Categoria: recensioni

Chiedo Spock e mi danno Speck. Lettera aperta a GieiGiei Abracchio

Caro JJ,

Non so se ti ricordi (non vedo perché no, in fondo tu sei solo un regista cicciopasticcio miliardario e io uno sfigato con un blog), ma la volta scorsa, nel 2009, fui moderatamente morbido nei tuoi confronti. Dissi: Vabbeh, parcheggiamo un attimo l'istinto da Trekker e diamoti atto che Star Trek, come saga, purtroppo aveva due strade, e cioè la sepoltura o un reboot.

Avevo anche apprezzato il coraggio di dichiarare che non fossi un fan. Hai fatto il tuo film, e ne hai cavato fuori qualcosa che comunque non era peggio di Nemesis (anche se nessun film al mondo è peggio di Nemesis e Rick Berman brucerà all'inferno per aver ridicolizzato in una volta sola sia tutto il cast della Next Generation, che i Romulani).

Hai usato il classico espediente della linea temporale alternativa, potevi sforzarti un po' di più, ma d'altra parte eri impegnato con il finale di Lost, e a questo proposito volevo dirti una cosa: di Lost ho visto solo l'ultima puntata, e ha un finale di merda anche presa come opera a sé stante.

Ma bando alle ciance, veniamo a questo Into Darkness. Partiamo da una considerazione tecnica. Il fottutissimo 3D. Purtroppo non abbiamo trovato una sala che lo desse in NO-D, ma devo dirti una cosa: non è che se stai usando il 3D devi mettere sfocatissimo TUTTO quello che è in primo piano, piazzando oggetti a caso davanti al soggetto che metti a fuoco solo per poter gridare "ehi mamma, guarda, sto facendo un film treddì!", altrimenti sei solo un registaminkia.

In secondo luogo, io ho resistito a tutte le recensioni e tutti gli spoiler, non sapevo il nome del cattivo di turno, né altro, ma posso dirti una cosa? Universo alternativo, linea temporale alternativa, sono espedienti che nello scrivere la fantascienza ci stanno, però se la piega che stai prendendo è quella di rifare i film della serie classica con più gnocca e con qualche ruolo scambiato, molla subito, perché dopo i primi 15 minuti mi stavo chiedendo se nel prossimo film ci metterai Spock che gioca a tresette con le balene (capisc'ammé).

Tutto il film sembra dire: ok, non sono mai stato un fan della saga, ma ho letto su wikipedia un bel po' di cose, tipo:

– klingon
– teletrasporto
– aspetta aspetta, come si chiamava quando fai impennare l'Enterprise? Ah sì! CURVATURA!

Va bene che l'esigenza è di attualizzare Star Trek e di far affezionare le fragili nuove generazioni emo, passiamo anche sopra a Spock che si incazza come un rinoceronte e si emoziona e ai momenti alla "Holly e Benji", ovvero quei punti nei quali nel mezzo dell'azione c'è una pausa di riflessione,

"Devo fare questo gol per mio padre, per mia madre e per il lattaio"

“Devo fare questo gol per mio padre, per mia madre e per il lattaio”

i personaggi svelano qualcosa di sé agli altri personaggi e agli spettatori, e imporovvisamente un mattone con legato un foglietto sfonda la poltroncina accanto a te, raccogli il mattone e sul biglietto c'è scritto: "Tra due secondi questo idilliaco momento piazzato qui senza senso verrà interrotto da un blastolaser fotonico nemico o da Mark Lenders che entra come un trattore John Deere. Firmato: gli sceneggiatoriminkia", e infatti, puntuale arriva Mark Lenders,

"Deh, fellone! Mentre ragionavi di frociate, ero in treno di giungere!"

“Deh, fellone! Mentre ragionavi di frociate, ero in treno di giungere!”

passiamo sopra a tutto questo, ma è possibile che la tecnologia del futuro debba essere riparata sempre a calci?
Anche il delicatissimo allineamento dei cristalli di dilitio, la parte più delicata dell'Enterprise, viene sistemata a spintoni e rutti.
Puoi anche farmi la linea temporale alternativa, ma la velocità curvatura non è una cosa che rende l'Enterprise simile alla macchina del Papa (va da dio e non consuma un'ostia) consentendole di arrivare quasi dall'altra parte del quadrante in tre minuti. Saranno tecnicismi da fan, ma oltre a guardare la voce "Star Trek" su Wikipedia potevi almeno informarti un po', stai maneggiando un universo che è bello anche perché chi l'ha creato ha creato una fisica coerente al suo interno.
E' come se decidessi di rifare il Signore degli Anelli e ci fosse una scena del genere:

Saruman: – Qui sono appena passati degli Hobbit
Urukai: – Da cosa lo capisci?
Saruman: – Elementare, Watsgùl, ci sono le orme dei piedi e una traccia centrale lasciata dal loro lunghissimo pene.
Urukai: – Giusto, la storia della L.

E poi: è possibile che riesci a copiare elementi da tutti i film di fantascienza, compreso Iron Man e tu venga salutato come il genio che viene chiamato a risollevare le sorti delle saghe perse, mentre per molto meno Luttazzi giace nell'onta?

Cosa farai ora che devi metterti sul settimo capitolo di Star Wars?

Ti do un suggerimento: punta tutto sul conflitto generazionale, dovrebbe venire fuori qualcosa del genere.

Chiedo Spock e mi danno Speck. Lettera aperta a GieiGiei Abracchio

Ciao "genio".

Fra

Chiedo Spock e mi danno Speck. Lettera aperta a GieiGiei Abracchio
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Django scatenato

Django scatenato

Una volta scrissi che Tarantino non è un vero e proprio regista, ma il più grande barman della storia del cinema: non ha inventato nessun ingrediente, ma ha sempre saputo mescolare cose già fatte da altri, creando cocktail meravigliosi, o insiemi di cocktail presentati in maiera spettacolare. Ha omaggiato, ha citato, ha rubacchiato, ha attinto, ha pesato, ha mixato elementi di generi e sottogeneri di tutto il mondo.

Il film che ho apprezzato di più rimane sempre Jackie Brown, forse il film meno "tarantiniano" dei suoi e, a mio giudizio, più solido sotto tutti i punti di vista.

Io sono convinto che un western vero e proprio Tarantino l'abbia sempre voluto girare. Ha usato i canoni del western decine di volte (tant'è che il vero omaggio al Django originale sta proprio nel suo primo film, Le Iene), ma dopo la visione di un film che – comunque – mi ha immensamente divertito, l'impressione è che lo volesse troppo, comportandosi come un quindicenne super-eccitato di fronte alla sua prima esperienza sessuale: perdendo quel senso della misura che, nel suo essere esagerato e sopra le righe, ha comunque sempre avuto, e che è quello che fa di un uomo un regista (o un eccellente barman).

Ed è una china che già si notava, da Kill Bill in poi, passando per Bastardi Senza Gloria: una sorta di strabordare che fatica sempre di più a tenere a bada. I suoi film stanno piano piano smettendo di essere film, e stanno diventando sempre più "cartoni animati in carne e ossa". Attenzione: questa non è una stroncatura (non sono nessuno, per stroncare alcunché), perché non è per niente escluso che questo sia proprio il cinema che Tarantino voglia fare, ma il Tarantino che sapeva scegliere e scartare, cinematograficamente, mi piaceva un sacco. Le note sfumate scompaiono sempre di più: ciò che è comico è comico e basta, ciò che è splatter è splatter e basta, ciò che è tragico è tragico e basta, mentre prima sapeva (o voleva) imbastire scene più "tridimensionali", come appunto in un buon cocktail o in una buona ricetta hai il sapore predominante e poi il retrogusto, i colori, gli aromi che arrivano più tardi. La mano invece si fa sempre più calcata, le situazioni e i generi sempre più caricaturati.

Ho sempre sperato che col tempo avrei visto, prima o poi, un film di Tarantino meno vittima del proprio "tarantinismo", ma probabilmente non era il caso di aspettarselo da un western, perché dare a Tarantino un western è come dire a un bambino: ecco, questo è il luna park, tutto a tua disposizione, mangia tutti i dolci che vuoi e usa tutte le giostre che vuoi. Quindi lui, da bravo giocherellone quale è, ha voluto usare TUTTO il luna park, mentre è bene che un regista sappia scegliere. Ma forse non sarebbe così divertente, perché guardato con occhio acritico, è un film che soddisfa, con un cast che recita in maniera egregia e dove Waltz spicca su tutti proprio perché si costruisce un personaggio più "spesso" di tutti gli altri, più umano e più sfaccettato. Il cacciatore di taglie tedesco è davvero come se fosse l'unico personaggio in carne e ossa dentro un cartone animato.

Vale i soldi del biglietto? Sì, tutto sommato. E' un western? Non propriamente. Diciamo che è un western come lo era il magnifico West and Soda di Bruno Bozzetto, che, però, era appunto un cartone animato.

Di Caprio è bravo, ma credo che ci darà molte più soddisfazioni quando finalmente madre natura si deciderà a farlo invecchiare un po', perché gli strumenti da grande attore ce li ha tutti, gli manca solo qualche ruga, altrimenti sembrerà sempre un bambino.

Il doppiaggio – come oramai (tristemente) da tradizione italiana degli ultimi anni – è scadente, quindi sicuramente coglierò la prima occasione di vederlo anche in ligua originale.

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Recensioni Nerd: LastIn Pro

Recensioni Nerd: LastIn Pro

Ci sono alcune applicazioni che hanno una funzione semplice, quasi banale, ma la svolgono bene e senza fronzoli, come serve a chi con lo smartphone non ci gioca e basta, ma ci lavora (anche).
Uno dei difetti degli smartphone è che non c'è una interfaccia per recuperare velocemente gli ultimi file scaricati/scambiati e gestirli con un tocco. Ci sono app per gestire il file system, ma alla fine il succo è: mi serve il file, subito, per decidere cosa farne.

Se ci arriva un allegato per email, dobbiamo andare a recuperare l'allegato nella mail, se abbiamo scattato una foto, bisogna andare nella galleria a cercarla, se invece ci è stato mandato via bluetooth… insomma, la lista è infinita.

Ho trovato questa applicazione, LastIn Pro, che mi ha soddisfatto. E' a pagamento, costa 0,99 € ma ne vale di più.

L'interfaccia è essenziale: c'è un elenco di file individuati dalla loro miniatura/icona,

Recensioni Nerd: LastIn Pro

che può essere raffinato tramite poche ma efficaci impostazioni,

Recensioni Nerd: LastIn Pro

con la possibilità anche di aggiungere tipi di file ed estensioni o cartelle da tenere "sotto controllo".

Recensioni Nerd: LastIn Pro

I file sono sempre ordinati dal più recente in poi. Scorrendo la schermata con un tocco, si passa all'elenco di immagini a quello dei documenti o a quello che raggruppa tutti i tipi di file.

Recensioni Nerd: LastIn Pro

Una volta individuato il file che ci interessa, con un tocco normale sulla miniatura o sull'icona lo apriamo, mentre con un "tocco lungo" (tenendo quindi premuto il dito sulla miniatura), compaiono le opzioni per gestirlo o condividerlo.

Recensioni Nerd: LastIn Pro
Recensioni Nerd: LastIn Pro

Una app semplice ma molto utile per chi scambia molti file.

Consigliata.

Link Play Store.

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Libri in poche righe

Siddharta di Hermann Hesse

Storia di uno che si sposa, fa figli, poi abbandona moglie e prole per girare il mondo con un suo amico rincoglionito alla ricerca della verità. Alla fine scopre che l'amore muove tutto, alla faccia della moglie che ha dovuto crescere da sola dei figli che probabilmente sono finiti in overdose in qualche sobborgo di Calcutta.

Cime Tempestose di Emily Bronte

Heatcliffe e Catherine non riescono a trombare neanche da morti.

David Copperfield di Charles Dickens

Sfigatissimo, David Copperfield ne passa di tutti i colori finché il suo antagonista Uriah Heep fonda un gruppo Heavy Metal. A quel punto decide di diventare un famoso prestigiatore.

L'amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Màrquez

Florentino Perez ama una bellissima che gliela fa annusare ma non gliela dà. Lui per amore diventa Rocco Siffredi. Da vecchi vanno in crociera insieme e alla prima botta lui finisce subito. Si gira e le dice: "cosí impari".

Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust

Marcel ti mena in giro per 7 tomi, fa tanti di quei casini che neanche Kubrick ha mai pensato di trarne un film, uomini che vanno con gli uomini, donne che vanno con le donne e alla fine si ricollega all'inizio, tipo La Storia Infinita ma senza il Brucomela peloso, come cazzo si chiamava? Il Fortunadrago! Ma vaffanculo va.

La Divina Commedia di Dante

Virgilio porta in giro Dante dappertutto e gli illustra meravigliosamente Inferno, Purgatorio, Paradiso. Nonostante la bravura di Virgilio, Dante non compra neanche un monolocale vista Stige.

Fight Club di Chuck Palanhiuk

La storia di uno sfigato che sbrocca e si crede di essere Brad Pitt.

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda

L'autore non ha la più pallida idea di come si scriva una storia per bambini. Ma sbatte i piedi per terra forte forte e dopo tanti capricci alla fine la scrive lo stesso. Oh. Ecco. Così imparate.

IT di Stephen King

Dopo MILLE pagine meravigliose, un malvagio pagliaccio satanico costringe Stephen King a un finale di merda.

I Love Shopping di Sophie Kinsella

Come Sex and The City, ma di carta.

Le affinità elettive di Johann Wolfgang von Goethe

La gente si fa in quattro per stare il peggio possibile con persone con le quali non vuole stare. Goethe aveva capito tutto dei rapporti di coppia. Però se l'avesse chiamato "Le convivenze problematiche", che cazzo avrebbe tirato fuori?

L'acchiappasogni di Stephen King

1/4 di IT

1/4 di Stagioni Diverse (racconto Il Corpo, o "Stand by me" per quelli che hanno visto solo il film)

1/4 di Alien

1/4 X-Files

Agitato, non shakerato.

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Biancaneve e il Cacciatore (di Vampiri)

La Squadra Cinefila TrashNerd ieri sera era composta dal vostro affezionatissimo narratore, Marco e Ste.

Ci troviamo al Multisala, a Milano, perché nel posto di merda in cui viviamo i cinema sono già tutti chiusi, pronti a una di quelle imprese che almeno una volta all'anno ci concediamo: la doppietta.

Per chi non lo sapesse, la doppietta consiste nello scegliere due film (possibilmente due cacate da prendere in giro o due film d'azione eccessivamente adrenalinici) e vederli in sequenza.

Ma attenzione, quella di ieri partiva come una semplice "mezza maratona", una sorta di allenamento per la doppietta SERIA che a fine mese ci vedrà impegnati in "Batman + I Mercenari 2".

Lì sarà roba per veri duri.

La serata di ieri univa, come il titolo suggerisce, Abramo Lincoln Cacciatore di Vampiri (uscito in Italia con il titolo "La leggenda del Cacciatore di Vampiri", probabilmente per attirare più bimbiminkia e non spaventarli con un personaggio storico) e la rilettura fiabesca dichiaratamente per bimbiminkia Biancaneve e il Cacciatore.

La doppietta ci piaceva anche per i vari incroci: cacciatori nei titoli, vampiri da una parte, la tizia scema di Tuàilaiz dall'altra.

Entriamo nel Multisala e ci piazziamo di fronte a una cassa chiusa.

Io: – Ma è in treddì?

Marco: – Solo Abramo Lincoln

Ste: – E la cassiera?

Io: – Quella è in No-D.

Ci piazziamo con le braccia incrociate dietro la schiena davanti al gabbiotto, come anziani di fronte a un cantiere.

Prima o poi aprirà.

D'altra parte siamo in anticipo di un'ora.

Dopo dieci minuti a Ste viene l'idea di girare intorno alle scale mobili, dove scopre tre gabbiotti con altrettante cassiere.

Ste:- Di qua!

Io:- Sicuro che non sia un miraggio?

Marco:- Sicuro che non siano vampiri?

Cassiera:- Dovete fare i biglietti?

Ci avviciniamo con circospezione e diciamo che sì, dobbiamo far ei biglietti.

Cassiera:- Avete gli occhiali Treddì?

Non ce li abbiamo. Costano un euro a testa in più.

Ste indica un cartello e scandisce incredulo: – Pop corn S-E-I E-U-R-O. Bibita QUATTRO E CINQUANTA.

Veniamo dalla campagna, non siamo abituati a queste cifre, ma questi sono i multisala moderni, baby, e non puoi farci niente. Anche farci niente costa di più.

Ste:- Prendiamo un caffè. Ma dove?

Io:- Forse sotto quella strana insegna "Caffetteria/Tabaccheria".

Entriamo e il Tizio ci dice che la macchinetta del caffè non funziona.

Ste:- Abbiamo un'ora prima del film, non riesci a ripararla?

Tizio:- No.

Ma per fortuna siamo in un Cinema moderno, e quindi girato l'angolo troviamo una "Focacceria/Caffetteria".

Caffettizzati siamo pronti per Abe e i Vampiri.

Su qeusto tipo di film, fin dal titolo, il cultore del trash parte con precise aspettative: vogliamo sangue, armi non convenzionali, fantasia nelle soluzioni possibili per ammazzare un vampiro e tamarraggine.

Come ben dice anche il mio amico Alessandro nella sua recensione su Facebook, il buon vecchio Abe non delude gli appassionati, con qualche elemento lodevole:

1. L'inquadramento storico e i discorsi di Lincoln sono abbastanza accurati

2. L'attore è credibile fisicamente (spilungone e non palestrato)

3. Il 3D per una volta non scassa le palle eccessivamente

4. I vampiri non sono quegli efebici effeminati pieni di complessi esistenziali che vanno di moda oggi, ma dei bastardi assetati di sangue e potere, fottutamente duri da ammazzare.

5. L'arma di Abe è un'ascia e ammazzare Vampiri ad accettate deve essere bellissimo.

Poi ci sono le figate.

Tipo che Neo di Matrix ad Abe gli fa una pippa in time laps.

Da un film del genere, poi, ti aspetti che, almeno in un punto qualsiasi della trama, sposti in alto l'asticella del trash. Non puoi essere un degno sceneggiatore di un film del genere se a un certo punto non dici, facendo brainstorming nella pre-produzione:

"Perchè ora non gli facciamo usare un cavallo come se stesse lanciando il martello alle Olimpiadi e glielo facciamo scagliare contro il protagonista?"

Altri sceneggiatori: – Fiiiiicus.

Ebbene sì, per la prima volta nella storia del cinema, un cavallo viene usato come arma da lancio.

 

Solo questo vale il prezzo del biglietto.

Altra cosa che vale il prezzo del biglietto è il mio amico Ste, che ad ogni scena di quelle fatte apposta per saltare sulla sedia, lui effettivamente salta con stile Fosbury.
A metà film non lo vedo più, sposto lo sguardo in alto ed è attaccato al soffitto con le unghie, come un gatto.
Mi dice:- Tranquilli, il film lo guardo da qui, si sente meglio.

Il voto per questo film è ben 3 Zombie e 1/2 su 5.

Usciamo dalla sala, ripassiamo nella Tabacchieria/Caffetteria.
Ste:- Ora funziona la macchinetta del caffè?
Tizio:- No.
Passiamo di nuovo davanti alle casse ma indossando gli occhiali 3D e continuando a dire: "uh ma come sembra reale… uh, tutto treddì…"
Ste:- Anche lei sembra tutta in 3D
Cassiera (sto lavorando il martedì notte e ci volevano pure questi stronzi, ma dice):- Eheheheheh
Ste (togliendosi gli occhiali):- No, ora sembra piatta.
Cassiera (serissima): – Volete gli altri biglietti?
Marco:- Sì. (tendendo venti euro)
Io infilo sugli occhiali 3D di Marco quelli sia miei che di Ste e gli dico:- Ora hai gli occhiali 9D!
Marco guarda le 20 euro e grida:- WOW! Sono diventate CENTO EURO!
Cassiera (con il dito sul pulsante "Security"): VOLETE GLI ALTRI BIGLIETTI?
Noi:- Sì.
E ora veniamo alla vera minchiata.
Se Abramo Lincoln VUOLE essere un film trash, fin dal titolo, che omaggia capolavori storici come Jesus Christ Vampire Hunter, questo tenta di essere un film che condisce la fiaba classica con l'azione.
Quindi il tentativo di prendersi sul serio, gli autori, l'hanno fatto.
Quindi nessuna pietà
 

Biancaneve e il Cacciatore.

La diapositiva di questo film è:

PEEERCHEEEEE'?

Qui farò un elenco di considerazioni sparse.

1. Biancaneve a un certo punto recita il Padre Nostro.
2. La Regina Cattiva (Ravenna) per rimanere giovane aspira l'anima delle belle ragazze si immerge nuda in una vasca di roba bianca

 

DON'T ASK!

3. Il fratello della Regina Cattiva è un incrocio tra Enzo Paolo Turchi e  il Principe Valium di Balle Spaziali:

+

 

 

 

=

4. Dopo aver visto Chris Hemsworth fare Thor e poi il Cacciatore, abbiamo deciso all'unanimità che egli è l'erede di Nicholas Cage per la marmoreità dell'espressione. Ecco infatti la sua gamma attoriale di posture facciali:

 

E' per questo che viene assegnato in questo blog, a Chris Hemsworth, il prestigioso

Gatto Con la Faccia di Nicholas Cage

5. Il principe azzurro, esodato. E' una specie di Legolas bravissimo con l'arco, meno checca di Orlando Bloom ma più inutile di quell'attore… come si chiamava… dai su… di cosa stavamo parlando?
6. Biancaneve porta i pantaloni di pelle nera e a un certo punto si trasforma pure in Giovanna d'Arco, con armatura e spada.
7. Lo specchio delle brame l'hanno preso dai cinesi, perché ditemi voi chi cazzo potrebbe mai dire che Charlize Theron possa anche solo lontanamente essere più brutta di Kristen Stewart

8. Ovviamente i Nani sono nani guerrieri e burberi, non simpatici minatori. Gente che è stata scartata dal casting de Lo Hobbit, per intenderci.
9. I Nani erano OTTO! Ovviamente ce n'è uno che si sacrifica per salvare la scema, beccandosi una freccia e qui c'è uno dei momenti di ilarità più isterica di tutta la visione. Il Nano Eroe si chiama Gas.
Biancaneve con il nano tra le braccia, piange e implora:
"GAS! GAS RESPIRA! RESPIRA GAS!"
Fantastico.
10. Altro momento di ilarità è quando la cretina dice a un tizio: "Voi siete fedeli alla Regina?"
Tizio:- "Tutto il popolo odia Ravenna"
Io:- "Perché sono tutti di Forlì"
Risate sparse nel cinema.

C'è molto altro e lo consiglio a tutti quanti odino se stessi e il mondo.
Ora la parola a Chris Hemsworth.

   
"Grazie a tutti, sono molto felice di questo Gatto con la Faccia di Nicholas Cage."

Uscendo dal cinema siamo ripassati di fronte alla Tabacchieria/Caffetteria.
Lo Ste mette la testa dentro.
Tizio:- NO!

 

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