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La formula per un blog di successo (e un piano B)

Ho letto decine di interessanti articoli su come aumentare visite al proprio sito attraverso un uso diligente del codice, una corretta scelta delle condivisioni sui social, una trattazione originale e un'esposizione chiara, il tutto condito da qualche infografica.

Avevano, tutti sommati, meno visite, like e condivisioni di un articolo dove si parla di uno qualunque degli argomenti "tiravisite": tette (rifatte vs naturali), gattini, Beppe Grillo, M5S, Berlusconi, PD spaccato, Papa Francesco e Lady Gaga che lecca rospi su un F35 che produce scie chimiche.

Di seguito, una infografica hipster e tendenzialmente metrosessuale che indica la formula certa per il successo.
Con anche un "Piano B".
Qualsiasi nerd ha sempre un piano B.

La formula per un blog di successo (e un piano B)
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Bersani, la vittima sacrificale

Bersani, la vittima sacrificale

Una considerazione, che voleva essere breve e che si è allungata un po', perché il treno stamattina ci ha messo un po' di più a portarmi in ufficio. Come di consueto, quando scrivo cose un pelo più lunghe e serie, il mio primo pensiero va a quanti hanno visioni mistiche non appena leggono qualcosa di lunghezza superiore a un SMS, e li invito a spostarsi subito sul sito della Pimpa, decisamente meno impegnativo.

A me, come tutti, piace scherzare su Bersani, sulla sua aria da cane bastonato, sul suo fare da curato di campagna che nessuno ascolta, sulla sua attitudine alla sconfitta.

Cliché, che oramai sono divenuti la "sostanza".

Ragionando però al di fuori dei cliché, dobbiamo ammettere una cosa: Bersani sta facendo, primo da non so quanti anni a questa parte, quel "qualcosa di sinistra" che morettianamente ogni tanto si è chiesto in questi anni alle teste del PD. Di un PD al quale possiamo rimproverare tutto quello che ci viene in mente, a partire dalla cronica incapacità di comunicare efficacemente.

Se stai pensando all'originalissimo accostamento comico "governo spacciato in partenza = perdere = qualcosa di sinistra" allora corri su Twitter o su Facebook a postare la tua battuta, potresti essere il primo! Pensa, poi potresti accusare di plagio tutti gli altri sei milioni di utenti che ci penseranno dopo di te, e insieme poi potrete accusare anche Crozza o i suoi autori per averci pensato pure loro.

Se, invece, hai letto la frase sopra e stai pensando di scrivere la stessa cosa, però qui sotto nei commenti e tutta in maiuscolo, vai qui.

Al netto di questi incisi, quale è il punto?

Per capirlo partiamo da un dato: ci sono tre forze politiche bene o male a pari merito.

Berlusconi è ancora in campagna elettorale e la sua posizione è la solita di quando "quasi-perde": o (anche) con noi o elezioni.

Grillo è ancora in campagna elettorale e annulla ogni dibattito possibile dei suoi, plagiando citando il Bossi dei tempi andati e gridando: o noi o elezioni.

Insomma, entrambi stanno pensando al proprio interesse particolare, che sebbene sia di due qualità differenti (dilatazione dei tempi giudiziari per Berlusconi; coerenza teatrale per Grillo), alla fine nessuno dei due sta rischiando un centesimo della propria credibilità in ottica elettorale.

Bersani, il povero e mansueto Bersani, comunque vada, politicamente si sta bruciando, sia all'interno del PD che all'esterno. Che gli riesca o no tenere in piedi un governo zoppicante per un po', dovrà poi passare la mano a qualcun altro, e lo sa benissimo.

In ottica "campagna elettorale continua" avrebbe avuto tutto il diritto di comportarsi come gli altri due suoi colleghi, chiedere nuove elezioni e ripresentarsi. Invece sa perfettamente che dopo oggi, comunque vada, la sua leadership nel centro-centro-centro-sinistra è finita.

Perché lo fa?

Per il brivido di essere presidente del consiglio per quindici minuti?

No, io penso lo faccia perché ci sono cose che vanno tentate, al di là del proprio interesse percentuale, perché comunque qualcuno dei tre un tentativo di governo doveva farlo, se non altro per tamponare lo sciacallaggio finanziario degli speculatori, almeno. Berlusconi di fatto non ha presentato nessuna proposta a Napolitano e Grillo neanche. Perché vi ricordo che le consultazioni post elettorali funzionano che tu vai da Napolitano e dici "Il presidente del consiglio che vogliamo proporre è questo", se non nomini nessuno, come hanno fatto Berlusconi e Grillo, non puoi essere incaricato, a meno che tu non pensi che Napolitano legga nella mente e scoreggi scie chimiche.

Con la pagliuzza corta ci è rimasto Bersani, che quindi è diventato un po' come il tizio di colore degli action movie hollywoodiani. Anzi, possiamo identificare tutti e tre come personaggi di un filmaccio:

Berlusconi (la fighetta bionda)- Mi si è spezzata un'unghia! Qualcuno mi porti in braccio!

Grillo (il bove americano con la mascella quadrata, i muscoli e gli occhi vicinissimi al setto nasale) – Dobbiamo dividerci! Moriremo tutti!

Bersani (il nero) – Ok, vado io! Copritemi!

GROAAAR

Berlusconi – Il negro è morto.

Grillo – Che dio lo abbia in vaffanculo.

Berlusconi – Ora che facciamo?

Grillo – Taci, puttana.

Berlusconi – Ti amo.

Il pubblico medio del blockbuster (masticando popcò) – Che figata.

Oppure è come quei personaggi di Star Trek con le giubbette rosse, che il Capitano Kirk chiama, chissà perché, a scendere su un pianeta ostile e sconosciuto e che muoiono subito per far capire che la situazione è complicata.

Tutto sta nel "clilché-Bersani", ma sempre ragionando fuori dagli stampini comici, forse la politica è anche provare le cose disperate, forse essere di sinistra è anche pensare che una battaglia valga la pena combatterla anche se è persa in partenza. Fa anche ridere, dirlo, perché verrebbe da dire che la sinistra abbia la vocazione a scegliersi le battaglie perse in partenza, ma rendiamoci anche conto che considerare "sfigato" chi perde, è un sottoprodotto della cultura endemol-magnolia-catodico-berlusconiana. Non esiste un pensiero che non porti con sé la propria smentita o la propria ridicolizzazione.
Sono ridicolo io, a scrivere queste cose.
Siamo ridicoli tutti, a pensare che esista il deus-ex-machina, in politica, che ci salverà, perché sono siamo tutti nell'angolo e non c'è nessun gigante buono all'orizzonte.

Bersani, comunque si muova, sbaglierà, e sa che non gli verrà riconosciuto neanche il merito di essersi mosso, perché da qualche punto di vista sta sbagliando anche a muoversi.

Dopo, saremo tutti pronti per una nuova spumeggiante campagna elettorale "ufficiale", all'insegna, ancora, del
"questa volta si fa sul serio, cribbio!" (Berlusconi)
e del
"sarete saremo tutti più poveri e più felici!" (Grillo)
e del
"per un centro-centro-centro-centro-centro-centro-(sinistra) finalmente vincente!" (Renzi)

p.s.: il pezzo è pieno di cliché, è vero. Ma sul mio blog faccio il cazzo che mi pare.

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Il mandato esplorativo

Ieri Napolitano mi ha dato un mandato esplorativo per formare il nuovo Governo.

Il mandato esplorativo consiste nel farsi paracadutare dentro Montecitorio e vedere un po' se si sopravvive. Un po' come fa quel tizio scemo nord-irlandese della TV, Bear Qualcosa, che si lancia dai dirupi a cazzo di cane, mangia mmerda e limona duro con serpenti velenosi (senza poi neanche mandare loro un sms la mattina dopo), però poi pensi: vabbeh, ma il cameraman che lo segue fa le stesse cose pure con l'attrezzatura addosso, un po' come Ginger Rogers che faceva gli stessi passi di Fred Astaire ma sulle zeppe alte.

Ma non divaghiamo. Il compito più difficile sarà quello di incontrare Grillo. Mica per altro, il problema è che dobbiamo far rimuovere tutti gli specchi dalle stanze perché quello è come un gattino incazzato, appena passa e si vede riflesso fa la gobba, soffia e fa una coda grossa così, giuro. Quindi abbiamo allestito una stanza dove lo riceverò, con colori rilassanti, wifi che prende benissimo, un po' di tablet sparsi in giro per dare quell'impressione lì che sia tutto duepuntozzero, fontanelle di acqua potabile e alcuni paggetti che al suo passaggio spargeranno pannelli solari. Sul tavolo della stanza mettiamo anche un vassoio con dentro dei grillini dissidenti, così se ne ha voglia ne sgranocchia qualcuno, ne è particolarmente ghiotto.

Bersani mi ha già chiamato dicendo che gli va bene tutto. Allora, visto che c'ero, gli ho detto di lavarmi l'auto. Ha accettato con entusiasmo. Una commessa di Montecitorio, vedendolo così azzerbinato, ha deciso di prenderlo in casa anche se ci sarà da discutere col marito su chi deve portarlo fuori la mattina presto.

Monti mi ha preso da parte e mi ha fatto un discorso. Era seduto davanti a un camino con il plaid sulle ginocchia e ogni tanto si piegava di lato e petava. La cosa mi ha intenerito perché mi ha ricordato un po' mio nonno. Alla fine mentre mi parlava io stavo pensando ai cazzi miei, dicevo "sì sì" perché poi gli anziani se la prendono se capiscono che non li stai ascoltando, ma, se devo essere sincero, non mi ricordo niente.
Ricordo solo che alla fine mi ha chiesto se avevo la fidanzata e mi ha dato 50 euro per portarla fuori a cena, poi si è addormentato.

A un certo punto mi hanno detto che mi cercava al telefono Fini ma gli ho fatto rispondere che non compriamo nulla. Appena ho tempo vado su Wikipedia a vedere chi cazzo è 'sto Fini.

Berlusconi lo lascio per ultimo perché si sta facendo installare un catetere con il tubo del 12 dato che dopo deve andare a un rave party di 48 ore e non è che può stare lì ad andare a pisciare ogni due minuti.

P.s.: ho visto su Wikipedia e alla voce "Fini" c'è scritto "ottimo politico".

Il mandato esplorativo
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