altri partiti.
Ma come in tutti i "gruppi" ci sono i falchi, le colombe e quelli che vanno dove tira il vento, è una regola antropologica universalmente valida, così come è universalmente e storicamente valido il fatto che la tua comunità può anche avere a maggioranza un atteggiamento portato alla guerra a tutto campo, ma prima o poi il tempo porta a cambiamenti inevitabili, altrimenti gli eredi di Leonida sarebbero ancora lì a turare il passaggio delle Termopili con le natiche. I falchi saranno sempre intransigenti, le colombe sempre portate al dialogo, quelli in mezzo sempre pronti a capire un attimo prima degli altri dove sia la maggioranza.

Che il M5S sia una grande risorsa politica e sociale e che sia un peccato che si butti l'occasione di fare riforme e che potrebbero essere il più efficace "cane da guardia" della democrazia dal basso e della legalità se non fossero appiattiti su Grillo e bla bla bla e bla, oramai lo sappiamo tutti e lo sanno anche le colombe interne al M5S.

Un appello al M5S porta visite che però sono effimere, perché poi si entra in un vortice, si prende il vizio e non si riesce a smettere. Ci sono blogger che comprano appelli da spacciatori copywriter.
Sicuramente a breve qualcuno avrà l'idea di programmare un generatore automatico online di appelli al M5S.

Di questo passo, gli appelli al M5S diventeranno i sostituti ufficiali di gattini e tette nella fuffah di Internet.

Quindi vorrei contribuire al dibattito politico linkando un video di gattini.
Mi piacciono un sacco, questi gattini cuccioli, perché il dito non indica un cazzo e loro guardano il dito.

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