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Il Web è il passato

Negli ultimi due anni ho scritto molto e ricevuto molte visite, molte condivisioni, molti like e anche molti commenti, sia a favore che contro.

Ho fatto degli esperimenti, credo di aver creato qualche maschera di questa Commedia dell'Arte scadente che è il Web (per come si è evoluto o involuto), tipo il Troll prezzolato o l'epopea del Zip War Airganon di Grillo, tutti sassi che ho gettato per vedere cosa succedesse, salvo poi rimanere abbastanza deluso proprio dal fatto che si diffondessero a macchia d'olio e che accadesse proprio quello che mi ero immaginato.
Nell'ultimo periodo ho scritto molto meno della media di questi due anni, perché volevo osservare un po' come si stesse muovendo il web, se si intravvedesse un qualche spiraglio di quello che verrà.

Purtroppo non riesco a vedere fuori da questo Media Evo.
C'è chi trova eccitante il modo in cui la comunicazione viaggia velocemente tra situazioni e individui, tutte cose che apprezzo anche io, ma che mi catturano per pochissimo tempo, salvo poi chiedermi: "Sì, va bene, tutto è più fluido (soprattutto le cazzate). Faccio Web, vedo gente. E poi?".

Il Web, il digitale, continuano ad essere al centro di vuoti discorsi politici come se fossero la promessa di un futuro felice o quanto meno diverso. Si aprono e chiudono Agende Digitali, Congressi Digitali, Agenzie Digitali. Ogni volta come fosse la prima volta, ad ogni protagonista viene in mente di mettersi in bocca quale ricetta meravigliosa sarà il Digitale per lo sviluppo che verrà.
Secondo me l'errore di fondo è questo, guardando la storia delle "rivoluzioni" produttive e comunicative del mondo in cui viviamo: il Web, il Digitale, non sono una ricetta. Sono un ingrediente. Da soli, non bastano. E' come avere in mano un uovo. Cazzo ci fai con un uovo e basta? Alla cocque, all'occhio di bue (forse), crudo. E poi?
Sto dicendo qualcosa di sicuramente banale agli occhi di chi studia, ma quello che mi interessa è riportarlo al mondo d'oggi, agli occhi di chi come me è ignorante e l'unica qualità che ha è l'osservazione: il Web e il Digitale sono i caratteri mobili di Gutenberg della nostra epoca. Una rivoluzione, certo, e anche positiva, ma non possiamo pensare che sia tutto qui, altrimenti rischiamo uno stallo: i caratteri di Gutenberg sono della metà del 1400. La Linotype, cioè la successiva evoluzione, è di più di 400 anni dopo.
Quattrocento anni di non significativi miglioramenti tecnologici, per poi avere un balzo che è nato insieme e grazie alla rivoluzione industriale, e non è un caso.
Oggi noi abbiamo sotto le dita e davanti agli occhi il nuovo "balzo" nella comunicazione e nella produzione e distribuzione dei contenuti, ma non dimostriamo alcun interesse in quello che dovrà essere il balzo industriale necessario all'inizio dell'era successiva.
Senza quello, stiamo solo giocando a creare startup utili solo alle slide del politico di turno.
Senza quello, possiamo migliorare continuamente (e sempre meno significativamente) il modo e le occasioni di comunicare, ma attenzione: le cose che possiamo dirci, non sono infinite. A un certo punto ci guarderemo in faccia (o nella webcam) e ci accorgeremo che il bla bla bla è finito, perché continuiamo a ripetere sempre le stesse cose.
Ad oggi, in Italia, per fare un esempio, quante aziende stanno muovendosi per studiare le applicazioni del grafene? Io ne conosco solo una.
Si dirà: c'è la crisi non riusciamo a fare produzione e ci mettiamo a fare ricerca e sviluppo?
Verissimo, ma potremmo cominciare a pensare che le startup che "fanno web, vedono gente" e con questi meravigliosi piani industriali ricevono finanziamenti, potrebbero anche essere un po' ridimensionate a favore di chi voglia esplorare il futuro dei materiali, perché a quanto pare è proprio qui dietro l'angolo e rischiamo di perdercelo.
Non possiamo più gareggiare sull'industria classica, c'è troppa competizione a livello globale e l'Italia è troppo debole – e nonostante questo c'è chi predica il ritorno alla lira – ma potremmo scegliere di diventare un'eccellenza in qualcosa, sfruttando il fatto che l'Europa ha proprio questo obiettivo: guidare la prossima rivoluzione industriale. Potremmo diventare il laboratorio dell'Europa sui nuovi materiali, ma continuiamo a perderci su cose sulle quali non potremo migliorare mai se non a parole, tipo la Banda Larga. Per farci viaggiare sopra cosa? Gattini? Per continuare a coltivare l'ingenua idea che la Rete da sola "basti", sia essa per la governance, per la democrazia o per il futuro economico?
E' per questo che la Rete è importante ma penso che sarebbe una mossa furba cominciare a guardare oltre, a qualcosa di tangibile – secondo il mio parere, eh? Sebbene il mio parere sia la cosa più fica che io conosca, ho imparato ad accettare che sia relativo.
Altrimenti ci troveremo ad avere per le mani solo un nulla che viaggia sempre più veloce.
"Sì ma tu cosa fai?"
Non lo so, per ora cerco di parlare solo quando penso di aver qualcosa da dire.

Questa non è una Linotype, ma non trovo più la foto che avevo fatto, accontentatevi di questa.

Questa non è una Linotype, ma non trovo più la foto che avevo fatto, accontentatevi di questa.

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