Categoria: pd

Il PD di Schrödinger

Il PD può essere non diviso?
Una teoria innovativa basata su un paradosso tenderebbe ad affermare che in particolari condizioni, sarebbe ipotizzabile che il PD non presenti solo lo stato di diviso.

Pensiamo di preparare una scatola sigillata all'interno della quale ci sia un contatore Geiger con un piccola porzione di sostanza radioattiva, tale per cui in un tempo X potrebbe avere le stesse possibilità di decadere oppure no: nel caso in cui il contatore rilevasse il decadimento atomico, farebbe scattare un congegno che visualizza su una parete interna della scatola una qualsiasi notizia politica.

La teoria è che posto il PD all'interno di questa scatola chiusa, non sapendo se il materiale radioattivo abbia subito decadimento oppure no, e quindi non sapendo se il PD sia venuto a conoscenza della notizia, potremmo dire che il PD sia contemporaneamente in tutti e due gli stati: unito e diviso.
Aprendo la scatola e osservando, ci potremmo trovare di fronte a due scenari:

1. Il PD ha visto la notizia e si è diviso.
2. Il PD è unito per alcuni secondi, poi chiede all'osservatore "beh, che succede?" e quindi si divide.

Ma finché il sistema chiuso e impenetrabile della scatola sigillata non fa filtrare alcun tipo di concetto dall'esterno e rende impossibile l'osservazione e l'interazione con il PD, allora la nostra teoria è che il PD possa ipoteticamente essere considerato anche unito.

Qui sotto uno schema che aiuti a spiegare il funzionamento del paradosso del PD di Schrödinger.

Il PD di Schrödinger
Filed under: pd, politicaTagged with: , ,

Gli Hacker del PD e la mercificazione decadente di un termine nobile

Gli Hacker del PD e la mercificazione decadente di un termine nobile

Quando quindici anni fa nei canali di discussione tra informatici ne avevamo le palle piene di come venisse usato il termine "hacker", non potevamo minimamente immaginare il punto al quale saremmo arrivati.

Oramai è diventato un termine commerciale, senza alcuna nobiltà, preso, accartocciato, stiracchiato e servito come pseudo-informazione dalla tv ai social.

La vicenda demenziale degli Hacker del PD ne è l'emblema. Innanzitutto, che ci sia stata o no una violazione, non è questo il punto. Ogni giornalista che si affacci su un argomento così complesso, dovrebbe chiedere a chi se ne intende di più e poi porre (e porsi) le domande corrette.

Ecco quali sono le prime cose che mi vengono in mente:

– E' plausibile che un gruppo si definisca "Hacker del PartitoX", quando storicamente gli hacker, e per definizione, sono anarchici?

– I link che il gruppo pubblica per il download dei file, sono su due sistemi quanto meno inconsueti: Skydrive di Microsoft (!!!) e un sito di file sharing zeppo di pubblicità e link ingannevoli. Non è singolare?

– Le rivendicazioni del gruppo sono un po' deboli, a fronte di un'operazione che invece sarebbe di altissimo livello e molto rischiosa (bucare server di vari provider mail, per mesi): la pubblicazione dei guadagni di Grillo e Casaleggio e del sito beppegrillopuntoit. Sappiamo tutti che Grillo è ricco e Casaleggio non se la passa male, così come sappiamo tutti che il sito di riferimento del M5S ospita molti banner e che il canale youtube ha decine di milioni di visualizzazioni, quindi ottimi guadagni. Che rivendicazione è?

– Un Hacker con la H maiuscola, farebbe, poi, rivendicazioni? No, se ha uno scopo che è quello di diffondere la conoscenza di qualcosa, lo fa e basta, e lo spiega, lo motiva.

– Un Hacker, dà in esclusiva una notizia a un giornale? Perché? Anzi, leggendo l'articolo de L'Espresso che per primo ha pubblicato la notizia, si deduce (potrebbe essere una deduzione sbagliata) che abbiano concesso l'intervista prima di rilasciare i file ("Ecco cosa ci hanno detto poco prima di rilasciare online la prima tranche di mail.").

– Se l'intento è venduto come etico e se l'obiettivo delle rivendicazioni sono Grillo e Casaleggio, perché concentrarsi sulle mail dei deputati e non su quelle di Grillo e Casaleggio?

Insomma, appare tutto sbagliato: le modalità, la comunicazione, le tempistiche e la presentazione. Quindi, cosa c'è davvero dietro questa operazione? Chi sono davvero questi signori, sicuramente abili nella tecnica ma con una direzione così strana?

Senza mettere in dubbio che il fatto sia avvenuto realmente, ci sono troppi aspetti che non quadrano e che messi in fila portano questa storia molto lontano da quello che è il mondo hacktivista e molto più vicino a un uso strumentale di un argomento che per sua natura non è potabile ai più.

La smentita di Anonymous che questo gruppo "anonpd" sia legato a loro, è arrivata celermente, ma i dubbi etici che si possano nutrire a riguardo, rimangono apertissimi.

Soprattutto si ha la sensazione che, tra presunti attacchi durante le votazioni online, violazioni di email e via dicendo, il tema "hacker" stia diventando uno strumento di distrazione politica.

Cosa che un hacker, sono sicuro, non permetterebbe né accetterebbe mai.

Gli Hacker del PD e la mercificazione decadente di un termine nobile
Filed under: M5S, pdTagged with: , ,

L’Articolo 67 vale per tutti

Dopo la sconvolgente prova di non-forza da parte di una parte (mi correggo: della peggiore parte) del PD, urge ricordare una cosa, soprattutto a quella parte (mi correggo: a quella parte migliore) del PD formata anche da molti giovani parlamentari. Dopo aver perso l'occasione di indicare Rodotà ed esserselo fatto scippare da un Movimento che ce l'aveva come riserva della riserva, non perdiamo l'occasione di dimostrare cosa sia quell'articolo della Costituzione che durante l'elezione per la Presidenza del Senato abbiamo sbattuto in faccia ai grillini.

L'Articolo 67 vale per tutti

Si chiedeva solo una cosa al PD: non farsi indicare il nome dal PDL.

Avere il coraggio di dare un nome, non per forza Rodotà, visto che oltre al suo, anche in ambienti PD, da giorni giravano nomi come Prodi o Cassese.

C'era l'occasione di sembrare autorevoli e volti al cambiamento, senza neanche avere la paura di fare la figura di inseguire un Movimento che ancora deve imparare l'esercizio fondamentale dell'autocritica e che ora esulta quasi avessero inventato loro Rodotà.

Se c'è qualcuno, a questo punto, che può salvare la faccia del PD e forse il suo destino che appare spacciato, sono proprio quei parlamentari con la schiena dritta che decideranno secondo coscienza, faranno prevalere una scelta più voluta dalla base e dimostreranno che non ci sarà alcuna epurazione sponsorizzata da youtube, facendo vedere così che una dirigenza politicamente ritardata è un danno riparabile e soprattutto sostituibile, concetto che è alla base di chi sia davvero di sinistra.

Oppure ci toccherà constatare che si è tutti liberi con l'Articolo 67 degli altri?

Filed under: M5S, pdTagged with: , ,

Prontuario per la #GiustificazionePD da usare al ballottaggio

Prontuario per la #GiustificazionePD da usare al ballottaggio

Se non sei andato a votare al primo turno delle primarie, e vuoi andare a votare al ballottaggio, devi giustificare in qualche modo l'assenza.

Su un ex discolo scolastico come me, questa cosa ha l'effetto dei flashback del Vietnam per un reduce che senta il rumore di un elicottero.

Il mio psicologo – che è anche il mio macellaio – mi ha detto che devo sfruttare il passato e i flashback a mio favore, e non andare in giro nudo urlando con un coltello "nessuno ama John Rambo". Non per altro, ma perché gli hanno sgamato la laurea falsa in giurisprudenza e quindi la prossima volta non potrò rivolgermi a lui come avvocato.

Devo quindi preparare almeno dieci scuse credibili, contando sulla mia esperienza scolastica.

1. Il cane di D'Alema mi aveva mangiato la scheda elettorale.

2. Un mio amico è morto in motorino e quindi sono rimasto traumatizzato.

3. Ero in salita e avevo il vento contrario e sono arrivato in ritardo

4. Il mio gatto è morto sotto le ruote del motorino guidato dal mio amico morto in motorino che ha pure grippato e non avevo i soldi per portarlo dal meccanico (il motorino era mio).

5. Stavo finendo di leggere il primo capoverso del programma di Vendola e mi sono perso via.

6. Mi hanno rapito gli Alieni, volevano capire come cazzo facciamo noi Italiani a essere ancora vivi.

7. Credevo che contasse il pensiero, poi mi hanno detto che come cosa era stata tolta dal regolamento.

8. Mio nonno è morto. Sì, durante il dibattito su Sky.

9. Motivi intimi personali. Adesso ho 10 punti sul pene e un termosifone da rimurare in casa.

10. Papa Giovanni.

Filed under: pd, primarieTagged with: