Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

E' stato prelevato all'alba il Mostro, al secolo Francesco Lanza, incastrato da prove web-giornalistiche inconfutabili.
Subito la Rete si è mobilitata in un vortice di commenti e non sono mancati crimini contro la lingua italiana, anche se non è nulla in confronto ai reati commessi dal Mostro.

Reati che forse avrebbero potuto essere evitati se la Scientifica Web (composta da circa dieci milioni di utenti internet, ragazzi meravigliosi che lavorano solo per dedizione e passione) avesse maggiormente attenzionato il profilo Facebook di questo essere spregevole.

I suoi album fotografici, infatti, rivelano e disegnano un ritratto inquietante.

Megalomania

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Deliri di stampo religioso

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Travestitismo

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Alcolismo duro

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Alcolismo duro + travestitismo

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Selfie estremo

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Riprovevoli modelli di comportamento

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Scarsa cura della pella

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Alcolismo professionistico + travestitismo level: MAX

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Aumento ponderale (passioine quindi per i ciccioli, quindi ammazza gli animali per nutrirsene)

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

Inoltre il suo stato sentimentale, sul famoso soscial nètuo, nasconde un particolare inquietante:

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

La persona con la quale ha una relazione, è del suo stesso sesso e porta il suo stesso cognome, quindi qui parliamo anche di omosessualità e incesto.

E' chiaro quindi che avremmo dovuto cogliere il suggerimento della massima autorità nella sicurezza del Paese, e cioè Batman, e arrestarlo quando se ne presentò l'occasione.

Preso il Mostro di Internet. Dalle sue foto su Facebook un profilo inquietante.

E' un vero peccato che gli album nei quali sono presenti le foto dei nipotini del Mostro siano privati, altrimenti avremmo volentieri mandato al macello anche loro: è la Rete che ce lo chiede.

Forse questa vicenda convincerà i giornali a usare in maniera ancora più intensa il materiale web e sbattere ancora e ancora mostri, mogli di mostri, figli e nipoti di mostri in homepage e in prima pagina.

Dal vostro corrispondente

Francesco Lanza (un omonimo, eh, non sono parente e neanche quello che se la fa con lui)

Filed under: volare e potare, web

Cara Edison Energia, perché butti via i clienti?

UPDATE 30/05/2014:

Edison, dopo aver fatto girare questo post sui social, mi ha chiamato dicendo che hanno fatto la voltura con i dati e i dettagli desiderati.

Quindi da questo se ne ricava che, oggigiorno, per ottenere il minimo del dovuto devi scassare le palle con un blog ben indicizzato.
Benissimo, lezione imparata.
La prossima volta parto con l'ariete dopo due giorni, altro che seguire le proced
ure.

Questa è la classica storia di contratti, volture, mail a servizi clienti e call center all'italiana.
Per la serie: liberalizziamo pure il mercato, tanto non cambia un cazzo.

Per più di due anni ho avuto come fornitore unico, di luce e gas, Edison Energia.
Bollette domiciliate sul conto corrente, un prezzo giusto, in totale non ho mai avuto problemi.
I problemi sono arrivati quando ho venduto casa, trovandomi quindi nella necessità di volturare i miei contratti a nome del nuovo proprietario.

Scrivo quindi al Servizio Clienti, che mi risponde inoltrandomi dei moduli da compilare e da reinviare via Fax o via mail.

La consegna della casa e la firma di questi moduli, compilati in ogni loro parte, avviene il 20 aprile 2014, domenica.
Il 21, lunedì, scansiono alla massima qualità i documenti e li invio via mail.

Silenzio.

Il 5 di maggio decido di chiamare e di avere aggiornamenti.
L'operatore al telefono dice di non avere notizia di alcuna richiesta di voltura, e accampa la scusa che accampano tutti i call center ("è che stiamo cambiando il sistema informatico, quindi c'è un po' di confusione. Li mandi via fax.").

Caro, vecchio fax.
Una sicurezza.

Mando il fax lo stesso giorno, il cui rapporto di trasmissione contiene quella scritta "OK" così rassicurante.

rapporto di trasmissione del fax, con scritto AUANAGANA OK

rapporto di trasmissione del fax, con scritto AUANAGANA OK

Per non farmi mancare niente, rimando i moduli anche per email.

Ancora silenzio.
Aspetto qualche giorno.
Il 22 maggio richiamo e indovinate?
L'operatore mi dice che non hanno niente, né le mail né il fax, che chissà chi l'ha preso, che stiamo cambiando il sistema informatico (è una specie di cambio di sistema informatico perenne, quindi), poi abbiamo bucato Gerri Scotti, abbiamo i gomiti in contatto col piede, poi ci sono state le cavallette, ma guardi, dica al subentrante di chiamare qui e di dire che vuole fare una "voltura nel passato" (Grande Giove!), indicando quello che avete scritto nel contratto: date, letture e via dicendo.
Vedrà che via telefono risolviamo tutto.

Quest'ultima frase è tipo "Sì ti amerò per sempre", per intenderci.

[SPOILER ALERT]
Infatti vedremo poi che era una cazzata.
[/SPOILER ALERT]

Contatto il subentrante, che chiama e al quale, ovviamente, non fanno il contratto via telefono, ma dicono che la richiesta ce l'hanno, che è tutto a posto e che ci vorrà ancora qualche giorno.

Quando me lo dice sono felice, perché ai suoi occhi sarò passato per uno scemo completo, uno che si agita e che gli ha fatto fare una telefonata a vuoto.

Benissimo.

OGGI, 29 maggio, mandano una mail a me, dicendo una cosa bellissima, mai sentita prima: ci mandi i moduli firmati perché mancano.

Ora, io non sono uno facile coi vaffanculo, infatti ho rimandato i moduli (quarta volta via mail, oltre il fax) e ho messo in copia il subentrante.

Caro Servizio Clienti di Edison, vorrei insegnarti una cosa. Sono un piccolo imprenditore, non sono grassottello e importante come te, ma una cosa da insegnartela ce l'ho.
Una voltura non è perdere un cliente, ma è guadagnare una nova anagrafica, cosa che dalle vostre parti ha un valore, visto che il consenso al trattamento dei mieie dati ce l'avete anche se i contatori cambiano proprietario. Quindi guadagnate un cliente e mantenete la mia anagrafica, che vi consentirà di inserirmi nelle future campagne marketing dedicate agli "ex clienti".

Quindi una voltura è sempre un'occasione, che va trattata con strumenti adeguati, che voi, probabilmente, non avete o che, se avete, non sapete usare.

Occasione che voi state perdendo perché, sinceramente, sia io che il subentrante ci saremmo un pelo rotti le palle, con tutto il rispetto.

Quindi ti dico quello che faremo, cara Edison Energia se non volturi questi dannati contratti entro una settimana con la data e le letture che abbiamo stabilito: sceglieremo un operatore a caso, andremo lì insieme, IO farò il cambio operatore dei contatori che sono ancora intestati a me nonostante sia più di un mese che non abiti più in quella casa e cerchi di farvi digerire la cosa, quindi subito dopo faremo la maledettissima voltura.
L'ultima volta che ho fatto una voltura con $_Azienda_Vostra_Concorrente, pochi giorni fa nella mia nuova casa, ci ho messo 15 minuti.

Quindici minuti.

Con voi stiamo in ballo da più di un mese.

Salutatemi Gerri Scotti, geni.
Fra

Filed under: edison, volare e potareTagged with:

[Raccolta] Rifiuti editoriali e cinematografici

Occasionalmente raccolgo i rifiuti che ricevo dall'industria culturale italiana ed estera.
La prima raccoltina la trovate qui

.

Karate Lidl

Un giovane sfigato ha contro i bulli anni 80 della scuola, in più è innamorato della ragazza del superbullo.
Incontra un maestro made in china di arti marziali, il saggio Mypaghi, solo che il budget, fin dal titolo, è bassissimo, quindi può solo imparare le arti di marzapane, compreso il supersegreto Colpo di Culo, tramandato da idraulico in figlio. Si tratta di stare fermo come un gabbiano morto sulla spiaggia e se hai fortuna l'avversario ti lascia in pace.
Durante la finale contro il superbullo ariano, il bravo ragazzo viene divorato, ma poi si scopre che come essere umano era scaduto e al bullo viene la dissenteria malarica bilaterale e a suo modo il buono vince.
Il finale è un tramonto con un gabbiano che caga in controluce.

Diet Hard

Bruce Willis è un ex agente della CIA divenuto grande obeso.
Lui ha un obiettivo: visto che il cibo spazzatura fa male, lo vuole finire tutto lui, in tutto il mondo. Lo stesso cibo spazzatura che ha ucciso il suo cane Burrito. C'è il momento di commozione dell'eroe mentre guarda la foto del cane (Burrito ha la faccia di Nicholas Cage).
Ma un capo della CIA colluso con la lobby del cibo spazzatura lo mette a dieta forzata e rapisce anche sua figlia (che assomiglia in modo sorprendente e sospetto a Nicholas Cage).
Allora Bruce si incazza e si mangia tutto e anche "tutto" ha la faccia di Nicholas Cage.
Allora Bruce fa esplodere l'estate dicendo yppiayè e Studio Aperto fa un servizio dove si dice di mangiare tanta frutta contro il caldo killer.

BodyGardaland

Prezzemolo è un ex agente dell'Fbi sotto copertura, il suo compito è difendere la ruota panoramica del parco giochi che in realtà è Loredana Bertè sotto copertura (quella che pare la ruota panoramica infatti è una elaborata pettinatura).
Una sera Prezzemolo sente dei terrificanti rumori venire dalla ruota panoramica, come di acciaio arrugginito che si piega, allora allarmatissimo corre ma è solo la Bertè che in un momento di solitudine sta cantando una canzone alla Luna.
Sarà la Luna, sarà che i latrati farraginosi di prima gli hanno provocato un trauma ai timpani e una liquefazione permanente del cervello che ora gli sta colando lentamente da un orecchio, ma Prezzemolo trova la Bertè bellissima.
Alla mattina i primi visitatori vengono sorpresi da quello che sembra Prezzemolo dare colpi d'anca a quella che sembra la ruota panoramica e schiaffeggiarla gridando quelle che sembrano frasi di passione ma che in realtà sono solo elaborate citazioni del film "Rocco invade la Polonia".
Lo scandalo.
La polizia.
La separazione.
Quella che sembra la ruota panoramica si stacca e comincia con quelli che sembrano strazianti rumori di ferro arrugginito a schiacciare i visitatori e gli agenti che stanno prelevando un Prezzemolo ancora infoiato, il quale intanto sta cercando di ingropparsi l'ambulanza ululando: – Si amore è stata un'ottima idea portare anche il tuo cane!
A questo punto non ricordo più come va avanti perché, mentre stavo illustrando lo storyboard ai produttori, mi hanno sedato sparandomi con un narcofucile veterinario con dentro una dose di sonnifero da elefante in su.

Vite di Merda.
(Format televisivo – Puntata pilota.)

Aggio Gianfranco, nato a Lido di Ostia, di anni 63, da anni vive una onesta vita di rappresentante di tomini.
[Immagini del Signor Aggio che piazza i tomini nella sua valigetta-frigo alle sei ti mattina. Musica triste ma bella, tipo Giovanni Allevi suonato al contrario.]
E' anche allergico ai latticini, quindi lo stress lavorativo di dover decantare le lodi di un prodotto che non può assaggiare, è grande.
In più, ora tutti dicono che lui sia la causa di tutti i mali e della crisi economica, e il Signor Aggio è triste.
[Immagini del Signor Aggio che porta il cane a passeggio sulla spiaggia. La sagoma in controluce del cane che caga si staglia sul tramonto. Il Signor Aggio fuma una sigaretta solitaria e piange silenzioso.]
Ma negli occhi del Signor Aggio ch'è qualcosa di nuovo. E' un glaucoma.
Il Signor Aggio. Una vita davvero di merda.
[Sigla finale con Giovanni Allevi gira su uno di quei marchingegni per cuocere il kebab e dice: "Sono così felice che decedo".]

V per Ve l'avevo detto

Italia.
Un futuro dove la paura e la crisi hanno portato la società a farsi governare da un'oligarchia oscura e assolutistica.
Ma un misterioso rivoluzionario con in faccia la maschera di Marco Predolin fa cose proprio rivoluzionarie, tipo che attacca le caccole sotto i banchi di Montecitorio, mette il palloncino che fa le scoregge sotto il cuscino della sedia del Presidente della Repubblica, e gli italiani vedono in esso una nuova speranza.
Presto la rivolta monta e decine di migliaia di persone con la faccia nascosta dalla maschera di Predolin si riuniscono di fronte a un megaschermo, dove finalmente il Misterioso Rivoluzionario darà un messaggio forte, incontrovertibile, che spazzerà via in un colpo solo tutte le paure e porterà una nuova speranza.
Milioni di Marco Predolin con i baffetti sorridenti alzano lo sguardo verso il megaschermo, in un silenzio irreale, ed ecco che appare lui, il Misterioso Rivoluzionario.
Dice: – No, io ve l'avevo detto, eh. Bravi.
Poi tutto esplode a caso.

Educazione Sibillina

E' la storia di un ragazzino che riceve insegnamenti indecifrabili.
Scene clou da inserire nel trailer:
– Nonno, puoi aiutarmi a fare i compiti?
– La grondaia ha fatto il nido nei piccioni.
– Eh?
– PATATE!
– Ricordati di una cosa: mai versare diamanti in un plumcake.
– In che senso?
– Dal punto di vista cordiale, s'intende.
– NON CAPISCO!
– PATATE!
Alla fine il ragazzino fa una strage.

Fausto e Furio 1, 2, 3, 4, 5 e 6

Due amici cercano di prendere la patente ma hanno la parte del cervello preposta all'uso del freno che non funziona.
Forse nel 7 ce la fanno.
Nei contenuti speciali del DVD c'è Steven Segal che in una scena tagliata vomita sul cruscotto a causa di overdose di Negroni sbagliato.
In 3D.

L'insostenibile leggerezza dell'essere stronzo
(Blockbuster hollywoodiano)

2213.
Un cattivo cattivissimo ha messo un ordigno tremendo sotto il Giant Stadium di Vizzolo Predabissi (MI) proprio nel giorno in cui c'è il raduno mondiale di tutti gli asili nido dell'universo, quindi lo stadio è pieno di bambini, maestre e si sta tenendo un concerto di Cristina d'Avena Cyborg.
Il piano però viene scovato dall'intelligence Iuessè, che manda sul posto il suo agente migliore, James Migliore.
James trova la bomba aiutato da una maestra dell'asilo che ha studiato sudoku alla scuola del Maestro cinese Mikaghy, quindi è una che di arti marziali ne sa.
Quando scovano l'ordigno, il meccanismo viene attivato da un tecnico del suono che passa per sbaglio nell'inquadratura e che non sono riusciti a togliere in post-produzione, sullo schermettino della bumba paurosa compare la scritta:
TEMPO MANCANTE ALLA DETONAZIONE:
1 secondo
James Migliore: – Ma che caz
KABUM ecatombe nucleare tutto viene distrutto, miliardi di vite perse, genere umano estinto.
I produttori mi hanno detto che non lo possiamo fare perché manca un finale aperto per farne un seguito.

Per un pugno di talleri

Johannes è un Kaiserjäger solitario congedato dall'esercito austro-ungarico.
Arriva nella citrtadina di Königgrätz, dove alloggia presso una locanda, e viene a sapere della sanguinosa lotta tra due famiglie: i fratelli Baumgarten, tra i quali c'è il terribile Rajmund, esperto nell'uso della carabina-stutzen e la famiglia del Feldmarschallleutnant von Bismark.
Johannes è molto bravo nell'uso della pistoletta prussiana a percussione, e in una sorta di doppio giuoco si vende come mercenario a entrambe le famiglie, per pochi soldi, per un pugno di talleri.
Johannes ha due espressioni: con il berretto da campo in panno Feldgrau e senza il berretto da campo in panno Feldgrau.
Scena clou numero 1:
Rajmund: – Quando un uomo con la carabina-stutzen incontra un uomo con la pistoletta prussiana a percussione, l'uomo con la pistoletta prussiana a percussione è un uomo morto
Johannes: – [senza il berretto da campo in panno Feldgrau] Sarà.
Da quel momento nella cassetta della posta di Johannes continuano ad arrivare dei volantini con scritto "Enlarge your pistoletta".
Riesce quindi a guadagnare soldi, far scontrare le famiglie e a liberare una prigioniera di Rajmund, Marissa, permettendole di riunirsi con il marito e il figlio.
Viene quindi catturato e torturato, ma fugge e poi torna per lo scontro finale con Rajmund, che si sente molto sicuro perché armato della carabina-stutzen.
Ma Johannes ha escogitato un piano: sotto la giacca in panno Feldgrau ha posizionato un busto in ghisa del peso di 250 tonnellate, perché sa che Rajmund si vanta fisso con gli amici di sparare sempre al cuore.
Il suo piano è semplice e geniale: farà in modo che Rajmund gli spari più volte addosso, e quindi si rialzerà ogni volta. Quando avrà finito i colpi, allora lo ucciderà con la sua pistoletta prussiana a percussione.
Scena clou numero 2:
Johannes: – Spara al cuore, Rajmund!
Rajmund spara e spappola la testa a Johannes, perché si vantava di sparare al cuore ma in realtà aveva una mira di merda.
Fine.

Senza titolo.
[Incipit di romanzo rifutato]

Era il febbraio del '15-'18, mi trovavo su una panchina battente bandiera calabrese. Io e il sottotenente Jessica77 eravamo stanchi di quel turno di piantone, il freddo entrava nelle ossa e oramai davamo per perduto il pensionato viaggiatore al quale avevamo affidato l'urgente dispaccio per il comando, che si trovava a nord di Kinsasha, sotto la responsabilità del capitano Finley.
L'assenza di scarpe da golf rendeva oramai necessario il razionamento delle risorse e oramai la tensione non si toccava neanche con un fiore.
Fu allora che io e il sottomarino Jessica77 decidemmo di eseguire una virata che ci salvò la vita, perché di lì a poco in tutta la zona scoppiò una letale epidemia di trucioli.
Navigavamo a vista, in seconda corsia, con una sola scorta di cuore ancora intatta.

Megacazzate
[Format rifiutato da DMAX]

Prendendo spunto dall'idea di stampare un modello 1:1 della Concordia e poi fare lo scherzo di sbatterla giù di nuovo quando toglieranno quella vera, abbiamo creato questo format.
Sostanzialmente il modello fatto con la stampante 3D, per quanto pesante, stazza un tonnellaggio decisamente inferiore rispetto a quella vera.
Ma qui sta il bello. I macchinari che ci sono giù al Giglio per scappottare relitti, sono tarati per quel peso lì.
Quindi quando imbragheranno il simulacro in plastica, tireranno e si produrrà quell'effetto tipico di quando sollevi una scatola pensando che sia piena: la finta Concordia verrà proiettata in cielo con un angolo di 46/48 gradi e secondo le stime dovrebbe andare a inforcarsi fissa nel lago di Bolsena, dove ci sarà già una troupe ad attendere l'atterraggio.
Da lì potrebbe partire un tour che fionderà a caso la Concordia di luogo in luogo, valorizzando territorio e turismo bieco.

Sparticus

Angelus Minor, schiavo dedito al combattimento clandestino tra cani (solitamente nel ruolo dello sfidante sfavorito) decide che non ne può più e organizza una rivolta di schiavi col pedigree.
Tutti i suoi compagni di rivolta, però, gli chiedono in cambio un pezzo dell'osso. Sono Stati addestrati così e quindi è dura per loro cambiare modo di fare.
Alla fine si trovano liberi, ma spaesati.
Toccante la scena finale dove lui si guarda allo specchio e si chiede: "Ma di tutta questa libertà, alfine, che cazzo me ne faccio?".
Poi prende un giornale arrotolato e, nostalgico, se lo batte da solo sul culo.

Senza titolo.
[Incipit di romanzo rifutato]

G. guardò dentro il sacchetto di carta.
– Dov'è il resto?
F. lo squadrò: – Ma come fate?
– Come fate cosa?
– Come fate voi personaggi di film e telefilm a guardare dentro un sacchetto e contare i soldi, così a occhio, in due secondi.
G. appoggiò il sacchetto all'inizio del capoverso successivo e rispose: – Vedi, nel nostro mondo avviene tutto più rapidamente e ci sono delle regole. I soldi si possono contare solo in modo frenetico gettandoli su un materasso di una stanza d'albergo, oppure li metti ordinati sul tavolo in modo che poi, quando l'inquadratura arriva su di te, tu sia lì pronto a poggiare l'ultima mazzetta, come a suggerire che tu abbia passato un sacco di tempo a contarli… Ci sono anche altri metodi, ma durante uno scambio come questo guardi dentro e se ti sembrano meno lo dici, tutto qui. Ognuno ha il suo stile, ma sai, anche se siamo nel tuo libro, non posso pensare di comportarmi in modo diverso, ho una mia dignità di personaggio.

Il sacchetto li guardava, con quell'aria sorpresa che può avere una cosa di carta descritta su una pagina dello stesso materiale.
F. disse: – Ok, comunque ci sono tutti.
– Va bene, va bene. In realtà lo dico sempre, non si sa mai.
– Allora siamo d'accordo: quando faranno la trasposizione di questa storia non cercherai di truffare il mio personaggio e alla fine te ne andrai senza portarti via S. che così si rimetterà con me.
G. sorrise:- Stai tranquillo, di me ti puoi fidare.

Ridge Robot d'Acciaio
(serie animata)

Degli alieni attaccano Tokyo ma per fortuna c'è Ridge di Beautiful, all'interno del quale c'è il cantante dei Tokyo Hotel che lo pilota.
Ridge Robot d'Acciaio ha rapporti eterotecnologici con tutte le robottesse, e così come nelle scene di lotta il pilota dice "ahia" quando il robot prende le botte, nelle scene di amore il cantante dei Tokyo Hotel mugola a ritmo.
Al che passa Mazinga Ziffredi che lo scherza dicendo: – come preservativo è un po' elaborato.
Cantante dei Tokyo Hotel: – I miei orgasmi sono comunque tutti simulati, anche senza robot in mezzo.
Finisce dopo 30 puntate con Ridge che prende la ruggine e muore.

Colpo di Stallo

È un thriller fantapolitico dove in questo Paese immaginario per quarant'anni vengono ripetute e urlate varie parole, continuamente, da tutti i politici: comunisti, comunisti, comunisti, comunisti, escort, escort, escort, scandalo, scandalo, scandalo, truffa, truffa, truffa, truffa, ladri, ladri, ladri, ladri, elezioni, elezioni, elezioni, costituzione, costituzione, costituzione, fascisti, fascisti, fascisti, rivoluzione, rivoluzione, rivoluzione, impeachment, impeachment, impeachment, eversivo, eversivo, eversivo, e sempre più parole vengono urlate sempre più di continuo e mano a mano che vengono ripetute perdono sempre più di significato e vengono sostituite da altre parole che dopo un po' non significano più niente, finché l'ultima parola della quale qualcuno ricordava il significato comincia a essere gridata "vita vita vita vita!", ma ben presto perde di significato anche lei e in questo Paese immaginario tutti si ammazzano in coro.
È una commedia brillante a lieto fine.

La stima profonda ai tempi del raffreddore

Una storia di gente che si accontenta, ambientata in Italia.
Nella scena clou il protagonista corre perché ha lasciato l'auto in divieto con rimozione forzosa, e quando arriva trova una multa ma la macchina c'è ancora, allora dice: "Vabbeh, meglio di un calcio in culo".
Mi hanno detto che come film non lo producono perché non ci sono le scene di smaialeggio.

Roboausiliaredellasostacop

Rob Zygnhev Ground Zero McCormack è un ausiliario della sosta di Chicago, città violenta e piena di macchine senza tagliandino sulle strisce blu.
Mentre sta facendo la multa a un boss dello spaccio diversamente non negro che cerca di convincerlo ad essere clemente ("Yo man ehi amico stavo cercando solo di cambiare questa fottuta cazzo di bustina di crack per avere dei maledetti cazzofica di fottuti culocacca di dannati spiccioli per fare il maledettissimo tagliandino del parchimetro, non darmi la fottuta multa. Cazzo di maledetto fottuto parbleu")
passa una scolaresca che lo trucida e mette il filmato su youtube.
Ma i resti smaciullati di Rob Zygnhev Ground Zero McCormack vengono raccolti da una task Force segreta del governo che usando tecnologie avanzatissime di bio-ingegneria riesce a rimettere insieme i pezzi e lo trasforma in un eroe moderno: Roboausiliaredellasostacop!
Scena clou:
Nero. Buio.
Lo schermo sfrigola.
Si accende.
Un uomo sta guardando l'obiettivo.
Altre persone, dietro di lui, guardano ansiose.
Uomo: – Ehi… Mi senti? Ce l'abbiamo fatta ragazzo. Ora sei vivo e abbiamo sostituito il 90% del tuo corpo con tecnologia cibernetica. Sei un esperimento, se funzionerai lo faremo anche agli altri tuoi colleghi.
Quando avremo finito con te, sarai in grado di aspirare una palla da bowling da una tubatura del gas, ma ora proviamo.
Ziiiiiiip.
Buio.
Jack, sto coso si è spento!
Vabbeh, giralo.

Bad & Breakfast
(serie tv)

Un professore di ragioneria scopre di essere affetto da una gravissima forma di vita, e dato che ha una moglie incinta e un figlio scemo, decide di aprire un B&B per dare un futuro alla sua famiglia.
Per farlo, però, deve compiere un gravissimo crimine, deve cioè accatastare come foresteria aziendale la sua casa, in questo modo può scaricare al 100% dalle tasse le spese di casa. Lo aiuta un suo ex studente che lasciata la scuola ha cominciato a falsificare fatture.
Le cose vanno bene, ma lui è costretto a nascondere alla moglie questa attività e cerca scuse sempre più articolate per giustificare i turisti olandesi che girano per casa.
Ma ormai è dentro, è recensito bene anche su Trip Advisor, non può più fermarsi, e a un certo punto comincia a dare fastidio alla lobby degli albergatori, capeggiata dal potentissimo Gustavo Lamerda.
Salvo, un commercialista senza scrupoli al quale si sono rivolti per gestire il traffico sempre maggiore di turisti, gli fa aprire una Onlus internazionale con annesso negozio di generi Equosolidali, un impianto perfetto per nascondere i guadagni al fisco.
Fortunatamente un giorno arriva una buona notizia: hanno scambiato le cartelle mediche, egli non è affetto da alcuna forma di vita, quindi felice muore.

Robocopy

Jasper Jackson Ground Zero McArlington lavora come copywriter in una agenzia pubblicitaria di Kansas City (LO).
Dopo una violenta riunione con un gruppo di clienti, viene smembrato e i suoi resti raccolti dalla più grossa agenzia di New York (TO).
Bzzzzz bzzzz
Accensione
– Mi sente? Posso parlargli?
– Sì vai.
– Ciao ragazzo, abbiamo sostituito il tuo cervello con un computer collegato a internet e metà del tuo corpo con macchinari a caso. Se l'esperimento funzionerà, tutti i copywriter del mondo potranno essere sostituiti da te.
Ok, facciamo una prova.
Mi serve un claim per un preservativo ritardante per lui, stimolante per lei e aggrappante per l'intonaco.
– bzzzz bzzzz… "Vivo o morto tu verrai con me"
– Eccellente. Ok ragazzi, spegnete pure sto coso e montategli qualcosa di simile a dei piedi, oggi lo presentiamo agli azionisti.

JFK – un caso semplice

La morte di Kennedy, vista da un'ottica completamente nuova: ecco cosa succede ad andare in macchina senza le cinture di sicurezza.
Oltre a rifiutarmela è arrivato uno dell'FBI che mi ha spezzato in due un braccio.

[Raccolta] Rifiuti editoriali e cinematografici
Filed under: editoria, sceneggiature rifiutateTagged with: , ,

Esami di liquidi casuali

Esami medici non ne faccio tanti, generalmente nella mia vita non ho mai avuto bisogno, sono di salute forte, tranne per il fatto che una volta ogni venti anni circa rischio di lasciarci le penne per qualcosa. Poi in mezzo niente, eh. Forse qualche raffreddore, ma neanche tanti.
E' successo quando sono nato, dove stavo morendo di malasanità, poi a 21 anni perché mi si è perforato l'intestino così, senza avvisare.
Tra tre anni ne faccio quaranta, quindi ho deciso di cominciare a fare esami medici per rientrare in allenamento.
Così a caso ho scelto lo spermiogramma e grazie a un medico corruttibile mi sono fatto prescrivere l'esame. Mi intrigava il fatto di eiaculare in una struttura pubblica, cosa che pensavo mi sarebbe stata sempre preclusa, non avendo io velleità di intraprendere la carriera politica.

L'esame era previsto per questa mattina, ma la prima cosa bella è quando vai al centro di prenotazione. Ti dotano di vasetto sterile per il deposito e di un foglio formato A0, del quale abbiamo una diapositiva

Esami di liquidi casuali

Essendo io nuovo dell'ambiente di prenotazione ospedaliera ho subito pensato che fosse un po' come i cartelli che usi quando aspetti qualcuno all'aeroporto o alla stazione, e non immaginavo quanto mi sbagliassi e quanto sarebbe stato inopportuno presentarsi, stamane, con quel foglio puntato sul petto gridando nella sala d'aspetto cose come "SCUSI VADO BENE DI QUA PER IL DEPOSITO DEL SEME?"

Ma a questa cosa ci arriviamo dopo.

Prima, ci sono le istruzioni, alcune a voce e altre scritte, da parte del medico che poi riceverà il poco desiderabile contenitore.
Che poi, trattandosi di un esame che comporta una parte di estrazione solitaria alla quale un nerd è abituato per sua natura, uno pensa di sapere già quello che serve, ma la realtà è sempre più complessa e stupefacente. Le spiegazioni e le istruzioni, però, ti lasciano strozzati in gola dei dubbi, che nel dialogo successivo metterò tra parentesi.

Medico: – Allora, gli spermatozoi dovranno essere belli nuovi, quindi è necessario che qualche giorno prima dell'esame, tra il 24 e il 26, lei eiaculi.
Io: – Ok. (Ma dovrò eiaculare continuativamente, tra il 24 e il 26?)
M: – Poi dal 26 al 30, dovrebbe evitare di eiaculare del tutto.
Io: – Ok. (Questo è facile. Basta staccare Internet.)
M: – Se dovesse eiaculare per qualsiasi motivo, mi telefoni perché dobbiamo spostare l'esame.
Io: – Ok.(Speriamo di non eiaculare a caso, così senza motivo apparente).

Poi su un foglio ci sono altre informazioni, tra le quali (riporto pedissequamente):

– Il prelievo deve essere effettuato esclusivamente mediante masturbazione; non è ammesso l'uso di preservativi, del coito interrotto oppure orale (praticamente, in una frase, la storia della vita di ogni nerd)
– Prima dell'effettuazione del prelievo, è opportuno urinare, lavarsi le mani e sciacquare con cura i genitali senza l'uso di detergenti
– Il contenitore deve essere aperto solo immediatamente prima dell'effettuazione del prelievo, evitando di toccare le pareti interne
– Prestare attenzione che tutto il liquido seminale sia raccolto nel contenitore

Questo insieme di dati, però, genera una serie di domande inespresse:
– Se per caso eiaculo fuori tempo massimo, basta telefonare e dire "Scusi dottore, ho fatto un casino, mi hanno prestato i Google Glass e com'è, come non è, ho eiaculato" ?
– C'è un numero massimo di eiaculazioni illegali dopo il quale vengo squalificato?
– Il barattolo è enorme, per riempirlo mi serviranno diverse ore.
– Per tenere tonici gli spermatozoi posso adottare qualche stratagemma, tipo fargli ascoltare musica rock tramite applicazione scrotale di auricolari, o la cosa pregiudica il test?
– Meglio Mozart?
– E' utile rivolgersi alla sacca scrotale con parole di incoraggiamento?
– Se poi al momento del deposito non ho sufficienti stimoli per poter essere nelle condizioni di eseguire il gesto atletico, posso portare sex toys e/o mollette da bucato?
– L'operazione di estrazione (per la quale necessita un numero n di mani = 1), unita al fatto che il contenitore vada aperto solo un attimo prima (numero di mani necessarie = 2), implica uno scenario piuttosto disagevole. Se sbaglio mira e il seme finisce per terra, vale la regola dei 5 secondi come per il cibo, che se lo raccogli subito non succede niente, oppure pregiudica il test?
Poi, diciamolo, questa cosa di evitare eiaculazioni mi metteva un po' di ansia. Mi immaginavo di avere una involontaria fuoriuscita notturna dovuta ad attività onirica fuori ordinanza, di non avere il coraggio di rimandare l'esame, di arrivare lì e di trovarmi di fronte al più grande esperto mondiale di liquido seminale che, guardando in controluce il barattolo, avrebbe esclamato: "LEI HA EIACULATO QUESTA NOTTE!", quindi, smascherato, mi sarei gettato a terra in ginocchio, avrei tirato fuori da una busta le mutande indossate nella notte e avrei implorato: "SI DOTTORE! NON E' STATA COLPA MIA! ECCO, VEDA COSA RIESCE A TIRARE FUORI DA QUESTE!".

Anche a cercare su Google, non si trova niente di utile.

Insomma, già mi immaginavo una serie di eventi concatenati per i quali il barattolo alla fine avrebbe contenuto sperma misto a sudore, cotone, polvere, cioccolata calda e cera, e un esito del test così composto: "Spermatozoi con una buona motilità, ma che purtroppo la sprecano vagabondando senza meta, infastidendosi tra loro, giacendo ubriachi di vino al cartone e con un apparente disinteresse per il futuro".

Stamattina quindi mi sono presentato, e quando ho chiesto tenendo bene in vista il cartello di cui sopra dove dovessi andare per depositare il tutto, notando l'imbarazzo del personale ho capito perché, qualche giorno prima, il medico avesse aggiunto quella misteriosa frase: – Mi raccomando, quando arriva dica che ha appuntamento con il dr. Xxxxxxxxxxxx e si rechi direttamente nel sotterraneo, dove ci sono i laboratori, senza passare dall'accettazione.
Insomma è una questione di privacy e del fatto che generalmente uno pare non dovrebbe essere orgoglioso di gridare al mondo che deve prelevarsi del liquido seminale, unito complementarmente al fatto che forse anche il mondo questa cosa non voglia saperla.
Umani, io non vi capirò mai.
Mi portano quindi nella sala d'aspetto sotterranea della vergogna, deserta e unattended e della quale ho la seconda diapositiva di questo pezzo:

Esami di liquidi casuali

Passa infine il dottore che mi fa compilare dei fogli, mi dà altre raccomandazioni soprattutto sul fatto di raccogliere proprio tutto tutto tutto senza dimenticare niente in giro e mi accompagna al cesso, sulla soglia del quale mi lascio andare ad un eroico: "Ok, da qui in poi dovrei cavarmela da solo".
Medico: – Non c'è la chiave, quindi attacco sulla porta questo cartello con scritto OCCUPATO, così non rischi che entri qualcuno.
Io: – Ottimo. (Un'ultima immagine si è insinuata nella mia mente poco prima di quella che sarebbe poi stata ordinaria amministrazione: sul cartello non c'era scritto "occupato", ma "do not disturb", e io, in accappatoio di seta, da dentro il cesso, telefonavo alla reception dell'ospedale dicendo: "Concierge? Un cestello ghiacciato con una bottiglia di champagne e UN bicchiere qui al cesso del laboratorio sotterraneo, s'il vous plaît")

Quando sono andato via non ho fatto il gesto naturale di tendere la mano al dottore, il quale, nello sguardo, ha avuto uno scintillìo di gratitudine che raccontava così tanto del suo lavoro.

Filed under: assiomi, contabilità spermaticaTagged with: , , ,

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

Grazie a un anonimo attivista M5S di Codroipo, coinvolto nel progetto di riorgranizzazione e di riprogrammazione del Sistema Operativo del Movimento 5 Stelle, siamo venuti in possesso di immagini esclusive.

Le più grandi critiche al M5S, da parte della Rete, sono sempre state indirizzate agli strumenti online: una forza politica che si riprometta di realizzare la Democrazia Online – questa l'accusa – non può permettersi di avere strumenti informaticamente obsoleti, poco usabili e spesso non al passo coi tempi. Sul banco degli imputati, per questo, lui, il "guru" informatico del M5S, Casaleggio, che con la sua Casaleggio Associati si occupa proprio di comunicazione in Rete. Troppa dipendenza dal sito del Portavoce Beppe Grillo, frequenti crash, un sistema di commenti non sempre efficiente e un forum poco ordinato.

Ma tutto questo sembra destinato a finire.
A giudicare dalle schermate che abbiamo visto e che pubblichiamo in esclusiva, il M5S si candida a diventare la presenza in Rete più all'avanguardia del mondo.
Una grafica coinvolgente, ispirata, modernissima e funzionale a partire dalla login.

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

Il sistema avrà uno strumento di discussione e votazione delle proposte assolutamente meraviglioso, veloce, accattivante e che stimolerà la discussione tra attivisti, con la possibilità di confrontarsi in tempo reale con i parlamentari.

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

E a proposito di interazione con i Parlamentari, non sappiamo ancora se sia una cosa definitiva oppure no, ma pare che ci sarà uno strumento per sapere sempre dove sono i Cittadini Portavoce eletti dal popolo, durante l'orario di lavoro. Insomma, basta con gli assenteisti in Parlamento?

Le schermate segrete del restyling del Movimento Cinque Stelle

"Per aumentare la sicurezza, tutto il sistema verrà programmato in un linguaggio di programmazione di altissimo livello, Malbolge, collegato a un database NoSQL solido come OrientDB. Praticamente inattaccabile.", ci spiega la nostra fonte.
Ovviamente, tutte risorse opensource.

Il rilascio definitivo è tenuto in caldo per i giorni immediatamente precedenti alle votazioni Europee, e potrebbe essere lo strumento definitivo che proietterà il M5S anche sui monitor dei più scettici.

 

Filed under: Beppe Grillo, M5STagged with: , ,

Libertà è partecipazione, si diceva. Ma cosa vuol dire partecipare?

E' da qualche giorno che ripenso, filosoficamente, ai concetti di: Democrazia, Democrazia Rappresentativa, Democrazia Partecipativa e Uovo alla cocque (forse cercavi: uovo alla coque. Grazie Google).
Come l'uovo ha tempi di cottura misteriosi, almeno per me, ma chiarissimi secondo altri (che a parole non sbagliano mai), così la Democrazia è una pietanza dalla ricetta complessa, ma apparentemente semplice, e dai tempi di preparazione assolutamente relativi al gusto di chi deve nutrirsi.
Ovviamente penso anche a Gaber, come suggerisce il titolo, e penso che quella bella frase in un bel ritornello l'ho vista in bocca anche a Formigoni, che la canticchiava da Santoro e persino sull'immagine di copertina del profilo Facebook di Salvini. L'ho vista intrecciata anche a quello che sembra un neo-concetto, la Democrazia Partecipativa, che a sentire alcuni pare nata da quando esiste Internet. Una sorta di startup della Democrazia.

E così, anche se "Libertà è partecipazione" si riduce, gioco-forza, a uno slogan buono per chiunque abbia la svergognata faccia di servirsene, la "partecipazione" non deve diventare un esercizio pensato per partire dall'indice della mano che impugna il mouse e finisce con un click. Attenzione, non penso necessariamente a Grillo che sventola un sondaggio come strumento democratico per eccellenza, ma ci penso – e macino in testa questi concetti – da molto tempo e hanno preso a occuparmi le due ore di ragionamento pendolare giornaliero da quando, qualche giorno fa, anche Civati ha fatto lo stesso: do o no la fiducia a Renzi? Sondaggio online. Anche se poi, per fortuna, ha fatto anche un incontro "analogico", ma il sondaggio online sta diventando, nel sentimento generale, qualcosa che automaticamente "purifica".
La Democrazia Partecipativa, quindi, sembra essere un modus operandi da inseguire a colpi di click, ma tra i commentatori e i politici non ce n'è uno che si fermi un attimo a pensare.
E' comodo, veloce, moderno e soprattutto permette praticamente a chiunque di mettersi in bocca il concetto "libertà è partecipazione". Non ancora come il "like" dato alla foto di un bambino africano senza olive per il proprio Martini (cit.) che ti fa sentire attivista per i diritti umani, ma ci stiamo arrivando.
Allora mi sono chiesto: noi abbiamo una Democrazia Rappresentativa, che sappiamo bene cosa sia, ma siamo proprio sicuri di non avere una Democrazia Partecipativa?
Mi sono quindi ricordato di una cosa, il secondo paragrafo dell'art. 4 della Costituzione:

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Costituzione Italiana

A leggerlo, e intendo a "leggerlo bene", ho l'impressione che la Democrazia Partecipativa ce l'abbiamo sempre avuta. Attenzione: "secondo le proprie possibilità e la propria scelta", vuol dire una cosa ben precisa. Vuol dire che io, all'interno dello Stato nel quale sono cittadino, se voglio partecipare al "progresso materiale e spirituale", devo scegliere in che modo farlo, facendomi carico di quello che la mia possibilità (competenze, forza economica, forza lavorativa, intelletto) e la mia scelta mi consentono. Quindi, chi si occupa di cani abbandonati, perché sa fare quello, chi paga le tasse, chi combatte le mafie, chi prende la pala e spala la neve dal vialetto del condominio in cui vive, chi scrive un'interrogazione parlamentare o fa da relatore a un disegno di legge, chi insegna, chi studia, eccetera eccetera eccetera, tutti questi si stanno prendendo cura della Democrazia. Stanno già partecipando.
Partecipare non vuol dire – per forza – iscriversi a una forza politica, partecipare a una votazione o partecipare a un sondaggio online o offline che sia. A voler essere generosi, è sullo stesso piano di tutti gli altri modi, possono cambiare competenze, incidenze, responsabilità, ma la sostanza è che dare la falsa speranza che tutti possano occuparsi di tutto perché basta un click, sul lungo periodo, è peggio, perché ci sarà una iper congestione su quello che "appare" più semplice (il decidere) a discapito di quello che è più faticoso (essere buoni cittadini nelle azioni di tutti i giorni), ma soprattutto consentirà di appiattire le responsabilità. Tutti i soggetti che hanno voce politica, tutti i rappresentanti di partiti e movimenti, giocano a rinfacciarsi reciprocamente di non sapere cosa voglia dire "democrazia". "Tu non sai cosa è la democrazia", "Noi siamo la democrazia", "Voi non siete democratici", "E' democrazia, questa?".

Cristo, vi state dimenticando che la parola sconosciuta, in Italia, non è "democrazia", ma "responsabilità".

Metti di avere una marmellata di responsabilità: se la spalmi su una fetta di pane enorme, lo strato sarà semplicemente più sottile fino quasi a sparire, ma se la fetta cade (come sempre) dalla parte inzaccherata, ci incasinerà comunque il pavimento, e non saprai se la colpa è della mano che ha spalmato o di quella che ha tenuto la fetta, o della fetta stessa.
Quindi attenzione a dire "La Democrazia Rappresentativa" è il male e la sua cura è quella Partecipativa.
Perché senza una non può esistere neanche l'altra.

Libertà è partecipazione, si diceva. Ma cosa vuol dire partecipare?

(Non trovando alcuna immagine adatta, ho deciso di mettere una foto di un larice che sembra un elefante).

Filed under: politica, volare e potareTagged with:

Grillo, quando dici “La Rete”…

Caro Grillo,

non ce l'ho col tuo movimento, e neanche con te, ma con chi ti fa consulenza tecnologica.
Oggi, durante il noioso e scontato faccia a faccia con Renzi, a un certo punto lui ti ha detto una delle poche cose giuste che gli ho sentito dire, ancorché priva di qualsiasi valore riguardo il suo spessore come politico e/o leader. Ha detto: tu sei qui perché te l'ha chiesto il tuo blog.
Tu hai risposto: no, me l'ha chiesto la Rete. (errata corrige del 20/02/2014: ho risentito il video, l'audio mi aveva ingannato. Non hai risposto così, durante il faccia a faccia. Hai detto "Non ho popolo". Errore mio, l'hai detto nella conferenza stampa subito successiva: ecco qui. "Per la Rete, non per il blog".)
Mi è venuto in mente che dici spesso la Rete, invece che "blog". Anche se i vari sondaggi decisionali li fai lì sopra per i tuoi iscritti (giustamente). Ho sempre pensato che la tua fosse una sineddoche, un po' come quando dici "America" per dire "USA", per esempio. Per comodità.
Invece oggi ho capito (o pensato di capire) che ci credi, nel senso, pensi che quella sia la Rete.
Dato che è capitato anche a una mia prozia, che sapeva navigare solo sul sito del canile municipale di Turi per vedere le foto e pensava che Internet fosse tutta lì, volevo darti una misura di quello di cui parliamo.
Lo farò grazie a un sito che mi ha segnalato il mio amico Fabrizio, che tu non conosci, ma che è un bravo ragazzo (per dirti, io che sono un delinquente sapevo cosa fosse youporn, lui no, il problema è che io credevo che Internet fosse tutta lì, un po' come la mia prozia coi cani.)
Questo sito è http://internet-map.net/

Te lo linko perché così puoi provare anche tu. Ma nel caso ti metto anche le foto.
Ecco, lo apri e si presenta così:

Grillo, quando dici "La Rete"...

Così non si capisce molto, lo so.
Con il selettore in alto a sinistra puoi zoomare e allora si capisce meglio.
Questo è il web visitabile (quindi comunque una parte del tutto) e quei pallocciotti sono i siti. Se zoommi un po' verso quei pallocciotti blu, per esempio, vedi già qualcosa di più:

Grillo, quando dici "La Rete"...

Così si capisce meglio, vero?
Ecco, non è una mappa precisissima, ma è abbastanza affidabile per darci una misura di quali sono le dimensioni del web e di quello che navighiamo. Almeno dei siti più grossi, infatti quelli piccoli (come questo), non li trovi.
Possiamo divertirci a cercare i siti, a zoommare avanti e indietro, oppure possiamo usare il campo di ricerca in alto a sinistra per trovare un sito.
Proviamo col tuo.

Grillo, quando dici "La Rete"...

Trovato!
Hai un bel pallocciotto anche tu!
Ma come facciamo a sapere dove siamo? Beh, basta usare sempre la barra dello zoom in alto a sinistra.

Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...

Eh, quindi dì ai tuoi consulenti di sbloccarti il firewall, perché fuori dal tuo blog c'è un mondo!

Ciriciao Beppe!
Fra

Filed under: grillo, internetTagged with: , , ,

I proprietari delle squadre di calcio, sono tutti idioti?

Apparentemente sì.

Cerchiamo di fare un ragionamento astratto: metti di avere decine di miliardi di patrimonio, perché sei un bravo businessman o perché sei il figlio rincoglionito e immeritevole di un bravo businessman.

Questi miliardi li puoi investire in molti modi:

– in altre attività. (ok)

– in droga, sesso e stravizi (super ok)

– comprandoti proprietà immobiliari (il mattone è sempre ok)

– collezionando automobili (c'è a chi piace)

– collezionando collezionisti di automobili (io per esempio possiedo il cartellino di Montezemolo in comproprietà con Solange)

– in produzioni artistiche e culturali (simpatico alla sinistra)

– in fondazioni benefiche (simpatico bipartisan)

– in altre valute (simpatico alla destra)

oppure

– in una società di calcio dove dovrai rendere conto a una manica di scimmie con la tessera del tifoso, che se la squadra va male ti scrivono pure a caratteri cubitali che c'hai la mamma puttana e dove dovrai strapagare e coccolare una manica di foche ammaestrate deficienti in pantaloncini e dove l'unico dipendente con il quale potrai prendertela e maltrattare è una foca deficiente ammaestrata più vecchia.

Voglio dire, io capisco che uno possa sputtanarsi i soldi così, lo capisco benissimo, ma se lo facessi io sarebbe con spirito neroniano: mi compro il Barcellona e poi uso Messi come giardiniere.
Arriva il giornalista: – scusi, i tifosi si lamentano perché usa Messi come giardiniere
Risposta: – devono pazientare: imparerà, ci vorrà il suo tempo ma poi almeno avrà un mestiere tra le mani.
Giornalista: – No, sono incazzati perché secondo loro dovrebbe giuocare al pallone.
Io: – Non capisco, vado a rivedere le fatture, ma sono sicuro di averlo comprato io.

Così avrebbe senso: un folle totale che con i suoi soldi fa quello che gli pare e che se ne frega, mandando in culo tutto e tutti. Un MacAfee del calcio.

Invece no. C'è questa aura di assistenzialismo sociale (totalmente sprecato), intorno al calcio. Eppure vai a vedere e ad alti livelli c'è tutta gente che ha altre attività sane. Magari alcuni avranno attività losche, ma le società di calcio, bilanci alla mano, sono un buco nero nel quale i soldi entrano e non ne escono mai.

Mi si dice: eh ma c'è il ritorno di immagine.
Certo, poi la squadra va male e le scimmie ti scrivono a caratteri cubitali che tua mamma è una puttana in curva. Oppure ti catapultano le bombe carta a caso in giardino. Bel ritorno di immagine. Considerando che in media nelle competizioni c'è una squadra vincente su 30, direi che in ogni competizione ci sono almeno 29 imbecilli che amano essere scherzati per come spendono i loro soldi.
Bell'affare.

Eppure ci deve essere un ritorno.
I soldi sono numeri.
La matematica è matematica.
Sappiamo – perché lo sappiamo, su – che le sponsorizzazioni sportive, a livello locale, spesso (come sono buono, ho scritto solo "spesso") sono un modo per far rientrare contante in nero.
Se ci sono magnati (che è un gradino sopra "fottutamente ricco") che bruciano soldi nel calcio di alto livello, vuol dire che il ritorno VERO c'è, ma non si vede.
E non parlo di plusvalenze.
Parlo di quel ritorno per cui uno di questi dovrebbe vedersi dare del figlio di puttana da gente con la sciarpa colorata, e, invece di incazzarsi, farsi una risata alla faccia loro e poi abbozzare un comunicato dove dice di pazientare e che le cose prima o poi andranno meglio.
O questo, o sono una manica di idioti.

nella foto, io con Messi

nella foto, io con Messi

Filed under: calcio, volare e potareTagged with: , ,

Eliminare il 99% delle polemiche

Oggi dirò una cosa banale.
Non che non ne dica spesso, anzi. Solo che a volte mi piace mascherarle da storie, personaggi, mondi, perché le cose mi annoiano spesso, a partire da quelle che ho in testa.

L'ultima polemica che ho letto riguarda i ristoranti "no-kids", ristoranti nei quali è vietato l'ingresso ai bambini. Ovviamente molti se la sono presa, ma quando ho deciso di capire quale opinione ne avessi, ho cercato di mettermi nella testa di un bambino e il risultato è che dopo due secondi stavo cercando di parlare a un ragnetto che è passato sulla mia scrivania.
Il risultato, quindi è che non me ne importa un cazzo.
Questo vuol dire che non ne ho un'opinione, a riguardo?
Non precisamente. Potrei averla. Forse un giorno dovrò averla. Ma per oggi, non mi pare vitale avere un'opinione in merito, perché non è un problema mio.

Insomma, non sono cazzi miei.
Se dovessi organizzare una cena con amici con figli, non sceglierei certo quel ristorante. Alternativamente, potrei provarlo in altre occasioni. Insomma, sono cazzi del gestore, che si toglie una fetta di mercato per politiche sue, che non ledono le mie.
Il giorno che avrò un figlio, lo porterò in un altro ristorante.
Quindi è probabile che la cosa non rientrerà tra "i cazzi miei" neanche quando avrò un figlio, a ben vedere, ma non si può mai sapere, magari per allora vorrò avere un'opinione a tutti i costi.

Immediatamente mi sono messo a pensare a molte altre polemiche, anche più serie, e ho trovato che "non sono cazzi miei" è cominciata ad essere una risposta risolutiva nella maggior parte dei casi nei quali provo a mettermi nella testa di chi voglia polemizzare.

Il Paese X ha deciso di istituire il matrimonio tra omosessuali, polemica!

Ragionamento:

– sono omosessuale, io?
No
– considero il matrimonio un'istituzione indispensabile per amarsi?
Io no, ma anche se lo considerassi tale, non ha importanza
– se fossi in quel paese, sarei costretto a sposarmi con un'altra persona, per via di questa legge?
No
– La gente a cui dà fastidio, viene costretta con la forza a sposarsi con persone dello stesso sesso?
No
– Quindi la legge non lede alcun diritto umano fondamentale?
No

Soluzione: non sono cazzi miei.
Apparentemente non sono cazzi neanche di chiunque possa osteggiare la scelta di un matrimonio omosessuale.
Avanti un altro.

C'è gente che vorrebbe il diritto all'eutanasia, polemica!

Ragionamento:
– mi trovo nella condizione di scegliere tra vita e morte?
No
– l'eutanasia mi verrebbe applicata contro la mia volontà?
No

– il corpo di chi voglia eventualmente avere diritto all'eutanasia è mio?
No
– Una persona contraria all'eutanasia, verrebbe costretta a forza a ricorrevi?
No
– Quindi un diritto del genere non lederebbe alcun diritto umano fondamentale?
No

Soluzione: sono cazzi esclusivamente personali, non miei.

Che una persona sia contraria alla volontà di altri di avere il diritto all'eutanasia o a una unione in matrimonio, non dovrebbe essere classificata come discussione riguardo un problema "morale", ma semplicemente essere incasellata come "gente che non si fa i cazzi propri e lo fa in pubblico, a volte anche orgogliosamente" e liquidata così.

Forse il farsi i cazzi degli altri andrebbe vietato, ma non ho ancora un'opinione, a riguardo, perché generalmente non me li faccio.
Forse da qualche parte c'è scritto che farsi i cazzi degli altri è cosa buona e giusta.
Dovrei provare a mettermi nella testa stretta di chi se li fa, per capire.
Ma non oggi.

Eliminare il 99% delle polemiche
Filed under: pettirossi, volare e potareTagged with: ,