Tag: scribscrib

Io e il mio Macellaio. La raccolta.

Una raccolta di alcuni scritti postati qui e là che vedono protagonista il mio macellaio e la sua preziosa attività di consulenza, soprattutto nel settore dell'Economia. I pezzi sono anche un omaggio (fatto male apposta) allo stile di maurizio milani.

Aforismi venuti male

Conosci il tuo macellaio.

Economia 1

Ho deciso di mettere su un'agenzia di rating per andare in giro a declassare le cose e le persone. Perché ho pensato: il problema è che Moodies declassa a cannone le banche e gli stati, ma il resto delle cose restano uguali.
Per esempio, ieri ha declassato la mia banca e io sono andato lì dal direttore a bulleggiarlo e a tirargli schiaffi sul coppino.
Questo non va bene.
Allora ho messo su Boobies (che in inglese vuol dire tette e le tette non si declassano mai, quindi sto in una botte di tette… ecco lo sapevo, ora mi sono incastrato sulle tette e non riesco a procedere, mi devo sparaflesciare. Swamp!).
Boobies ha il compito di livellare i rating.
Prima sono andato dal mio macellaio e gli ho declassato la moglie e il cane. Lui mi ha tirato dietro un batticarne olimpionico ma si vedeva che ci era rimasto male.
Ora non capisce ma quando avrò finito di declassare tutto il mondo, staremo tutti meglio.
Ora vado che arriva il treno (che più di così non è declassabile) e ho una decina di vagoni di pendolari incazzati da tirare giù di rating.
Addio.
Tette.

P.s. x la commissione reale di Svezia per i nobel. Il nobel all'economia con interim alla pace, lo vorrei agitato e non sciecheràto.

Economia 2

La banconota da zero euro.
Sostanzialmente io e il mio macellaio (che è anche il mio agente di borsa e il mio psicologo), abbiamo creato questo complesso sistema macro-micro-economico nel quale si inserisce questa banconota da zero euro.
Quando non hai più soldi, te la stampi autonomamente (togliendo così alla malavita il giro delle banconote falsificate) e ti ci riempi il portafoglio.
C'hai fame?
Vai dentro una panetteria, dai un'annusata all'aria e gli molli qualche banconota da zero euro.
Per strada ti ferma il toffanello che ti chiede du' spicci per comprare il biglietto del treno?
Fai lo splendido e gli piazzi in mano una mazzetta di banconote da zero euro e gli dici: "Vai, giovane".
Oppure ancora, arriva la cartella esattoriale ma non c'hai più niente, vai da Equitalia con una carriolata di banconote da zero euro e gliele ammolli lì dicendo: "Contatevele".

Insomma, psicologicamente può rinascere quella mentalità anni 80 molto yuppie uanagana, ti senti il portafoglio gonfio e si innesca un meccanismo per il quale poi si genera benessere.
Ora, il meccanismo, prima che mi scendesse l'effetto dello Xanax, era chiarissimo, adesso è un po' nebuloso, ma vi assicuro che era una ficata.

Economia 3

Oggi ho fatto una riunione col mio macellaio e col caldaista, al fine di trovare delle soluzioni per la crisi economica.
Per prima cosa abbiamo buttato giù dal balcone delle bombole esauste e poi siamo andati in strada a spaccare via un po' di vetrine, a ribaltare tutti gli apecar e a dare fuoco ai bidoni dei vestiti usati della caritas.
Giusto per dare quell'impressione lì, che si trattasse di un summit importante.
Poi abbiamo deciso che l'ideale è dare la colpa a qualcun altro, però visto che c'è già chi dà la colpa a un po' tutto (chi all'euro, chi alla colf di Ciampi, chi a Giucas Casella) allora abbiamo deciso di incolpare Trinità, il pastore maremmano del caldaista.
L'abbiamo messo lì e abbiamo cominciato a dire "Cattivo Triny! Brutto cane cattivo! Chi ha fatto tutta questa crisi? Più! Non si fa più!".
E lui aveva le orecchie basse e la coda tra le gambe, segno evidente di colpevolezza canina.
Quindi gli abbiamo fatto mettere il muso nella crisi e quindi ora dovrebbe essere tutto risolto.

Economia 4

Come oramai molti di voi sanno, il mio macellaio fa per me diversi lavori. Esso è infatti il mio psicologo, il mio agente di borsa, il mio consulente d'immagine, il mio social media manager, oltre che agente letterario, tribuno della plebe, arbiter elegantiae, imbalsamatore, faccendiere, consigliere politico, riserva a calcetto, marconista, amico immaginario e meccanico quantistico (notevole quando mi ha sostituito la cinghia di trasmissione con una stringa di trasmissione {se stai ridendo in questo momento vuol dire che sei un nerd senza speranza, se stai pensando di puntualizzare sei un ingegnere senza speranza}).
Comunque sia, tempo fa avevamo elaborato una teoria secondo la quale sarebbe bastato trovare un colpevole, all'inizio individuato in Trinità, il suo cane. Cane che sgridato e minacciato di bastonate se non avesse smesso di fare tutta questa crisi in giro, aveva reagito guaendo con le orecchie basse.
Ma la cosa non ha risolto la crisi, quindi abbiamo dovuto elaborare una nuova teoria.
Siamo quindi andati a tirare lavatrici dal cavalcavia dell'autostrada, attività che più di ogni altra aiuta il ragionamento.
Proprio quando stavamo per scoraggiarci, l'illuminazione.
Come ogni crisi, bisogna ragionare sulle cause.
Perché l'economia è in crisi?
Presto detto.
Perché non ha nessuno con cui parlare, fare quattro chiacchiere, sfogarsi e buttare un po' fuori le energie negative.
Insomma, all'economia non gli passa un cazzo.

Quindi abbiamo deciso di diventare amici dell'economia, invitarla qualche sera a fare una passeggiata, dirle "dai su che passa tutto col tempo", e poi piano piano farla aprire, abbracciarla mentre piange e dire "sì così, butta fuori" facendole pat pat sulla spalla, e poi correre felici sulla spiaggia e metterci sugli scogli ad ammirare un tramonto di pregevole fattura e carico di tante sfumature di amicizia.

Scrittura Creativa

Il mio macellaio, che è anche il mio agente letterario, mia convinto a piegarmi alle logiche commerciali e a scrivere la puntata di San Valentino de…

Sceneggiature (di ammore) che mi hanno rifiutato

BodyGardaland

Prezzemolo è un ex agente dell'Fbi sotto copertura, il suo compito è difendere la ruota panoramica del parco giochi che in realtà è Barbara Streisand sotto copertura (quella che pare la ruota panoramica infatti è una elaborata pettinatura).
Una sera Prezzemolo sente dei terrificanti rumori venire dalla ruota panoramica, come di acciaio arrugginito che si piega, allora allarmatissimo corre ma è solo la Streisand che in un momento di solitudine sta cantando una canzone alla Luna.
Sarà la Luna, sarà che i latrati farraginosi di prima gli hanno provocato un trauma ai timpani e una liquefazione permanente del cervello che ora gli sta colando lentamente da un orecchio, ma Prezzemolo trova la Streisand bellissima.
Alla mattina i primi visitatori vengono sorpresi da quello che sembra Prezzemolo dare colpi d'anca a quella che sembra la ruota panoramica e schiaffeggiarla gridando quelle che sembrano frasi di passione ma che in realtà sono solo elaborate citazioni del film "Rocco invade la Polonia".
Lo scandalo.
La polizia.
La separazione.
Quella che sembra la ruota panoramica si stacca e comincia con quelli che sembrano strazianti rumori di ferro arrugginito a schiacciare i visitatori e gli agenti che stanno prelevando un Prezzemolo ancora infoiato, il quale intanto sta cercando di ingropparsi l'ambulanza ululando: – Si amore è stata un'ottima idea portare anche il tuo cane!

A questo punto non ricordo più come va avanti perché, mentre stavo illustrando lo storyboard ai produttori, mi hanno sedato sparandomi con un narcofucile veterinario con dentro una dose di sonnifero da elefante in su.

Io e il mio Macellaio. La raccolta.
Filed under: racconti, volare e potareTagged with: ,

Io, stercorario.

Io, stercorario.

Ho letto un interessante articolo, di Daniele Imperi, su Pennablu.it.

E' un bell'articolo molto entusiastico sulla scrittura, che pone delle domande a chi si sente scrittore, in una sorta di gioco a staffetta, quindi lo segnalo a chi ami scrivere, ma non credo di poter rispondere. Io più che scrittore mi sento uno scarafaggio. Uno stercorario. Chi mi conosce sa che amo questo animale.

E' il mio dolce dolcissimo animale guida.

E' uno di quegli scarafaggi che portano in giro una splendida, meravigliosa, indispensabile palla di merda. La arrotolano e la spingono, continuamente, verso quel posto nel mondo nel quale scarafaggi e palle di merda si possono amare liberamente.

Io non sono uno scrittore, non lo sarò mai, perché quello che faccio, più che scrivere, è raggomitolare merda, compattarla con cura, assaggiarla, annusarla, catalogarla, maneggiarla. La mia invisibile palla di merda la spingo ogni giorno, la odio quando si incastra e mi rallenta, ma darei la vita per lei. Invisibile un cazzo, poi, per me è visibilissima. Non la vedono gli altri. Attualmente è una bella palla di merda mia coetanea, con un diametro di quasi 10 metri.

Un sole freddo fatto di cacca.

Io sono il suo satellite.

Ogni volta che scrivo o che non scrivo, prendo questa maledetta bellissima stella di schifo e la ruoto, la giro, ci salto sopra e camminando cerco di farla rotolare, la spingo, ci finisco sotto, a volte mi schiaccia, bruttissima stronza, si incastra e più la faccio rotolare insieme a me per il mondo, più si ingrandisce. A volte faccio finta di non vederla, soprattutto quando sono in mezzo alla gente. Ma lei è lì, che mi guarda. A volte mi chiama. E io dico non ora, ti prego, non ora, ho da fare. Vuole entrare con me al cesso, al cinema, in aereo, sul treno.

Per un certo tempo ho pensato che la scrittura fosse davvero collegata alla cacca. Visto che le idee più belle le avevo sempre la mattina sul cesso, anche quelle più poetiche, e dato che la grossa palla di merda mi diceva visto? hai visto?, decisi di andare da un mio amico medico e farmi prescrivere il più potente dei lassativi, giusto per vedere se mi venisse fuori una storia davvero decente, dato che comunque la mattina puoi avere anche delle idee belle solide e fluide, quelle che vengono fuori senza sforzo, ma alla fine sempre di pochi minuti si tratta.

Non lo scorderò mai: Fosfolax.

E' un medicinale che danno come preparatorio a chi deve fare la colonscopia. Visto che c'eravamo, il mio amico medico mi fece anche l'impegnativa per una colonscopia. Mi disse che mi avrebbero infilato un tubo di fibre ottiche in culo e che avrei potuto vedermi l'interno su un montior, non me la sentii proprio di rifiutare. Comunque: Fosfolax.

Era una sorta di gelatina verde. Anche poca. Aprii la bustina e la versai in un bicchiere, spremendola. Poi aggiunsi poca acqua e mandai giù.

Per la prima mezzora non successe niente. Ci rimasi anche un po' male. La palla di sterco era lì a dirmi cose tipo forse hai fatto una cazzata, non credo sia il metodo giusto, dai rotoliamo un po' in giro. Mi alzai la maglietta e mi misi a pancia fuori contro il vento, hai visto mai. Stavo perdendo le speranze, quando sentii poi una sorta di risucchio. Come se si stesse formando un vortice. Lo sentivo, quello era il mio grande romanzo, quello che sarebbe rimasto nella storia, che si stava agglomerando dentro di me. La palla di merda cercava di nascondersi sotto il letto, ma non ci entrava, continuava a sbattere in giro dicendo aiuto! aiuto!, lasciando pezzi di guano per tutta casa. Io sentivo che era arrivato il momento giusto, finalmente avrei avuto un fiume di idee, sarei stato ore sul cesso e avrei partorito la storia più grande di tutte.

Mentre sentivo arrivare l'ondata di idee, arrivò qualcosa di diverso. Come se una mano mi strizzasse dentro. Un dolore che scavava scanalature attraverso le quali tutti i liquidi del mio corpo si diedero appuntamento nel mio baricentro, sentivo il cuore pompare più forte, le lacrime cadere all'interno, la saliva fuggire verso il basso, sentivo come se l'acqua del mio corpo risalisse dai piedi, sfidando la gravità. A quel punto non pensavo più al grande romanzo, ma solo a salvarmi. Corsi in bagno.

Cinque ore dopo, avevo cacato fuori anche il colore degli occhi, ve lo giuro.

Ansimando sul divano, la palla di merda mi guardò e non disse niente, sapeva benissimo che avevo fallito.

Del mio grande romanzo, neanche l'ombra.

Filed under: barbonismo, volare e potareTagged with: