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Esami di liquidi casuali

Esami medici non ne faccio tanti, generalmente nella mia vita non ho mai avuto bisogno, sono di salute forte, tranne per il fatto che una volta ogni venti anni circa rischio di lasciarci le penne per qualcosa. Poi in mezzo niente, eh. Forse qualche raffreddore, ma neanche tanti.
E' successo quando sono nato, dove stavo morendo di malasanità, poi a 21 anni perché mi si è perforato l'intestino così, senza avvisare.
Tra tre anni ne faccio quaranta, quindi ho deciso di cominciare a fare esami medici per rientrare in allenamento.
Così a caso ho scelto lo spermiogramma e grazie a un medico corruttibile mi sono fatto prescrivere l'esame. Mi intrigava il fatto di eiaculare in una struttura pubblica, cosa che pensavo mi sarebbe stata sempre preclusa, non avendo io velleità di intraprendere la carriera politica.

L'esame era previsto per questa mattina, ma la prima cosa bella è quando vai al centro di prenotazione. Ti dotano di vasetto sterile per il deposito e di un foglio formato A0, del quale abbiamo una diapositiva

Esami di liquidi casuali

Essendo io nuovo dell'ambiente di prenotazione ospedaliera ho subito pensato che fosse un po' come i cartelli che usi quando aspetti qualcuno all'aeroporto o alla stazione, e non immaginavo quanto mi sbagliassi e quanto sarebbe stato inopportuno presentarsi, stamane, con quel foglio puntato sul petto gridando nella sala d'aspetto cose come "SCUSI VADO BENE DI QUA PER IL DEPOSITO DEL SEME?"

Ma a questa cosa ci arriviamo dopo.

Prima, ci sono le istruzioni, alcune a voce e altre scritte, da parte del medico che poi riceverà il poco desiderabile contenitore.
Che poi, trattandosi di un esame che comporta una parte di estrazione solitaria alla quale un nerd è abituato per sua natura, uno pensa di sapere già quello che serve, ma la realtà è sempre più complessa e stupefacente. Le spiegazioni e le istruzioni, però, ti lasciano strozzati in gola dei dubbi, che nel dialogo successivo metterò tra parentesi.

Medico: – Allora, gli spermatozoi dovranno essere belli nuovi, quindi è necessario che qualche giorno prima dell'esame, tra il 24 e il 26, lei eiaculi.
Io: – Ok. (Ma dovrò eiaculare continuativamente, tra il 24 e il 26?)
M: – Poi dal 26 al 30, dovrebbe evitare di eiaculare del tutto.
Io: – Ok. (Questo è facile. Basta staccare Internet.)
M: – Se dovesse eiaculare per qualsiasi motivo, mi telefoni perché dobbiamo spostare l'esame.
Io: – Ok.(Speriamo di non eiaculare a caso, così senza motivo apparente).

Poi su un foglio ci sono altre informazioni, tra le quali (riporto pedissequamente):

– Il prelievo deve essere effettuato esclusivamente mediante masturbazione; non è ammesso l'uso di preservativi, del coito interrotto oppure orale (praticamente, in una frase, la storia della vita di ogni nerd)
– Prima dell'effettuazione del prelievo, è opportuno urinare, lavarsi le mani e sciacquare con cura i genitali senza l'uso di detergenti
– Il contenitore deve essere aperto solo immediatamente prima dell'effettuazione del prelievo, evitando di toccare le pareti interne
– Prestare attenzione che tutto il liquido seminale sia raccolto nel contenitore

Questo insieme di dati, però, genera una serie di domande inespresse:
– Se per caso eiaculo fuori tempo massimo, basta telefonare e dire "Scusi dottore, ho fatto un casino, mi hanno prestato i Google Glass e com'è, come non è, ho eiaculato" ?
– C'è un numero massimo di eiaculazioni illegali dopo il quale vengo squalificato?
– Il barattolo è enorme, per riempirlo mi serviranno diverse ore.
– Per tenere tonici gli spermatozoi posso adottare qualche stratagemma, tipo fargli ascoltare musica rock tramite applicazione scrotale di auricolari, o la cosa pregiudica il test?
– Meglio Mozart?
– E' utile rivolgersi alla sacca scrotale con parole di incoraggiamento?
– Se poi al momento del deposito non ho sufficienti stimoli per poter essere nelle condizioni di eseguire il gesto atletico, posso portare sex toys e/o mollette da bucato?
– L'operazione di estrazione (per la quale necessita un numero n di mani = 1), unita al fatto che il contenitore vada aperto solo un attimo prima (numero di mani necessarie = 2), implica uno scenario piuttosto disagevole. Se sbaglio mira e il seme finisce per terra, vale la regola dei 5 secondi come per il cibo, che se lo raccogli subito non succede niente, oppure pregiudica il test?
Poi, diciamolo, questa cosa di evitare eiaculazioni mi metteva un po' di ansia. Mi immaginavo di avere una involontaria fuoriuscita notturna dovuta ad attività onirica fuori ordinanza, di non avere il coraggio di rimandare l'esame, di arrivare lì e di trovarmi di fronte al più grande esperto mondiale di liquido seminale che, guardando in controluce il barattolo, avrebbe esclamato: "LEI HA EIACULATO QUESTA NOTTE!", quindi, smascherato, mi sarei gettato a terra in ginocchio, avrei tirato fuori da una busta le mutande indossate nella notte e avrei implorato: "SI DOTTORE! NON E' STATA COLPA MIA! ECCO, VEDA COSA RIESCE A TIRARE FUORI DA QUESTE!".

Anche a cercare su Google, non si trova niente di utile.

Insomma, già mi immaginavo una serie di eventi concatenati per i quali il barattolo alla fine avrebbe contenuto sperma misto a sudore, cotone, polvere, cioccolata calda e cera, e un esito del test così composto: "Spermatozoi con una buona motilità, ma che purtroppo la sprecano vagabondando senza meta, infastidendosi tra loro, giacendo ubriachi di vino al cartone e con un apparente disinteresse per il futuro".

Stamattina quindi mi sono presentato, e quando ho chiesto tenendo bene in vista il cartello di cui sopra dove dovessi andare per depositare il tutto, notando l'imbarazzo del personale ho capito perché, qualche giorno prima, il medico avesse aggiunto quella misteriosa frase: – Mi raccomando, quando arriva dica che ha appuntamento con il dr. Xxxxxxxxxxxx e si rechi direttamente nel sotterraneo, dove ci sono i laboratori, senza passare dall'accettazione.
Insomma è una questione di privacy e del fatto che generalmente uno pare non dovrebbe essere orgoglioso di gridare al mondo che deve prelevarsi del liquido seminale, unito complementarmente al fatto che forse anche il mondo questa cosa non voglia saperla.
Umani, io non vi capirò mai.
Mi portano quindi nella sala d'aspetto sotterranea della vergogna, deserta e unattended e della quale ho la seconda diapositiva di questo pezzo:

Esami di liquidi casuali

Passa infine il dottore che mi fa compilare dei fogli, mi dà altre raccomandazioni soprattutto sul fatto di raccogliere proprio tutto tutto tutto senza dimenticare niente in giro e mi accompagna al cesso, sulla soglia del quale mi lascio andare ad un eroico: "Ok, da qui in poi dovrei cavarmela da solo".
Medico: – Non c'è la chiave, quindi attacco sulla porta questo cartello con scritto OCCUPATO, così non rischi che entri qualcuno.
Io: – Ottimo. (Un'ultima immagine si è insinuata nella mia mente poco prima di quella che sarebbe poi stata ordinaria amministrazione: sul cartello non c'era scritto "occupato", ma "do not disturb", e io, in accappatoio di seta, da dentro il cesso, telefonavo alla reception dell'ospedale dicendo: "Concierge? Un cestello ghiacciato con una bottiglia di champagne e UN bicchiere qui al cesso del laboratorio sotterraneo, s'il vous plaît")

Quando sono andato via non ho fatto il gesto naturale di tendere la mano al dottore, il quale, nello sguardo, ha avuto uno scintillìo di gratitudine che raccontava così tanto del suo lavoro.

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Grillo, quando dici “La Rete”…

Caro Grillo,

non ce l'ho col tuo movimento, e neanche con te, ma con chi ti fa consulenza tecnologica.
Oggi, durante il noioso e scontato faccia a faccia con Renzi, a un certo punto lui ti ha detto una delle poche cose giuste che gli ho sentito dire, ancorché priva di qualsiasi valore riguardo il suo spessore come politico e/o leader. Ha detto: tu sei qui perché te l'ha chiesto il tuo blog.
Tu hai risposto: no, me l'ha chiesto la Rete. (errata corrige del 20/02/2014: ho risentito il video, l'audio mi aveva ingannato. Non hai risposto così, durante il faccia a faccia. Hai detto "Non ho popolo". Errore mio, l'hai detto nella conferenza stampa subito successiva: ecco qui. "Per la Rete, non per il blog".)
Mi è venuto in mente che dici spesso la Rete, invece che "blog". Anche se i vari sondaggi decisionali li fai lì sopra per i tuoi iscritti (giustamente). Ho sempre pensato che la tua fosse una sineddoche, un po' come quando dici "America" per dire "USA", per esempio. Per comodità.
Invece oggi ho capito (o pensato di capire) che ci credi, nel senso, pensi che quella sia la Rete.
Dato che è capitato anche a una mia prozia, che sapeva navigare solo sul sito del canile municipale di Turi per vedere le foto e pensava che Internet fosse tutta lì, volevo darti una misura di quello di cui parliamo.
Lo farò grazie a un sito che mi ha segnalato il mio amico Fabrizio, che tu non conosci, ma che è un bravo ragazzo (per dirti, io che sono un delinquente sapevo cosa fosse youporn, lui no, il problema è che io credevo che Internet fosse tutta lì, un po' come la mia prozia coi cani.)
Questo sito è http://internet-map.net/

Te lo linko perché così puoi provare anche tu. Ma nel caso ti metto anche le foto.
Ecco, lo apri e si presenta così:

Grillo, quando dici "La Rete"...

Così non si capisce molto, lo so.
Con il selettore in alto a sinistra puoi zoomare e allora si capisce meglio.
Questo è il web visitabile (quindi comunque una parte del tutto) e quei pallocciotti sono i siti. Se zoommi un po' verso quei pallocciotti blu, per esempio, vedi già qualcosa di più:

Grillo, quando dici "La Rete"...

Così si capisce meglio, vero?
Ecco, non è una mappa precisissima, ma è abbastanza affidabile per darci una misura di quali sono le dimensioni del web e di quello che navighiamo. Almeno dei siti più grossi, infatti quelli piccoli (come questo), non li trovi.
Possiamo divertirci a cercare i siti, a zoommare avanti e indietro, oppure possiamo usare il campo di ricerca in alto a sinistra per trovare un sito.
Proviamo col tuo.

Grillo, quando dici "La Rete"...

Trovato!
Hai un bel pallocciotto anche tu!
Ma come facciamo a sapere dove siamo? Beh, basta usare sempre la barra dello zoom in alto a sinistra.

Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...
Grillo, quando dici "La Rete"...

Eh, quindi dì ai tuoi consulenti di sbloccarti il firewall, perché fuori dal tuo blog c'è un mondo!

Ciriciao Beppe!
Fra

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La nuova frontiera del porno online: i video normali

La regola 34 di Internet parla chiaro: se una cosa esiste, allora c'è del porno che la riguarda. Se non esiste ma puoi immaginarla, c'è qualcuno che sta pensando di farne un porno.

Ed è così che, dopo la categorizzazione, nel mercato del porno online, delle bizzarrìe più strane, fanno il proprio debutto i video di una categoria fino a ieri insospettabile: i video "normali".

La nuova frontiera del porno online: i video normali

L'immagine di copertina della categoria? Una fila alle poste.
Possibile immaginare qualcosa di meno eccitante?
Eppure il mercato esiste, se il numero di video caricati e visualizzati non mente.

Ebbene sì, evidentemente il mercato del porno, che non conosce crisi, ci è arrivato prima di tutti: esistono persone che hanno, come perversione, quella di eccitarsi di fronte a video del tutto ordinari, senza nudità, senza alcuna "trama" pornografica.

La domanda, però, è lecita: che senso ha attirare su un sito pornografico, quindi "sconveniente" per le cronologie dei browser, un pubblico che potrebbe nascondere benissimo la propria perversione semplicemente guardando Youtube?

Alla domanda risponde la D.ssa Katlin J. McEnroe, ordinaria di psicologia sessuale all'Università di Melbourne: "E' certo che il senso del proibito possa aumentare il piacere, se il contenitore grazie al quale fruiamo di un certo contenuto, è lo stesso di altro materiale che è sconveniente guardare in pubblico. Aumenta l'intimità del gesto che, di suo, non è da condannare. E' certamente una frontiera nuova da studiare."

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Giulio Cavalli: una pistola carica davanti a casa sua. Speriamo tolgano il silenziatore anche all’informazione sulla sua vicenda.

La notizia è quella che riporto qui sotto.

Nuove minacce per Giulio Cavalli: una pistola carica nel suo giardino.

Da anni costretto a vivere sotto scorta, l’attore e scrittore Giulio Cavalli è stato nuovamente minacciato. Una pistola carica è stata trovata nascosta vicino all’ingresso della sua residenza a Roma.

continua su: http://www.fanpage.it/nuove-minacce-per-giulio-cavalli-una-pistola-carica-nel-suo-giardino/#ixzz2gqH0OoLN
http://www.fanpage.it

Fanpage

Oltre a Fanpage, da una rapida ricerca su Google, noto che hanno pubblicato la notizia anche l'edizione web milanese del Corriere, il Giorno, il Fatto Quotidiano.

Fanpage.it ha il merito di non aver mai abbandonato il racconto di questa vicenda, ed è grazie a questa testata che conosciamo le interviste a Luigi Bonaventura che hanno sollevato il coperchio da una situazione che rimane ignorata dalla stampa e dall'informazione TV "mainstream", e forse, in taluni casi, non senza un pizzico di malizia, se vogliamo chiamarla così.

Per tutto Agosto e Settembre, alcune persone si sono battute perché non venisse messo il silenziatore a questa vicenda, e fortunatamente il piano che Bonaventura ha portato alla luce, e che prevedeva una revoca della scorta a Giulio, non ha avuto luogo. Per ora.

Che ci fosse una pistola carica nascosta davanti alla casa di Giulio, una pistola col colpo in canna, è un fatto gravissimo. Soprattutto in una vicenda che fa intuire collusioni che vanno oltre l'indecenza, se ci può essere una gradazione di indecenza nella collusione con la malavita.

Ora Giulio è stato portato in una località protetta.
Se in questi anni abbiamo potuto saltuariamente godere della nostra amicizia, anche se sporcata da questa cappa indesiderata di minaccia intorno (cosa tremenda e che non riesco a spiegare efficacemente, quando interessa un'amicizia che è nata sui banchi di scuola) ora questa cosa, probabilmente, mi toglierà, non so per quanto tempo, il piacere di poter sapere dove sia, cosa pensi, se si trovi bene col suo nuovo iPhone di merda e sentirmi prendere in giro per il mio Android sfigato, e tutte quelle cose che al momento ti sembrano discussioni inutili e che ora pagherei per poter fare.

Spero solo che questa pistola, fatta dello stesso materiale umano di chi ce l'ha messa, e cioè merda e codardìa, oltre a togliermi la possibilità di sapere dove e come stia, ci regali un po' meno silenzio sulla sua vicenda e su vicende come la sua da parte di chi può davvero muovere i riflettori.

Perché silenzio = mafia.

Giulio Cavalli: una pistola carica davanti a casa sua. Speriamo tolgano il silenziatore anche all'informazione sulla sua vicenda.
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Papa Francesco e Scalfari, Ratzinger e Odifreddi. Io scrivo a Don Alfonso

Caro Don Alfonso,

scrivo a te perché quelli cicciotti di cui sopra sono troppo impegnati a tirarsi pacche sulle spalle e non vorrei disturbarli.

Sicuramente hanno instaurato un bel carteggio che verrà studiato nelle facoltà di Filosofia, in futuro, e la cui conoscenza costituirà titolo preferenziale per essere assunti in friggitoria, ma secondo me in questo auto-compiacersi del dialogo tra credenti e non credenti, perdono di vista il punto che sarebbe davvero utile.

Innanzitutto, si concentrano molto sull'ateismo in relazione alla figura storica di Gesù, cosa che in un dialogo attuale tra credenti e non credenti, non ha alcuna consistenza.

Perché così come la Scienza ha delle dimostrazioni, poi delle teorie, quindi delle ipotesi, man mano che ci avviciniamo all'inizio dei "Tempi", allo stesso modo un non credente dovrebbe chiedere a un credente come si può, in merito alla figura che di Gesù dà la Chiesa, andare indietro rispetto al Primo Concilio di Nicea, che di fatto è il Big Bang del Gesù Cristo come lo conosciamo.
Quindi Ragione e Fede, Scienza e Cristianesimo, hanno sicuramente un bell'ammazzarsi intellettuale su fatti, ricostruzioni, interpretazioni, teorie, teoremi, e via dicendo.

[Mi ero fatto prendere la mano e avevo scritto un pippone lunghissimo su Nicea e poi una visione futura di una religione incentrata su Berlusconi dove per un equivoco archeologico viene rappresentato nelle icone sacre con la faccia di Beppe Grillo, ma ho cancellato tutto, perché anche io mi stavo facendo prendere la mano e rischiavo di perdere di vista il punto.]

Da non credente del 2013, inserito nella realtà di quello che viviamo, delle acrobazie argomentative in un senso o nell'altro sulla figura di Cristo, sono convinto che ne possiamo fare a meno.
Certo, in privato ognuno discute di quello che vuole. Per carità. Ma un dialogo pubblico tra certi pesi massimi, mi piacerebbe che fosse un po' utile anche per me, che da lettore/spettatore ne divento il fruitore vero.
L'utilizzatore finale, diciamo.

"Dio perdona anche chi non crede" oltre a sbaragliare Pascal e la sua ridicola scommessa filosofica, è un concetto bellissimo, agli occhi di un dubbioso e di un fedele.
Agli occhi di me che so di essere un non credente, è una cortesia per la quale posso ringraziare, ma che non so come ricambiare, se non con un sorriso sincero e con un "non era necessario, non dovevi".

E quindi quale è questo punto?

Il punto è che un dialogo di così alto livello tra fedeli e non fedeli, dovrebbe riuscire a non perdere l'occasione di parlare di politica.
Se sono ateo, non me ne importa nulla di dimostrare che ho ragione sul fatto che la Bibbia sia un'opera letteraria, e se qualcuno crede che sia la Verità e la Parola di Dio, a me non dà alcun fastidio. Se convertissi all'ateismo un credente, non la considererei una vittoria, ma una fatica inutile.
Un dialogo pubblico del genere deve non perdere l'occasione di parlare di tasse, di diritto all'aborto, magari citando il fatto che 2 ginecologi su 3, in Lombardia, sono obiettori di coscienza e che potrebbero spingere una donna tra le pericolose braccia clandestine di aborti fai-da-te; parlare di diritto all'eutanasia, di tutta quella fatica e di quegli ostacoli che incontrano la Scienza e il legislatore su quei temi "etici" che non riguardano la collettività, ma il singolo individuo; parlare di economia e delle lobby politicizzate e cristianizzate che occupano posizioni di potere indebitamente, distruggendo la concorrenza e quella parvenza di finto libero mercato che abbiamo in Italia.
Parlare di tante cose che c'entrano con la Fede e anche con la vita quotidiana di chi Fede non ha.

Quindi, caro don Alfonso, io vorrei sapere da te, che vivi tra le persone comuni e non negli intermundia editoriali e pastorali, se ci può essere un dialogo e un confronto sereno tra credenti e non credenti su QUESTI temi, lasciando le dispute sulla Parola ai Filosofi.
Dispute interessanti, bellissime e stimolanti, per carità.
Ma che volano a un chilometro dalle teste dei problemi veri.
Soprattutto se hai la fortuna di poter parlare con uno che ha uno Stato in centro a Roma, vista Tevere.

Ad maiora.
Tuo,

francesco (con la f minuscola)

Papa Francesco e Scalfari, Ratzinger e Odifreddi. Io scrivo a Don Alfonso
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Il dito indica la Luna e il complottista guarda il dito

Il complottista delle scie chimiche, poi, la Luna non la considera proprio.
I fautori del complotto organizzato delle scie chimiche, un complotto gestito da persone che giocano sulla credulità della gente, al nostro satellite non ci pensano mai.
Cercherò di essere il più potabile possibile, per chi voglia approfondire il materiale è tanto.

Che c'entra la Luna?
C'entra perché uno degli argomenti più "facili" che gli sciachimicisti portano a "dimostrazione" delle loro tesi, è il fatto che il clima stia mutando di anno in anno, così come l'avvicendarsi delle stagioni.
Cosa facilmente esperibile, visto che tutti possiamo notarlo.
Quindi, dicono, con tutte le schifezze che buttano in cielo con gli aerei, possono controllare il clima, e giù a copincollare link di Wikipedia sul cloud seeding (una tecnica per spingere una nube a modificare il proprio comportamento).
Ora, è abbastanza noto che esista questa tecnica relativamente antica per far cadere o no un po' di pioggia in un'area ben definita, o per ridurre la grandezza dei chicchi di una prossima grandinata, ma tra far piovere e controllare il clima ci passa talmente tanta strada che se tutti i complottisti delle schie chimiche trovassero improvvisamente il coraggio di alzare il culo dalla sedia del PC e di andare personalmente a irrorare merda nei cieli di tutto il mondo, il clima mondiale avrebbe le stesse conseguenze che avrebbe un cane qualora tutte le sue pulci si mettessero a ballare il tip tap contemporaneamente.

Questo perché il clima, oltre ad essere una materia molto complessa, risente, ogni anno, di un evento fisico troppo grande e potente (e antico) per le forze di qualsiasi complotto governativo: il progressivo allontanamento della Luna dalla Terra.
Sono 4 cm circa all'anno, ma vogliono dire molto.
Perché?
Per via dell'inclinazione dell'asse terrestre. Sulla terra abbiamo le zone climatiche che abbiamo, per via di alcuni motivi, uno dei quali (forse il "maggiore") è tanto semplice quanto affascinante: la presenza della Luna impedisce all'asse terrestre di andare oltre una certa angolazione, riducendo a 2 gradi circa la possibilità dell'asse stesso di "oscillare". La forza di attrazione della Luna tiene la Terra "stabile" nella sua inclinazione rispetto al Sole e ha permesso, in milioni di anni, che ci fossero zone climaticamente ben definite e quindi abbastanza stabili perché si potesse sviluppare non solo la vita, ma anche le dinamiche sociali e storiche che conosciamo. Non è solo la presenza della Luna, ma il fatto che la Luna abbia la massa giusta, la velocità di rotazione giusta e la distanza giusta perché questo avvenisse.
Insomma, il nostro clima è un prodotto di milioni di anni di eventi fisici e cosmici che, dal nostro punto di vista, sono stati piuttosto fortunati. Oppure, per chi crede in qualche dio, perché questo dio ha progettato così tutto l'ambaradan.

Purtroppo, ed è un dato di fatto, casualità cosmiche, fisica o dio che si voglia, la Luna si allontana, quindi ogni anno si modifica un "pezzetto" di quel controllo e di quella stabilità: è per queste oscillazioni che stagioni, mezze stagioni, precipitazioni e temperature medie, non potranno mai essere esattamente le stesse da un anno con l'altro, ma varieranno di poco, a volte in un senso e a volte in un altro, e soprattutto è sempre per queste oscillazioni che i dati medi di oggi sono sicuramente diversi rispetto a quelli di 50 anni fa, anche se di poco, in senso assoluta. Attualmente una variazione dell'inclinazione di mezzo grado, può voler dire avere un inverno molto più rigido o un'estate soffocante, a seconda della direzione di questa variazione. Cambiamenti che per noi possono sembrare enormi, ma che nella realtà sono piccolissimi, se visti da una prospettiva temporale più ampia. Immaginatevi cosa succederà quando l'asse terrestre potrà oscillare anche di 5 o 10 o 20 gradi.

E' un cambiamento inesorabile per il quale nessuno può fare nulla, e che probabilmente porterà all'estinzione della vita come la conosciamo, nel giro di qualche milione di anni, scie chimiche o no: quando infatti l'asse terrestre sarà libero di oscillare perché la forza di attrazione della Luna sarà lontana, lo farà anche di quasi 90°, il che vuol dire "addio zone temperate, addio birretta in terrazza al tramonto, addio maree e correnti oceaniche, addio a un po' tutto".

Personalmente mi spiace perdermi quei giorni, ma questa è una cosa mia.

Ecco perché quando sento i complottisti parlare di "controllo del clima", li immagino sempre con gli occhi troppo vicini al setto nasale e la fronte prominente: perché sono come le scimmie di 2001 Odissea nello Spazio di fronte a qualcosa che ignorano in maniera, direi, totale.

p.s.: magari qualcuno potrebbe venirsene fuori dicendo che la Luna si allontana per via del fatto che i governi e i matusa la bombardano, tramite H.A.A.R.P, con onde radio. Vi do un suggerimento: secondo me sono stati i Babilonesi a cominciare a bombardare la Luna con le onde radio, perché durante le eclissi vedevano la Luna più grande, rispetto al Sole, il che turbava il loro senso estetico.
Sarebbe quindi grazie a loro se oggi la Luna nelle eclissi copre esattamente il Sole, lasciando quella romantica cresta di luce tutta intorno.

Il dito indica la Luna e il complottista guarda il dito
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Il videomessaggio di Berlusconi c’è già

Ed è uno solo.
Ce lo ha regalato il 5 agosto ChristianIce, e per chi non lo conoscesse, è uno dei migliori "youtuber" che ci siano in circolazione.
Mette in musica, rielaborandoli, i freak della galassia youtube, ma non solo: è anche un compositore con un bel grappolo di palle e suona tutto da solo.
Questo è il suo canale Youtube, che vi invito a sottoscrivere e seguire.
E quello qua sotto, l'unico videomessaggio di Berlusconi che meriti di essere visto.

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Il silenzio costa meno del tritolo

Ieri era l'anniversario, tondo tondo, della morte di Padre Puglisi, che nel maggio scorso è stato beatificato, diventando così il primo martire della Chiesa per mano della mafia.
Per molti era un martire già da tempo, anche per me, vuoi perché ho sempre creduto fortemente nella lotta alla mafia, vuoi perché quella stagione la ricordo bene, come tanti, e ogni mattina c'era il rischio di svegliarsi con un nuovo martire steso sull'asfalto, o a pezzi sparsi nel raggio di qualche decina di metri. E' successo anche in altre epoche, ma io ero adolescente, e quindi è stata la stagione di sangue che ha segnato la mia consapevolezza sociale.
Da allora ad oggi è cambiato tanto.
La mafia si è accorta che ci sono armi che costano meno di un chilo di tritolo e sono più efficaci e più facili da trasportare: un appalto, un editoriale, una fiction, un decreto legge, il silenzio.
Nella bocca dei politici, tutti, la mafia si merita qualche citazione solo in campagna elettorale.
Sta tornando pericolosamente a "non esistere" davvero, ad essere qualcosa di sfumato, lontano, collaterale, letterario, narrativo.
Chi fa giornalismo e politica antimafia, sul territorio, viene escluso (dolcemente) dal giornalismo che conta o dalla politica che conta.

Le ricette che ci raccontano per uscire dalla crisi sono come la carbonara, l'amatriciana o il pesto: ognuno ha la sua e tutti si accapigliano su argomenti leziosi e dettagli. Tutte sono accomunate dalla mancanza di un ingrediente: la lotta all'infiltrazione mafiosa (camorrista, 'ndranghetista) a tutti i livelli.
Che è un po' come dire: facciamo il pane, ma senza lievito.

Avrei voluto scrivere ieri, queste riflessioni, in coincidenza con il ricordo del sacrificio di Puglisi, poi ho pensato che troppo spesso, in Italia, anche l'antimafia diventa antimafia da calendario, da anniversario, e in qualche modo poi c'è una giustificazione "morale" nel tacere il resto dei giorni.
Oggi chi hanno ammazzato?
Impastato? Puglisi? Corrao? Notarbartolo? Panepinto? Padre Gennaro? Padre Stella? Bonfiglio? Rumore? Borsellino? Falcone? I carabinieri Cicero e De Francisca? Carnevale? Mattarella? La Torre? Terranova? Fragalà?

Se proprio vogliamo l'anniversario odierno, allora oggi ci sarebbe da commemorare il giornalista Mauro de Mauro. Di lui Sciascia disse "De Mauro ha detto la cosa sbagliata all'uomo giusto, e la cosa giusta all'uomo sbagliato".

Ecco, questo verbo, "dire", che è il contrario di "tacere", è la chiave di tutto.
Ma proprio di tutto.
Non importa il giorno.

Il silenzio costa meno del tritolo
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Il caso di Giulio Cavalli e il multilevel marketing della mafia

Scrivo questo pezzo perché conosco i fatti.
Lo scrivo perché il ho in parte vissuti.
In più, mi sono rotto i coglioni.

Sarà un pezzo semplice, senza troppi giri di parole, per spiegare una situazione che rappresenta esattamente il modo di lavorare che hanno le mafie in questo Paese.

Nelle Puntate precedenti:

Il boss pentito e collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, rilascia in Agosto due interviste video (uno e due) , nelle quali dice cose chiare:

1. Lui era a conoscenza di un piano per delegittimare l'ex consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli, già sotto scorta dal 2007 per minacce di Mafia e che durante la sua attività di consigliere regionale ha "scassato la minchia" su tutto: nomine dirigenziali, appalti Expo, infiltrazioni delle mafie in Regione Lombardia. E' tutto documentato, basti andarsi a vedere gli atti (pubblici) dell'attività consiliare di Giulio Cavalli.

2. Questo piano tendeva a fare in modo che Giulio non venisse ri-eletto e che successivamente gli venisse tolta la scorta.

3. In seguito, venisse organizzato un incidente stradale in cui Cavalli sarebbe rimasto vittima, perché eliminarlo più "direttamente" l'avrebbe reso un simbolo, cosa che in questo momento la criminalità organizzata non si può permettere.

4. Il piano, era di proprietà intellettuale non solo della criminalità organizzata, ma anche di una parte della politica Lombarda e anche qualche uomo proprio delle istituzioni responsabili della sicurezza di Cavalli.

Ora, i video sono linkati, pubblici, hanno avuto molte visualizzazioni e dentro ci sono diverse ipotesi di reato.

Venerdì scorso è stata aperta una sottoscrizione online (che sta andando bene e che vi invito a condividere) per fare pressione su Presidenza del Consiglio, Ministero dell'Interno e Ministero di Giustizia, visto che nessuno si è ancora preso la briga di ascoltare ufficialmente Bonaventura e indagare per verificare le sue parole, con tutte quelle domande che restano nell'aria e che in uno Stato normale non dovrebbero restare nell'aria troppo tempo.

C'è stata solidarietà, più o meno diretta, ma l'unico atto "ufficiale" è per ora un'interrogazione del Deputato Daniele Farina (SEL) che fatta a inizio Agosto risulta ancora "in corso".

Informazione: tutto tace.

Informazione di Stato (Rai): non pervenuta.

Sul suo blog, Giulio ha spiegato bene e ringraziato chi politicamente si stia muovendo. Un post dove fanno molto rumore i nomi che non ci sono.

Bene.
Veniamo ad oggi, per spiegare terra terra due cose e per dare, a chi non conoscesse queste situazioni, una misura il più possibile aderente alla realtà di quello che succede.

Innanzitutto si è portati a pensare che in questo mondo, quello di mafia, antimafia, scorte e minacciati, ci sia una bella distinzione netta, tipo bianco e nero, o (meglio) buoni e cattivi.

In Italia niente è netto, tutto è sfumato, soprattutto questo.

Le Mafie, come scrissi proprio con Giulio in uno spettacolo di tanti anni fa, è un "multilevel marketing". Ma dove generalmente questa forma di lavoro è una fregatura per chi viene tirato dentro a "vendere", in questo caso la fregatura è per noi che ne siamo fuori. Orgogliosamente fuori, aggiungo.

Questo orgoglio traspare oggi da un post di Giulio che mi ha davvero colpito. Perché c'è orgoglio, ma c'è anche amarezza. Basta leggere per bene, rigo per rigo, per capire che la situazione è più grave, molto più grave del silenzio. Leggiamo bene questo passaggio, che è solo l'abbrivio di una serie di paragrafi che vi invito a valutare bene:

So che pezzi istituzionali (so i nomi, so i cognomi) stanno giocando sulla “non credibilità” del pentito senza avere il coraggio di metterlo per iscritto.

So che gli informatori che servono alle mafie stanno informando come vorrebbero le mafie. E così escono particolari appena accennati su eventuali miei “errori” che non vengono mai raccontati. Per infilare il dubbio con un’informazione che teme i dubbi quasi più dei fatti. So chi sono, so perché lo fanno e so qual è il gioco “grande” che ci sta dietro.

http://www.giuliocavalli.net/2013/09/02/vorrebbero-sparare-con-dubbio-ma-non-ne-sono-capaci/

Visto che a scuola mi hanno insegnato a fare le parafrasi, spiegherò questa frase in modo ancora più semplice: l'informazione tace perché chi vuole che non se ne parli, sta instillando in chi dovrebbe parlarne i dubbi che Cavalli stesso non sia "limpido". E conoscendo Giulio, che è abituato (professionalmente, intendo) a parlare di una cosa solo se ha le pezze d'appoggio per parlarne, allora vuol dire che qualcuno questa cosa l'ha proprio detta, quasi con queste parole.

Ecco il multilevel marketing. Ognuno, consapevolmente o meno, fa la sua parte: il "detto non detto" che passa di bocca in bocca e che giustifica (male) un'inerzia inaccettabile.

Anche perché quest'inerzia non dico che sia un cartellino timbrato, ma ci si avvicina.

Dicevo all'inizio che conosco i fatti. Li conosco perché li seguo, leggo, mi informo.
Dicevo che in parte li ho vissuti. Li ho vissuti perché Giulio mi è stato compagno dai tempi del Liceo fino ad oggi, e quando hai un amico, con cui sei cresciuto, in una situazione del genere, anche se non glielo dici perché davanti a una birra si tende sempre a scherzare e minimizzare (per sopravvivere), ogni mattina ti svegli con la paura di leggere la notizia che non vorresti mai leggere.

E quando ci ritroviamo e scherziamo lui sulla mia panza e io sulla sua statura, c'è sempre un ospite invisibile, non invitato, estraneo, viscido.
Che si nutre proprio delle strategie silenziose di questo multilevel marketing dell'infamia.

Dicevo all'inizio che mi sono rotto i coglioni.

Di questo ospite, mi sono rotto i coglioni, precisamente.

Chi voglia e chi possa, chi è indipendente da questo viscidume, ci aiuti a tenere alta l'attenzione su questa situazione.
E' il solo potere che abbiamo.

Il caso di Giulio Cavalli e il multilevel marketing della mafia
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Cosa può fare una famiglia italiana con l’abolizione dell’IMU

Secondo le ultime stime di Federconsumatori, gli aumenti sul costo della vita per le famiglie, nel 2013, sono i seguenti:

  AUMENTI 2013   Euro/anno
   
 Tariffe gas  – 41 euro
 Tariffe elettricità  – 5 euro
 Alimentazione (+5%)   299 euro
 Trasporti ( treni e servizi locali)  113 euro
 Carburanti (comprese accise regionali)  132 euro
 Assicurazione auto (+5%)  61 euro
 Servizi bancari + mutui + bolli + tasse  118 euro
 Derivati del petrolio, detersivi, plastiche e prodotti per la casa  153 euro
 Tariffe autostradali (+2%)  38 euro
 Tariffe aeroportuali  31 euro
 Tariffe acqua  26 euro
 Tariffe rifiuti  49 euro
 Riscaldamento  44 euro
 Addizionali territoriali  173 euro
 Scuola  (mense +36 €, libri e materiale +26 €)  62 euro
 Tariffe professionali-artigianali  181 euro
 Tariffe postali + canone rai  58 euro
   
 TOTALE  1.492 euro

E' quindi lampante che una famiglia, con l'abolizione dell'IMU, può pulircisi il culo.

Cosa può fare una famiglia italiana con l'abolizione dell'IMU
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