Categoria: religione

Resurrezione e Respawn, Religioni e Videogame

Intanto chiariamo una cosa.
Il concetto di Resurrezione (o Risurrezione, è uguale sia con la i che con la e, a me piace più con la e perché mi pare meno bovino) non è appannaggio di Gesù, ma è una cosa che risale a molto prima.

Vedremo anche come questo sia un concetto proto-nerd e come si adatti benissimo all'attuale mondo tecnologico-barbarico che si va delineando e che gli storici del futuro chiameranno Media Evo.
Facciamo prima un parallelo tra due voci di Wikipedia, che è quella cosa che viene considerata validissima fonte quando nelle discussioni ti dà ragione, e inaffidabilissima quando ti dà torto.

RESURREZIONE
La risurrezione o resurrezione è il ritorno alla vita dopo la morte con una analogia al risveglio successivo al sonno.

RESPAWN (all'interno della voce "SPAWN")
Il respawn consiste nella riapparizione di un personaggio o di un nemico dopo la sua morte o distruzione.

Altre analogie tra questi concetti:

– nascono in ambiti di fantasia come le religioni e i videogiochi (anche se il mondo di Diablo III sappiamo tutti che esiste veramente)
– sono inseriti all'interno di un percorso che presuppone delle "prove" o una "prova finale"
– riguardano spesso personaggi o buonissimi o cattivissimi, a seconda dei punti di vista
– sia per le religioni che per i videogiochi servono a non far finire troppo presto il gioco
– dopo la resurrezione/respawn il personaggio principale può godere di maggiore esperienza/poteri oppure perdere tutto, a seconda del gioco o della religione.

Gli antichi Egizi avevano capito quanto fosse importante la "dotazione". E' per questo che si facevano seppellire con ori, e statuette che rappresentavano cibo, servitori, animali da compagnia e via dicendo. All'atto del respawn, di fronte a Anubi e Horus, potevano quindi bullarsi di avere un sacco di item, statuine e giocare a Doungeon & Dragons contro Osiride.

Non parliamo poi dei Greci.
Sulla resurrezione sono fichissimi: c'era più gente che ritornava dall'Ade di quanta non ne entrasse. Questo perché i Greci avevano la sana abitudine di salvare spesso la partita.
La cosa bella delle religioni pre-elleniche e quelle elleniche, anche quando si sono mischiate poi con quelle Orientali in seguito al fichissimo tour di Alessandro Magno, è che in sostanza chiunque poteva reincarnarsi più volte anche nello stesso corpo e nella stessa vita, perché la cosa dipendeva dagli Dei, da quanto eri importante per la trama del gioco, eccetera. Insomma, la roba spacciata da prima dei Greci a prima degli Ebrei era un sacco più giocabile, più accattivante, nonostante la grafica fosse più approssimativa nei dipinti. Il Cristianesimo sarà anche stato a 16 bit, pieno di effetti speciali e un sonoro della Madonna, ma a me i Coreuti di Sofocle piacevano un casino di più.
Per lo meno c'era una scelta. Vuoi respawnare in un nuovo personaggio dimenticando tutto quello che è successo prima e ricominciando da capo?
Bene, bevi un po' di acqua del fiume Lete e vai (nota: per chiunque abbia fatto studi classici, l'azienda che si è scelta questo nome per il suo beveraggio di H2O in bottiglia, ha fatto proprio una scelta brutta. Io quando passo davanti allo scaffale al supermercato, una grattatina di balle me la tiro, non so voi.)
Se invece vuoi ritornare per i cavoli tuoi nella tua vita, puoi sempre sfidare Thanatos, impietosire Zeus, fare l'occhiolino a Persefone, raggirare Ade… insomma, dipende da quanto sei su di livello nel gioco.
I Niubbi (per i non nerd: newbie, principianti) ricominciano la campagna.
Io che invece sono re Admeto e sono amico di Eracle, se mi muore la moglie lo dico a Eracle che va giù nell'Ade a farla risorgere a forza di calci in culo a Thanatos: è giusto, mi sono costruito una bella crew e mi gioco le mie carte.

Con gli Ebrei la cosa ha cominciato a perdere di fascino. Si cominciano a insinuare resurrezioni chirurgiche ed estremamente arbitrarie. Molto prima di Gesù già i profeti Elia ed Eliseo operano delle resurrezioni tipo quella che avrebbe poi reso famoso il Nazzareno in tutti i teatri di Las Vegas (si esibiva con il nome "Il Grande Nazzarini").
Pochi fortunati raccomandati vengono riportati in vita. Per tutti gli altri, c'è la resurrezione alla fine dei tempi. Che fregatura.
Mi fai risorgere, ma solo per salutare un attimo i tempi che finiscono, e poi? Insomma, non c'è continuità nel gioco, e sinceramente non capisco come Cristianesimo, Ebraismo e Islamismo abbiano potuto avere tutto questo successo commerciale.
Si festeggia ogni anno quello più bravo a risorgere e basta.
Visto che c'eravamo avremmo potuto fare una religione incentrata su Houdini.
Tra tutte le declinazioni Cristo-ebraico-islamiche è interessante la visione dei Testimoni di Geova: quando muori non esistono l'inferno e il purgatorio, ma solo un posto bucolico con le casette di legno tipo La Casa nella Prateria di cui abbiamo un filmato:

Tutti, anche i cattivi, si svegliano in questo posto, ma se non seguono la regola di Dio, quando moriranno la seconda volta, sarà per sempre.
E' un po' come i Laser game anni 80 se non avevi abbastanza monetine.
Infatti non se li cacava nessuno, i pochi a cui piacevano erano dei disadattati che rompevano le palle agli altri per imparare a giocarci. Anche in questo il paragone con i Testimoni di Geova regge.

Dopo Islam, Ebraismo e Cristianesimo, la resurrezione è diventata una cosa macabra, legata più che altro agli spiriti, ai fantasmi e agli zombie.
Insomma, si può dire che ci sia stato molto più genere horror e molta meno avventura.

I Buddhisti, compresi quelli di scismi come i Soka Gakkai, credono invece in una cosa demenzialissima: la reincarnazione continua, che è di fatto la tua punizione. Poi un giorno, raggiungerai un tale livello di purificazione da arrivare al Nirvana, ovvero quello stato nel quale non ti reincarni più.
Sostanzialmente il Game Over totale eterno.
Anche qui: poco attraente.

Una nota finale per i seguaci di Scientology che non si capisce bene come la pensino, l'importante è che gli dai i tuoi soldi. Però hanno questa cosa dei livelli, più spendi soldi più vai su di livello, come i coin op anni 90, e ad ogni livello la trama si fa sempre più intricata e fantascientifica, ti senti parte di un racconto con alieni succhiacervello, guerre intergalattiche, astronavi, john travolta e tom cruise, e quando sei superfichissimo dove ti spediscono?
Su un transatlantico che viaggia pacifico nell'Oceano.
Praticamente sei lì che pensi di fare parte della fazione giusta nella guerra contro Xenu, imperatore galattico malvagissimo e dove ti ritrovi?
Qui:

IN LOVE BOAT!
Ma vaffanculo va, voi e Tom Crùz.

Filed under: religione, volare e potare

Papa Francesco e Scalfari, Ratzinger e Odifreddi. Io scrivo a Don Alfonso

Caro Don Alfonso,

scrivo a te perché quelli cicciotti di cui sopra sono troppo impegnati a tirarsi pacche sulle spalle e non vorrei disturbarli.

Sicuramente hanno instaurato un bel carteggio che verrà studiato nelle facoltà di Filosofia, in futuro, e la cui conoscenza costituirà titolo preferenziale per essere assunti in friggitoria, ma secondo me in questo auto-compiacersi del dialogo tra credenti e non credenti, perdono di vista il punto che sarebbe davvero utile.

Innanzitutto, si concentrano molto sull'ateismo in relazione alla figura storica di Gesù, cosa che in un dialogo attuale tra credenti e non credenti, non ha alcuna consistenza.

Perché così come la Scienza ha delle dimostrazioni, poi delle teorie, quindi delle ipotesi, man mano che ci avviciniamo all'inizio dei "Tempi", allo stesso modo un non credente dovrebbe chiedere a un credente come si può, in merito alla figura che di Gesù dà la Chiesa, andare indietro rispetto al Primo Concilio di Nicea, che di fatto è il Big Bang del Gesù Cristo come lo conosciamo.
Quindi Ragione e Fede, Scienza e Cristianesimo, hanno sicuramente un bell'ammazzarsi intellettuale su fatti, ricostruzioni, interpretazioni, teorie, teoremi, e via dicendo.

[Mi ero fatto prendere la mano e avevo scritto un pippone lunghissimo su Nicea e poi una visione futura di una religione incentrata su Berlusconi dove per un equivoco archeologico viene rappresentato nelle icone sacre con la faccia di Beppe Grillo, ma ho cancellato tutto, perché anche io mi stavo facendo prendere la mano e rischiavo di perdere di vista il punto.]

Da non credente del 2013, inserito nella realtà di quello che viviamo, delle acrobazie argomentative in un senso o nell'altro sulla figura di Cristo, sono convinto che ne possiamo fare a meno.
Certo, in privato ognuno discute di quello che vuole. Per carità. Ma un dialogo pubblico tra certi pesi massimi, mi piacerebbe che fosse un po' utile anche per me, che da lettore/spettatore ne divento il fruitore vero.
L'utilizzatore finale, diciamo.

"Dio perdona anche chi non crede" oltre a sbaragliare Pascal e la sua ridicola scommessa filosofica, è un concetto bellissimo, agli occhi di un dubbioso e di un fedele.
Agli occhi di me che so di essere un non credente, è una cortesia per la quale posso ringraziare, ma che non so come ricambiare, se non con un sorriso sincero e con un "non era necessario, non dovevi".

E quindi quale è questo punto?

Il punto è che un dialogo di così alto livello tra fedeli e non fedeli, dovrebbe riuscire a non perdere l'occasione di parlare di politica.
Se sono ateo, non me ne importa nulla di dimostrare che ho ragione sul fatto che la Bibbia sia un'opera letteraria, e se qualcuno crede che sia la Verità e la Parola di Dio, a me non dà alcun fastidio. Se convertissi all'ateismo un credente, non la considererei una vittoria, ma una fatica inutile.
Un dialogo pubblico del genere deve non perdere l'occasione di parlare di tasse, di diritto all'aborto, magari citando il fatto che 2 ginecologi su 3, in Lombardia, sono obiettori di coscienza e che potrebbero spingere una donna tra le pericolose braccia clandestine di aborti fai-da-te; parlare di diritto all'eutanasia, di tutta quella fatica e di quegli ostacoli che incontrano la Scienza e il legislatore su quei temi "etici" che non riguardano la collettività, ma il singolo individuo; parlare di economia e delle lobby politicizzate e cristianizzate che occupano posizioni di potere indebitamente, distruggendo la concorrenza e quella parvenza di finto libero mercato che abbiamo in Italia.
Parlare di tante cose che c'entrano con la Fede e anche con la vita quotidiana di chi Fede non ha.

Quindi, caro don Alfonso, io vorrei sapere da te, che vivi tra le persone comuni e non negli intermundia editoriali e pastorali, se ci può essere un dialogo e un confronto sereno tra credenti e non credenti su QUESTI temi, lasciando le dispute sulla Parola ai Filosofi.
Dispute interessanti, bellissime e stimolanti, per carità.
Ma che volano a un chilometro dalle teste dei problemi veri.
Soprattutto se hai la fortuna di poter parlare con uno che ha uno Stato in centro a Roma, vista Tevere.

Ad maiora.
Tuo,

francesco (con la f minuscola)

Papa Francesco e Scalfari, Ratzinger e Odifreddi. Io scrivo a Don Alfonso
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Il #PegasoBrowser c’è. Io ci credo.

Il #PegasoBrowser c'è. Io ci credo.

Ho trovato il mosaico più oscenamente brutto del mondo.

Una kitcheria del genere manco un cinese incrociato con un produttore di torri di pisa segnatempo sotto acido poteva partorirla.

Ed è qui, a due passi: Stazione sotterranea Piazza Repubblica, Milano.

Notiamo un Pegaso che spunta dai nembi, fatto malissimo.

Ma il problema non è tanto il pegaso.

Quanto i dettagli.

UN BROWSER!

Potete notare nella foto la barra di scorrimento, quella dei menu, e anche un menu a sinistra. (cliccate per ingrandirla)

Fa tutto parte del mosaico.

Ecco, io credo di aver trovato l'Eldorado della bruttezza artistica.

Questo va oltre le statue brutte, oltre i quadri venduti di notte su Telesticazzi, oltre Platinette.

E' di una bruttobellezza o di una bellobruttezza commovente.

Ho deciso che inaugurerò una neo-religione incentrata sul Pegaso Browser, e quel luogo sarà la mecca di tutti i fedeli pegasobrausisti.

Io credo nel PegasoBrowser.

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