Categoria: musica

Areamag ci fa vedere, giocando, come funzionano le hit estive

Il pezzo di oggi si muove a partire da un video su Youtube, che vi invito a vedere.

Un pezzo che mostra molto più di quanto non vorrebbe nascondere, dietro la meravigliosa simpatia del protagonista, Sergio L'Amore, che è anche il bassista di Areamag.

Sembra un pezzo scritto per la spiaggia, con un video rilassato e un ritmo ballabile e incalzante, voce accattivante e che si lascia andare a qualche gigioneria commerciale. Come una qualsiasi canzone dei Negramaro o di qualche altro sforna successi da spiaggia.

Ma l'orecchio allenato può riconoscere una qualità della composizione e del testo che sono sopra la media. Cosa c'è sotto?

Perché questa canzone io penso e trovo che sia un riuscitissimo gioco, sul quale vale la pena ragionare.

Areamag è un cantautore della zona di Roma, accompagnato da una band raffinata e tutt'altro che commerciale. Un insieme che a mio avviso meriterebbe fama nazionale, vista la qualità di quello che pubblica. La canzone del video, infatti, è una "summer version" dell'originale che è linkata nella descrizione del video stesso (e che riporto in fondo).
La vai a sentire e allora ti accorgi che è una delicata poesia, accompagnata in 3/4, lontana anni luce dalla "Summer version".
Anche il numero di visualizzazioni dei due video è decisamente diverso ed è indicativo di una cosa che chi fa musica di livello come Areamag sa: che le "hit" estive devono rispondere a precisi canoni, anche lasciando invariato un testo che forse è fin troppo, per una canzone dell'estate. Solo arrangiando la parte musicale e facendolo aderire di più al canone del "gusto comune", quello che passano le radio e dietro il quale investono quattrini i produttori che non hanno il coraggio di rischiare una virgola, appiattiti su musicisti che a loro volta non faranno mai rischiare quella virgola ai propri produttori.

Mi verrebbe da dire che rendendo anche il testo più "banale", forse sarebbe indistinguibile da quello degli artisti più "quotati". Artisti che a volte hanno iniziato "liberi" e che poi, mano mano, si sono piegati sempre di più alle logiche commerciali.

Funziona così anche nelle altre arti, lo sappiamo: in letteratura, nel cinema. La potabilità è la prima cosa, ci deve essere sempre una chiave che renda il tutto digeribile secondo una serie di regole che sono lì da anni e che nessuno ha il coraggio di infrangere davvero.

Il gioco di Areamag fa sorridere e riflettere insieme.

Ma il dibattito in merito resta ed è antico: il pubblico vuole questo? Mi si potrebbe rispondere che se questo viene acquistato, allora sì.
Ma a ben guardare, il pubblico, ha scelta?
In Tv e radio tutti i brani passati sembrano venire fuori dallo stesso disco mediocre (e parlo non solo di brani italiani, ma anche di quelli esteri): come si crea una scelta, nuovi canoni, se non c'è varietà in quello che viene cucinato per il pubblico più ampio?

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Top Five di quello che succede quando sei pischello e si monta la strumentazione per suonare a un concerto in un locale.

5. Il batterista da una borsa senza fondo comincia a estrarre pezzi che lo porteranno a montare un aggeggio soppalcato di un'estensione tale da essere visibile dalla Luna. Terminata l'opera, non puó suonare perché non ha lasciato lo spazio per entrare e sedersi. Comincia a smontare e rimontare. Quando termina e finalmente si siede, arrivano le ruspe e gli tirano giù tutto perché l'edificio è abusivo.

4. Il chitarrista occupa il restante spazio con 8 casse marshall di cui 7 finte e una testata valvolare all'uranio impoverito modificata da un vecchietto polacco che durante la guerra era un fisico nucleare del Terzo Reich. La accende e comincia a girare manopole e pigiare pedali, suonando accordi inesistenti a un livello di distorsione illegale. Attacca l'accordatore, che esplode. Sulla testata c'è un misterioso pulsante "Fine di Mondo". A un certo punto il suono scompare e bestemmiando comincia a staccare i cavi e riattaccarli a caso.

3. Il cantante da una valigetta estrae il suo microfono, che senza è stonato. Tira fuori un multieffetto ma non sa come si attacca. Non potendo chiedere al chitarrista, impegnato in una lotta impari contro la testata nazista, lo attacca alla macchina del caffé del locale e poi va al mixer e sposta a caso i volumi. Dopo due ore non si sente ancora un cazzo dall'impianto, ma girando alcuni potenziometri riesce a produrre dei perfetti cappuccini.

2. Il tastierista sbaglia locale e si trova a suonare piano bar in un bordello gay frequentato da camionisti austriaci con terrificanti turbe psico-sessuali. Nessuno del gruppo si accorge della sua mancanza.

1. Il bassista arriva e non trovando spazio per l'ampli, prima cade in depressione, poi lo incastra in uno spazietto sotto il bancone del bar. Suona una nota e gli urlano di abbassare. Allora si sposta nella cella frigorifera. Gli dicono di abbassare. Va nello scantinato e trova una catacomba romana, che percorre per un chilometro. Suona e dal soffitto si staccano dei calcinacci che cadendo per terra formano la scritta ABBASSA. Allora, pensando a tutti i concerti dopo i quali si è sentito dire che il basso non si sentisse dal pubblico, si chiude in se stesso e scrive un libro di poesie intimiste dal titolo "Abbasso. Nessuno mi sente ma tutti mi odiano." Il libro diventa un best seller e un film diretto da Muccino. Quando il bassista lo viene a sapere, si uccide guardando un retrospettiva di Lars Von Trier.

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