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La formula per un blog di successo (e un piano B)

Ho letto decine di interessanti articoli su come aumentare visite al proprio sito attraverso un uso diligente del codice, una corretta scelta delle condivisioni sui social, una trattazione originale e un'esposizione chiara, il tutto condito da qualche infografica.

Avevano, tutti sommati, meno visite, like e condivisioni di un articolo dove si parla di uno qualunque degli argomenti "tiravisite": tette (rifatte vs naturali), gattini, Beppe Grillo, M5S, Berlusconi, PD spaccato, Papa Francesco e Lady Gaga che lecca rospi su un F35 che produce scie chimiche.

Di seguito, una infografica hipster e tendenzialmente metrosessuale che indica la formula certa per il successo.
Con anche un "Piano B".
Qualsiasi nerd ha sempre un piano B.

La formula per un blog di successo (e un piano B)
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Perché Alfano non può dire “Io non sapevo”: #Art95

Questi tempi così bui ci lasciano, ad ogni nuovo scandalo della politica Italiana, solo una certezza: che la nostra Costituzione è davvero bella.
E' forse una magra consolazione, visto che quasi regolarmente viene disattesa o ignorata, ma anche oggi, con lo scandalo kazako che ci proietta direttamente in una dimensione nuova, quella del Paese che mette le proprie strutture a disposizione di una dittatura straniera, con il sacrificio del capro espiatorio Procaccini, anche oggi possiamo dire che la Costituzione ci dà una certezza: Alfano non può cavarsela con un "non sapevo". Non può farlo lui come nessun altro Ministro della Repubblica di fronte a un qualsiasi atto avvenuto all'interno del proprio Ministero.
E' un principio semplice: quello della responsabilità oggettiva. Un principio che, come al solito, viene applicato in molti ambiti (un amministratore delegato è penalmente responsabile di ciò che avviene nella sua azienda), ma al quale la politica sfugge.
L'articolo 95, come molti altri articoli, è semplice, non equivocabile:

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.

Costituzione della Repubblica Italiana

I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Una frase semplice, che ogni Parlamentare dovrebbe conoscere.

Di fronte all'onorabilità della Costituzione, quindi, nessuna scusa può valere: Alfano deve dimettersi.
E il PD non deve coprirlo.
E le opposizioni, Sel e M5S, devono chiedere che venga rispettata la Costituzione.

Ma la realtà dei fatti la conosciamo tutti: Alfano è Ministro con un'unica funzione, quella di Polizza Assicurativa di Berlusconi. Quindi non può essere rimosso perché Berlusconi farebbe cadere il Governo.
Quindi, se ancora dovesse servire, abbiamo la dimostrazione che Berlusconi, in Italia, è più importante della Costituzione.

PD, PDL, Scelta Civica, non votando la sfiducia ad Alfano, certificheranno che la Costituzione Italiana è bellissima, ma inutile.

Perché Alfano non può dire "Io non sapevo": #Art95
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Il mandato esplorativo

Ieri Napolitano mi ha dato un mandato esplorativo per formare il nuovo Governo.

Il mandato esplorativo consiste nel farsi paracadutare dentro Montecitorio e vedere un po' se si sopravvive. Un po' come fa quel tizio scemo nord-irlandese della TV, Bear Qualcosa, che si lancia dai dirupi a cazzo di cane, mangia mmerda e limona duro con serpenti velenosi (senza poi neanche mandare loro un sms la mattina dopo), però poi pensi: vabbeh, ma il cameraman che lo segue fa le stesse cose pure con l'attrezzatura addosso, un po' come Ginger Rogers che faceva gli stessi passi di Fred Astaire ma sulle zeppe alte.

Ma non divaghiamo. Il compito più difficile sarà quello di incontrare Grillo. Mica per altro, il problema è che dobbiamo far rimuovere tutti gli specchi dalle stanze perché quello è come un gattino incazzato, appena passa e si vede riflesso fa la gobba, soffia e fa una coda grossa così, giuro. Quindi abbiamo allestito una stanza dove lo riceverò, con colori rilassanti, wifi che prende benissimo, un po' di tablet sparsi in giro per dare quell'impressione lì che sia tutto duepuntozzero, fontanelle di acqua potabile e alcuni paggetti che al suo passaggio spargeranno pannelli solari. Sul tavolo della stanza mettiamo anche un vassoio con dentro dei grillini dissidenti, così se ne ha voglia ne sgranocchia qualcuno, ne è particolarmente ghiotto.

Bersani mi ha già chiamato dicendo che gli va bene tutto. Allora, visto che c'ero, gli ho detto di lavarmi l'auto. Ha accettato con entusiasmo. Una commessa di Montecitorio, vedendolo così azzerbinato, ha deciso di prenderlo in casa anche se ci sarà da discutere col marito su chi deve portarlo fuori la mattina presto.

Monti mi ha preso da parte e mi ha fatto un discorso. Era seduto davanti a un camino con il plaid sulle ginocchia e ogni tanto si piegava di lato e petava. La cosa mi ha intenerito perché mi ha ricordato un po' mio nonno. Alla fine mentre mi parlava io stavo pensando ai cazzi miei, dicevo "sì sì" perché poi gli anziani se la prendono se capiscono che non li stai ascoltando, ma, se devo essere sincero, non mi ricordo niente.
Ricordo solo che alla fine mi ha chiesto se avevo la fidanzata e mi ha dato 50 euro per portarla fuori a cena, poi si è addormentato.

A un certo punto mi hanno detto che mi cercava al telefono Fini ma gli ho fatto rispondere che non compriamo nulla. Appena ho tempo vado su Wikipedia a vedere chi cazzo è 'sto Fini.

Berlusconi lo lascio per ultimo perché si sta facendo installare un catetere con il tubo del 12 dato che dopo deve andare a un rave party di 48 ore e non è che può stare lì ad andare a pisciare ogni due minuti.

P.s.: ho visto su Wikipedia e alla voce "Fini" c'è scritto "ottimo politico".

Il mandato esplorativo
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Di linguaggio comico e malleabilità del Web

Vedere come si muovano le cose è sempre interessante.

Capire come lo facciano, è entusiasmante. Qualche giorno fa pubblicai una teoria strampalata secondo la quale Grillo stia facendo il più grande e complesso spettacolo del mondo, con tutti noi come comparse.

Mi sono guardato un po' intorno, ho osservato i post, i commenti, anche andando abbastanza indietro.

Ho quindi trovato un suo video estremamente strampalato, un video che però aveva tra i commenti un sacco di gente che si entusiasmava per la nascita di questo fanta-strumento in grado di togliere ai ricchi per dare ai poveri.

L'ho pubblicato, dando chiari indizi sul mio parere: è una supercazzola. Lo si capisce dal titolo, dalle domande che pongo ("dove posso scaricare questo software?"), dal video finale di Tognazzi. Ma se sia una supercazzola vera, involontaria, subdola o altro, questo, alla fine, importa poco, perché ci sono concetti più complessi, sotto.

Il post ha avuto una quantità di visite e condivisioni mai viste prima in questo piccolo blog: oltre 25mila like, oltre 1000 tweet. Ma la cosa più interessante è stata la varietà di commenti e di posizioni: chi continua a sostenere la fattibilità di una cosa del genere; chi dice "Grillo scherza" difendendolo; chi dice "Grillo scherza" attaccandolo.

Insomma, Grillo è di fatto il più grande motivo, attualmente, di movimento web, in tutti i sensi e in tutte le direzioni. Ah, per i complottisti globali: come vedete non ho banner pubblicitari, quindi la cosa non mi ha portato più guadagno di quanto non me ne possa portare una pacca sulla spalla.

Sinceramente è da quando mi sono fatto la mia idea "teatrale" di Grillo che non mi interessa più politicamente parlarne, perché per me (magari sbaglio, ma è una mia opinione) non è più considerabile se non sotto l'aspetto teatrale, anche quando parla di politica. Il fatto che, di fatto, "muova" la politica, anche qui, è un problema che attanaglia molti, ma che a me non interessa più, perché oramai sono convinto di vedere oltre la facciata. Se sarà una convinzione sbagliata, di nuovo, cosa ne ricaverò in più o in meno? Un bel niente.

La soddisfazione intellettuale nel fare un post virale e vederlo invadere il web sicuramente c'è. Quella economica, come detto, no. Anzi, se non fossi ospitato su un blog system gratuito, probabilmente avrei sforato la banda del server e ci avrei pure rimesso. Spero che Overblog non mi presenti una fattura extra :D

Succede, mi si è fatto giustamente notare, anche quando qualcuno mette in rete finte prime pagine di Giornali che sembrano denigrare Grillo e il M5S. Il loro scopo è prendere in giro i giornali e i loro attacchi "pretestuosi". Alcuni attivisti le prendono, però, per prime pagine vere, e si incazzano. Un doppelgänger dell'effetto comico-satirico che fa un giro di 360* e poi ritorna. Così come molti, digiuni di informatica, che credono che la supercazzola di Grillo sia il politometro che il M5S ha messo nel programma e che pieni di entusiasmo l'hanno votato anche per questo.

Queste sono tecniche di comunicazione che attingono sempre dallo stesso scaffale: quello della comicità. Il linguaggio comico è più penetrante di qualsiasi altro linguaggio, perché se il comico ti fa ridere, ti fidi di lui. Se ti fa incazzare, ti fidi di lui. Se ti fa pensare, ti fidi di lui. Se ti fa ridere, incazzare e pensare, ti fidi ciecamente di lui. Per sempre.

E' uno strumento potente e molto penetrante, a più livelli. Soprattutto su Web.

E' uno strumento che qualsiasi comico dovrebbe maneggiare con cautela, perché può trasformare il Web, o meglio, le anime che si muovono su Web, in un panetto di burro troppo facile da penetrare con una lama così facile da scaldare.

Ma non voglio annoiarvi con la teoria. La pratica è molto più divertente.

Purché non sfugga di mano: Grillo il controllo del suo grande Show non ce l'ha più, spero che gli eletti M5S prendano in mano la situazione.

Ciriciao, gente!

Di linguaggio comico e malleabilità del Web
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Ho finito il Diazepam e ho capito Grillo

Pre Scriptum: come articolo mi è venuto lunghetto, quindi a chi non sopporta di leggere più di dieci righe, dico subito: il blog di Flavia Vento è QUI. Ella ha il dono della sintesi. Divertiti.

Il pezzo comincia dopo questa riga.

E' da un po' di giorni che ci penso.

La mia passione nel cercare di spiegare le cose scientificamente è stata messa a dura prova dal rincorrersi di tutte gli avvenimenti politici, impazziti dall'inserimento di questa variabile sconosciuta che è Grillo.

Non parlerò del M5S perché attualmente non ci sono elementi sufficienti per farlo: i parlamentari eletti sono dietro questo grosso megafono/parafulmine/portavoce e parlerò di loro quando faranno qualcosa di misurabile e quando questa Democrazia Diretta verrà messa davvero alla prova (attualmente per "diretta" pare pù che si intenda il fatto di mandare ed essere mandati affanculo senza giri di parole).

Sì ho sentito anche io le boiate sul microchip e sul fascismo-WOW, ma quelle sono esternazioni imbecilli, e ogni partito, da sempre, ha le sue esternazioni imbecilli ad opera di personaggi simpatici e caratteristici.
Concentrarsi su quelle vuol dire perdere di vista la complessissima equazione globale.

Mi sono venute in mente due cose, apparentemente non collegate tra di loro: la teoria M e Andy Kaufman.

Andy Kaufman, per chi non lo conoscesse, è quel comico narrato da una canzone dei REM e da un omonimo film: Man on the Moon. Fu un personaggio provocatorio e profondamente innovativo, contemporaneo di Belushi e morto di cancro giovanissimo.

La Teoria M, invece, è (secondo molti fisici teorici) la principale candidata a diventare la Teoria del Tutto, quella in grado di unificare leggi e teorie e spiegare davvero il nostro Universo.

Due punti di partenza molto distanti, lo riconosco, ma ho una mente tutta incasinata e anche traumatizzata, quindi cercherò di allineare tutte le pedine.
Abbiate pazienza.

Seguire Grillo, appare sinceramente impossibile: esternazioni e smentite, accuse alla stampa, affanculi e moriammazzati qui e là, tutte cose, queste, che "ci stanno" anche nella politica classica, ma con una velocità e una sfuggevolezza finora sconosciute.

Effettivamente nessuno ci ha capito niente, tra i commentatori politici e tra i politici stessi, tra i blogger, tra gli utenti dei social.
Anche gli attivisti nelle discussioni dicono: "Non avete capito gnente!!!!! 1111!!undici!!!" e lo dicono con una certa soddisfazione, avendo anche ragione, perché è vero.
Tralasciamo il fatto che quelli con i quali mi sono seduto e ai quali ho detto: "Ok, spiegami", mi hanno mediamente risposto: "Vedrai".
E potrei anche fidarmi, ma ho proprio questa testa incasinata e pasticciona che cerca di spiegarsi le cose, quindi tu puoi anche dirmi "fìdati", ma io, non è per cattiveria o malafede, poi ci penso lo stesso, quindi cerco di capire da solo.
Magari sbagliando, eh.
Ma chi non fa non sbaglia, diceva mio nonno. O l'idraulico di mio nonno dopo l'allagamento della cucina, non ricordo.

Quindi, in sostanza, cerchi di valutare Grillo all'interno di un sistema di riferimento "politico" e non ci capisci nulla, perché ci sono troppe cose che non quadrano.

Facciamo un salto ora dalle parti dei fisici teorici e prendiamo ad esempio la Teoria delle Stringhe. Questi giocherelloni è da tempo che provano a conciliare teorie giuste, se applicate a un certo ambito, ma che poi cozzano se usate per spiegare altri ambiti. Lo sto dicendo in modo proprio terra-terra, perché la questione è molto più complessa di così, non me ne vogliano i più sofisticati. Perché quello che mi preme ricordare, è che a un certo punto si pensò di essere arrivati vicinissimi a una soluzione con questa Teoria delle Stringhe, solo che poi i fisici teorici fecero quello che amano fare di più, e cioè mettere in dubbio quello che pensano, e magicamente vennero fuori più declinazioni della Teorie delle Stringhe. In breve, come succede per le religioni, si crearono degli scismi e l'ipotesi perse forza. Non ci possono essere punti di vista così diversi e distanti, non funziona.
Fino a che un giorno ci fu un tizio che probabilmente usava erba migliore di tutti e disse: fermi, avete tutti ragione e non ce l'ha nessuno, perché mi è bastato guardare le cose da un altro punto di vista e mi sono accorto che ognuno di voi sta suonando una nota e solo quella, mentre mettendole insieme vi faccio sentire che accordo bellissimo viene fuori. Questo signore era Edward Witten, suonò l'accordo di fronte a una platea di fisici teorici e questi ci rimasero discretamente di merda.
Da lì nacque la Teoria M (non so se la M derivi dal fatto che ci rimasero tutti di merda) che rinfocolò le speranze di una dimostrazione di come funzioni il Tutto.

Tutto questo papiro per dire: a un certo punto mi sono scordato che quando non capisco qualcosa, persa per persa tanto vale buttare via tutti i ragionamenti e guardarli da un'altra posizione.
Sì, ma qual è questa posizione?

Ecco che entra in gioco il compianto Andy Kaufman.
Andy era un vero comico rivoluzionario, di quelli che o li odi o li ami. Anzi, è ingiusto dire che fosse un comico, perché la sua vita stessa era un'opera d'arte. E' stato talmente avanti e potente, che molti credono che non sia veramente morto. Un po' come altri giganti artisti rivoluzionari: Elvis, per citarne uno, ma ce ne sono altri.
Quando un artista è completamente indistinguibile dalla sua arte, allora diventa un mistero e una leggenda, e come leggenda può essere tutto: anche vivo nonostante la morte.
Andy Kaufman aveva solo un'esigenza: stupire continuamente, creare scherzi e giochi sempre più spinti, sempre più verosimili e non gli importava nulla né di perdere contratti, né di essere odiato.
Architettò imprese comiche epiche e dai suoi contemporanei non venne capito, spesso odiato, costretto a chidere scuse pubbliche in TV in prima serata, emarginato, ma anche con un seguito che lo amava follemente.

Pensando ad Andy ho cambiato sistema di riferimento, ho abbandonato il ragionamento "politico" e mi sono messo a guardare Grillo da un punto di vista "teatrale", quello che poi è il suo vero campo, e tanti tasselli hanno cominciato a mettersi nel punto giusto, almeno nella mia mente incasinata, quindi potrebbe anche essere che siano nel punto assolutamente più sbagliato.

Prendiamo Berlusconi: anche lui è un istrione, come tutti i venditori. Anche lui trolla, scherza, si incazza, fa incazzare, provoca.
Ma c'è una fine, ai suoi giochi, perché Berlusconi ha un interesse "tangibile": la salvaguardia delle sue aziende, del suo patrimonio, della sua fedina penale. Quindi, alla fine, anche guardandolo con il filtro del ragionamento "politico", quadra, perché poi al netto di tutte le sue casinerìe mediatiche, fa cose politiche: leggi ad personam pessime e disgustose, nella fattispecie. Anche l'istrione finora più istrione che abbiamo avuto, a un certo punto ha avuto il suo interesse da soddisfare.

Quale è l'interesse di Grillo? Il Bene della Nazione? No, se ammettessimo che sia così, rientrerebbe nel modello politico, e abbiamo visto che così non funziona: perché nel modello politico, a un certo punto, ti fermi e soddisfi un'esigenza, che sia tua o di molti o di pochi. 
Fai buona o cattiva poltica, ma la fai. Invece Grillo non fa politica.
Politica è dismettere a un certo punto la casacca da campagna elettorale, e cominciare a discutere, emendare, decidere, governare o fare opposizione.
Grillo è inarrestabile.
Perché il suo interesse non è "tangible".
Non metto in dubbio l'onestà "umana" di Grillo, ma dobbiamo considerare una cosa: è un attore. E' un artista. Si è trovato per le mani l'occasione di fare il Più Grande Spettacolo del Mondo, e lo sta facendo.
Quello con più comparse (noi tutti, che siamo attivisti o meno, che siamo politici o meno) e con più possiblità di rimanere nella Storia.

Se analizzi tutto quello che Grillo dice e fa da un punto di vista politico, molte cose non quadrano, e ci impazzisci.

Se lo analizzi da un punto di vista teatrale, ecco che tutto quadra.

Probabilmente mi sto sbagliando, ma è una Teoria. La Scienza mi piace più della religione perché tutto è sempre una Teoria, finché non viene dimostrata.
E lo scienziato gode sia della dimostrazione di una teoria, sia di una sua sconfessione, mentre il fedele, l'ultras calcistico o quello politico, si incazzano sempre di fronte al dubbio.

Quindi ho dubbi e non pretendo di avere ragione, ma almeno ho una teoria dove le cose, per ora, girano, a differenza di prima.

Sorrido. Non è un sorriso sereno, eh? C'è sempre di mezzo l'Italia e il nostro futuro, quindi più che un sorriso è la risata di un folle sull'orlo dell'abisso.

Stiamo andando a schiantarci fortissimo, ma lo stiamo facendo in modo divertente, mica come i Greci, che si schiantano incazzati. Ma lì è anche per via della lingua, noi che abbiamo fatto il Classico lo sappiamo: ai tempi facevamo una media di un'ora al giorno di greco e già ci venivano le emorroidi al cervello, pensate i Greci che fanno greco tutta la vita!

Bon, ora vado in farmacia che ho finito il Diazepam.

Ciriciao gente!

Ho finito il Diazepam e ho capito Grillo
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