Categoria: sigaretta elettronica

Le polemiche (strumentali) sulla sigaretta elettronica. Pensieri e confessioni di un fumatore vero.

Le polemiche (strumentali) sulla sigaretta elettronica. Pensieri e confessioni di un fumatore vero.

Come fumatore accanito ho sempre avuto una consapevolezza: come qualsiasi drogato, non smetterò mai di essere un fumatore. Così come un alcoolizzato non smette di esserlo. Non c'entra la volontà, quella ti serve per mettere in pausa una dipendenza più o meno a lungo. Parlo di alcool e sigarette perché sono le due droghe di Stato, quelle che portano il magico adesivino col marchio del Monopolio, quindi due tipi di droga con i quali lo Stato si finanzia e contemporaneamente mi scarica la coscienza se, ammalato, dovrò usufruire del Servizio Sanitario. Con un bel vaffanculo a chi dice: "Non voglio pagare con le mie tasse le cure anti-cancro a un fumatore". Con tutte le sigarette che ho comperato me le sono già pagate da solo e forse le ho già pagate anche a qualche centinaio di persone, idiota chiunque tu sia. Facile che tu sia un ex-fumatore, categoria che riesce ad essere più odiosa e scassacazzi di qualsiasi ex-qualcosa, se ci si mette.

Come fumatore accanito sono sempre stato rispettoso dei non fumatori. In presenza di non fumatori non ho mai fumato, neanche nella mia macchina o in casa mia.

Come fumatore accanito ho amato e odiato il fumo. Attenzione: non sto dicendo che tutti i fumatori siano dei disgraziati drogati come me, alcuni fumano consapevolmente, molto poco, magari solo per "compagnia" (i cosiddetti fumatori sociali), hanno una dipendenza psicologica bassa e smettono quando vogliono. Dico così, di me, perché so benissimo il motivo per il quale ho fumato per tanti anni: per farmi del male, senza giri di parole. In certi periodi avevo meno voglia di farmi male, e quindi fumavo pochissimo o non fumavo, in altri avevo il desiderio di distruggermi, quindi fumavo tantissimo. La mia quantità di sigarette è sempre e solo dipesa da questo fattore. In certi momenti immaginarmi l'effetto distruttivo di una dolce, bella boccata di fumo all'interno dei miei bronchi era l'unica consolazione possibile.

"La sensazione del fumo caldo e denso dentro di me è la stessa che sentirei se avessi un'anima." (Chuck Palanhiuk – Survivor)

Il vantaggio è che è una droga a buon mercato, in fin dei conti, ti fa male senza distruggerti la capacità di ragionare sulle cose importanti, come la famiglia o il lavoro o senza indurti a rubare per procurarti un pacchetto.

Lo so, magari mette un po' di imbarazzo leggere certe cose, ma non so come altro metterla, per preludere a una questione: probabilmente ne so più io di fumo e dipendenza fisico/psicologica di chiunque altro. La dipendenza fisica da nicotina è qualcosa di molto trascurabile. La nicotina favorisce il rilascio di un po' di dopamina, ma la nicotina c'è anche nelle patate, infatti nella mia vita non ho mai incontrato qualcuno che odiasse mangiare patate o che non facesse uno sforzo per rinunciare a un po' di patate fritte. Lo so lo so, non è imputabile alla nicotina, che nelle patate è presente in quantità bassissima, sto solo scherzando, non rompetemi i coglioni, maledetti WikiNazisti dell'Illinois.

Il problema di una cosa come la sigaretta è che la vera dipendenza fisica è quella del gesto, fatto troppe volte quando cercavo di concentrarmi, soprattutto scrivendo. Ho avuto centinaia di ultime sigarette. Ho avuto terribili bronchiti che ho curato a suon di altre sigarette. Ogni volta che ho smesso di fumare, l'odore di qualche fumatore recente che mi passasse accanto era il più sublime dei profumi, la scia di una sigaretta che camminasse davanti a me era un tunnel di poesia passiva. Anche perché, volente o nolente, non smetto mai di concentrarmi su qualcosa, che sia un problema lavorativo o personale, o un ragionamento complesso, o un algoritmo da inventare, o se sia più fico Kirk o Picard.
Un labirinto con diverse entrate (depressione, concentrazione, autodistruzione, rilassamento, socialità, solidarietà con altri fumatori, digestione, ecc…) e sempre ua sola uscita: lo scoppiettio del tabacco che brucia.

Molti amici, fortunati, hanno trovato le giuste motivazioni in un magico libro scritto da un ex-fumatore che, incredibilmente, poi è morto pure lui. Ridacchiando mi veniva sempre in mente quello splendido spettacolo di Bill Hicks.

"Vi do una brutta notizia, non fumatori. Ogni giorno muoiono dei non fumatori" (Bill Hicks)

L'ho letto anche io, ma non sono mai riuscito che a darne un giudizio letterario: brutto, scritto in modo ripetitivo e (per me) inefficace. Se siete un normo-fumatore con la giusta motivazione, è efficace, dice cose tipo: "Fumi quando sei nervoso perché hai dai problemi. Poi quando hai fumato sei un po' meno nervoso ma i problemi sono cessati? No." e altre solide e inflazionate motivazioni che ogni fumatore conosce benissimo, solo che lì c'è l'espediente (molto americano, molto scientology) di leggere a un certo punto "ecco, ora accenditi una sigaretta, sì davvero! Ecco ora mentre la aspiri stai provando queste sensazioni." e uno pensa "ehi, è vero! provo delle sensazioni!" si sente coinvolto e si fida ancora di più. Prendete questi elementi logico-emozionali-motivazionali, ripetete i concetti decine di volte con esempi sempre diversi e alla fine uno chiude il libro e pensa (correttamente): certo, se fumo sono un coglione. E smette. In alcuni casi per sempre, in altri per un po'.

Io ho chiuso il libro e ho pensato:

– Sono un coglione, se fumo, lo sapevo anche prima.
– C'è roba più noiosa dei libri di Moccia
– E' vero, quando sei al pub o al ristorante in inverno è una menata uscire al freddo a fumare mentre gli altri rimangono amabilmente a conversare al calduccio, ma se non fumassi come potrei sottrarmi per cinque minuti alle stronzate che sento nelle suddette discussioni? Fingere di avere il diabete e andare a psiciare ogni due minuti sarebbe una cosa accettabile?

Ma soprattutto:

– Sono davvero l'unico malato di mente che tra i motivi per i quali fuma c'è che la sigaretta è efficace in qualcosa, e cioè farmi del male? L'autore non considera questa ipotesi.

Sì, forse sono l'unico malato di mente che lo pensa e lo ammette, ma fino a un certo punto ho pensato che non ci fosse un'uscita, per me, che non ci fosse una soluzione. Perché da bravo drogato (credo che anche ammettere di essere un drogato, come fumatore, sia un'eccezione, quando lo dico in giro mi dicono "esagerato") avevo sentito parlare delle sigarette elettroniche e pensavo: che cinesata inutile.Rinunciando ad approfondire.

Forza di volontà? Certo, basterebbe quella. Ma io l'ho esercitata in altri campi, che non sto qui ad elencare, per troppo tempo. Non me ne è mai restata neanche un po' per avere davvero la forza di smettere.

Ora è da diverso tempo che il fumo non è più un modo piacevole di farmi del male, è già da molto che fumo pochissimo, ma alla fine, come in passato, c'è almeno un momento nel quale ho sempre fatto una fatica immensa a rinunciare al fumo: scrivere. Che sia codice di programmazione, storie, articoli, racconti, pensieri. So benissimo anche che legare un gesto a una sensazione psicologica è roba da primate, ma siamo scimmie con bei vestiti, in fondo: alcuni dilapidano stipendi alla slot machine, altri strangolano familiari, altri si ubriacano e poi distruggono macchine e vite umane, io vaffanculo voglio aspirare qualcosa e sbuffare fumo. E non nascondo che ogni volta che ho sentito i discorsi di alcuni ex-fumatori ergersi a modelli morali di forza di volontà mi è sempre venuta voglia di triturare sigari e pipe e piantagioni di tabacco e anche ossa di raccoglitori di tabacco e fumarmeli tutti in una immensa cartina dicendo: sì, guardatemi, sono una cazzo di scimmia senza forza di volontà e vado fiero del fatto che almeno riesco a resistere al vizio di rompere la minchia al prossimo.

Poi ho voluto provarla, questa sigaretta elettronica, sia perché – come detto – ho deciso di smettere di uccidermi a rate, sia perchè è un gadget tecnologico (nessun nerd può resistere davvero a una cosa che si ricarichi USB). E ho scoperto una cosa, che mai avrei pensato, ma ci arrivo tra poco. Ho fumato sia liquidi con (poca) nicotina che senza nicotina, attualmente sono più di due mesi che non compro né fumo sigarette "analogiche". Quello che ho scoperto è che, qualunque sia la motivazione del tuo vizio con il fumo, quando ce l'hai passi sopra a cose che sono DAVVERO inaccettabili: i mozziconi fanno schifo, la cenere anche, l'odore sui vestiti anche. Ma – soprattutto se hai una motivazione al fumo forte come quella che avevo io – queste diventano tutte cose secondarie. E' bastata invece una settimana di fumo senza cenere, senza mozziconi, senza odori persistenti sui vestiti o sui guanti, per farmi disabituare. Credo che il meccanismo psicologico subentrato sia: ehi, posso aspirare qualcosa che assomiglia al fumo, senza tutto il resto!
Quindi ho cominciato a non considerare più accettabili certe cose, non era più un compromesso conveniente. Prima, quando mi imponevo di non fumare, invidiavo chi usciva per farsi una sigaretta, avrei dato tutto per essere io dentro la loro bionda e venire consumato piano piano, scoppiettando. Ora mi sono sorpreso a non pensarci più. Ho passato molto tempo anche con il kit scarico, senza poterla caricare e non ho avuto neanche l'impulso di entrare in tabaccheria. Anche questa è, psicologicamente, una novità. Ho cominciato a notare l'odore sui fumatori e a non considerarlo più gradevole. Ho cominciato ad annusare che qualcuno avesse fumato da poco sulle scale. Tutte cose che mi fanno sentire come la sfigatissima Helen Keller, a bocca aperta con le mani sotto l'acqua fredda.
Piano piano sto anche perdendo il gesto, anche se sarà la cosa più lunga alla quale disabituarsi.

Non mi servono studi scientifici col doppio cieco, quindi: è efficace, lo so, io ne sono la dimostrazione perché non esiste un fumatore con una determinazione al vizio più forte della mia, al mondo.

Sul suo funzionamento, da buon nerd, mi sono informato anche oltre il necessario (smontarne una e distruggerla, perdendoci dei soldi, credo sia una cosa incontro alla quale un nerd va volentieri, per il piacere della conoscenza). Un fornelletto scalda un atomizzatore, che non è molto dissimile da quello che viene usato anche per produrre latte in polvere o essiccare alimenti, solo che è più piccolo e ciò che vaporizza, tramite una resistenza, è un liquido, quindi, di fatto, non si aspira e si espelle che vapore. Lo stesso vapore che si espira d'inverno, o che produci col ferro da stiro, solo che è vapore "freddo". E' per questo che è inodore e non "resta" nell'ambiente o sui vestiti. Vuol dire che non faccia male a livello di salute? Non lo so. Sicuramente non c'è combustione, quindi non è fumo, quindi non possiamo parlare neanche di fumo passivo ma questo mi interessa meno perché generalmente, se non fumavo prima in presenza di non fumatori, tendo a non farlo neanche adesso, se non con chi conosce già il funzionamento. Questo anche perché ci sarà sempre un non fumatore talebano (un pio, un teorete, un bertoncelli, un prete) a dire che la sola vista di una sbuffata di qualcosa equivale al fumo passivo, e contro quel tipo di critica non serve a nulla neanche la spiegazione tecnica. E qui veniamo alle polemiche, e sul perché siano totalmente strumentali: negli ultimi mesi la sigaretta elettronica sta diventando un business mica da poco. Se ne vendono sempre di più e si vendono sempre meno prodotti del tabacco.

Soprattutto, i Monopoli di Stato non stanno incassando nulla da queste vendite.

Quindi si assiste a una campagna di dis-informazione piuttosto sospetta, nonostante a livello normativo non si sia davvero ancora deciso nulla. Si parla di equiparare i prodotti correlati alla sigaretta elettronica a quelli dell'industria del tabacco, consentendone la vendita solo nelle tabaccherie. Sicuramente mi aspetto che saltino fuori anche studi su quanto sia nociva la nicotina se, invce di caricarci la sigaretta elettronica, te la spari in vena o ci carichi un clistere e te la siluri nel culo. Magari arriveremo anche a leggere che l'atomizzatore è lontano parente di una centrale nucleare.

Spero che lo Stato non sia più interessato all'entrata fiscale data dal bollino del Monopolio, che alla mia salute.

L'unico ragionamento sensato, in merito, è il seguente: distinguiamo tra tecnologia e sostanze. La sigaretta elettronica in quanto tale è un oggetto tecnologico, e NON ha senso che sia sottoposto a una normativa diversa rispetto a qualsiasi altro innocuo strumento tecnologico. Questo strumento può essere caricato con due differenti tipi di liquido:

– con nicotina

– senza nicotina

Ora, visto che la nicotina è – di fatto – una sostanza stupefacente, seppure blanda, allora possiamo anche dire che le boccette con nicotina debbano essere vendute in farmacia (anche se mi resta sempre la domanda: perché invece i superalcoolici hanno una vendita tutto sommato libera?), ma quelle senza nicotina dovrebbero essere vendibili liberamente, e non c'è alcuna motivazione logica perché la cosa funzioni diversamente. Se è la nicotina a fare male, che si regolamenti la distribuzione della sola nicotina. Ma sarebbe un'entrata davvero scarsa, temo, visto che i liquidi costano davvero poco e il loro consumo è molto meno rapido rispetto alle sigarette.

Qualsiasi altra motivazione, invece, ha una sola ragione: Monopolio, entrate fiscali. Fare cassa, non importa come. Come dicevo non so se l'inalazione di vapore sia, a lungo termine, dannosa. Non esistono neanche troppi studi scientifici, ma i pochi che ci sono paiono essere favorevoli al "fumo elettronico". Cito, a titolo di esempio, questo articolo del sito della Lega Italiana Anti-Fumo.

Quindi, per chiudere un pezzo forse troppo personale e anche troppo lungo, uccidere un business che sta togliendo clienti a quello – davvero malato – del tabacco, è una cosa sulla quale vale la pena fermarsi e ragionare, applicando più la logica che la presunzione e il pregiudizio.

p.s.:

Ai fumatori incuriositi che vogliano perdere il vizio, ma che come me non hanno la volontà sufficiente di smettere di colpo e per sempre, un consiglio: non usate la sigaretta elettronica come strumento per fumare nei luoghi chiusi, fumando poi sigarette "vere" all'aperto. Così non serve. Abbiate il "piccolo coraggio" di fare una settimana di stacco totale dalle sigarette e vedrete che non tornerete più indietro. Ve lo dice uno che di sigarette ci si sarebbe ammazzato.

Ah, e quelle che vendono in Farmacia, quelle cioè che assomigliano proprio a sigarette vere e che hanno pure la pacchianissima lucina rossa che si accende quando aspiri, sono delle sòle, la batteria dura poco, l'atomizzatore di rompe facilmente e i "filtrini" che contengono il liquido è plastica che va buttata via, quando esauriti.
Scegliete sigarette elettroniche dove potete dosarvi voi il liquido, in modo da – nel caso – iniziare con liquidi con nicotina, mescolarli poi con quelli senza nicotina e passare quindi totalmente a quelli senza. Non sto neanche a dire quanto stia meglio la mia gola e i miei polmoni, quello è scontato e anche un po' retorico, e la retorica mi pare che si capisca che mi fa anche un po' incazzare.

p.p.s.: Per i miei amici fumatori. Anche se nessuna Legge mi impedisce di starmene comodo a fumare al chiuso, io continuerò ad accompagnarvi fuori, anche al freddo. (;

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