Tag: governo

Cosa può fare una famiglia italiana con l’abolizione dell’IMU

Secondo le ultime stime di Federconsumatori, gli aumenti sul costo della vita per le famiglie, nel 2013, sono i seguenti:

  AUMENTI 2013   Euro/anno
   
 Tariffe gas  – 41 euro
 Tariffe elettricità  – 5 euro
 Alimentazione (+5%)   299 euro
 Trasporti ( treni e servizi locali)  113 euro
 Carburanti (comprese accise regionali)  132 euro
 Assicurazione auto (+5%)  61 euro
 Servizi bancari + mutui + bolli + tasse  118 euro
 Derivati del petrolio, detersivi, plastiche e prodotti per la casa  153 euro
 Tariffe autostradali (+2%)  38 euro
 Tariffe aeroportuali  31 euro
 Tariffe acqua  26 euro
 Tariffe rifiuti  49 euro
 Riscaldamento  44 euro
 Addizionali territoriali  173 euro
 Scuola  (mense +36 €, libri e materiale +26 €)  62 euro
 Tariffe professionali-artigianali  181 euro
 Tariffe postali + canone rai  58 euro
   
 TOTALE  1.492 euro

E' quindi lampante che una famiglia, con l'abolizione dell'IMU, può pulircisi il culo.

Cosa può fare una famiglia italiana con l'abolizione dell'IMU
Filed under: imu, politicaTagged with: , ,

Oltre che di evasione, parliamo di elusione delle Grandi Aziende e delle società di capitali

Oltre che di evasione, parliamo di elusione delle Grandi Aziende e delle società di capitali

Il problema dell'evasione fiscale, in Italia, è ramificato e complesso. Si spalma su più settori e sottrae al fisco centinaia di miliardi, costringendo chi non possa moralmente o fisicamente evadere a sostenere un carico fiscale enorme.
Ma quando si parla di evasione, la politica la butta semrpe su due piani: lavoro nero, mancata emissione di scontrini, mancati pagamenti tributari di PMI e professionisti.
Ha un enorme peso la criminalità organizzata, ma quello è un ambito sempre così delicato, da trattare, così incrociato con il giuridico che i politici e i portavoce faticano sempre un po' a trattarlo. Quindi si scatena la solita, vecchia, "guerra tra poveri": il dipendente addita i professionisti (quelli però estranei, se hai l'idraulico amico che ti propone di non fare la fattura ci mancherebbe, non sarà mica il mio amico a rovinare l'italia), i professionisti additano i politici che sprecano, i politici si additano a vicenda a seconda del fatto che facciano o no parte del Governo o dell'opposizione.
In mezzo, ci dimentichiamo delle Grandi Aziende e le società di capitali. Secondo un rapporto di KLRS fatto nel 2012 per Consumatori.it, il gettito mancato al Fisco nel 2011 si è distribuito in questo modo:

Economia sommersa: tre milioni di lavoratori in nero (inlcudendo anche 850 mila dipendenti che fanno un secondo o terzo lavoro in nero) hanno prodotto un'evasione di imposta di 34,3 miliardi di euro.

Economia criminale: 78,2 miliardi sottratti al fisco nel 2011, ma questi lasciamoli in pace, anzi, baciamo le mani.

Società di capitali: il 78% delle società di capitali italiane (circa 800mila soggetti) hanno dichiarato nel 2011 redditi negativi o inferiori ai 10mila euro, non versando imposte di alcun tipo. Molte di queste imprese chiudono nel giro di 5 anni per evitare controlli. L'elusione di queste società è ammontata in quell'anno a 22,4 miliardi.

Big Company: un terzo delle Grandi Aziende italiane nel 2011 ha chiuso il bilancio in perdita, non pagando tasse. L'uso delle controllate in paradisi fiscali le ha aiutate a eludere 38 miliardi di euro nel 2011.

Società di capitali e Big Company, insieme, portano via 60,4 miliardi l'anno all'Erario.
Però qui non parliamo di evasione, ma di quel territorio di confine che si chiama elusione fiscale, o più tecnicamente "abuso del diritto": sfruttare le pieghe di un sistema, per trarne vantaggi fiscali.

Ci sono molti "giochetti" che si possono fare con le società controllate in paradisi fiscali: per esempio, l'acquisto di hardware e macchinari che vengono poi venduti a prezzi gonfiati alle capofila nostrane, lasciando in perdita l'azienda Italiana ma gonfiando le casse della società paradisiaca, che poi avrà la libertà di gestire come meglio crede quell'utile.
Voi direte: ma ci sono le black list dei paradisi fiscali.
Certo, ma se un paradiso fiscale fosse sotto l'ala, per esempio, degli Stati Uniti, o forse addirittura uno dei 51 Stati, potrebbe mai finire in black list?
Dai, non scherziamo.
Vorrei quindi evidenziare il caso del Delaware.

Il Delaware magari l'abbiamo sentito solo in qualche racconto o in qualche film. Come qualsiasi Stato USA che senti solo saltuariamente, ci appare come una cosa col nome fico nel quale probabilmente ci sono o cowboy che sputano tabacco masticato, o poliziotti della scientifica infallibili che hanno occhiali a specchio alla moda.
Il Delaware è innanzitutto conosciuto dagli statunitensi come "The First State", la prima colonia a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti. Quella che citano sempre gli avvocati con il primo emendamento o anche il quinto. Che tu non sai manco che cazzo siano questi emendamenti, ma quando li citano risolvono sempre tutto, un po' come se avessero detto "arimo" e tutti fanno "oooooh" e tu pensi "ma che cazzo, non poteva tirarlo fuori all'inizio e poi il resto del film lo passavano a bere in un pub?".
Ha quasi un milione di abitanti, 57 comuni e 3 contee (e qui vengono sempre in mente i fratelli Duke di Hazard con il Generale Lee e Boss Hogg). Al 79% sono Cristiani con le varie declinazioni tipiche degli US, dai Protestanti ai Pentecostali, al 19% Atei e rimane un 2% che sono persone inutili senza un'opinione in merito.

Ok, ora che ho spiegato cosa sia politicamente il Delaware come stato (una spiegazione che verrà introdotta negli studi di scienze politiche), vediamo di capire cosa sia fiscalmente, perché riguarda anche noi. Sì sì.
In Delaware si possono costituire società LLC (che sono come le nostre SRL, società di capitali a responsabilità limitata).
Se una "Delaware LLC":

1. ha i soci residenti all'estero e non statunitensi
2. non svolge business sul territorio US
3. non possiede conti correnti in US
4. non ha dipendenti in US

non paga imposte sugli utili.
Questo per il principio del pass-through-tax-status, e cioè che se ci sono le condizioni sopra descritte, il fisco americano considera gli utili di questa società come utili personali dei soci, che quindi dovranno essere tassati nei paesi di residenza degli stessi.
Certo, se poi uno si dimentica, come capita spesso qui in Italia, di inserire nella propria dichiarazione dei redditi l'utile di una società estera della quale è socio, ecco che il giochetto funziona perfettamente.
Ma ci saranno dei registri, parliamo degli Stati Uniti, non delle Cayman!
Certo, ci sono dei registri, che nella maggior parte degli stati USA sono pubblici. Il problema è che il database del Delaware è chiuso, e può essere aperto solo in caso di rogatoria internazionale. Ma consultando uno dei tanti siti che offrono a pagamento la consulenza per aprire una società in Delaware "chiavi in mano", con tanto di numero di telefono, indirizzo e tutti gli orpelli necessari, basta mettere una società off-shore dentro una LLC in Delaware e la tracciabilità è impossibile. Quindi basta costituire una società anonima ad Antigua, per dire uno stato a caso, e con quella creare una LLC in Delaware.
La LLC sarà pulita e potrà operare sui mercati UE.
E anche in Svizzera, che notoriamente non disdegna queste cose: infatti molte delle società che ti aiutano per poche centinaia di euro ad avere una LLC pienamente legale e funzionante in Delaware, sono studi di consulenza fiscale svizzeri.
Ma anche se fai business negli Stati Uniti, le tasse sono bassissime: 300 dollari per costituire la società, 5,95% di tasse sul reddito e 8,7% sugli utili della società.
Ovviamente, il 60% delle prime 500 aziende del mondo, ha una sede o una controllata, diretta o indiretta, in Delaware. Tra queste ci sono tutte le più grandi aziende Italiane o le sedi nostrane delle grandi aziende straniere, anche quelle alle quali paghiamo bollette, nelle quali depositiamo i nostri soldi, dalle quali compriamo le nostre auto, delle quali usiamo i social network, alcune delle squadre di calcio che tifiamo e persino società industriali partecipate dallo Stato Italiano, che diventa così, di fatto, un elusore del proprio sistema tributario.
Ci sono anche molte società di carte di credito e sapete perché? Perché non ci sono controlli né sanzioni sui servizi di prestito del denaro, in Delaware. In sostanza, puoi fare una carta di credito a consumo con tassi da usura, senza rischiare nulla.

Credo sia ora di parlare (anche) di queste realtà e introdurre dei meccanismi per i quali un'azienda debba dimostrare il perché abbia bisogno di una controllata in Delaware o in qualsiasi altro Stato a tassazione ridicola.

Filed under: fisco, politicaTagged with: , ,

Perché Alfano non può dire “Io non sapevo”: #Art95

Questi tempi così bui ci lasciano, ad ogni nuovo scandalo della politica Italiana, solo una certezza: che la nostra Costituzione è davvero bella.
E' forse una magra consolazione, visto che quasi regolarmente viene disattesa o ignorata, ma anche oggi, con lo scandalo kazako che ci proietta direttamente in una dimensione nuova, quella del Paese che mette le proprie strutture a disposizione di una dittatura straniera, con il sacrificio del capro espiatorio Procaccini, anche oggi possiamo dire che la Costituzione ci dà una certezza: Alfano non può cavarsela con un "non sapevo". Non può farlo lui come nessun altro Ministro della Repubblica di fronte a un qualsiasi atto avvenuto all'interno del proprio Ministero.
E' un principio semplice: quello della responsabilità oggettiva. Un principio che, come al solito, viene applicato in molti ambiti (un amministratore delegato è penalmente responsabile di ciò che avviene nella sua azienda), ma al quale la politica sfugge.
L'articolo 95, come molti altri articoli, è semplice, non equivocabile:

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.

Costituzione della Repubblica Italiana

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Una frase semplice, che ogni Parlamentare dovrebbe conoscere.

Di fronte all'onorabilità della Costituzione, quindi, nessuna scusa può valere: Alfano deve dimettersi.
E il PD non deve coprirlo.
E le opposizioni, Sel e M5S, devono chiedere che venga rispettata la Costituzione.

Ma la realtà dei fatti la conosciamo tutti: Alfano è Ministro con un'unica funzione, quella di Polizza Assicurativa di Berlusconi. Quindi non può essere rimosso perché Berlusconi farebbe cadere il Governo.
Quindi, se ancora dovesse servire, abbiamo la dimostrazione che Berlusconi, in Italia, è più importante della Costituzione.

PD, PDL, Scelta Civica, non votando la sfiducia ad Alfano, certificheranno che la Costituzione Italiana è bellissima, ma inutile.

Perché Alfano non può dire "Io non sapevo": #Art95
Filed under: costituzione, politicaTagged with: , , , , , ,

Bersani, la vittima sacrificale

Bersani, la vittima sacrificale

Una considerazione, che voleva essere breve e che si è allungata un po', perché il treno stamattina ci ha messo un po' di più a portarmi in ufficio. Come di consueto, quando scrivo cose un pelo più lunghe e serie, il mio primo pensiero va a quanti hanno visioni mistiche non appena leggono qualcosa di lunghezza superiore a un SMS, e li invito a spostarsi subito sul sito della Pimpa, decisamente meno impegnativo.

A me, come tutti, piace scherzare su Bersani, sulla sua aria da cane bastonato, sul suo fare da curato di campagna che nessuno ascolta, sulla sua attitudine alla sconfitta.

Cliché, che oramai sono divenuti la "sostanza".

Ragionando però al di fuori dei cliché, dobbiamo ammettere una cosa: Bersani sta facendo, primo da non so quanti anni a questa parte, quel "qualcosa di sinistra" che morettianamente ogni tanto si è chiesto in questi anni alle teste del PD. Di un PD al quale possiamo rimproverare tutto quello che ci viene in mente, a partire dalla cronica incapacità di comunicare efficacemente.

Se stai pensando all'originalissimo accostamento comico "governo spacciato in partenza = perdere = qualcosa di sinistra" allora corri su Twitter o su Facebook a postare la tua battuta, potresti essere il primo! Pensa, poi potresti accusare di plagio tutti gli altri sei milioni di utenti che ci penseranno dopo di te, e insieme poi potrete accusare anche Crozza o i suoi autori per averci pensato pure loro.

Se, invece, hai letto la frase sopra e stai pensando di scrivere la stessa cosa, però qui sotto nei commenti e tutta in maiuscolo, vai qui.

Al netto di questi incisi, quale è il punto?

Per capirlo partiamo da un dato: ci sono tre forze politiche bene o male a pari merito.

Berlusconi è ancora in campagna elettorale e la sua posizione è la solita di quando "quasi-perde": o (anche) con noi o elezioni.

Grillo è ancora in campagna elettorale e annulla ogni dibattito possibile dei suoi, plagiando citando il Bossi dei tempi andati e gridando: o noi o elezioni.

Insomma, entrambi stanno pensando al proprio interesse particolare, che sebbene sia di due qualità differenti (dilatazione dei tempi giudiziari per Berlusconi; coerenza teatrale per Grillo), alla fine nessuno dei due sta rischiando un centesimo della propria credibilità in ottica elettorale.

Bersani, il povero e mansueto Bersani, comunque vada, politicamente si sta bruciando, sia all'interno del PD che all'esterno. Che gli riesca o no tenere in piedi un governo zoppicante per un po', dovrà poi passare la mano a qualcun altro, e lo sa benissimo.

In ottica "campagna elettorale continua" avrebbe avuto tutto il diritto di comportarsi come gli altri due suoi colleghi, chiedere nuove elezioni e ripresentarsi. Invece sa perfettamente che dopo oggi, comunque vada, la sua leadership nel centro-centro-centro-sinistra è finita.

Perché lo fa?

Per il brivido di essere presidente del consiglio per quindici minuti?

No, io penso lo faccia perché ci sono cose che vanno tentate, al di là del proprio interesse percentuale, perché comunque qualcuno dei tre un tentativo di governo doveva farlo, se non altro per tamponare lo sciacallaggio finanziario degli speculatori, almeno. Berlusconi di fatto non ha presentato nessuna proposta a Napolitano e Grillo neanche. Perché vi ricordo che le consultazioni post elettorali funzionano che tu vai da Napolitano e dici "Il presidente del consiglio che vogliamo proporre è questo", se non nomini nessuno, come hanno fatto Berlusconi e Grillo, non puoi essere incaricato, a meno che tu non pensi che Napolitano legga nella mente e scoreggi scie chimiche.

Con la pagliuzza corta ci è rimasto Bersani, che quindi è diventato un po' come il tizio di colore degli action movie hollywoodiani. Anzi, possiamo identificare tutti e tre come personaggi di un filmaccio:

Berlusconi (la fighetta bionda)- Mi si è spezzata un'unghia! Qualcuno mi porti in braccio!

Grillo (il bove americano con la mascella quadrata, i muscoli e gli occhi vicinissimi al setto nasale) – Dobbiamo dividerci! Moriremo tutti!

Bersani (il nero) – Ok, vado io! Copritemi!

GROAAAR

Berlusconi – Il negro è morto.

Grillo – Che dio lo abbia in vaffanculo.

Berlusconi – Ora che facciamo?

Grillo – Taci, puttana.

Berlusconi – Ti amo.

Il pubblico medio del blockbuster (masticando popcò) – Che figata.

Oppure è come quei personaggi di Star Trek con le giubbette rosse, che il Capitano Kirk chiama, chissà perché, a scendere su un pianeta ostile e sconosciuto e che muoiono subito per far capire che la situazione è complicata.

Tutto sta nel "clilché-Bersani", ma sempre ragionando fuori dagli stampini comici, forse la politica è anche provare le cose disperate, forse essere di sinistra è anche pensare che una battaglia valga la pena combatterla anche se è persa in partenza. Fa anche ridere, dirlo, perché verrebbe da dire che la sinistra abbia la vocazione a scegliersi le battaglie perse in partenza, ma rendiamoci anche conto che considerare "sfigato" chi perde, è un sottoprodotto della cultura endemol-magnolia-catodico-berlusconiana. Non esiste un pensiero che non porti con sé la propria smentita o la propria ridicolizzazione.
Sono ridicolo io, a scrivere queste cose.
Siamo ridicoli tutti, a pensare che esista il deus-ex-machina, in politica, che ci salverà, perché sono siamo tutti nell'angolo e non c'è nessun gigante buono all'orizzonte.

Bersani, comunque si muova, sbaglierà, e sa che non gli verrà riconosciuto neanche il merito di essersi mosso, perché da qualche punto di vista sta sbagliando anche a muoversi.

Dopo, saremo tutti pronti per una nuova spumeggiante campagna elettorale "ufficiale", all'insegna, ancora, del
"questa volta si fa sul serio, cribbio!" (Berlusconi)
e del
"sarete saremo tutti più poveri e più felici!" (Grillo)
e del
"per un centro-centro-centro-centro-centro-centro-(sinistra) finalmente vincente!" (Renzi)

p.s.: il pezzo è pieno di cliché, è vero. Ma sul mio blog faccio il cazzo che mi pare.

Filed under: bersani, grilloTagged with: , , ,

Prove di fiducia per Bersani

Bersani oggi ha fatto varie prova di fiducia.

Nell'ordine:
– il gatto ha annusato i croccantini e se n'è andato schifato preferendo morire di fame
– la moglie ha risposto al suo "stasera torno tardi" con "meno male"
– Il barista gli ha chiesto se salda subito tutti i cappuccini del mese in corso e gli lascia un acconto per quelli futuri
– quando ha messo i soldi nella macchinetta automatica per prendere il tramezzino sul display è apparsa la scritta "Riprova, sarai più fortunato"
– Un piccione con la diarrea gli è passato sopra ma ha preferito comunque trattenersi e cagare più avanti
– ha dato una monetina a un drogatello davanti a Montecitorio e subito dopo questo ha controllato se fosse vera
– In riunione con i parlamentari del PD ha detto: "Vorrei dire una cosa". A quel punto Civati ha detto sottovoce al suo vicino di banco: "Ci deve essere un rubinetto che gocciola di là" e sono andati tutti a controllare.
– Ha chiamato la redazione della Zanzara ma gli hanno risposto: "Bello scherzo, ma impara a fare le imitazioni, poi manda il cv."
– E' andato in chiesa a confessarsi, ha parlato un po', ma visto che il prete non rispondeva ha guardato dentro il confessionale e c'era un biglietto con scritto "Torno subito".
– Ha provato a votare per alzata di mano per decidere se andare a prendere un caffè e gli è venuto un crampo.
– A un certo punto sono passati Bruce Willis e un bambino, il bambino ha indicato Bersani e Bruce Willis gli ha chiesto: "Lì tu vedi una persona, quindi?". Il bambino ha risposto: "No, c'è una gelateria, lì, mi compri pistacchio e fragola?".
– Ha inserito la password per leggersi la mail e il sito gli ha risposto con questo captcha:

dimostra che sei tu, immetti il codice che vedi nell'immagine

dimostra che sei tu, immetti il codice che vedi nell’immagine

Quindi mi ha telefonato e mi ha detto che secondo lui il governo non nasce sotto auspici buonissimi.
Io l'ho un po' consolato ma poi avevo sotto un'altra chiamata e l'ho lasciato lì.

Prove di fiducia per Bersani
Filed under: bersani, politicaTagged with: ,